SLAI COBAS TRENTINO ALTO ADIGE

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  • TRENTO 04/02/2012

  • TESSERAMENTO 2011

  • NO ALLA GUERRA IMPERIALISTA CONTRO LA LIBIA

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  • email del COORDINAMENTO PROVINCIALE SLAICOBAS NAPOLI / POMIGLIANO cobasslai@libero.it
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  • NESSUN CONTRIBUTO PUBBLICO ALLE IMPRESE CHE DELOCALIZZANO ED INVESTONO ALL'ESTERO

  • I LAVORATORI PAGHERANNO MONTAGNE DI EURO PER LA LINEA AD ALTA-VORACITA’ BRENNERO-VERONA. E’ UN’OPERA CHE, MENTRE DEVASTERA’ LA SALUTE DEI CITTADINI E L’AMBIENTE, INGRASSERA’ POLITICI, COSTRUTTORI, GRANDI IMPRESE E BANCHE

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    NIENTE SOLDI PUBBLICI ALLE COOPERATIVE CHE SFRUTTANO E LICENZIANO I LAVORATORI

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  • BASTA CON I SINDACALISTI CORROTTI E' NECESSARIO COSTRUIRE UN NUOVO SINDACATO DEI LAVORATORI

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  • UN BLOG PER FARE COSA ?

    Cari Compagni ed Amici Abbiamo cercato di impostare il blog in modo da contribuire all’informazione, alla denuncia di particolari situazioni lavorative, alla formazione, alla solidarietà di classe. In questo senso abbiamo voluto concepire il blog come uno strumento al servizio della difesa dei proletari e dei lavoratori ed abbiamo cercato in queste prime settimane di pubblicare materiali (notizie, volantini, documenti ecc.) che potessero servire a sviluppare idee, competenze, organizzazione ed opposizione. Pensiamo che il blog se da un lato deve porsi al servizio di un processo collettivo, dall’altro a sua volta deve venire costruito in un processo collettivo. Un blog di questo tipo ha tanto maggiore senso quanto più contribuisce a stimolare e valorizzare la partecipazione e gli apporti del compagni e dei lavoratori. Non viviamo più nel ventesimo secolo e questo vuol dire che i lavoratori hanno orami accumulato enormi competenze nei campi più disparati, il problema è che queste conoscenze vengono prevalentemente coltivate in modo individuale e spesso individualistico, non vengono socializzate e tradotte in un processo costituente di una nuova collettività. Senza cultura proletaria non ci può essere un reale movimento di trasformazione sociale e politico, ma questa cultura non va inventata dal nulla, quanto costruita attraverso un processo di generazione collettiva. Una cultura innovativa capace di unificare e ricomporre i lavoratori può diventare una forza in grado di cambiare il mondo. Per quanto ci riguarda vi chiediamo di costruire il blog insieme a noi rendendolo tra l’altro uno strumento utile per la difesa dei lavoratori. Tramite il blog altri lavoratori potranno entrare in rapporto con lo slai cobas del Trentino scegliendo liberamente il livello di questo rapporto. Apposite pagine del blog sono quindi destinate alla pubblicazione, alla segnalazione ed alle denunce, alle richieste d’informazione ecc. Ormai i blog stanno diventando un mezzo di comunicazione e di dibattito capace di concretizzarsi nella formazione di reti di relazioni, iniziative collettive e movimenti. Speriamo di non essere da meno di tanti politici di potere, di tanti servi intellettuali e vip, di tanti esponenti di una ‘sinistra’ marcia. Tutte queste bande di privilegiati e parassiti usano utilmente il web vecchio e nuovo al servizio degli interessi di una parte ristretta della società. Spetta ai proletari, ai lavoratori ed agli strati popolari usare tutti i mezzi di comunicazione in modo competente e creativo al servizio degli sfruttati.
  • PERCHE’ SCEGLIERE LO SLAI COBAS DEL TRENTINO ALTO ADIGE ?

