SLAI COBAS TRENTINO ALTO ADIGE

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  • TRENTO 04/02/2012

  • TESSERAMENTO 2011

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  • NESSUN CONTRIBUTO PUBBLICO ALLE IMPRESE CHE DELOCALIZZANO ED INVESTONO ALL'ESTERO

  • I LAVORATORI PAGHERANNO MONTAGNE DI EURO PER LA LINEA AD ALTA-VORACITA’ BRENNERO-VERONA. E’ UN’OPERA CHE, MENTRE DEVASTERA’ LA SALUTE DEI CITTADINI E L’AMBIENTE, INGRASSERA’ POLITICI, COSTRUTTORI, GRANDI IMPRESE E BANCHE

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    NIENTE SOLDI PUBBLICI ALLE COOPERATIVE CHE SFRUTTANO E LICENZIANO I LAVORATORI

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  • BASTA CON I SINDACALISTI CORROTTI E' NECESSARIO COSTRUIRE UN NUOVO SINDACATO DEI LAVORATORI

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  • UN BLOG PER FARE COSA ?

    Cari Compagni ed Amici Abbiamo cercato di impostare il blog in modo da contribuire all’informazione, alla denuncia di particolari situazioni lavorative, alla formazione, alla solidarietà di classe. In questo senso abbiamo voluto concepire il blog come uno strumento al servizio della difesa dei proletari e dei lavoratori ed abbiamo cercato in queste prime settimane di pubblicare materiali (notizie, volantini, documenti ecc.) che potessero servire a sviluppare idee, competenze, organizzazione ed opposizione. Pensiamo che il blog se da un lato deve porsi al servizio di un processo collettivo, dall’altro a sua volta deve venire costruito in un processo collettivo. Un blog di questo tipo ha tanto maggiore senso quanto più contribuisce a stimolare e valorizzare la partecipazione e gli apporti del compagni e dei lavoratori. Non viviamo più nel ventesimo secolo e questo vuol dire che i lavoratori hanno orami accumulato enormi competenze nei campi più disparati, il problema è che queste conoscenze vengono prevalentemente coltivate in modo individuale e spesso individualistico, non vengono socializzate e tradotte in un processo costituente di una nuova collettività. Senza cultura proletaria non ci può essere un reale movimento di trasformazione sociale e politico, ma questa cultura non va inventata dal nulla, quanto costruita attraverso un processo di generazione collettiva. Una cultura innovativa capace di unificare e ricomporre i lavoratori può diventare una forza in grado di cambiare il mondo. Per quanto ci riguarda vi chiediamo di costruire il blog insieme a noi rendendolo tra l’altro uno strumento utile per la difesa dei lavoratori. Tramite il blog altri lavoratori potranno entrare in rapporto con lo slai cobas del Trentino scegliendo liberamente il livello di questo rapporto. Apposite pagine del blog sono quindi destinate alla pubblicazione, alla segnalazione ed alle denunce, alle richieste d’informazione ecc. Ormai i blog stanno diventando un mezzo di comunicazione e di dibattito capace di concretizzarsi nella formazione di reti di relazioni, iniziative collettive e movimenti. Speriamo di non essere da meno di tanti politici di potere, di tanti servi intellettuali e vip, di tanti esponenti di una ‘sinistra’ marcia. Tutte queste bande di privilegiati e parassiti usano utilmente il web vecchio e nuovo al servizio degli interessi di una parte ristretta della società. Spetta ai proletari, ai lavoratori ed agli strati popolari usare tutti i mezzi di comunicazione in modo competente e creativo al servizio degli sfruttati.
  • PERCHE’ SCEGLIERE LO SLAI COBAS DEL TRENTINO ALTO ADIGE ?

