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Slai Cobas _ ASSEMBLEA OPERAIA NAZIONALE ALL’ALFA ROMEO DI ARESE Venerdì 20 aprile 2012

Pubblicato da slaicobastrentino su marzo 14, 2012

Contro le strategie parallele della Fiat di Marchionne e del governo Monti
per dare forza e ruolo all’opposizione operaia

ASSEMBLEA OPERAIA NAZIONALE ALL’ALFA ROMEO DI ARESE
Venerdì 20 aprile 2012 – ore 10.00

Da 13 mesi dura il presidio alla portineria sud ovest dell’Alfa di Arese dei lavoratori che da anni sono in lotta contro i licenziamenti di massa in atto nell’area (regalata all’epoca da Prodi agli Agnelli) e poi destinata dalla Fiat alla deindustrializzazione ed alla speculazione finanziaria ed immobiliare in funzione dell’EXPO 2015. E’ grazie a questa importante lotta condotta dallo Slai cobas che stanno venendo alla luce inquietanti e losche storie di mazzette e minacce mafiose che vedono coinvolti nella cricca trasversale della importanti gangli istituzionali e dei servizi da sempre usati dal fronte padronale in eversiva funzione antioperaia. La storia dell’Alfa di Arese anticipa quanto prospettato dalla Fiat per Pomigliano, Mirafiori e le fabbriche del gruppo.

Dopo aver colpito duramente l’intero sistema pensionistico pubblico, oggi il governo Monti si appresta a colpire ancor più duramente l’insieme dei lavoratori pubblici e privati con la trattativa in corso sulla deregolamentazione del mercato del lavoro, la liberalizzazione dei licenziamenti (art. 18) e la riforma degli ammortizzatori sociali. Una violenta controriforma già concepita dall’accordo interconfederale del 28 giugno 2011 firmato tra Confindustria e CGIL-CISL-UIL (poi recepito in legge all’art. 8 dalla successiva manovra economica del governo Berlusconi) che ha gravemente colpito la democrazia e la rappresentanza sindacale, affossato i contratti nazionali, derogato l’insieme dei diritti soggettivi e collettivi dei lavoratori e aggirato l’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori (con la liberalizzazione dei licenziamenti per accordo sindacale, ). E’ questa, oggi, la tragica base di partenza della trattativa-farsa in corso tra il governo e CGIL-CISL-UIL, peraltro già pregiudicata nei suoi contenuti dal documento comune del 17 gennaio 2012 inviato dalle segreterie nazionali confederali al governo Monti in preparazione degli incontri odierni ed in cui si legge tra l’altro che “a partire dalle numerose crisi aziendali e settoriali i nuovi investimenti per rilanciare lo sviluppo saranno definiti sulla base dell’accordo del 28 giugno 2011”.

Un esempio per tutti: a luglio 2011 Fiat Pomigliano ha attuato cassa integrazione per due anni (fino a luglio 2013) per “cessazione dell’attività” dopo aver appaltato la produzione automobilistica a Fabbrica Italia Pomigliano che ha assunto 2.000 lavoratori e tagliato fuori circa 3.000 dei 5.000 addetti al ‘vecchio’ stabilimento. L’abolizione della “cassa” per cessazione di attività e mobilità oggetto delle trattative in corso governo/confederali metterebbe una pietra tombale sul prospettato licenziamento di 3.000 lavoratori di Pomigliano (poi toccherà alla newco di Mirafiori grazie all’accordo del 23 dicembre 2010) e, entro aprile, già espone a rischio-licenziamento ben 280.000 lavoratori addetti delle aziende in crisi – ed oggi in cigs in deroga – cui verrebbe negato i successivi ammortizzatori sociali di 2 anni di cassa per cessazione di attività e altri 4 per mobilità ed impedito, con la riforma Fornero, finanche la possibilità di pensionamento.

In ossequio alle strategie di macelleria sociale dettate dal grande capitale multinazionale economico e finanziario e forti dell’appoggio concertativo e trasversale dell’intero sistema politico-istituzionale, mediatico e confederale, la Fiat di Marchionne ed il governo Monti stanno perseguendo una inaudita svolta autoritaria sospendendo di fatto ogni residua parvenza di democrazia sindacale e politica e prefigurando un prossimo disastro economico e sociale ‘stile Grecia’ con piani e manovre “di classe” che puntano alla sconfitta epocale del movimento operaio ed allo sfascio di diritti, salari e stipendi dei lavoratori del settore pubblico e privato, dei livelli occupazionali nelle fabbriche Fiat ed in ogni luogo di lavoro e, con le privatizzazioni, dell’insieme delle tutele sociali e dei servizi pubblici.

Se Monti e Marchionne sono le due facce della stessa medaglia padronale, la tenuta operaia all’Alfa di Arese, Pomigliano e nelle fabbriche Fiat non solo rafforza la resistenza dell’intero movimento di lotta ma sarà determinante – e contribuirà comunque – alla configurazione di una possibile e necessaria prospettiva di cambiamento dei rapporti di forza, sindacali e politici, in fabbrica e nella società.

SLAI COBAS – coordinamento.nazionale@slaicobas.it – 14/3/2012
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SLAI COBAS
Sindacato dei lavoratori autorganizzati intercategoriale
Sede legale: via Masseria Crispi 4 / 80038 Pomigliano D’Arco NA / Tel. 081 8037023
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Mario MONTI, dirigente FIAT dal 1979 al 1993 : NON SA NULLA DELLE TANGENTI DATE A CRAXI ?

Pubblicato da slaicobastrentino su dicembre 15, 2011

Mario MONTI: dirigente FIAT dal 1979 al 1993.

NON SA NULLA DELLE TANGENTI DATE A CRAXI ?

Dopo il regalo dell’Alfa Romeo, la FIAT prese precisi impegni con lo Stato su Arese e Pomigliano: perchè MONTI non li fece rispettare?

Nessuno ne parla ma il bocconiano MARIO MONTI non è solo l’uomo delle banche e della finanza (prima COMIT e GENERALI e poi GOLDMAN SACHCS) ma è stato innanzitutto un “UOMO FIAT”.

MONTI ha fatto parte dei CdA della FIAT dall’età di 36 anni (1979) all’età di 50 anni (1993); dopodichè, dal ’94 al 2004 è stato Commissario UE.

E alla FIAT non era un comprimario ma comandava:
CdA GILARDINI (FIAT) dal 1979 al 1983;
CdA FIDIS (FIAT) dal 1982 al 1988;
Cda e comitato esecutivo FIAT dal 1988 al 1993;
oltre a Mario Monti, facevano parte del comitato esecutivo FIAT Gianni e Umberto Agnelli, Gianluigi Gabetti e Franzo Grande Stevens.

Dal 1° gennaio 1987 la FIAT ha avuto in regalo l’Alfa Romeo dall’IRI (Prodi) e dallo Stato (Craxi, Andreotti, Amato, Darida, ecc..) impegnandosi per iscritto con il CIPI a mantenere i 40.000 lavoratori di Arese e Pomigliano e a pagare quattro soldi allo Stato con 5 comode rate annuali a partire dal 1993. Ma nel novembre 1993 riduce a 4.000 (e poi a zero) i lavoratori di Arese e così poi
con Pomigliano. E mentre la FIAT ridimensiona e poi chiude l’Alfa, riceve 1.000 miliardi dallo Stato solo per costruire gratis lo stabilimento di Melfi. E in questi anni la Fiat, mentre si sbarazzava di 40.000 operai Alfa Romeo, ha ricevuto “aiuti” di Stato di 2mila miliardi di lire per Arese e altrettanti per Pomigliano.

TUTTO CIO’ E’ AVVENUTO GRAZIE ALLE TANGENTI PAGATE DALLA FIAT AI POLITICI.
E TUTTO CIO’ E’ AVVENUTO MENTRE MARIO MONTI ERA A CAPO DELLA FINANZA FIAT (FIDIS) ED ERA UNO DEI 5 MEMBRI DEL COMITATO ESECUTIVO di TUTTA la FIAT.

Per le tangenti FIAT il 9 aprile 1997 il Tribunale di Torino ha condannato Romiti e Mattioli a oltre un anno di carcere, con sentenza confermata in Cassazione nel 2000 ma cassata qualche anno dopo con la legge di Berlusconi che ha depenalizzato il falso in bilancio. I 150 operai dello Slai Cobas che si costituirono parte civile nel processo di Torino furono comunque poi risarciti
con 1milione e 600mila lire a testa.
“Una gran brutta notizia”. E’ questo il commento dell’amministratore delegato dell’ Ambroveneto, Corrado Passera, alla notizia della sentenza di Torino (LaRepubblica, 10 aprile 1997).

Ma la tangentopoli FIAT è solo di Romiti? Ma non scherziamo!

Soldi avvolti in carta da giornale
“I pacchi di denaro arrivavano avvolti in carta da giornale accuratamente sigillati con nastro adesivo. Dal sesto piano di Corso Marconi, quartier generale della Fiat, le banconote – mezzo miliardo a pacco – venivano quindi portate al quinto piano, nell’ufficio della Signora Maria Nicola, addetta contabile e soprattutto segretaria di fiducia dell’ Amministratore delegato C.
Romiti. La funzionaria, impiegata presso la cassa centrale della Fiat S.p.A., ora in pensione, provvedeva poi a dividere il denaro in piccole mazzette”
(Repubblica 15.6.95).
———————–
“Sulla conoscenza da parte di Mario MONTI delle tangenti FIAT rimane perlomeno un ragionevole dubbio”;

Lo si può leggere a pag.627 di MANI PULITE “ LA VERA STORIA (di Barbacetto,
Gomez, Travaglio):

Poteva il presidente onorario della FIAT, il senatore a vita Giovanni AGNELLI, non sapere nulla dei fondi neri e delle tangenti del suo gruppo?
La Procura di Torino si è posta più volte questa domanda, ma non ha ricevuto alcuna notizia di reato nè alcuna risposta utile dalle centinaia di testimoni e imputati interrogati (Pomicino avrebbe voluto parlarne fuori verbale ma, quando i pm torinesi gli hanno spiegato che non si può, si è avvalso della facoltà di
non rispondere; Craxi ha giurato che di vil denaro si occupava Romiti, mentre l’Avvocato si limitava all’alta strategia). Così la Procura non ha potuto indagarlo. Senonchè il gup Saluzzo, nella sentenza che condanna Romiti e Mattioli, la invita esplicitamente ad aprire un’inchiesta sull’intero Comitato Esecutivo degli anni delle tangenti, e cioè su Giovanni e Umberto Agnelli, Gianluigi
Gabetti, Franzo Grande Stevens e Mario Monti. I cinque vengono dunque inquisiti per falso in bilancio nel maggio 1998. Ma ogni tentativo di approfondire il loro eventuale ruolo nel sistema illecito si infrange dietro i “non so” e le negazioni di chi potrebbe inguaiarli. Così alla Procura non rimane che chiedere
l’archiviazione, in quanto “non esistono sufficienti elementi di prova a carico dei membri del Comitato Esecutivo”……

Il 1° settembre 1998 il gip Paola DE MARIA archivia dunque il fascicolo sull’Avvocato e gli altri quattro, scrivendo che è “storicamente provato che Giovanni AGNELLI avesse mentito agli azionisti nel negare” le tangenti FIAT, ma non è provato che le conoscesse. Anche se sulla conoscenza sua e degli altri
quattro rimane perlomeno un “ragionevole dubbio”.