    I sindacati confederali sono irreversibilmente corrotti. Gli apparati dei sindacati confederali sono ormai indissolubilmente legati al capitale finanziario. I sindacalisti si riciclano nelle burocrazie dello stato, nelle finanziarie, nelle imprese cooperative, nei servizi alle imprese, negli uffici padronali delle “relazioni sindacali”, negli enti no-profit, nelle cooperative, nei partiti di potere. Dentro i sindacati confederali ci sono ancora immense energie di lotta che vanno difese, salvaguardate ed indirizzate verso la costruzione di un nuovo sindacato dei lavoratori capace di opporsi all’offensiva dei governi di centro-destra e di centro-sinistra e di far avanzare la lotta contro i padroni, le banche, le burocrazie statali, il capitalismo di stato ed il capitale europeo ed internazionale. Lo slai-cobas lavora, insieme a tanti altri lavoratori di diverse appartenenze, per la costruzione di un nuovo sindacato capace di rappresentare realmente gli interessi degli operai, dei disoccupati, dei precari, dei lavoratori svantaggiati, degli strati popolari. Lo Slai Cobas è un sindacato nazionale inter-categoriale quindi possono far parte dello Slai Cobas lavoratori di tutte le categorie. ___________________________________________
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Archivio per la categoria ‘DIFESA LAVORATORI’

LA VICENDA DI MASSIMO SIGHEL: E’ POSSIBILE RESISTERE CONTRO I LICENZIAMENTI E CONTRO I PADRONI DEL PORFIFDO !

Pubblicato da slaicobastrentino su novembre 9, 2010

COMUNICATO STAMPA

 CONCLUSA LA VICENDA DI MASSIMO SIGHEL: E’ POSSIBILE RESISTERE CONTRO I LICENZIAMENTI E CONTRO I PADRONI DEL PORFIFDO !

Il 12 ottobre si è conclusa positivamente, con un accordo tra le parti, la causa di lavoro promossa da Massimo Sighel operaio del settore del porfido e presidente dell’ASUC di Miola. La Tecnoporfidi aveva licenziato Massimo Sighel nell’ottobre del 2008. La vicenda aveva avuto caratteri di particolare pesantezza che erano andati sommandosi al licenziamento. Oggi a distanza di due anni dopo alcune udienze la Ditta ha provveduto ad avanzare un’ennesima proposta conciliatoria che, questa volta, andava in gran parte incontro alle richieste risarcitorie avanzate da Massimo Sighel per il licenziamento ed ulteriori vari danni. Nel novembre del 2008, in seguito al licenziamento di Massimo, si era costituito il nostro comitato appunto il “Comitato di solidarietà con Massimo Sighel, contro il Mobbing e contro i licenziamenti nel settore del porfido”. Nel corso di questi ultimi due anni il comitato ha promosso varie iniziative di sensibilizzazione con raccolte firme, volantinaggi, assemblee, presidi ecc. In particolare va ricordata la riuscita assemblea di Lona dell’ottobre 2009 contro i licenziamenti e le discriminazioni verso i lavoratori e contro il furto e la gestione privatistica dei beni comuni (risorsa porfido, ambiente locale ecc). Un’assemblea che appunto aveva visto la presenza di un centinaio di partecipanti tra lavoratori, amministratori e rappresentanti politici e sindacali. Di fronte alla crisi del settore del porfido il nostro comitato si era anche fatto promotore di una proposta di “Contratto di solidarietà” e di una prospettiva di riorganizzazione del settore su una base razionale ed orientata alla concentrazione delle proprietà e delle produzioni, alla lotta contro gli interessi particolaristici e parassitari delle aziende del porfido, alla soppressione di quell’ “artigianato” che si rivela forma di supersfruttamento di lavoratori falsamente autonomi, e, nel complesso, orientata alla salvaguardia sia degli interessi dei lavoratori che di quelli delle comunità locali comprensivi della tutela dell’ambiente e dell’uso dei beni comuni. Oggi con la conclusione più che favorevole della vicenda di Massimo Sighel possiamo considerare concluso il nostro compito ed esaurite alcune tra le principali ragioni della nostra stessa esistenza come Comitato, per questo abbiamo deciso di chiudere il nostro blog e di scioglierci, sicuri che le varie componenti di lavoratori che hanno costituito il nostro comitato troveranno il modo, eventualmente insieme, o lavorando in ambiti e forme differenziate, di continuare a battersi contro i licenziamenti nel settore porfido ed in funzione degli interessi dei lavoratori del settore e delle collettività locali. In sintesi questa vicenda ha dimostrato come sia stato possibile coniugare in modo vincente l’iniziativa collettiva di solidarietà e sensibilizzazione con la battaglia legale. Pensiamo di aver costruito una piccola esperienza-modello che può oggi essere utilmente generalizzata nella lotta contro i licenziamenti. Pensiamo anche che la nostra esperienza abbia dimostrato in modo inconfutabile l’inerzia, l’inconcludenza e l’arrendevolezza dell’operato dei sindacati confederali i quali si sono opposti alla nostra proposta di “Contratto di solidarietà” senza essere stati in grado di proporre delle alternative, senza aver mai affrontato la lotta contro i licenziamenti in modo collettivo e senza nemmeno essere stati in grado di portare avanti in modo minimamente soddisfacente alcune, peraltro isolate, vertenza individuali.