    I sindacati confederali sono irreversibilmente corrotti. Gli apparati dei sindacati confederali sono ormai indissolubilmente legati al capitale finanziario. I sindacalisti si riciclano nelle burocrazie dello stato, nelle finanziarie, nelle imprese cooperative, nei servizi alle imprese, negli uffici padronali delle “relazioni sindacali”, negli enti no-profit, nelle cooperative, nei partiti di potere. Dentro i sindacati confederali ci sono ancora immense energie di lotta che vanno difese, salvaguardate ed indirizzate verso la costruzione di un nuovo sindacato dei lavoratori capace di opporsi all’offensiva dei governi di centro-destra e di centro-sinistra e di far avanzare la lotta contro i padroni, le banche, le burocrazie statali, il capitalismo di stato ed il capitale europeo ed internazionale. Lo slai-cobas lavora, insieme a tanti altri lavoratori di diverse appartenenze, per la costruzione di un nuovo sindacato capace di rappresentare realmente gli interessi degli operai, dei disoccupati, dei precari, dei lavoratori svantaggiati, degli strati popolari. Lo Slai Cobas è un sindacato nazionale inter-categoriale quindi possono far parte dello Slai Cobas lavoratori di tutte le categorie. ___________________________________________
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un appello per l’unità di classe sindacale e politica dei lavoratori : IL CAPITALISMO HA FATTO CRACK E PRESENTA IL CONTO AI LAVORATORI

Pubblicato da slaicobastrentino su agosto 19, 2011

La devastante controffensiva globale del capitale in atto è figlia della radicalizzazione a destra dell’intero quadro politico e della definitiva involuzione neoconsociativa del sindacalismo confederale e sconta una evidente difficoltà delle lotte di resistenza dei lavoratori e di quelle sociali che, se anche destinate ad allargarsi sotto i colpi della crisi, ad oggi sembrano non bastare ad allontanare quel prospettato “ritorno al medioevo” in cui vorrebbero precipitarci.
Come Prodi ieri, stavolta è Berlusconi che tenta la carta di ulteriori e drastici sacrifici e del rilancio dell’ tra chi sfrutta e chi è sfruttato per “superare la crisi” nella speranza di indurre i lavoratori ed i collegati settori sociali a rassegnarsi, una volta per sempre, alla pretesa “ineluttabilità” delle politiche di lacrime, sangue e macelleria sociale con cui il fronte padronale intende, stavolta ed in sopraggiunta, perseguire una sconfitta epocale – politica prima che materiale – dell’intero movimento di lotta. Una controriforma classista e strategica che oggi rilancia ed attualizza la nefasta filosofia dell’EUR varata dalla CGIL sin dal lontano 1977 (i diritti fondamentali dei lavoratori che devono diventare una variabile dipendente e sottomessa alla supremazia d’impresa) e recentemente messa in atto nelle fabbriche, con contenuti specifici e generali, in Italia e su scala globale, dall’a.d. Fiat Sergio Marchionne.
E’ questo il senso – e la estrema pericolosità sociale – della manovra anticrisi che sta varando il Governo con complice e funzionale balbettio della cosiddetta “opposizione”: dalla libertà di licenziamento alle modifiche costituzionali per consegnare la libertà di “business” per le imprese avulsa dai ogni sostanziale vincolo di utilità sociale e tutela dei diritti primari dei lavoratori e dei cittadini ed a discapito di ciò, dalla controriforma del Diritto del Lavoro e della rappresentanza e dei diritti sindacali all’abolizione dei CCNL, ai tagli a pensioni e salari, sanità e servizi sociali per liberalizzare e privatizzare i residui di servizi pubblici essenziali, eliminazione delle festività, ecc.
Da tutto ciò deriva l’urgenza di costruire iniziative di massa territoriali e nazionali per contrastare l’ìnaudita offensiva di governo e padronato, con tutte le altre forze sindacali, politiche e sociali disponibili, che dovrebbero contestualmente adoperarsi per un serrato confronto costruttivo idoneo a superare le non secondarie divergenze che al momento hanno sostanzialmente contribuito a limitare una adeguata risposta di lotta dei lavoratori e con essa quel necessario innesco di una congruente “svolta di controtendenza” capace di porre “con forza e al centro” un realistico ed indispensabile percorso prefigurante la prospettiva di autonomia ed indipendenza dei lavoratori e del proletariato in una ripristinata visone di classe cui va ridata credibilità e visibilità.
In questo senso lo Slai cobas condivide la necessità contingente proposta da settori del sindacalismo di base per la urgente convocazione di un’incontro tra i vari soggetti disponibili a “costruire al più presto una mobilitazione di massa capace di reagire immediatamente ma anche di reggere nel tempo”.
SLAI COBAS – COORDINAMENTO NAZIONALE – agosto 2011