Romiti, secondo i magistrati di Torino, in soli 10 anni avrebbe accantonato fondi neri per almeno 1.000 miliardi!

“Centododici miliardi di lire falsamente dichiarati per un solo bilancio: quello del 1991. Le riserve occulte tuttavia risalirebbero “a far data dagli esercizi precedenti ad almeno il 1984″. E fra queste disponibilità vi sarebbero pure i “versamenti per almeno 4 miliardi di lire nella primavera 92 destinati
al PSI” (“La Repubblica” del 13/12/95).

Questa tangente di 4 miliardi di lire fu versata con assegno da ROMITI a CRAXI il 20 marzo 1992.
La fotocopia di questo assegno fu recapitata da Craxi ( già allora ad Hammamet) allo Slai Cobas Alfa Romeo tramite l’avvocato Lo Giudice.
Lo Slai Cobas consegnò la copia dell’assegno alla Procura di Torino.

Dato che MARIO MONTI è anche:

1.”Presidente europeo della commissione Trilaterale e presidente onorario di Brueguel, il think tank che lui stesso ha fondato nel 2005″ (Libero, 15-11-2011);
2.”L’Italia sarà il primo Paese al mondo ad avere un capo del governo che fa parte allo stesso tempo del comitato esecutivo della Trilateral e del Bilderberg group, considerati come due superlobby globali più influenti di stretta osservanza liberista”(Il fatto Quotidiano);
3.Mario Monti fa anche parte dell’ASPEN INSTITUTE, abbondantemente foraggiato con centinaia di milioni di lire al colpo con i fondi neri tangentizi FIAT, come comprovato dal processo ROMITI a Torino,

lo SLAI COBAS chiede a MARIO MONTI di chiarire la sua posizione sulla FIAT e sulle TANGENTI FIAT prima di dare altri soldi a sbafo a MARCHIONNE e alla FIAT per licenziare e portare gli stabilimenti e i soldi all’estero.

Arese_Pomigliano, 13 dicembre 2011 Slai Cobas www.slaicobas.it

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FIAT / NUOVA PANDA: AL VIA I… TAGLI OCCUPAZIONALI E PRODUTTIVI ALL’EX ALFA SUD DI POMIGLIANO

Pubblicato da slaicobastrentino su dicembre 15, 2011

FIAT / NUOVA PANDA: AL VIA I… TAGLI OCCUPAZIONALI E PRODUTTIVI ALL’EX ALFA SUD DI POMIGLIANO

PRESENTATO NELLE ASSEMBLEE DEL SINDACALISMO DI BASE AI CANCELLI IL DOSSIER :
LO SPECULATORE FINANZIARIO MARCHIONNE SFASCIA LE FABBRICHE E DELOCALIZZA, LO SPECULATORE FINANZIARIO MONTI (Comit, Generali, Goldman sahcs, ma innanzitutto ‘uomo fiat: tra l’altro del Ghota esecutivo insieme a Gianni ed Umberto Agnelli, Gianluigi Gabetti e Franz Grande Stevens) PORTA IL DISASTRO SOCIALE IN ITALIA.

CON UNA (750 GIORNALISTI ED UN PAIO DI MINISTRI DEL GOVERNO MONTI) PRENDE IL VIA IL PIANO BLUFF DI MARCHIONNE. GLI STESSI LIVELLI PRODUTTIVI (IMPROBABILI E SOVRADDIMENSIONATI) ANNUNCIATI DA MARCHIONNE PORTERANNO ENTRO IL 2012 AL TAGLIO DEL 70% DEGLI ORGANICI

IL NUOVO GOVERNO FAREBBE BENE A CHIARIRE LA POSIZIONE DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO SULLE MAZZETTE FIAT PER IL REGALO DELL’ALFA ROMEO ALLA FIAT

“MARCHIONNE MONTI… I SACRIFICI FATELI VOI”:
DOMANI, ORE 10, PIAZZA DEL GESU’,
NAPOLI’:
MANIFESTAZIONE UNITARIA
DEL
INDETTA DA SINDACATI DI BASE, COORDINAMENTO DI LOTTA PER IL LAVORO, BANCHI NUOVI, PRECARI BROS, PRECARI SCUOLA, CENTRI SOCIALI, AREA ANTAGONISTA, COLLETTIVI, STUDENTI,E FORZE POLITICHE

Slai cobas fiat e terziarizzate – Pomigliano, 14/12/2011

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MARIO MONTI – ED IL SUO GOVERNO – CHIARISCA LA SUA POSIZIONE SULLE MAZZETTE ALLA FIAT E RESTITUISCA L’ALFA ROMEO ALLO STATO, INVECE DI TAGLIARE I DIRITTI, ED IL FUTURO, DEI LAVORATORI E DELLA POVERA GENTE

Pubblicato da slaicobastrentino su dicembre 15, 2011

Comunicato stampa: MARIO MONTI – ED IL SUO GOVERNO – CHIARISCA LA SUA POSIZIONE SULLE MAZZETTE ALLA FIAT E RESTITUISCA L’ALFA ROMEO ALLO STATO, INVECE DI TAGLIARE I DIRITTI, ED IL FUTURO, DEI LAVORATORI E DELLA POVERA GENTE

Martedì 13 Dicembre 2011 20:01

MONTI E MARCHIONNE: IL ‘PIANO FIAT’ PER GOVERNARE L’ ITALIA

MARIO MONTI – ED IL SUO GOVERNO – CHIARISCA LA SUA POSIZIONE SULLE MAZZETTE ALLA FIAT E RESTITUISCA L’ALFA ROMEO ALLO STATO, INVECE DI TAGLIARE I DIRITTI, ED IL FUTURO, DEI LAVORATORI E DELLA POVERA GENTE

Mentre stamattina, a Pomigliano, prendeva il via la pacchiana kermesse della Fiat (a complemento della chiusura di Arese con la destinazione d’uso dell’area alla speculazione finanziaria ed edilizia in prospettiva dell’Expo 2015). Mentre, ancora nella giornata di oggi, la Fiat ha sottoscritto a Torino, col compiacente sindacalismo giallo confederale, l’intesa sindacale nazionale di estensione-coatta (e priva di alcun mandato e consultazione dei lavoratori) dell’accordo di Pomigliano a tutte le fabbriche del gruppo Fiat e collegate, lo Slai cobas denuncia l’inquietante strategia parallela della Fiat di Marchionne e del Governo Monti per la destabilizzazione della democrazia sindacale e quella politica e l’azzeramento dei diritti dei lavoratori e di quelli sociali.

Nessuno ne parla ma il ‘bocconiano’ Mario Monti non è solo l’uomo delle banche e della speculazione finanziaria internazionale (prima Comit e Generali e poi Goldman Sachcs) ma è innanzitutto un UOMO FIAT. Oltre al CdA della Gilardini dal 1979 al 1983 e del Cda Fidis dal 1982 al 1988, dal 1988 al 1993 ha fatto parte del Cda Fiat ed insieme a Gianni ed Umberto Agnelli, a Gianluigi Gabetti e Franz Grande Stevens, del Comitato Esecutivo Fiat e non poteva non sapere del giro di mazzette e fondi neri che hanno consentito il regalo di Stato del Gruppo Alfa Romeo alla Fiat nel novembre del 1986 (governo Craxi con Prodi presidente dell’IRI).

Marchionne porta al disastro l’occupazione e la produzione, Monti porta al disastro sociale l’Italia. sono due facce della stessa medaglia: BISOGNA FERMARLI ! Anche di questo si parlerà domani nelle assemblee presidio dello Slai cobas alla Fiat di Pomigliano.

SLAI COBAS – COORDINAMENTO NAZIONALE – Pomigliano / Arese, 13/12/2011

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FIAT POMIGLIANO / LANCIO NUOVA PANDA: TRE GIORNI DI MOBILITAZIONE DEI LAVORATORI

Pubblicato da slaicobastrentino su dicembre 13, 2011

FIAT POMIGLIANO / LANCIO NUOVA PANDA: TRE GIORNI DI MOBILITAZIONE DEI LAVORATORI

SOLO 300 OPERAI IN FABBRICA A SGOBBARE … PIU’ DI 1.000 GIORNALISTI FUORI A… “RACCONTARE BALLE”

UN PARADOSSO CHE BEN SI ADDICE ALLO SLOGAN DI MARCHIONNE …”NOI (LUI) SIAMO QUEL CHE FACCIAMO”… E LUI … A NAPOLI SI CHIAMANO MAGLIARI…

Il 13, 14 e 15 dicembre si svolge a Pomigliano la patinata kermesse con cui la Fiat spera di “rifarsi” l’immagine e mimetizzare il pesante processo di speculazione finanziaria, delocalizzazione impiantistica, deindustrializzazione, e parassitazione di finanziamenti pubblici, messo in atto da Marchionne e che già ha portato alla chiusura della Fiat di Termini Imerese, dell’Alfa di Arese e dell’Irisbus di Grottaminarda.

Siamo al paradosso che per lanciare il “nuovo” modello, la vecchia Panda blandamente riutilizzata, si mobilitano oltre 1.000 giornalisti ed i fabbrica lavorano oggi al montaggio appena 300 operai, con altri 200 tecnici tra capireparto, direttore di stabilimento, addetti al personale ed ingegneri vari… già ci sono 500 licenziati (messi in mobilità in questi mesi e mai rimpiazzati) e licenziamento per altri 3.000 lavoratori (in prevalenza operai) per l’impossibile risalita produttiva di un modello vecchio che non raggiungerà mai la iperbolica produzione di 280.000 vetture/anno millantata da Marchionne. Non a caso lo stesso, proprio in questi giorni ha abbassato il “tiro” puntando a 220.000. In realtà i dati/vendita reali saranno ben al di sotto di tali numeri e considerato che per produrre una vettura Panda occorrono 3 operai a fronte dei 10 necessari a produrre un’Alfa Romeo, il calcolo è bell’è fatto.

Ma già Basta – da solo – l’infelice slogan coniato da Marchionne e megagalatticamente disegnato sulla facciata del centro direzionale della fabbrica (“noi siamo quello che facciamo”) con gli operai in effige (disegnati in pupazzi a rappresentare lo schema della Panda) per offendere tutti i lavoratori Fiat in Italia e nel mondo, equiparati da Marchionne – in preda ad incontrollabile lapsus freudiano – a macchine, a pezzi meccanici inerti da lui diretti ed assemblati! La Fiat ed i suoi cantori vogliono trasformare gli operai in merce per produrre merci… l’ultima volta ci provò il nazismo… con la fine che ha fatto!

Marchionne e Monti sono due facce della stessa medaglia: vogliono innalzare i profitti del capitale e i guadagni dei ricchi a discapito dei diritti dei diritti e dei salari dei lavoratori e della povera gente.

Per questo da domani il sindacalismo di base si mobilita ai cancelli della fabbrica per contro-informare sui reali contenuti dei paralleli piani di Marchionne e di Monti e giovedì manifesterà a Napoli con tutte le organizzazioni sociali e politiche dalla parte dei lavoratori.

Slai cobas Fiat e terziarizzate – Pomigliano d’Arco, 12/12/2011

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Incredibile ma vero !! ACCORDO FIAT-FIOM per la chiusura di Arese.