Comitato di Solidarietà con Massimo Sighel, contro il Mobbing e contro i licenziamenti nel settore del porfido comitatosolidarietams@gmail.com

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TRENTO 14/09/2010 Presidio di Solidarietà con Massimo Sighel

Pubblicato da slaicobastrentino su settembre 18, 2010

Una decina i lavoratori presenti al presidio alle ore 14,30 del 14/09 davanti al Tribunale di Trento. Articoli prima e dopo il presidio sui quotidiani locali e servizio a TCA.

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ATTIVITA’ DIFESA LAVORATORI DELLE COOP. DEL TRENTINO

Pubblicato da slaicobastrentino su luglio 8, 2010

Lo Slai Cobas del Trentino ha attivato anche un servizio di tutela dei lavoratori delle cooperative oggetto di illeggittime contestazioni disciplinari e di procedure persecutorie.

Per informazioni e contatti 3482448231

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Il comitato operaio di lotta della SErit,aderisce allo SLAI COBAS del TRENTINO

Pubblicato da slaicobastrentino su aprile 25, 2010

Il comitato di lotta della SErit comunica la propria adesione allo SLAI COBAS ed INTENDE APRIRE LA LOTTE SULLA SICUREZZA LAVORO IN QUANTO DA NOI INESISTENTE

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Solidarietà ai lavoratori di Villa Ischia di Riva del Garda dipendenti della Coop. Mimosa

Pubblicato da slaicobastrentino su dicembre 15, 2009

Come educatori di varie cooperative ed enti del privato sociale aderenti ai cobas, desideriamo esprimere la nostra solidarietà ai dieci dipendenti della Cooperativa Mimosa che hanno intentato causa di lavoro contro l’azienda. Non intendiamo entrare nel merito della sentenza depositata il 20 novembre scorso, la quale per altro dà ragione ai lavoratori rispetto a parte consistente delle problematiche da loro sollevate. Siamo anche certi che i lavoratori e la legale di Rovereto che li ha seguiti sapranno valutare la situazione e che un eventuale ricorso in secondo grado potrà riconoscere ulteriormente le ragioni dei lavoratori di Villa Ischia. Ci preme invece sottolineare il seguente quesito: come sia potuto accadere che i responsabili istituzionali delle politiche sociali ed i dirigenti dell’Azienda Sanitaria abbiano evitato, per almeno un decennio, di controllare se la Cooperativa Mimosa ottemperasse realmente alle prescrizioni del capitolato d’appalto che impongono, tra l’altro, che l’Ente gestore applichi integralmente le norme contrattuali vigenti.

Ci sembra del tutto paradossale infatti che aspetti centrali relativi ad una funzione di controllo a carico dell’Ente pubblico vengano di fatto, come nella circostanza, demandati all’intervento ed alla pronuncia del giudice di lavoro venendo così anche ad appesantire il carico, in termini di cause di lavoro, gravante su un organico istituzionale largamente insufficiente.