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5 giugno manifestazione nazionale a Roma e regionale a Milano

Pubblicato da slaicobastrentino su maggio 30, 2010

LA CRISI VA PAGATA DA CHI L’HA PROVOCATA IMPEDIAMO LA FINANZIARIA – MASSACRO SABATO 5 GIUGNO MANIFESTAZIONI NAZIONALE A ROMA E REGIONALE A MILANO

In questo biennio i lavoratori sono stati ulteriormente spremuti dal potere economico e politico: a milioni di licenziati e cassaintegrati scadono gli ammortizzatori sociali; dilaga un precariato senza speranze; tagli impressionanti dei servizi sociali; massacro nella scuola pubblica (41 mila posti di lavoro in meno per settembre) e l’espulsione in massa del precariato scolastico; incessante attacco al pubblico impiego, mentre cresce a dismisura l’evasione fiscale e il dilagare della corruzione; la pressione del fisco sui salari e sulle pensioni è diventata intollerabile.

In più, il governo vuole eliminare l’art.18 dello Statuto dei Lavoratori e annuncia ulteriori attacchi al diritto di sciopero, continuando a negare rappresentanza e diritti, vuole cancellare definitivamente funzione e portata dello Statuto dei lavoratori.

Per impedire le riduzioni salariali, il blocco della contrattazione e congelamento dei contratti nazionali, l’elevamento dell’età pensionabile e la drastica riduzione delle pensioni, l’abolizione di ogni garanzia contro i licenziamenti, i massicci tagli di posti di lavoro nella scuola e in tutto il settore pubblico, l’unica via di salvezza è la crescita rapida della solidarietà e dell’unità nella lotta contro i poteri economici e politici europei.

!n questa direzione il 5 giugno, a fianco della manifestazione nazionale a Roma, se ne svolgerà una in Lombardia, proposta a tutti coloro che si battono contro le catastrofiche ricette di “uscita dalla crisi” del potere economico e politico.

Il popolo greco rappresenta oggi l’avanguardia europea della lotta contro un capitalismo che ha portato l’Europa e il mondo nella più catastrofica crisi economica del dopoguerra, per questo proponiamo che il 5 giugno diventi una giornata di mobilitazione europea.

Ai lavoratori italiani serve un sindacato di classe che oltre a portare al centro delle lotte i propri interessi economici, smascheri la politica di appoggio di CGIL-CISL-UIL-UGL a questo sistema, getti le basi solide, con le organizzazioni sindacali di base per contrapporsi, partendo con le lotte nei propri posti di lavoro, alla politica dei governi italiano ed europei e al loro progetto per far pagare la crisi ai lavoratori!

No alla finanziaria massacro !

No ai licenziamenti, all’attacco alla spesa sociale e ai lavoratori pubblici e privati !

Si alla tutela dei pensionati, dei precari, dei disoccupati !

Lottiamo per abolire le leggi Brunetta !

Cancellazione del Collegato Lavoro, dei tagli nella Scuola e nei servizi pubblici !

Tassiamo i grandi patrimoni e le operazioni !

Respingiamo l’attacco al diritto di sciopero, ai diritti sindacali e del lavoro, ai contratti, alle pensioni, ai beni comuni, per la regolarizzazione degli immigrati e il prolungamento dei permessi di soggiorno per disoccupazione!