Pubblicato da slaicobastrentino su novembre 28, 2011

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ACCORDO FIAT-FIOM per la chiusura di Arese.
Lo Slai Cobas convocato dalla FIAT solo dopo la firma dell’accordo !!!

Incredibile ma vero !!
Dopo le continue (e di “sinistra”) comparsate di Landini da Santoro, la7 e altre televisioni, la Fiom torna alla solita realtà sindacal-padronale che ha regalato ai lavoratori in questi anni quintali di porcherie per soffocare diritti conquistati in decenni di lotta.

L’11 novembre 2011 la Fiat ha aperto la procedura per altri due anni di cassa integrazione per CESSATA ATTIVITA’ riguardo i 106 lavoratori FIAT AUTO e i 31 lavoratori della FIAT Powertrain (motori) allo stato ancora sopravvissuti all’eliminazione di 20.000 posti all’Alfa Romeo di ARESE.

Lo Slai Cobas e le RSU Slai Cobas, come da norma di legge e come da prassi ventennale, hanno chiesto alla FIAT l’esame congiunto;
la FIAT ha allora convocato lo SLAI COBAS per oggi, alle ore 15, presso il Centro Tecnico FIAT di Arese.
MA INCREDIBILMENTE QUESTA MATTINA ABBIAMO APPRESO CHE GIA’ GIOVEDI SCORSO, al ministero del lavoro, la FIAT, “assistita da ASSOLOMBARDA” (ma MARCHIONNE non era uscito da CONFINDUSTRIA?) ha firmato un accordo con FIOM, FIM e UILM (le ultime due inesistenti alla Fiat di Arese) per la CHIUSURA di ARESE per “CESSATA ATTIVITA’” e per due anni di cassa integrazione finalizzati al licenziamento incentivato o alla ricollocazione in altre aziende.

Oggi, ovviamente, lo Slai Cobas non si è presentato all’incontro “presa in giro” convocato dalla FIAT ed ha dato mandato all’avv. Mirco Rizzoglio di adire a vie legali.

ALFA ROMEO di ARESE:
FIAT CGIL CISL UIL INTESA-SANPAOLO:GRAVE CONFLITTO di INTERESSI

I due milioni e mezzo di mq dell’area dell’Alfa Romeo di Arese, ubicata su 4 comuni (Arese, Garbagnate, Rho e Lainate), sono oggi di proprietà di FIAT (ma non se n’era già andata via da Arese?), Intesa-Sanpaolo (la banca del ministro del lavoro Fornero e di Passera), UNIPOL (CGIL-CISL-UIL e soci), Lega COOP, Compagnia delle Opere (Formigoni), Brunelli (IPER).

SONO GLI STESSI CHE HANNO FIRMATO LA PORCHERIA DI CUI SOPRA.

E SONO GLI STESSI CHE ORA GESTISCONO ALL’ALFA ROMEO UNA NUOVA SOCIETA’ (Arese Automotive) che commercializza le auto di MARCHIONNE.

Ma la lotta continua in tutto il sito dell’Alfa Romeo di Arese ove lavorano oltre 1500 lavoratori, in maggioranza precari, sottopagati e senza diritti.
E ad Arese è in corso dall’11 febbraio scorso la lotta di 70 lavoratori dell’Innova Service, tutti ex Alfa Romeo già licenziati dalla FIAT e rilicenziati da una azienda spionistica protetta da varie istituzioni e da servizi e settori “deviati”? dello stato.

Arese, 28 novembre 2011
Slai Cobas Alfa Romeo

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FIAT POMIGLIANO / PIANO MARCHIONNE: CONTROFFENSIVA DEI LAVORATORI

Pubblicato da slaicobastrentino su novembre 28, 2011

FIAT POMIGLIANO / PIANO MARCHIONNE: CONTROFFENSIVA DEI LAVORATORI
Domenica 27 Novembre 2011 23:40

L’ASSEMBLEA DEGLI OPERAI DELLA FIAT E TERZIARIZZATE SVOLTASI STAMATTINO A POMIGLIANO HA DECISO L’AVVIO DI UNA :

MANIFESTAZIONE-PRESIDIO ALLE PORTINERIE DELLO STABILIMENTO PER I GIORNI 13/14/15 DICEMBRE IN OCCASIONE DELLA PRESENTAZIONE DELLA “NUOVA” PANDA: ALLA MOBILITIAZIONE (DA COSTRUIRE INSIEME) SONO INVITATE TUTTE LE FORZE DEL SINDACALISMO DI BASE E CONFLITTUALE E QUELLE SOCIALI E POLITICHE

AVVIO DEI PER DISCRIMINAZIONE E VIOLAZIONE DELL’ART. 2112 DEL CODICE CIVILE IN MATERIA DI CESSIONE D’AZIENDA: ENTRAMBE LE VIOLAZIONI AZIENDALI SONO INOLTRE TUTELATE DA QUALI IL DIRITTO COSTITUZIONALE E QUELLO EUROPEO E DALL’ACCORDO DI POMIGLIANO NE’ DALLA RECENTE DISDETTA DI MARCHIONNE DI TUTTI I PRECEDENTI ACCORDI SINDACALI

RESTITUZIONE ALLA FINMECCANICA DEGLI STABILIMENTI ALFAROMEO: CON UNA INQUIETANTE STORIA DI MAZZETTE E FONDI NERI L’ALFA ROMEO FU REGALATA NEL 1987 DA PRODI (ALL’EPOCA PRESIDENTE DELL’IRI – GOVERNO CRAXI) ALLA FIAT PER BLOCCARE L’ACQUISTO DA PARTE DELLA FORD E CONSENTIRE AGLI AGNELLI IL MONOPOLIO DELL’AUTO IN ITALIA. SUL COLLEGATO “FALSO IN BILANCIO” LA MAGISTRATURA DI TORINO HA RIPETUTAMENTE CONDANNATO LA FIAT FINO IN CASSSAZIONE, SEMPRE DANDO RAGIONE ALLE TESI SOSTENUTE DALLO SLAI COBAS, SINDACATO CHE OGGI DA IL MANDATO AI PROPRIO AVVOCATI PENALISTI PER AVVIARE ULTERIORI E FORTI INIZIATIVE GIUDIZIARIE CONTRO LA FIAT PER LA RESTITUZIONE DELL’ALFA ROMEO AL “PUBBLICO”… ALTRO CHE ”RISANAMENTO DEL DEFICIT PUBBLICO” A DANNO DEI DIRITTI E DEL POSTO DI LAVORO DEI LAVORATORI FIAT

ASSEMBLEA OPERAIA NAZIONALE IN FEBBRAIO 2012 (APERTA ALLE FORZE DEL SINDACALISMO DI BASE E CONFLITTUALE ED A QUELLE SOCIALI E POLITICHE) IN COINCIDENZA DELLA PRIMA UDIENZA DEI RICORSI CHE SARANNO AVVIATI NEI PROSSIMI GIORNI <PER RIDARE FORZA, VOCE E ALLE RAGIONI DEI LAVORATORI>

ANCHE DI QUESTO SI PARLERA’ ALL’ASSEMBLEA NAZIONALE DEL SINDACALISMO DI BASE CHE SI TERRA’ SABATO 3 DICEMBRE A ROMA, ORE 9.30/14.30, AL TEATRO AMBRA JOVINELLI (VIA G. PEPE, 43)

Slai cobas Fiat e terziarizzate – Pomigliano d’Arco, 25/11/2011

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LA FIAT DI MARCHIONNE: I NUMERI DI UN DISASTRO !

Pubblicato da slaicobastrentino su novembre 2, 2011

LA FIAT DI MARCHIONNE: I NUMERI DI UN DISASTRO !

Venerdì 28 ottobre – ore 10.00 – sede SLAI Cobas Pomigliano

ASSEMBLEA LAVORATORI FIAT TERZIARIZZATE

Con l’esaurimento produttivo della 159, dopo quello della 147, siamo alle ultime battute per la maggioranza dei lavoratori di Fiat e terziarizzate di Pomigliano che lasciano la fabbrica con l’unica certezza di cassa integrazione a ‘zero ore’ ed il pericolo di rimanere sotto le macerie dei cumuli di parole, promesse, clientele e ricatti dei tanti “ottimisti di mestiere” che per anni si sono adoperati a mettere i lavoratori in ‘concorrenza’ tra loro per la ‘conquista’ di un posto di lavoro nelle newco raccontando la favola di Fabbrica Italia che avrebbe assorbito l’intero organico di Fiat Auto, ben sapendo, come lo Slai cobas ha denunciato da sempre, che la produzione Panda assorbirà solo 1/3 dei lavoratori ad oggi occupati!

I numeri, ormai noti, ci danno ragione: tra quanti, circa 500, da licenziare e collocare in mobilità entro la fine anno; i 300 che saranno a loro volta deportati al reparto-confino di Nola già tagliato fuori da Fabbrica Italia (dove i lavoratori sono da tempo infognati nella cassa integrazione proprio come quelli di Pomigliano), i 380 dello stampaggio a loro volta tagliati fuori da Fabbrica Italia, a conti fatti, nella newco, se e quando andrà a regime, crisi permettendo, ci sarà posto al massimo per non più di 2.400 lavoratori.

E le cose non vanno certamente meglio nelle altre fabbriche del gruppo e nell’indotto: da Mirafiori a Grugliasco, da Arese a Termini Imerese l’unico futuro che si intravede è lo spettro dei progressivi licenziamenti. Bene fecero a suo tempo gli operai di Pomigliano, col solo Slai cobas schierato all’opposizione e la Fiom sull’Aventino, a mettere in profonda crisi Marchionne col NO al referendum. Un piano che non poteva lasciare spazio ad alcuna illusione già all’epoca. La coraggiosa risposta degli operai di Pomigliano nonostante il forte ricatto aziendale appoggiato dall’intero sistema politico e sindacale ha consentito nel gruppo Fiat la costruzione di un importante dissenso operaio sia nel successivo NO di Mirafiori che all’ultimo referendum di Caivano che ha visto ancora una volta il solo Slai cobas schierato per in NO con la Fiom che ha firmato e rifirmato l’accordo-capestro (arrivando alla farsa di richiedere un nuovo referendum sullo stesso accordo) per l’estensione del modello-Marchionne nell’indotto dell’auto.

In tutto questo risulta determinante il ruolo dello Slai cobas di tutela ‘nel presente e nel futuro’ dei lavoratori a partire da quelli vittime dei licenziamenti ‘facili’ dell’era Marchionne cui, con ripetute sentenze della magistratura, abbiamo garantito il rientro in fabbrica ed il risarcimento danni (ultimi, nei giorni scorsi, Francesco Manna e Rosario Monda – ciò a differenza della Fiom e degli altri sindacati in quanto chi si è rivolto a loro, ad oggi, resta ancora licenziato). Nel frattempo sono già in corso le cause-pilota con gli avvocati dell’Ufficio Legale dello Slai cobas contro la che, nella recente udienza, hanno visto la Fiat in grossa difficoltà. Cause che, non solo richiedono un ingente risarcimento danni ma puntano a garantire nel tempo il futuro lavorativo. Altre importanti iniziative a tutela dell’insieme dei lavoratori sono in imminente attuazione.

“FABBRICA ITALIA ERA E CONTINUA AD ESSERE SOLO UN INDIRIZZO… IL SETTORE AUTO E’ A UN MIGLIO DALL’INFERNO”… questa è la gravissima dichiarazione di Marchionne resa lunedì scorso all’Unione degli Industriali di Torino e la dice lunga sul suo piano-industriale truffa !