Ci chiediamo inoltre come mai i sindacati confederali non abbiano coinvolto l’opinione pubblica e con quale logica e spirito civico abbiano potuto ritenere che le problematiche sollevate dagli operatori di Villa Ischia risultassero attinenti ad un semplice conflitto di lavoro e non anche ad una questione generale di controllo pubblico della gestione di servizi sociali d’interesse e rilevanza collettiva.

Vogliamo inoltre sollevare il problema del carattere usurante del lavoro degli educatori che, come nel caso di Villa Ischia, gestiscono servizi residenziali per un’utenza psichiatrica di media ed elevata gravità. Su tutto questo c’è un generale silenzio e disinteresse eppure anche il Testo Unico sulla sicurezza n.81/09 e successive modifiche e integrazioni, evidenzia la necessità di tutelare i lavoratori dallo stress ed indica principi e norme in tal senso.

Per quanto ci riguarda, come cobas-slai del settore, ci impegneremo per far conoscere le problematiche dei lavoratori di Villa Ischia e per fare in modo che Cooperative come la Mimosa siano soggette ad un puntuale controllo pubblico e ad una costante vigilanza democratica da parte della cittadinanza.

Sebastiano Pira

per il coordinamento slai cobas del Trentino dei lavoratori delle cooperative sociali e degli Enti del privato-sociale

Sede di Trento Via Salteri 37/1

Tel.3482448231

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Licenziamenti collettivi: il lavoratore ha diritto di conoscere perché sia stato scelto

Pubblicato da slaicobastrentino su dicembre 1, 2009

Licenziamenti collettivi: il lavoratore ha diritto di conoscere perché sia stato scelto

La Corte di Cassazione ( sent. 16215/2009) ribadisce il principio per cui: ” la norma di cui all’art. 4, comma 8, L.223/91 prevede l’obbligo di indicare puntualmente le modalità con le quali sono stati applicati i criteri di scelta dei lavoratori da licenziare, al fine di consentire agli stessi, alle organizzazioni sindacali e agli organi di controllare la correttezza dell’operazione e la rispondenza degli accordi raggiunti”. Pertanto, tale obbligo non è soddisfatto dalla mera trasmissione dell’elenco dei lavoratori licenziati e dalla comunicazione dei criteri di scelta concordati con le organizzazioni sindacali proprio perché vi è la necessità di verificare se tutti i dipendenti in possesso dei requisiti previsti siano stati inseriti nella categoria da scrutinare e, quindi, nel caso in cui il numero dei dipendenti sia superiore ai previsti licenziamenti, se siano stati correttamente applicati i criteri di valutazione comparativa tra i dipendenti in modo da consentire al dipendente di percepire con chiarezza per che lui, e non altri, sia stato destinatario del collocamento di mobilità o del licenziamento collettivo. Quindi, ciascun lavoratore può far valere l’inefficacia del licenziamento per violazione della suddetta norma, nel termine di decadenza di 60 gg, mentre il datore di lavoro può rimediare a tale vizio procedurale mediante il compimento dell’atto mancante o la rinnovazione dell’atto viziato.

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INCONTRO PUBBLICO Venerdì 6/11 h 20,30 in sede slai cobas Via Solteri 37/1

Pubblicato da slaicobastrentino su novembre 5, 2009

Venerdì 6/11 h 20,30 in sede slai cobas Via Solteri 37/1

(dietro il negozio “Il Contadino”)

 Incontro pubblico Per discutere :

1) iniziative di solidarietà con il lavoratore svantaggiato oggetto di un vergognoso licenziamento ad opera della Cooperativa Il Gabbiano di Ravina,

2) la necessità di affrontare la situazione di altre Cooperative (come la Coop. Sociale La Ruota) ed Enti del privato sociale in cui i lavoratori subiscono spesso forme di autoritarismo e sfruttamento a fronte di un’assenza pressoché totale di controlli e di una politica di programmazione dell’Ente Pubblico dei servizi per l’utenza,

3) modalità e tempi dell’apertura di un confronto pubblico con l’Ente Pubblico -anche con il coinvolgendo della società civile e della collettività- da concepire con un ottica vertenziale, nel quadro di una tendenza alla diminuzione dei fondi pubblici, volta sia alla valorizzazione di risorse collettive come quelle rappresentati dai lavoratori delle cooperative sociali e dagli operatori del privato sociale sia alla centralizzazione della progettazione dell’offerta dei servizi all’utenza al fine di accrescerne il profilo qualitativo e di abbattere l’attuale situazione di frammentazione dell’offerta.