A fianco dei lavoratori greci ed europei in lotta ! Milano Sabato 5 giugno alle h. 15.00 – L.go Cairoli

Confederazione COBAS – USB Unione Sindacale di Base – Slai Cobas

 

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LO SLAI COBAS PARTECIPA ALLO SCIOPERO CON LA MANIFESTAZIONE NAZIONALE ROMA DEL 23 OTTOBRE

Pubblicato da slaicobastrentino su ottobre 11, 2009

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SLAI Cobas: 23 ottobre sciopero generale del sindacalismo di base ed autorganizzato e manifestazione a Roma

I reparti-confino e il sequestro del voto RSU alla Fiat di Pomigliano d’Arco concertati da azienda e FIOM-FIM-UILM anticipano il tentativo (messo in atto da padronato, governo, sindacati collaborazionisti e forze politiche collegate) di sospendere la democrazia in ogni luogo di lavoro – dal settore privato a quello pubblico – tramite la blindatura ed il rafforzamento del monopolio sindacale di CGIL-CISL-UIL e “l’azzeramento normativo” dei diritti e delle libertà sindacali dei lavoratori e dell’intero sindacalismo di base. L’ulteriore attacco che si prospetta alla democrazia sindacale ed al diritto di sciopero è funzionale al tentativo di scaricare i costi della crisi sulla pelle dei lavoratori, dei precari, dei disoccupati, degli immigrati e dei ceti popolari. Tentativo che vede unito, in una sorta di “unità nazionale anticrisi”, il fronte padronale con l’insieme delle forze politico-istituzionali di entrambi gli schieramenti (aldilà delle finte differenziazioni di facciata) nell’esigenza di fare ‘piazza pulita’ – in chiave autoritaria, ed una volta per tutte – di ogni opposizione non compatibile con la ‘gestione concertata’ della crisi per controllare e sviare il conflitto sindacale e quello sociale. Alla luce dei contenuti della straordinaria ed affollata assemblea nazionale di Napoli dello scorso 26 settembre “per la difesa della democrazia sindacale, della libertà di lotta e di organizzazione” promossa da Slai Cobas e RdB-CUB, lo Slai Cobas partecipa alla manifestazione di Roma del 23 ottobre (ferme restanti le critiche in relazione alla ‘ritualità’ ed alle modalità di indizione), indice una coincidente giornata di sciopero nel settore industriale e aderisce, in pari data e per motivi tecnici, alla sciopero dei servizi pubblici e del pubblico impiego. Ciò non solo per il pressante bisogno “tattico e difensivo” (cosa comunque non da poco) di unità dal basso delle lotte dei lavoratori, e di quelle sociali, per far fronte al devastante attacco padronale in atto; ma anche in relazione all’altrettanto non rimandabile necessità di ‘dare una prospettiva futura al conflitto sociale’ con la ‘ragionata costruzione’, nei tempi necessari, della prospettiva di un ‘sindacato di classe’, ad oggi bloccata dalla differenza di valutazioni e di vedute. In questo senso, anche all’interno dello sciopero del 23 ottobre, la questione sindacale diventa una vera e propria “emergenza democratica con forte valenza politica”: dal reparto confino e il sequestro del voto RSU alla Fiat di Pomigliano all’analogo sequestro del voto prospettato nel settore trasporti alla ristrutturazione dei comparti del pubblico impiego all’ulteriore compressione del diritto di sciopero in ossequio all’esigenza normalizzatrice, del padronato di far fuori l’insieme del sindacalismo di base. La questione ‘politica’ della lotta per le libertà sindacali e contro il monopolio confederale della rappresentanza – consegnato da governi e padronato a CGIL-CISL-UIL – oggi si intreccia alla lotta dei lavoratori che rifiutano di pagare i costi della crisi ed a quella contro i licenziamenti politici e di massa e per l’assunzione dei lavoratori precari e ‘atipici’ e la tutela a parità di diritto dei lavoratori e dei cittadini immigrati, per la reinternalizzazione dei rami d’azienda, nel privato, e nei servizi, l’abrogazione delle leggi razziste e del ‘pacchetto sicurezza, nonché della ‘Bossi-Fini’, per la riduzione d’orario e il recupero del potere d’acquisto di salari, stipendi e pensioni e il loro aggancio al reale costo della vita, per il salario garantito ai disoccupati ed il recupero ‘per tutti’ del salario indiretto dato dai servizi e dai diritti sociali (casa, istruzione, salute, assistenza, trasporti, acqua, energia ecc), la tutela della salute e della vita nei luoghi di lavoro quella del territorio (basta ricordare il caso della Marlane-Marzotto, la ‘fabbrica dei morti’ di Praia a Mare – ultimo in ordine di tempo – dove grazie allo Slai Cobas e proprio in questi giorni si sta scoperchiando l’inquietante e criminale intreccio-collusivo tra padronato, istituzioni, istituti di controllo, sindacati confederali e intero quadro politico. Quegli stessi soggetti che stanno depenalizzando le normative a tutela della salute e della vita dei lavoratori e dei cittadini, fautori tra l’altro del rilancio del nucleare, degli inceneritori a discapito delle energie rinnovabili, ecc.), contro le politiche di guerre commerciali e guerre reali per l’unità di classe ed internazionale dei lavoratori. Se capitalismo ha fatto crack e i sindacati di regime e i partiti di entrambi gli schieramenti, tutti sostenitori di questo sistema, continuano a predicare ai lavoratori la rassegnazione e la ‘speranza’ in un futuro capitalismo riformato, oggi più che mai bisogna cominciare a porsi la ‘questione della svolta’, necessaria a dare più forza e potere ai lavoratori nelle fabbriche e nella società! SLAI COBAS COORDINAMENTO NAZIONALE www.slaicobas.it