Venerdì 28 ottobre – ore 10.00 – sede SLAI Cobas Pomigliano

ASSEMBLEA LAVORATORI FIAT TERZIARIZZATE:

· punto sulle cause in corso e prossime iniziative sindacali e giudiziarie di massa
· brindisi sulle ultime vittorie giudiziarie ed il rientro in fabbrica dei licenziati.

Il futuro che ci aspetta non è certo sereno: tra le politiche anticrisi e bipartisan di macelleria sociale e massacro dei diritti dei lavoratori, le nuove dismissioni di fabbriche sul territorio (dall’Alenia all’Irisbus alla Fincantieri solo per fare alcuni esempi) si vedranno solo ingrossare le file dei disoccupati. Ai lavoratori resta l’intelligenza politica si sapersi organizzare e lottare per difendere i propri diritti, i propri interessi ed il proprio futuro. Lo Slai cobas lo strumento per ‘farlo insieme’ !

Slai cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate – Pomigliano, 26/10/2011

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LEAR CAIVANO: LANDINI COME BERLUSCONI ?

Pubblicato da slaicobastrentino su ottobre 26, 2011

LEAR CAIVANO: LANDINI COME BERLUSCONI ?
Martedì 25 Ottobre 2011 20:28

Evidentemente l’iter utilizzato da Berlusconi per l’approvazione alla Camera del Rendiconto dello Stato ha fatto scuola. E così, dopo la bocciatura al referendum dello scorso 7 ottobre con cui i lavoratori e lo Slai cobas rimandarono al mittente l’accordo-capestro sul modello-Marchionne alla Lear di Caivano oggi la Fiom di Landini ci riprova: il prossimo 7 novembre ripropone pari pari un “nuovo” referendum sullo stesso accordo, disdettato dopo il NO referendario ma nuovamente firmato, ieri e per la seconda volta, con la Lear all’Unione degli Industriali di Napoli insieme a Fim, Uilm, Fismic e col solo Slai cobas all’opposizione che ancora una volta ha negato il suo consenso all’azienda già preannunciando in fabbrica una nuova campagna per il NO alle “deroghe per accordo” dei diritti fondamentali dei lavoratori.

Il fatto è che con l’ostinata reitera degli accordi sindacali nel settore (dall’ex Bertone di Grugliasco alla Lear di Caivano) la Fiom “accetta in fabbrica quello che da contesta nelle piazze” e con l’ultima firma – fatto ancor più grave – ha rifirmato l’accordo-quadro dettato da Marchionne alla Lear nella logica di quello di Pomigliano – già sconfessato allo scorso referendum dai lavoratori di Caivano che imposero il ritiro della firma – con cui la Fiat intende forzare l’estensione del suo modello autoritario negli stabilimenti Lear, da quello di Caivano a Grugliasco, Melfi, Pozzo d’Adda, Cassino e Termini Imerese, e poi da questi all’intero settore indotto dell’auto.

Se questi sono i presupposti, e lo sono, viene da chiedersi quale credibilità possano avere i proclami su democrazia e diritti dispensati a “maniche larghe” da Landini – in ogni manifestazione di piazza (indignata o rassegnata che sia) o compiacente salotto televisivo – mentre nelle fabbriche e tra i lavoratori questo bluff comincia a svelarsi come dimostra il sostanziale fallimento, politico e numerico, della manifestazione di Roma dello scorso venerdì 21 ottobre.

Vero è che poco servono ai lavoratori la “babele” degli indignati del 15 ottobre ed il collegato sciopero del 21 della Fiom a Roma, in assenza di un impegno politico-sindacale minimamente soddisfacente, e “da sinistra”, per i sempre più operai, lavoratori e cittadini oppressi dalle incalzanti politiche bipartisan di macelleria sociale.

Slai Fiat Alfa Romeo e terziarizzate – Pomigliano d’Arco, 25/10/2011

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Fiat Alfa Romeo Pomigliano: Slai cobas sconfigge la linea dura di Marchionne sui licenziamenti

Pubblicato da slaicobastrentino su ottobre 21, 2011

Fiat Alfa Romeo Pomigliano: Slai cobas sconfigge la linea dura di Marchionne sui licenziamenti

Venerdì 21 Ottobre 2011 12:38

LA FIAT COSTRETTA A REINTEGRARE AL LAVORO FRANCESCO MANNA E ROSARIO MONDA, DA ANNI FUORI DALLA FABBRICA E SENZA SALARIO NONOSTANTE RIPETUTE SENTENZE DELLA MAGISTRATURA CHE NE IMPONEVANO LA “REINTEGRA”: SIA PER OVVIARE AI PIGNORAMENTI ATTIVATI SUI CONTI CORRENTI FIAT DELLE SOMME DOVUTE AI DUE OPERAI CHE PER ELUDERE L’ UDIENZA DEL 1° DICEMBRE – E LA PROBABILE CONDANNA PER INOTTEMPERANZA DI SENTENZE DELLA MAGISTRATURA – FISSATA AL TRIBUNALE DI NOLA CON LA RICHIESTA DI “REINTEGRO COATTO CON L’EVENTUALE AUSILIO DELLA FORZA PUBBLICA” FATTA DAGLI AVVOCATI DELLO SLAI COBAS

Si tratta della prima significativa sconfitta di Marchionne: una importante vittoria dello Slai cobas che da forza e rilancia il contenzioso nazionale contro i licenziamenti politici e quelli “facili”” attuati dalla Fiat a piene mani in questi anni nelle fabbriche di tutta Italia e che sbaraglia l’illecita pretesa aziendale di disattendere l’esecuzione delle sentenze della magistratura.

Franco Manna e Rosario Monda (allora delle DHL poi reinternalizzata Fiat, che a differenza degli altri non erano ancora stati reintegrati al lavoro) sono 2 degli 8 operai licenziati per le assemblee del 2006 alla Fiat Pomigliano dove, con lo Slai cobas, oltre 4.000 operai nei due turni di lavoro contestarono a “muso duro” all’epoca siglato da FIOM-FIM-UILM-FISCMIC, accordo che già anticipava gli attuali contenuti autoritari del piano-Marchionne.

Ci sono voluti ben 5 anni di “lotta giudiziaria” e numerosi pronunciamenti di condanna della Fiat- in due livelli di giudizio – sia per comportamento antisindacale ex art. 28 dello Statuto dei lavoratori che nei “meriti individuali”, una querela depositata in gennaio 2011 dallo Slai cobas al Tribunale di Nola contro la Fiat per “inottemperanza degli ordini della magistratura”, vari sequestri operati dai legali dello Slai cobas per oltre 140.000 euro sui conti correnti Fiat ed altri ancora in corso, e una denuncia per “esecuzione coatta con la forza pubblica” per la reintegra in fabbrica dei due operai che si sarebbe dovuta discutere il prossimo 1 dicembre al Tribunale di Nola (giudice dell’esecuzione dott. Enrico Ardituro).

Nel frattempo, mentre si attende a giorni il pronunciamento del giudice del lavoro sulle cause in corso contro la discriminazione per la collocazione in cigs a zero ore degli iscritti allo Slai cobas già si preannunciano ulteriori e forti iniziative giudiziarie “di massa” con ricorsi congiunti lavoratori-sindacato contro la pretesa “selezione politica” già in atto nelle assunzioni da Fiat Auto alla newco di Fabbrica Italia e contro lo spettro dei licenziamenti.

Slai cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate – Pomigliano d’Arco, 20/10/2011

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FIAT: Questa mattina all’Alfa presidio dei licenziati ad ARESE AUTOMOTIVE

Pubblicato da slaicobastrentino su ottobre 14, 2011

SLAI COBAS
Sindacato dei lavoratori autorganizzati intercategoriale
Sede legale: via Masseria Crispi 4 / 80038 Pomigliano D’Arco NA / Tel. 081 8037023
Sede nazionale: Viale Liguria, 49 20143 Milano / Tel. 02 8392117
Sede Alfa Romeo Viale Luraghi Telefax 0244428529

FIAT: ad ARESE mega deposito per le auto da tutto il mondo.
E i 70 licenziati ex Alfa di Innova Service sono sempre sulla strada!!
Questa mattina all’Alfa presidio dei licenziati ad ARESE AUTOMOTIVE.

Questa mattina i 70 lavoratori ex Alfa Romeo di Innova Service, licenziati dall’11 febbraio scorso e sostituiti nell’attività di servizi e guardiania sull’area da lavoratori precari, sottopagati e senza diritti, hanno fatto un presidio all’Alfa Romeo di Arese davanti ai cancelli di Arese Automotive, la società che si è insediata nella grande area del silos ed è gestita da FIAT, Brunelli (IPER) ed EUROMILANO (Unipol_Cgil-Cisl-Uil), Lega Coop, IntesaSanpaolo, Compagnia delle Opere).

La titolare (Angela di Marzo) e il capo del personale (Lorenzo Fabbrizzi) di Innova Service erano anche ieri sotto processo al tribunale di Milano perchè accusati delle microspie messe a palazzo Marino sotto il tavolo dell’ex city manager ed oggi capo dell’EXPO 2015, SALA. Questo processo, che si sta tenendo presso la IV sezione penale, giudice dott.ssa De Cristofaro, è sotto completo black out stampa.

ARESE AUTOMOTIVE, CHE HA COME PRESIDENTE LUIGI ARNAUDO, GIA’ DIRIGENTE FIAT PER 40 ANNI, HA FATTO UN ACCORDO CON LA FIAT PER DEPOSITARE AD ARESE LE VETTURE PRODOTTE IN POLONIA E NEGLI ALTRI STABILIMENTI FIAT IN GIRO PER IL MONDO E IN ITALIA; DA ARESE LE VETTURE SARANNO POI SMISTATE NELLE VARIE CONCESSIONARIE.
Questa attività si affiancherà e nel tempo sostituirà l’attività già iniziata da Arese Automotive di commercializzazione, anche negli IPER di Brunelli, di vetture a Km zero. A tale scopo è prevista la riattivazione della bretella ferroviaria dalle Ferrovie Nord da Garbagnate all’area dell’Alfa Romeo.

La Fiat,
dopo aver avuto in regalo l’Alfa dallo stato, dopo aver avuto 2000 miliardi di lire dallo stato solo per “accompagnare” fuori dai cancelli di Arese 20.000 lavoratori con casse integrazioni di tutti i tipi, prepensionamenti, mobilità, incentivazioni varie, ecc…
ora la Fiat, dopo essersene andata, è sempre più che mai al comando ad Arese !!!

La FIAT, le istituzioni e i proprietari dell’area
non possono prendere in giro i lavoratori.

I lavoratori licenziati e lo Slai Cobas chiedono il ritiro immediato dei licenziamenti e un incontro con i nuovi proprietari delle aree per ricollocare sull’area tutti i lavoratori ex Alfa Romeo ancora senza una prospettiva occupazionale e per dare un futuro ai giovani della nostra zona.

Arese, 14 ottobre 2011

Slai Cobas Alfa Romeo

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INDIGNATI A ROMA… PROSTITUITI IN FABBRICA… ?

Pubblicato da slaicobastrentino su settembre 28, 2011

INDIGNATI A ROMA… PROSTITUITI IN FABBRICA… ?