Invitiamo da subito i lavoratori e tutti gli interessati a partecipare all’incontro di venerdì 6/11 Lavoratori Slai-Cobas

tel.3482448231

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SLAI COBAS MILANO : SIGLATI CONTRATTI CON LE COOPERATIVE

Pubblicato da slaicobastrentino su novembre 4, 2009

Comunicato: accordo T.i.m.e. Service (cooperativa di Turate magazzino Bennet)

In data 28-10-2009 dopo l’assemblea dei lavoratori (votata l’ipotesi d’accordo all’unanimità) è stato siglato l’accordo con la cooperativa. L’unità e la forte volontà di lotta dei lavoratori ha permesso di ottenere un’importante accordo che contrasta la politica dei sindacati confederali i quali il 15 luglio di quest’anno avevano, di fronte alla crisi, concesso a livello nazionale di applicare una gradualità nell’applicazione dello stesso CCNL da loro firmato. Pur richiamandosi alla legge 142 che distingueva le cooperative nate prima del 27 giugno del 2002 (che potevano applicare la gradualità) e quelle nate dopo questa data (che dovevano corrispondere il 100%), padroni e sindacati legalizzavano fino all’1-11-2010 la possibilità di avere per tutti la possibilità di operare una gradualità per arrivare, in quella data al 100% sugli istituti delle ferie, ex festività retribuite, tredicesima, quattordicesima, permessi, ROL, TFR.
Con questa lotta abbiamo ottenuto a partire dal 1 ottobre del 2009 1)l’erogazione al 100% di questi istituti che permetterà di avere un aumento sul quinto livello di circa 100 euro; 2) una indennità sostitutiva mensa di 0,65 euro all’ora per un totale massimo giornaliero di 5,16 euro (per chi non conoscesse il CCNL della categoria esso prevede “ Qualora non esista una mensa aziendale, verrà corrisposta ai lavoratori un’indennità sostitutiva di 0,06 euro giornaliere per i giorni di effettiva prestazione di lavoro”); 3) la restituzione della quota sociale o frazione di essa versata nella cooperativa logservice (ex T.i.me. service), al 31 gennaio 2010.
Insomma un aumento totale mensile di 170,00 euro, più una liquidazione della quota sociale precedente per un totale massimo di circa 430 euro.

Giovedì 5 novembre, dopo le assemblee verranno siglati anche gli accordi con le cooperative Leonardo e Giava (del magazzino Bennet di Origgio).

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VENERDI’ 16/10 h 20,30 SOLIDARIETA’ CON I LAVORATORI DELLA COOPERATIVA IL GABBIANO

Pubblicato da slaicobastrentino su ottobre 14, 2009

Immagine

VENERDI’ 16/10/09 ore 20,30

INCONTRO PUBBLICO

Sede Slai-COBAS Via Solteri 37/1 TN

Ingresso libero

SOLIDARIETA’ CON I LAVORATORI DELLA COOPERATIVA SOCIALE

IL GABBIANO di Ravina

VALORIZZIAMO I LAVORATORI INVECE DI   DISCRIMINARLI, SFRUTTARLI E ROTTAMARLI

 Per costituire un Comitato di Solidarietà con il lavoratori della Coop. Il Gabbiano

Per formare una rete di solidarietà tra i lavoratori delle Cooperative Sociali e degli enti del privato-sociale

 tutti sono invitati

promuovono: lavoratori dei Cobas della Coop. Il Gabbiano

e di altri Enti del Privato-Sociale

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COOPERATIVA LA RUOTA (TN):CONTINUANO LE CONTESTAZIONI DISCIPLINARI

Pubblicato da slaicobastrentino su settembre 25, 2009

Lo Slai Cobas del Trentino ha promosso vari ricorsi al servizio lavoro chiedendo la convocazione della Commissione di conciliazione per contestare ed impugnare varie contestazioni disciplinari intentate dalla Coop. La Ruota contro nostri associati.