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Adesione del PRC di Bassano alla campagna di solidarietà

Pubblicato da slaicobastrentino su luglio 2, 2009

Aderiamo alle iniziative contro il licenziamento del lavoratore
della cooperativa.
Circolo di Rifondazione comunista di Bassano del Grappa.

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HANNO PAURA DEGLI OPERAI (LEGGI ARTICOLO DEL CORRIERE DELLA SERA)

Pubblicato da slaicobastrentino su maggio 18, 2009

IL CASO POMIGLIANO

La sceneggiata del partito degli incendiari

Il valore simbolico dell’iniziativa dei Cobas

LEGGI TUTTO CLIKKA SUL FILE PDF

IL CASO DI POMIGLIANO.IL PARTITO DEGLI INCENDIARI

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NOI LA CRISI NON LA PAGHIAMO

Pubblicato da slaicobastrentino su febbraio 3, 2009

manifesto-crisi-bbbINIZIATIVA PUBBLICA
SUL TEMA DELLA CRISI
E DELL’OFFENSIVA CONTRO I LAVORATORI

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MANIFESTO: NO ALLO SCIPPO DEL TFR

Pubblicato da slaicobastrentino su giugno 5, 2007

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Solidarietà a precari e dipendenti ITC e istituti di ricerca trentini

Pubblicato da slaicobastrentino su ottobre 15, 2004

Solidarietà a precari e dipendenti ITC e istituti di ricerca trentini

NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DI ISTRUZIONE E RICERCA!
NO AL DISEGNO DI LEGGE SALVATORI !