Nell’appello dobbiamofermarli (per l’assemblea del 1° ottobre a Roma e la mobilitazione “indignados” del 15) sin dal primo rigo si riparte dagli operai di Pomigliano e Mirafiori che, con studenti, precari e coloro che lottano per la casa, le donne, il popolo dell’acqua bene comune, i movimenti civili e democratici ecc. trascinano la mobilitazione del cosiddetto “vento nuovo per cambiare le cose”, mentre negli ambienti della cosiddetta sinistra si leva da tempo la unanime e “formalistica” condanna del piano-Marchionne, e tra i maggiori sponsor firmatari dell’appello vi è la Fiom con molti esponenti “di punta”.

Ciò nonostante lo scorso 21 settembre, la Lear ha incassato, il “SI” determinante della Fiom quale unico sindacato confederale presente nella RSU di fabbrica che ha sottoscritto insieme a Fim-Uilm-Fismic l’accordo-quadro per lo stabilimento di Caivano (nelle elezioni dello scorso aprile questi ultimi sindacati non hanno ottenuto seggi ed hanno avuto seggi solo Slai cobas e Fiom): un accordo-capestro, fotocopia del piano-Marchionne e dettato dalla Fiat in cambio delle commesse dei sedili della nuova Panda, con cui la multinazionale Lear (una delle più grandi dell’indotto dell’auto e leader mondiale delle forniture di sedili, impianti elettrici e componentistica con 92.000 addetti distribuiti in 35 fabbriche del mondo di cui 6 in Italia: Caivano, Cassino, Grugliasco, Melfi, Posso d’Adda e Termini Imerese) oggi scende in campo a fianco della Fiat come “testa d’ariete” per far passare il piano-Marchionne nelle fabbriche dell’indotto dell’auto.

Continuare a “indignarsi” nelle manifestazioni e, nello stesso tempo, a prostituirsi in fabbrica (qualcuno ricorda la new strategy della Fiom, quella di “arrendersi per legittima difesa” votando “SI” al referendum all’ex Bertone di Grugliasco?) non aiuta certo a far levare l’auspicato vento di cambiamento ma certamente l’inquina.

Slai cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate – Pomigliano d’Arco, 28/9/2011

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MA QUALE “PIANO”… MARCHIONNE E’ UNO SFASCIACARROZZE CHE CAMPA DI RENDITA SUI VECCHI MODELLI !

Pubblicato da slaicobastrentino su settembre 26, 2011

Sindacato dei Lavoratori Autorganizzati Intercategoriale
S.L.A.I. cobas

MA QUALE “PIANO”… MARCHIONNE E’ UNO SFASCIACARROZZE CHE CAMPA DI RENDITA SUI VECCHI MODELLI !

Rispetto ai dati-vendita europei del 2010, in giugno/luglio 2010 il mercato dell’auto è calato rispettivamente dell’ 8,1% e dell’1,9% mentre in agosto la domanda è risalita del +7,8%. Ma in tutto questo il negativo Fiat è andato ben oltre: nel bimestre di giugno e luglio scorsi la perdita è stata del 9,9% mentre in agosto (nonostante la risalita delle immatricolazioni) il passivo-vendite ha registrato un sonoro -7,6%.

Questi semplici dati – se ce ne fosse ancora bisogno – continuano a confermare il consolidato trend di tracollo pluriennale della Fiat rispetto alla media di vendite delle altre case automobilistiche Europee.

Il fatto è che – a 5 anni dal suo insediamento ai vertici Fiat – alcun “vero” nuovo modello è stato ad oggi programmato da Marchionne perché questo “magnifico” manager, tra una speculazione finanziaria e l’altra, mira a campare di rendita con la dei vecchi modelli progettati all’epoca da Romiti/Cantarella (basta citare la “nuova” 500 e la “nuova” Panda), e questo è alla base del recente flop della 500, sia in America che in Europa. Stessa sorte toccherà alla “nuova Panda” come di fatto ormai preannunciato a denti stretti dallo stesso Sergio che in queste settimane è costretto a smentire le sue stesse precedenti fandonie di millantato rilancio produttivo ed occupazionale a Pomigliano e a rivedere al ribasso, dimezzandole, non solo le reali prospettive di vendita della Panda ma dell’intera gamma dei modelli Fiat al punto da dover ammettere, nei giorni scorsi, alla platea dei giornalisti del salone dell’auto di Francoforte, che “a causa della crisi questi sono anni difficili per il comparto dell’auto in cui l’Italia sarà totalmente debole”… ”la nuova Panda va a competere in un mercato competitivo e questo non va bene” ecc. ecc.

Ciò è stato confermato recentemente dalle stesse agenzie di rating che hanno declassato i titoli Fiat.

E intanto già si sa che di Panda, a Pomigliano, non se ne produrranno più di 600 al giorno (altro che lavoro a ciclo continuo a 18 turni: a questo punto sarebbe diseconomico) e ciò determinerà altre migliaia di esuberi.

MA MARCHIONNE… CI FA O CI E’…?!

In tutto questo la “creativa economia-ibrida di scala” ideata dallo speculatore Sergio (che per abbattere i costi sta mixando i pianali-vettura, le scocche e i motori di Chrysler e Fiat) determinerà la creazione di vetture troppo piccole per i gusti del mercato americano e troppo grandi per quello italiano ed europeo incrementando la tendenza al crollo delle vendite su scala mondiale e fregando non solo i lavoratori italiani di Fiat e indotto ma anche riversando le perdite su quelli della Chrysler ormai divenuti operai-azionisti di Marchionne.

Il nostro “dirigente-stratega” in questi anni ha fatto finta di ignorare l’avvitamento della crisi economica per sguazzare in ardite speculazioni finanziarie presupponenti un forte incremento dei consumi (è questo il bluff-capestro che rende addirittura ridicoli, in quanto praticamente inattuabili, i già infami accordi di Pomigliano e Mirafiori) ed intanto licenziando, delocalizzando e deindustrializzando all’evidente scopo di gonfiare ad personam il proprio portafogli con bonus e benefit multimilionari ma, nello stesso tempo, cautelandosi in anticipo e con lungimiranza già preannunciando pubblicamente la sua decisione di lasciare l’azienda nel 2014/2015 (in occasione del previsto disastro da lui messo in moto) della serie: “prendo i soldi e scappo e cazzi dei lavoratori e di chi ci rimane intrappolato”.

In tutto questo CGIL-CISL-UIL con l’accordo dello scorso 28 giugno siglato con Confindustria, e controfirmato ancora nei giorni scorsi, hanno sposato in pieno la filosofia della Fiat (incluso la liberalizzazione dei licenziamenti e la messa fuori gioco dei lavoratori dalla contrattazione) che Berlusconi ha poi convertito in legge nell’ultima manovra correttiva finanziaria di macelleria dei diritti di tutti i lavoratori e di quelli sociali: una vera e propria controriforma non solo economica ma classista e strategica di estrema pericolosità sociale con cui il fronte padronale, appoggiato da centrodestra e centrosinistra, punta a una sconfitta non solo materiale ma epocale e strategica dei lavoratori. Ed è gravissimo che questa oscena rappresentazione sia condotta con gli applausi delle escort di tutti i sindacati e partiti politici compresi quelli biforcuti che da un lato hanno in questi anni plaudito e poi dall’altro e strumentalmente si sono semplicemente limitati a balbettare sui diritti presentando monchi e controproducenti ricorsi legali che, scaricando i lavoratori, avevano la pretesa di tutelare i soli diritti dei sindacati.

Venerdì 30 settembre – ore 10.00 – sede Slai cobas Pomigliano
coordinamento provinciale aperto ad iscritti e simpatizzanti per le necessarie
iniziative a tutela dei diritti dei lavoratori e sindacali e dei livelli occupazionali

Slai cobas – coordinamento provinciale di Napoli

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4 VIDEO SU YOU TUBE DAGLI OPERAI DI POMIGLIANO: “GO HOME, GO HOME MR. MARCHIONNE !”

Pubblicato da slaicobastrentino su luglio 28, 2011

Comunicato stampa

Su you tube dagli operai di Pomigliano all’a.d. della Fiat:

“GO HOME, GO HOME MR. MARCHIONNE !”

“Go home. go home mr. Marchionne” (…insieme al Presidente con tutte le sue donne) è il titolo della recente canzone dedicata alla lotta dei lavoratori Fiat dal cantautore Gerardo Carmine Gargiulo – già autore, con “Me ne vado in Canadà”, della “colonna sonora” utilizzata dai sindacati di base ai cancelli di Mirafiori nella campagna per il “NO” al referendum dello scorso 14 gennaio.

La canzone è inclusa nei 4 video oggi presentati sulla pagina you tube di slai cobas e tratti dalla manifestazione-spettacolo promossa da ZEZI GRUPPO OPERAIO E SLAI COBAS e andata in scena lo scorso 17 marzo al Teatro Gloria di Pomigliano. Si tratta di una manifestazione-spettacolo che utilizza canti e musica delle lotte operaie e contadine, filmati, video e pezzi di teatro “per supportare con forza le lotte e le ragioni degli operai Fiat a partire dal ‘NO’ di Pomigliano e Mirafiori”: una vertenza attuale e di ampia portata che coinvolge pesantemente non solo i lavoratori della maggiore industria metalmeccanica italiana ma tutti coloro che lottano per i diritti, il lavoro e la democrazia ed auspicano migliori condizioni di vita” (il video integrale dello spettacolo – materiale di propaganda sindacale non commercializzabile – si può richiedere a cobasslai@libero.it e a info@zezi.it).

Lo Slai cobas ringrazia tutti coloro, tra musicisti, cantanti, attori, registi e tecnici, che hanno collaborato alla realizzazione dello spettacolo offrendo il loro lavoro a titolo gratuito in appoggio alle ragioni dei lavoratori, e tra loro: ZEZI Gruppo Operaio, Marzia Del Giudice, Maura Sciullo, Angelo De Falco, Massimo Ferrante, Massimo Mollo, Antonello Paliotti, Francopaolo Perreca, Maurizio Saccone, Enzo Salerno, Alessio Sica, Pasquale Terracciano, OZEP Fogli Volanti, Patrizio Esposito, Artisti Operai, Carlo Cerciello, Imma Villa, Laboratorio Teatrale Elicantropo, VO.DI.SCA., Dario Mogavero, Raffaele Del Prete, Michele Saccone, Giovanni Sgammato, Gerardo Carmine Gargiulo, Biagio Passaro, Raffaele Di Florio, Università di Perugia – Facoltà di Lettere e Filosofia, Luigi De Falco, Carmine Luino, Service ST. PRO, Diego Iacuz.

Mentre ancora in questi giorni Sergio M. continua col logoro “mantra” di strumentali minacce all’evidente scopo di coprire la scelta di progressiva deindustrializzazione degli impianti italiani sostituendo la produzione con la speculazione finanziaria e borsistica a discapito della condizione operaia, dell’occupazione e della democrazia, già si preparano le mobilitazioni per il prossimo autunno nonché l’avvio di nuove denunce giudiziarie collettive da parte dei lavoratori ed affiancate ad ulteriori iniziative sindacali.

Slai cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate – Pomigliano d’Arco, 28/7/2011

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Piano-Marchionne: più crollano le vendite più Sergio guadagna!