Lo Slai Cobas è intenzionato a contastare sul piano dell’iniziativa sindacale e legale tutte le contestazioni che si rivelino prive di fondamento e quindi di carattere arbitrario e persecutorio.

Difendiamo le libertà sindacali ed opponiamoci all’autoritarismo ed all’arbitrio padronale sui luoghi di lavoro.

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MILANO 6/09: I LAVORATORI DELLE COOPERATIVE DICONO BASTA CON LO SFRUTTAMENTO

Pubblicato da slaicobastrentino su settembre 7, 2009

 Un centinaio di lavoratori delle cooperative si sono riuniti nella Sede dello Slai Cobas per discutere dei problemi che li affliggono nei posti di lavoro, nella società e soprattutto per organizzarsi e darsi un coordinamento stabile per le lotte future.

Gli interventi spaziavano dalla descrizione della condizione lavorativa, alla denuncia di come sono trattati i lavoratori immigrati dalle istituzioni e organismi statali vari e soprattutto rivendicavano la necessità di una risposta.Storie individuali che raccontate venivano percepite e denunciate come comuni a tutti i lavoratori che sono nelle cooperative.

Un sistema quello delle cooperative che era nato, almeno nelle intenzioni, come alternativa al sistema di sfruttamento capitalistico , un sistema di associazioni di mutuo soccorso di produzione, di distribuzione di beni di consumo, di costruzione di alloggi e di alfabetizzazione per i lavoratori.

L’Alleanza Cooperativa Internazionale definisce la cooperativa come “un’associazione autonoma di individui che si uniscono volontariamente per soddisfare i loro bisogni economici, sociali e culturali e le proprie aspirazioni attraverso la creazione di una società di proprietà comune e democraticamente controllata”.  Basterebbe invece lavorare in questo “girone” dell’inferno dello sfruttamento,  per rendersi conto di quanto esso sia un sistema di precarizzazione estrema della forza lavoro e di intensificazione dello sfruttamento capitalistico dove la violazione di ogni tutela della libertà e dignità del lavoratore, norma contrattuale e normativa è possibile.

Questo sistema delle cooperative basato sulla totale illegalità si regge sull’appoggio dei sindacati confederali, della sinistra borghese (vedi Lega delle Cooperative) della destra ( cooperative “bianche”, Compagnia delle Opere) fino ai reparti extraistituzionali della mafia, camorra e “compagnia” atta a “pulire” il denaro sporco della malavita organizzata .

Un solo esempio di illegalità “legalizzata” dai vari attori, che sono a sostegno di questo sistema, è data dall’applicazione contrattuale relativo agli aumenti salariali, alla contribuzione previdenziale ed assistenziale: la legge 3 aprile 2001, n.142 dava, all’articolo 4, la possibilità di graduare (per “un periodo non superiore a cinque anni”) le applicazioni contrattuali, tenendo conto delle differenze settoriali e territoriali delle aziende, ebbene nei contratti successivi si stabiliva che gli aumenti relativi alla tredicesima, quattordicesima, rol,ferie, ex festività, T.F.R. dovevano essere graduati per le cooperatine nate prima del 27 luglio 2002, mentre per quelle sorte successivamente si dovevano applicare senza gradualità, salvo casi particolari suffragati dalla firma di un’associazione territoriale delle cooperative e dai sindacati confederali firmatari del contratto nazionale (“Le parti concordano che il presente accordo di gradualità si applica, ai sensi della legge 142/01, agli organismi economici cooperativi che abbiano ad oggetto la prestazione di attività lavorativa di facchinaggio, di trasporto, di logistica e movimentazione merci che siano in attività alla data del presente accordo…Resta inteso che agli organismi economici costituiti e/o operativi successivamente alla data del 27/06/2002 non si applica la presente intesa di gradualità. A livello territoriale, tramite accordo tra tutte le organizzazioni firmatarie del presente protocollo, potranno essere definiti i relativi percorsi per l’applicazione del protocollo attuativo all’intesa per le cooperative costituite dopo il 27.06.2002.”). Come era prevedibile in tutte le cooperative vige ora, più o meno per tutti,il criterio della gradualità e siccome la legge prevedeva “un periodo non superiore ai cinque anni” i sindacati confederali e i rappresentanti sindacali delle aziende il 15 luglio di questo anno hanno stabilito di legalizzare questa illegalità fino all’1-11- 2010.     (nota 1).