Con il disegno di legge Salvatori la giunta sta dettando il generale riordino del sistema provinciale della ricerca. In realtà si tratta di un vero e proprio stravolgimento che investe l’idea stessa di conoscenza scientifica e dell’istruzione mentre viene affermato il principio della superiorità degli interessi delle imprese su quello dei lavoratori e della collettività. Questa legge mira sostanzialmente a mettere sullo stesso piano Università, istituti di ricerca, enti di governo provinciali, aziende e Agenzia per lo sviluppo. Le imprese, che da sempre godono dei frutti dell’istruzione e della ricerca pubblica direttamente spendibili con profitto sul mercato, potranno concorrere così alla gestione diretta di tutto il patrimonio di immobili, tecnologia e laboratori, brevetti e personale qualificato rappresentato dall’Università, dall’ITC e dai suoi centri come l’IRST, oltre a quelli delle Viote e di San Michele all’Adige.
La riforma si impernia sulla nascita di due fondazioni di diritto privato nelle quali confluirebbe il patrimonio rappresentato dagli istituti di ricerca ma la portata di tale riforma va ben al di là di questo.
Lo stesso Salvatori non è d’altra parte un funzionario qualunque visto che è stato collaboratore parlamentare di Pierferdinando Casini, ha rivestito ruoli da quadro dirigente nell’ITC, ha lavorato all’OCSE ( Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici ), è stato responsabile dell’ufficio studi della Camera di Commercio di Trento ed è stato personalmente designato dalla Giunta provinciale quale assessore alla ricerca e innovazione senza neppure passare per la prova dell’elettorato.
Non sono sconosciuti neppure i membri del consiglio di amministrazione dell’istituto Trentino di cultura eletti lo scorso 29 settembre e che sono diretta espressione degli interessi politico imprenditoriali visto che vi troviamo i soggetti designati da ASSOCIAZIONE INDUSTRIALI, da UNIONE COMMERCIO, TURISMO E ATTIVITA’ DI SERVIZIO, dalla FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI TRENTO E ROVERETO, dall’ITAS – ISTITUTO TRENTINO ALTO ADIGE PER LE ASSICURAZIONI e dalla FEDERAZIONE TRENTINA DELLE COOPERATIVE e CASSA CENTRALE DELLE CASSE RURALI TRENTINE oltre a coloro che vengono direttamente nominati dalla giunta provinciale.
In totale, su 15 componenti del consiglio di amministrazione, solamente uno di questi è designato dal personale dipendente dell’ITC e, per un incredibile norma, questo non può essere un dipendente dell’ente. Aspetto ancora più grave, discriminatorio e lesivo del diritto dei lavoratori è quanto leggiamo nella proposta di legge Salvatori al punto 2.d) dell’art. 8 dello statuto della fondazione, che vieta anche a chi non fosse dipendente dell’ente, ma venisse eletto rappresentante sindacale dai dipendenti, di far parte del consiglio di amministrazione.

A fronte della rappresentanza di tutto il mondo politico e imprenditoriale non è consentita neppure la presenza diretta dei lavoratori!