Pubblicato da slaicobastrentino su aprile 15, 2011

Come già denunciato chiaramente dallo Slai cobas da oltre due anni oggi nessuno  può più far finta di non accorgersi del fatto che Marchionne ha portato la Fiat sull’orlo del tracollo industriale.  I risultati disastrosi del “piano” del pluripagato amministratore delegato vengono sottolineati dai dati delle immatricolazioni di marzo: su un mercato nazionale in flessione di circa il 28% Sergio, con la sua “strategia” riesce a far peggio di tutte le altre case automobilistiche ottenendo una flessione delle vendite Fiat del 32%!

E, intanto, quanto più crollano le vendite, la Fiat più lo paga mentre l’azienda se ne sta andando dall’Italia: è questo il succo dell’ultima assemblea degli azionisti, al di là di qualche ambigua e balbettata smentita. Per chiudere in bellezza 112 anni di “storia patria”, la coppia Marchionne-Elkann ha comunicato che distribuirà agli azionisti per lo meno 100 (cento) milioni di euro di dividendi nel 2011 con cui potranno festeggiare il prospettato orizzonte industriale americano a stelle e strisce. È questo il corrispettivo economico degli stipendi annuali di 8/9.ooo operai in cassa ntegrazione. A Torino si sta concludendo la storia della Fiat nata nel 1899. Ora di Fiat ce ne sono due, una che non fa auto, ed un’altra, scorporata, che fa camion e trattori.

In sostanza la Fiat Auto non c’è più, c’è la Chrysler, salvata dal fallimento dalle pensioni degli operai americani. Del resto, nel “cuore” della famiglia Agnelli e non  solo di Marchionne, c’è sempre stata l’America. L’ha ricordato John Elkann narrando agli azionisti che il suo trisnonno senatore – quello che inaugurò la fabbrica di Mirafiori insieme a Benito Mussolini, ma questo John ha dimenticato di dirlo – già nel 1906 sbarcò a Detroit per fare affari con i fabbricanti locali di automobili, mentre in Italia, già all’epoca, la Fiat viveva con le commesse militari del governo Giolitti costruendo autoblindo per la prima guerra di Libia.

Ma c’è chi non si arrende: quella larga parte di operai che, insieme allo Slai cobas e consapevoli delle speculazioni finanziarie in atto per fare salire le azioni in borsa man mano che la Fiat deindustrializza, hanno Votato NO al referendum di Marchionne consentendo, oggi, l’avvio di una prospettiva di reale organizzazione e mobilitazione a difesa dei livelli occupazionali (per tutti i lavoratori inclusi quelli delle terziarizzate e dell’indotto), e della democrazia,  contro le pretese schiavistiche: insieme possiamo farcela!

Per questo chiediamo a tutti i lavoratori di “schierarsi e mettersi in moto” perché sappiamo che, solo così, anche questa volta, sarà possibile farcela: lo abbiamo già dimostrato nel 1982 sconfiggendo il tentato licenziamento di 2.000 operai messi in cig a “zero ore” e per anni con vere e proprie liste di proscrizione. La migliore tutela di tutti è data innanzitutto dalla capillare capacità di organizzazione e informazione su quanto sta realmente accadendo a Pomigliano e nelle altre fabbriche Fiat. Per questo, a quanti non intendono piegare la testa alle false promesse di Marchionne ed i suoi complici, mettiamo a disposizione la nostra sede di Pomigliano (cobasslai@libero.it)
per costruire insieme le necessarie tutele e supportarle con lo sviluppo di adeguate mobilitazioni sindacali.

Slai cobas Fiat Alfa Romeo
e terziarizzate – Pomigliano d’Arco, 14/4/2011

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POMIGLIANO:NUOVA DENUNCIA DELLO SLAI COBAS CONTRO LA FIAT, L’11 OTTOBRE COMINCIANO LE CAUSE

Pubblicato da slaicobastrentino su aprile 6, 2011

NUOVA DENUNCIA DELLO SLAI COBAS CONTRO LA FIAT, L’11 OTTOBRE COMINCIANO LE CAUSE

 

PREANNUNCIATE PROSSIME DENUNCE CON LA RICHIESTA DELLE “CORSIE D’URGENZA”  PREVISTE DALL’ART. 28 DELLO STATUTO DEI LAVORATORI PER COMPORTAMENTO ANTISINDACALE E VIOLAZIONE DELL’ART. 2112 C.C. INERENTI LA STRUMENTALE CREAZIONE DI FABBRICA ITALIA POMIGLIANO IN FUNZIONE ANTISINDACALE

Gli avv.ti dello Slai cobas Arcangelo Fele e Daniela Sodano hanno presentato ieri mattina alla cancelleria del Tribunale di Nola la terza denuncia-pilota (le precedenti depositate il 3 e il 15 marzo scorsi) contro la Fiat e l’accordo sul piano-Marchionne per Pomigliano con cui altri tre operai hanno formalizzato al giudice la richiesta di  “condannare la Fiat alla reintegra al lavoro ed al risarcimento del danno economico subito per la illegittimità della loro collocazione in cigs a “zero ore” protratta senza soluzione di continuità dal giugno 2010”. La rotazione tra tutti i lavoratori con mansioni “fungibili” per i periodi di ripresa lavoro durante la “cassa” è tra l’altro stabilita dalle vigenti normative proprio per impedire alle aziende l’uso discriminatorio degli ammortizzatori sociali. Leggi il seguito di questo post »

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SPETTACOLO TEATRALE DELLO SLAI COBAS CONTRO LA FIAT

Pubblicato da slaicobastrentino su marzo 17, 2011

 

NUOVA DENUNCIA DELLO SLAI COBAS CONTRO LA FIAT

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Scritto da redazione
Martedì 15 Marzo 2011 17:51
FIAT POMIGLIANO / PIANO-MARCHIONNE 

NUOVA DENUNCIA DELLO SLAI COBAS CONTRO LA FIAT

INTANTO FERVONO I PREPARATIVI PER LA MANIFESTAZIONE-SPETTACOLO CHE SI TERRA’ GIOVEDI’ 17 C.M. AL TEATRO GLORIA DI POMIGLIANO D’ARCO

Stamattina, presso la cancelleria del Tribunale di Nola – sezione Lavoro – gli avv.ti dello Slai cobas Arcangelo Fele e Daniela Sodano hanno depositato un ricorso contro la Fiat su mandato di 7 operai del reparto-confino di Nola chiedendo al giudice “l’accertamento della illegittimità della cigs protratta dal giugno 2009 ad oggi e la condanna della Fiat al reintegro dei lavoratori ed al pagamento del danno economico subito”. Leggi il seguito di questo post »

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PRESENTATA STAMATTINA DALLO SLAI COBAS LA PRIMA “CAUSA PILOTA” CONTRO IL PIANO-MARCHIONNE

Pubblicato da slaicobastrentino su marzo 4, 2011

PRESENTATA STAMATTINA DALLO SLAI COBAS LA PRIMA “CAUSA PILOTA” CONTRO IL PIANO-MARCHIONNE PDF Stampa E-mail
Scritto da redazione
Giovedì 03 Marzo 2011 19:42
FIAT POMIGLIANO
PRESENTATA STAMATTINA DALLO SLAI COBAS LA PRIMA “CAUSA PILOTA” CONTRO IL PIANO-MARCHIONNE
Presentata la prima “causa pilota” contro il piano-Marchionne con cui la multinazionale Chrysler-Fiat cerca di imporre ai lavoratori delle fabbriche italiane regole aziendali autoritarie che si contrappongono alle vigenti normative giuridiche e contrattuali. L’espediente aziendale di sostituire con le “new company” gli assetti societari degli attuali stabilimenti  per collocare il rapporto di lavoro in “zona franca” ed avulsa dal vigente ordinamento lavoristico rappresenta un rocambolesco “gioco ad incastro” con innumerevoli punti deboli dove basta un colpo ben assestato per far crollare l’intera struttura giuridica del “piano”. Leggi il seguito di questo post »

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FIAT : COMPORTAMENTO ANTISINDACALE CONTRO I LAVORATORI E CONTRO LO SLAI COBAS POMIGLIANO

Pubblicato da slaicobastrentino su febbraio 21, 2011

Domenica 20 Febbraio 2011 17:26

CON UNA DURISSIMA LETTERA ALLA FIAT LO SLAI COBAS STIGMATIZZA NON SOLO IL COMPORTAMENTO ANTISINDACALE PER IL RIFIUTO A FORNIRE LE DOVUTE INFORMAZIONI INCOMBENTI SU PARTE DATORIALE,  MA ANCHE “LA MALEDUCAZIONE E LA SPREGEVOLE VILLANIA DIMOSTRATA, INOLTRE ABBINATE AL GRAVE RAZZISMO ESPRESSO NEI CONFRONTI DELLA CITTA’ DI NAPOLI: ATTEGGIAMENTO RESO TRA L’ALTRO ANCORA PIU’ GRAVE IN VIRTU’ DELL’INCARICO  NAZIONALE RICOPERTO DA GIORGIO GIVA, RESPONSABILE NAZIONALE DELLE RELAZIONI SINDACALI”

LA FIAT A QUESTO PUNTO DEVE CHIEDERE SCUSA NON SOLO AI LAVORATORI DI POMIGLIANO MA ALL’INTERA CITTA’ DI NAPOLI

La “crisi di nervi” subita da Giva in conseguenza delle richieste formalizzategli da Luigi Aprea della componente RSU di Slai cobas è data dall’impossibilità aziendale a fornire concrete spiegazioni su uno strumentale piano-industriale-colabrodo che fa acqua da tutte le parti (dal punto di vista delle reali prospettive produttive, occupazionali e di mercato nonché di quelle normative, legali e contrattuali). Un piano-fantasma che ricorda da vicino la precedente boutade del piano-quinquennale-fantasma del 2003/2007 …“per il rilancio dell’Alfa Romeo di Pomigliano”…  sul quale il tempo, e troppe ‘compiacenze mediatiche interessate’, hanno steso un immeritato e pietoso velo a coprirne la vergogna.

LA PROSSIMA SETTIMANA SARANNO DEPOSITATE LE PRIME CAUSE PILOTA: SE LA FIAT VUOLE LA GUERRA, ALLORA SARA’ LA GUERRA PERCHE’ NOI DIFENDIAMO GLI INTERESSI DEI LAVORATORI E DELLE LORO FAMIGLIE CONTRO I PROSPETTATI LICENZIAMENTI DI MASSA E LE PRETESE NEO-SCHIAVISTICHE, MARCHIONNE DIFENDE LA SPECULAZIONE FINANZIARIA E BORSISTICA REALIZZATA CON LA CHIUSURA DELLE FABBRICHE ITALIANE, IL RIDIMENSIONAMENTO OCCUPAZIONALE E PRODUTTIVO E LA DELOCALIZZAZIONE, IL TUTTO ATTINGENDO AD UN PROFLUVIO DI FINANZIAMENTI PUBBLICI ED IN VIOLAZIONE DELL’ART. 41 DELLA COSTITUZIONE. MA COME FA A DIRE CHE LA FIAT “NON PRENDE UN SOLDO DALLO STATO” SE DA ANNI LE FABBRICHE SONO IN CASSA INTEGRAZIONE E LO SARANNO ANCORA PER ANNI (COMPRESE POMIGLIANO E MIRAFIORI) CON UN USO ABNORME E ‘SENZA FINE’ DEGLI AMMORTIZZATORI SOCIALI A DISCAPITO DELLA FINANZA PUBBLICA E DEI CONTRIBUENTI?

Slai cobas – coordinamento provinciale di Napoli – Pomigliano d’Arco, 19/2/201

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Fiat: rottura azienda e Slai Cobas, abbandonato il tavolo

Pubblicato da slaicobastrentino su febbraio 17, 2011

Fiat: rottura azienda e Slai Cobas, abbandonato il tavolo
di: Redazione
NAPOLI – Il responsabile nazionale delle relazioni industriali della Fiat, Giorgio Giva, ha strappato una lettera di richieste di chiarimenti per le assunzioni nella newco di Pomigliano d’Arco, consegnatagli dalla rsu Slai Cobas, Luigi Aprea, nel corso dell’incontro a porte chiuse tra i vertici del Lingotto ed i sindacati, compresa la Fiom. E’ quanto denuncia lo stesso Aprea che ha abbandonato la riunione in corso all’Unione industriali di Napoli, preannunciando, poco prima di lasciare la sala, una denuncia giudiziaria “per la repressione di comportamento antisindacale”. “Giva ha perso le staffe – sottolineano dallo Slai Cobas – ed ha strappato, durante la riunione, la puntigliosa, dettagliata ed incontestabile richiesta di informativa presentata da Aprea, rsu del nostro sindacato, invitato ufficialmente dalla Fiat all’incontro di oggi. Questo – concludono dal sindacato – dimostra che la Fiat è impossibilitata a rispondere su un piano industriale che non c’é”. Nella lettera consegnata a Giva, Aprea chiedeva un’informativa in merito, tra l’altro, alle modalità di passaggio dei lavoratori alla newco, l’entità dell’organico previsto per Fabbrica Italia Pomigliano, e le prospettive per i lavoratori del reparto di Nola, “in quanto – ha sottolineato la rsu – appare contraddittoria la criptica comunicazione aziendale contemplante la ‘riduzione dell’impatto della cig’ esclusivamente sul personale impiegato a Pomigliano”. “E’ chiaro che siamo dinanzi ad una violazione della legge. Lo abbiamo ribadito al tavolo di oggi spiegando che siamo dinanzi ad una evidente cessione di ramo d’azienda. Non altro”. Lo ha detto il segretario regionale della Fiom Cgil, Andrea Amendola, uscendo dalla sede dell’Unione industriali di Napoli, “quello che sta avvenendo a Pomigliano è quanto previsto dall’articolo 2212 del codice civile – prosegue Amendola – e noi come Fiom Cgil presenteremo un ricorso giudiziario affinché venga accertato”. Per il leader campano della Fiom “non potrebbe essere diversamente perché la produzione avverrà nello stesso stabilimento, con gli stessi operai e si produrranno sempre delle auto, la Panda anziché l’Alfa”. La Fiom della Campania insomma valuterà nelle prossime ore presso quale tribunale civile verrà depositato il ricorso per l’accertamento di quanto sostenuto. “Oggi abbiamo ribadito quello che stiamo dicendo da tempo – conclude Amendola – e noi siamo disposti ad andare fino in fondo”.

Questa è la lettera che e il delegato Aprea luigi rsu dello slai cobas aveva presentato alla fiat
Sindacato dei Lavoratori Autorganizzati Intercategoriale
S.L.A.I. cobas

Sede Legale Sede Nazionale
Via Masseria Crispo n°4 -80038 viale Liguria,49
Pomigliano d’Arco – Na 20143 Milano
tel & fax 081/8037023 tel & fax 02/8392117

Spett. Fiat Group spa
Direzione Aziendale
Pomigliano d’Arco
Fax: 081/19693335

In relazione all’incontro odierno presso Unione Industriali di Napoli, il sottoscritto Luigi Aprea, componente RSU di Slai cobas,

PREMESSO CHE:
L’azienda ha violato gli obblighi previsti dalle vigenti normative col ripetuto rifiuto di fornire alle O. S. ogni idonea, riscontrabile e congrua informativa sul presunto piano-industriale. Tale censurabile comportamento sta già pregiudicando, pubblicamente, la credibilità aziendale e dando corpo ed ipotesi di mera propaganda mediatica messa in atto dalla Fiat per conseguire prevalenti interessi finanziari e borsistici a discapito di quelli industriali e sociali.

ECCEPISCE:
che nella comunicazione del 4 febbraio 2011 ed oggetto del presente incontro la Fiat ha omesso di indicare l’entità degli organici previsti per Fabbrica Italia Pomigliano, cioè il numero di operai, impiegati e quadri ritenuto necessario in funzione della pretesa programmazione produttiva ed “assorbiti” da Fiat group G. Vico (unità di Pomigliano e Nola) e Plastic Components & Modules Automotive spa (unità di Napoli, Pomigliano d’Arco, Caivano e Marcianise).

la violazione aziendale delle normative contrattuali e legali disciplinanti i “trasferimenti d’azienda” e, tra gli altri, l’art. 2112 cc; la violazione dell’obbligo di buona fede e correttezza incombente su parte datoriale nelle relazioni sindacali ed i conseguenti, correlati e reiterati comportamenti antisindacali messi in atto, nonché la inaccettabile, gravissima ed illegittima pretesa aziendale di disporre “contrattualmente” dei diritti fondamentali dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali, diritti tra l’altro inderogabili è già tutelati da fonti superiori quali quelle di legge, costituzionali nonché derivanti dal vigente CCNL.

RICHIEDE IDONEA E COMPLETA INFORMATIVA IN ORDINE A:
modalità di passaggio dei lavoratori da Fiat Group a Fabbrica Italia. Nonché cosa la Fiat prevede di far sottoscrivere ai lavoratori in occasione del passaggio a Fabbrica Italia Pomigliano: la sola lettera di assunzione e/o le dimissioni da Fiat Group Automobiles e/o un verbale di conciliazione?

Progressiva assunzione alle dipendenze di Fabbrica Italia Pomigliano: è prevista per l’intero organico di operai, impiegati e quadri attualmente dipendenti da Fiat Gruop Automobiles e addetti sia a Pomigliano che Nola? In quanto tempo ed entro quale data e con quali organici si concluderà il trasferimento per l’entrata a regime di Fabbrica Italia? Ciò anche perché, a fronte del prospettato ampliamento del reparto di Nola (accordo sindacale del 15/6/2010) appare contraddittoria la criptica comunicazione aziendale contemplante la “riduzione dell’impatto della cig” esclusivamente sul personale impiegato a Pomigliano.

Tempi e i modi di reale previsione e progressione produttiva, lancio e commercializzazione del modello “Nuova Panda” e inerenti e collegati programmi occupazionali.

Presunte ragioni tecniche che impedirebbero l’adozione di corretti meccanismi di rotazione, ciò anche considerato l’espletamento di stesse mansioni e di “fungibilità tra le stesse”, interessanti tutti gli addetti al montaggio.

Modalità e tempistiche del formale subentro di Fabbrica Italia a Fiat G. Vico. Ciò anche considerato il prospettato prossimo periodo di due anni di cigs straordinaria contemplato per lo stabilimento G. Vico di Pomigliano (dall’accordo del 15 giugno 2010) e “necessario al radicale intervento di ristrutturazione previsto per predisporre gli impianti alla produzione della Nuova Panda”. Considerato che gli impianti G. Vico sarebbero rilevati (?) da Fabbrica Italia Pomigliano dal prossimo 7 marzo (“data di inizio delle assunzioni”), come potrebbe la cigs contestualmente interessare lo stabilimento G. Vico, anche tenendo inoltre conto che questo stabilimento è già interessato da cigs in deroga fino a luglio 2011? Viceversa: come potrebbe assumere Fabbrica Italia in coesistenza di cigs su G. Vico e riferita agli stessi impianti?! Oppure le parti hanno sbagliato la definizione dei punti dell’accordo? Oppure la ‘complessa ristrutturazione’ per 700 milioni di euro è stata attuata, “incredibile dictu”, in pochissimi mesi? Si tratta di un’altra errata previsione? Ce ne sono altre di “errate previsioni”?!

Lo scrivente Luigi Aprea, tanto premesso, eccepito e richiesto, nel ricordarVi che la rappresentata O.S. ha già in questi mesi formalizzato alla Direzione Aziendale ripetute comunicazioni di analogo contenuto, comunicazioni tutte rimaste ad oggi senza alcun riscontro – di cui l’ultima, in ordine cronologico, trasmessaVi e pervenutaVi in data 10/11/2010,

INTIMA
l’immediata cessazione di ogni qui denunciato e reiterato comportamento aziendale, gravemente lesivo delle normative contrattuali, legali e costituzionali nonché dei diritti sindacali e di quelli dei lavoratori, preannunciando, in mancanza, l’attivazione di ogni idonea iniziativa giudiziale a tutela dei diritti sindacali e di quelli individuali e collettivi dei lavoratori stessi.
Distinti saluti
Pomigliano d’Arco, 17/2/2011
Luigi Aprea per componente RSU di Slai cobas

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MILANO: lo SLAI COBAS al CORTEO contro la FIAT

Pubblicato da slaicobastrentino su gennaio 31, 2011

http://www.youtube.com/slaicobas#p/u/0/ejJC4jQ5Mm8

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Mara Malavenda : Venerdì 28 febbraio

Pubblicato da slaicobastrentino su gennaio 28, 2011

Sindacato dei Lavoratori Autorganizzati Intercategoriale
S.L.A.I. cobas
ASSEMBLEA FIAT POMIGLIANO
Venerdì 28 gennaio 2010 – ha 9.30/13.00 – Sala dell’Orologio (Biblioteca comunale)
Relazione introduttiva:  Mara Malavenda
Il referendum di Pomigliano e quello successivo di Mirafiori hanno simbolicamente rappresentato un evento che ha attraversato l’intera classe operaia italiana e suscitato la forte attenzione dei lavoratori sia del pubblico impiego che del privato. Per l’enorme importanza sindacale, politica e mediatica che hanno assunto questi referendum voluti dalla Fiat, è come se, attraverso gli operai di Pomigliano e di Mirafiori, tutti gli operai italiani fossero stati chiamati a scegliere. Ne consegue che il “NO”, prevalente tra gli operai addetti alle catene di montaggio di Pomigliano e Mirafiori, ha effettivamente rappresentato il “NO” della maggioranza degli operai e dei lavoratori italiani. E se il cosiddetto piano Marchionne rappresenta “di fatto” la prima ristrutturazione mondiale di una multinazionale all’interno di un processo integrato di globalizzazione, il “NO” operaio di Pomigliano e Mirafiori ha, in tendenza e DA SOLO,   “controbilanciato di fatto ” l’offensiva autoritaria della Fiat portando alla luce la rilevante, intrinseca ed insanabile “debolezza politica” del fronte padronale e dei suoi complici, che solo la cecità politica imperante nella cosiddetta sinistra politica, sociale e sindacale si ostina a non vedere. Una debolezza che ha un enorme e potenziale valore strategico e di classe per tutti noi perché rappresenta “quella crepa destinata ad allargarsi” man mano che Fiat, padronato, governo e “trasversali complicità”  politiche e sindacali procederanno nell’avviato processo di controriforma autoritaria della gestione del conflitto sindacale, sociale e politico: saranno “condannati” a fare sempre meno affidamento sul consenso operaio e sempre più impossibilitati a legittimarsi tra gli operai stessi.   Da questo punto di vista il referendum voluto dalla Fiat è stato un formidabile autogol in quanto non solo ha svelato uno dei punti di particolare debolezza dell’attuale e totalizzante offensiva padronale, ma ha persino contribuito a costruirlo ed accentuarlo. Leggi il seguito di questo post »