Secondo il Trentino del 13 e del 15 ottobre 2004, su 422 persone che lavorano all’ITC, il 38% sono collaboratori ed un altro 23% è costituito da assunti a tempo determinato, e all’istituto agrario di San Michele all’Adige su 186 persone il 36% risulta assunto con tipologie di contratto precario. Sotto San Michele dovrà ricadere anche il Centro di ecologia alpina alle Viote dove si parla addirittura di soli 2 ricercatori di ruolo contro 43 con contratto a termine.
Con una tale composizione del consiglio di amministrazione dell’ITC, ben lontana dagli interessi dei lavoratori e della gente comune, con l’appoggio dell’Università degli Studi di Trento e con l’oggettiva debolezza del personale dipendente facilmente ricattabile e disciplinabile a causa dell’altissima presenza di precarietà che lo contraddistingue è evidente a tutti che già oggi gli istituti di ricerca trentini sono fondamentalmente soggetti a operare e a soddisfare gli interessi imprenditoriali anche senza alcuna riforma, ma tutto ciò evidentemente non bastava ancora!
I lavoratori fanno d’altronde bene a preoccuparsi visto che secondo quanto riportato dal Trentino del 16 ottobre la giunta starebbe elaborando, “un innovativo contratto territoriale del personale della ricerca” che “…dia anche la possibilità di agire per il meglio, in un settore dove competitività e velocità di reazione sono fondamentali” ossia, tradotto alla luce delle direttive della legge Salvatori, sarà un contratto caratterizzato dalla massima flessibilità, meritocrazia e con una retribuzione strettamente legata all’utile e c’è poi da chiedersi con quale capacità e forza contrattuale i lavoratori dovrebbero essere in grado di lottare per la definizione di tale contratto.
Un altro aspetto importante è la presenza, per diritto, del rettore dell’Università degli Studi di Trento, tra i membri del consiglio di amministrazione, che ci consente anche di ricordare che il mondo della ricerca è strettamente legato a quello dell’istruzione che, in Trentino ancora più efficacemente che nel resto d’Italia, si sta trasformando in un vero è proprio servizio alle imprese di fornitura di manodopera precaria da specializzare a bassissimo costo . Non è un caso che proprio in Trentino, per il secondo anno consecutivo, è operativo il patto tra Assindustria e Università per l’impiego di apprendisti studenti universitari nelle aziende. A fronte di un trattamento da apprendisti, giovanissimi tecnici, vengono impiegati con mansioni e obblighi da dipendenti. Lo scopo di tale iniziativa è bene esplicitato dal seguente passaggio di un articolo tratto dal Trentino del 22 gennaio 2004 che già allora citava ben 16 aziende coinvolte: ” il percorso consente alle aziende di formare figure professionali qualificate, adatte ai progetti di crescita del settore”. Il messaggio che si vuole trasmettere è chiaro: conoscenza è tutto ciò che è vendibile e ricerca è tutto ciò che serve alle imprese per fare utile. Si tratta di un patto Università – Azienda che a livello nazionale sta prendendo piede solo oggi sotto il nome di “progetto lauree scientifiche” che il ministro Letizia Moratti insieme a Confindustria sta presentando con lo stanziamento pubblico di sette milioni di euro.
Ma già oggi gli istituti di ricerca sono costretti, per sopravvivere, a dimostrare di saper operare come aziende e a produrre utili, pena la minaccia di smantellamento di interi settori. Per garantire tali utili sempre di più i ricercatori con ruoli di responsabilità saranno chiamati a operare come veri e propri datori di lavoro nei confronti di studenti, di borsisti, di tutti i precari in genere ma anche degli stessi colleghi con contratti apparentemente più rassicuranti operando come “capi reparto”, limitando permessi e ferie, imponendo straordinari in funzione di commesse e contratti. Commesse e contratti per prestazioni sempre più scadenti e fuori da ogni controllo sociale perché il risultato dovrà sempre più rispondere a precisi livelli di budget e non certo ad un rigoroso esito scientifico visto anche che uno dei “principi fondamentali” che ispira la legge Salvatori ed elencato al punto Art.3- k) è la: “valorizzazione economica dei risultati della ricerca, anche a vantaggio dei ricercatori e del personale che hanno contribuito al loro raggiungimento” da qui anche l’inevitabile scontro tra dipendenti per l’accaparramento delle commesse più lucrose.
Per finire è evidente che nessuna impresa si assumerebbe mai l’onere del mantenimento di impianti di altissimo livello tecnologico come, per esempio, nel caso dell’IRST o dell’istituto di San Michele oppure l’onere di sostenere la formazione e l’istruzione di base. Oggi, come sa bene qualsiasi lavoratore di un impresa privata, è già difficile poter usufruire di corsi perfino se sono mirati alle stesse mansioni che producono utili. Inoltre sui quotidiani di questi giorni apprendiamo pure dell’inchiesta per truffa sulla gestione di ben 400 mila euro del Fondo sociale europeo da parte di importanti società il cui compito sarebbe l’erogazione e la programmazione di corsi di formazione.

E’ quindi evidente che gli oneri di qualsiasi tipo saranno comunque tutti a carico della collettività!

Siamo ben lontani da una semplice riorganizzazione e ci troviamo, invece, di fronte a un riassetto totale della ricerca, cosiddetta pubblica, ad una spartizione di immensi beni immobiliari, al tentativo di massacrare i diritti dei lavoratori siano questi precari o no e all’impostazione di una ricerca scientifica destinata a scadere in mero strumento di profitto.
Siamo di fronte, insomma, all’ennesimo tentativo di rapina e sfascio, di una ricchezza che è collettiva e che è stata costruita in decenni di sacrifici dai lavoratori che oggi sempre di più devono pure subire la sfrenata “finanza creativa” dei manager e degli imprenditori dell’azienda Trentino in grado di anticipare perfino le scelte del governo Berlusconi.

Per porre da subito un argine alla devastazione dei diritti dei lavoratori causata da questo processo di privatizzazione chiediamo l’eliminazione di tutte le forme di precariato e l’assunzione immediata a tempo indeterminato del personale che attualmente lavora presso tutti gli istituti di ricerca trentini.
Coordinamento Provinciale Slai-Cobas
Cip. 16/10/04 TN V.Orti 24, c/o sede Slai-cobas

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