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“GLI OPERAI HANNO BOCCIATO L’ACCORDO” ! ASSEMBLEA A POMIGLIANO Venerdì 28 gennaio ore 9.30

Pubblicato da slaicobastrentino su gennaio 19, 2011

Venerdì 28 gennaio ore 9.30

ASSEMBLEA A POMIGLIANO

Sala Orologio della Biblioteca Comunale – via V. Emanuele

SLAI Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate – Pomigliano

A Pomigliano pretendeva il 95% e tra gli operai ottenne un risicato 56% registrando però una sonora sconfitta tra gli addetti  diretti alle catene di montaggio non mitigata dal voto fantozziano degli impiegati! Anche a Mirafiori la stragrande maggioranza degli operai delle catene ha bocciato l’accordo-schiavistico, e chi ha votato opportunisticamente per il si (a Pomigliano come a Mirafiori) ha solo appoggiato un fantomatico ‘piano industriale senza alcuna prospettiva ’ tranne un lungo periodo di cigs e precarietà.
Vero è che lo speculatore finanziario Marchionne (che, sfasciando le fabbriche, guadagna cifre vergognose pari alla somma delle buste paga di tutti gli addetti a Mirafiori o Pomigliano) sta costando allo Stato una valanga di soldi per la “cassa”, ancora programmata per anni. Dovrebbe invece spiegare che fine faranno gli operai di Termini Imerese e dar conto della speculazione edilizia in atto per l’EXPO nell’area dell’Alfa di Arese (altro che programmi industriali), fabbrica distrutta dopo averla avuta in regalo dallo Stato con Prodi presidente dell’IRI. Per far questo, negli ultimi 30 anni la Fiat – in odore di truffa – ha ricevuto dallo Stato ben 500 miliardi di euro (5 volte quanto ricevuto dalla Grecia dal fondo anticrisi della comunità europea).
A Pomigliano, a dispetto della frottole di ministri e sindacalisti, sono previsti – dopo quelli trascorsi – ancora anni di “cassa”, precarietà, sottosalari e ridimensionamento produttivo mentre l’unica certezza è l’affossamento di ogni tutela e libertà democratica dei lavoratori (basti ricordare il sequestro del voto per il rinnovo delle RSU, decadute dal giugno 2009, e la consacrazione dei reparti-confino come quello di Nola che sarà ulteriormente ampliato). Analoga prospettiva è prevista per Mirafiori.
Lo disse bene Enrico Berlinguer, all’indomani del golpe cileno del 1973: “col 51% non si governa”. E da Pomigliano a Mirafiori, tra gli operai, il consenso alla Fiat è ben al di sotto della “fatidica soglia”! Oggi questo lo sta sperimentando Berlusconi e già lo sperimentò all’epoca il governo Prodi. Solo Marchionne fa finta di non saperlo, ma già prepara la “fuga col malloppo” (le vergognose cifre “guadagnate” dopo aver distrutto la Fiat in Italia con politiche speculative da “bolla-spazzatura-industriale”): è un caso che lascerebbe “entro il 2014”, proprio l’anno del previsto fallimento del suo fantomatico “Piano”?!
Mentre il NO degli operai di Pomigliano e Mirafiori ha trasformato in un formidabile autogol le pretese “presidenzialiste e referendarie” di Marchionne, la Fiom pretenderebbe ancora di “respingere il ricatto Fiat” accettandone la sostanza con l’ “applicazione del CCNL del 2006” dove proprio la FIOM (con FIM E UILM) sancì la totale flessibilità di turni, orari e straordinario, la sottomissione dei nuovi assunti alle forche caudine di 5 anni di contratti precari, la fruizione dei permessi retribuiti con l’obbligo di prenotarli 15 giorni prima vincolandoli alle percentuali di assenteismo, l’orario plurisettimanale con lo sfondamento delle 40 ore, i permessi retribuiti per le turnazioni aggiuntive per i 18 turni e la deroga alle normative legali.
Il NO operaio di Pomigliano e Mirafiori ha rappresentato simbolicamente un evento che ha attraversato e politicamente rappresentato in NO dell’intera classe operaia italiana: a questo bisogna essere conseguenti!

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MIRAFIORI_8 VIDEO Slai Cobas: “MARCHIONNE, VATTINNE IN CANADA”

Pubblicato da slaicobastrentino su gennaio 19, 2011

http://www.youtube.com/slaicobas

8_MIRAFIORI_Marchionne in CANADA.MPG

http://www.youtube.com/slaicobas?gl=IT&hl=it#p/u/0/DW9F9g0h0U8

7_MIRAFIORI_Intervista_ad_alcuni_delegati.MPG

http://www.youtube.com/slaicobas?gl=IT&hl=it#p/u/1/CAOlQD4x5Y8

6_MIRAFIORI_Intervista_a_FRANCO_TURIGLIATTO.MPG

http://www.youtube.com/slaicobas?gl=IT&hl=it#p/u/2/W2OWLDSeIlU

5_MIRAFIORI_Intervista_a_MARCO_FERRANDO.MPG

http://www.youtube.com/slaicobas?gl=IT&hl=it#p/u/3/KOvcmIgfvVo

4_MIRAFIORI_Lo SLAI COBAS davanti alla FIAT.MPG

http://www.youtube.com/slaicobas?gl=IT&hl=it#p/u/4/kP0W4CfjVcU

3_MIRAFIORI_Pernacchie e slogan dello Slai Cobas contro MARCHIONNE.MPG

http://www.youtube.com/slaicobas?gl=IT&hl=it#p/u/5/TPNPBsKJfNw

2_MIRAFIORI_La posizione e le proposte dello SLAI COBAS.MPG

http://www.youtube.com/slaicobas?gl=IT&hl=it#p/u/6/Nd8NZkbI6Pg

1_MIRAFIORI_La posizione e le proposte dello SLAI COBAS.MPG

http://www.youtube.com/slaicobas?gl=IT&hl=it#p/u/7/AjWFDgNml6Q

http://www.youtube.com/slaicobas?gl=IT&hl=it

http://www.slaicobas.it/

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Fiat Pomigliano e accordo-Marchionne: Slai cobas annuncia scioperi ed azioni giudiziarie

Pubblicato da slaicobastrentino su dicembre 31, 2010

CON UNA RACCOMANDATA ANTICIPATA STAMATTINA A MEZZO FAX ALLA FIAT NAZIONALE ED A QUELLA DI POMIGLIANO D’ARCO LO SLAI COBAS IMPUGNA LA PROCEDURA DI ACCORDO SINDACALE SEPARATO IN CORSO TRA LA FIAT E LE ALTRE O.S. E PREANNUNCIA L’AZIONE GIUDIZIARIA A TUTELA DELLE PREROGATIVE DELLE RSU AZIENDALI E DEI SINDACATI COSTITUITI IN FABBRICA CON TALE RAPPRESENTANZA

LA PRETESA DI MARCHIONNE DI SCAVALCARE LE RSU DI FABBRICA PER CONSEGUIRE UNA GRAVE CONTRORIFORMA AUTORITARIA DEL DIRITTO DEL LAVORO VIOLA OGNI SPECIFICA NORMATIVA VIGENTE COSI’ COME LA SCELTA DI “TAGLIARE” FUORI DALLA FABBRICA LO SLAI COBAS (OLTRE CHE LA FIOM) LEDE SOSTANZIALI PRINCIPI COSTITUZIONALI NON SANABILI DALLA <MOSTRUOSITA’ GIURIDICA> DELL’ART. 19 DELLO STATUTO DEI LAVORATORI COME MODIFICATO DALL’ESITO DEL REFERENDUM ABROGATIVO DEL 1995. LA CITATA E RIFORMATA NORMATIVA CONSENTE, INFATTI, ALLA PARTE DATORIALE LA COSTITUZIONE IN  AZIENDA DI VERI E PROPRI SINDACATI GIALLI (TRA L’ALTRO VIETATI DALLO STESSO S.D.L.) CON LA POSSIBILITA’ DI SCEGLIERE “CONTROPARTI SINDACALI “GRADITE E COLLUSE” E METTERE “FUORI GIOCO” QUELLE IN DISACCORDO. ANCHE SU QUESTO SONO IN CANTIERE INIZIATIVE LEGALI.

IL SINDACATO DI BASE PREANNUNCIA UN APPELLO PER IL “NO” DA PARTE DEGLI OPERAI DELLA FIAT DI POMIGLIANO CHE SARA’ DISTRIBUITO AI LORO COLLEGHI DI MIRAFIORI NELL’IMMINENZA DEL  REFERENDUM SULL’ACCORDO-TRUFFA

INOLTRE, COME GIA’ COMUNICATO PRECEDENTEMENTE ALLA FIAT, LO SLAI COBAS CONFERMA GLI SCIOPERI PREVISTI IN OCCASIONE DI EVENTUALI COMANDATE DI STRAORDINARIO AI LAVORATORI DA PARTE AZIENDALE PREANNUNCIANDO IMMEDIATE INIZIATIVE A TUTELA DEI DIRITTI DEI LAVORATORI E DI QUELLI SINDACALI IN CASO DI ILLECITI PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI MESSI IN ATTO DALLA FIAT.

Slai cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate – Pomigliano d’arco, 29/12/2010

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Natale bimbi alla Fiat Pomigliano: Quando Dracula si veste da Babbo Natale!

Pubblicato da slaicobastrentino su dicembre 20, 2010

Quando Dracula si veste da Babbo Natale! Pomigliano, riaprono cancelli per i doni ai bambini

Natale bimbi alla Fiat Pomigliano: Quando Dracula si veste da Babbo Natale!

 Ogni anno, sotto Natale, la Fiat non ci risparmia la festa della demagogia perché continua offensivamente a pensare che i lavoratori sono somari e basta una pacca sulla spalla ed una manciata di caramelle per fargli dimenticare gli anni di precarietà e miseria in cui li ha precipitati il piano-fantasma di Sergio Marchionne: per “lui” anche questo Natale, con Capodanno, continuano i giorni        “ felici”… ma non certo per i lavoratori e le loro famiglie!

A Pomigliano come in Transilvania ?!

 Il cavaliere del lavoro (sic)Sergio ai nostri giorni a Pomigliano si nutre dei diritti dei lavoratori: fa questo perché sa che se tratta gli operai come schiavi riducendoli in miseria sale in borsa il titolo Fiat c ‘lui’ incassa  ben 140 milioni di euro di bonus e altri 25 milioni di euro per ogni euro di aumento azionario.

Il conte Dracula si nutriva del sangue degli esseri viventi, vampirizzandoli (dall’omonimo romanzo di Bram Stocher, dalla prima metà del ‘700 in Transilvania, una regione centrale della Romania): per questo aveva la necessità di morderli al collo.

 La necessità di Dracula-Marchionne contrasta con quella dei lavoratori e delle loro famiglie: bisogna rialzare tutti la testa perché: CHI SI FA PECORA IL LUPO LO MANGIA!

Slai cobas – coordinamento provinciale di Napoli

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