I lavoratori delle cooperative riuniti in questa assemblea (  presenti in 14 cooperative con un totale di 600 persone, per la maggior parte immigrati) hanno deciso di ripristinare la loro ”legalità” e, contro questa oltraggiosa ed ennesima ingiustizia, difendere il proprio salario, aprendo una nuova stagione di lotta,  su tutto il fronte dove sono presenti e con scioperi simultanei dov’è possibile.

Ancora una volta lotteranno per fare rientrare al lavoro dei compagni licenziati, per un aumento di salario, per un’indennità di mensa, per un abbassamento del cottimo, per avere la liquidazione che non hanno avuto quando c’è stata la dismissione di una cooperativa e la sostituzione con un’altra.

L’assemblea ha inoltre stabilito un calendario che prevede, oltre agli scioperi, iniziative che vanno dalla partecipazione di una delegazione di lavoratori delle cooperative presso il tribunale di Milano, il giorno 21-09-2009, in occasione del processo intentato contro i 14 immigrati in seguito alla rivolta del CPT di via Corelli,  la partecipazione all’assemblea di Napoli, promossa dallo Slai Cobas con altri sindacati di base, sulla democrazia sindacale.  Cosa molto sentita da tutti, essi tenderanno all’organizzazione di una  manifestazione Milanese dei lavoratori in lotta contro l’attacco padronale e governativo, per evidenziare un fronte di classe (che va dai lavoratori di Origgio, all’alfa di Arese, all’INSSE, ai precari della scuola….) come “muro di resistenza” contro la crisi del capitale.

In continuità con la manifestazione che abbiamo promosso il primo maggio del 2009, alla testa di questa mobilitazione ci saranno gli striscioni con le scritte “IL NEMICO E’ IN CASA NOSTRA i padroni e i loro governi” e “facciamo pagare la crisi ai padroni”  .

 

SLAI COBAS MILANO

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IMMIGRAZIONE E PACCHETTO SICUREZZA

Pubblicato da slaicobastrentino su giugno 28, 2009

Pubblichiamo volentieri un approfondito lavoro di analisi del Pacchetto Sicurezza steso da Antonio Rapanà, da anni impegnato sul terreno politico, culturale e sindacale nella tutela dei proletari e dei lavoratori immigrati
KLICCA qui per leggere il documento di 40 pag. in formato pdf

 

Immigrazione Pacchetto Sicurezza_202009-06-18

SOMMARIO

1. I flussi migratori in Europa tra fattori di spinta e fattori di attrazione *

2. La criminalizzazione progressiva del clandestino in Italia

3. Il “pacchetto sicurezza”. Legge 24 luglio 2008, n. 125 di conversione del decreto legge 23 maggio 2008, n. 92, “Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica”.

4. Il “pacchetto sicurezza”. Disegno di legge “Disposizioni in materia di sicurezza pubblica”, Testo approvato dalla Camera il 14 maggio 2009.

Allegato A

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SOLIDARIETA’ AL LAVORATORE LICENZIATO DALLA COOPERATIVA SOCIALE IL GABBIANO DI RAVINA (TRENTO)

Pubblicato da slaicobastrentino su giugno 27, 2009

QUESTO LICENZIAMENTO E’ ILLEGGITTIMO E DISCRIMINATORIO

Il 26 maggio la Cooperativa sociale Il Gabbiano, con sede a Ravina fraz.di Trento, ha licenziato un lavoratore perché il Medico Competente della Cooperativa (del Progetto Salute SRL) lo ha giudicato non-idoneo. Il lavoratore è stato giudicato inidoneo ed è stato licenziato solo perchè è un lavoratore classificato come “lavoratore svantaggiato”. Ma questo lavoratore però è stato inserito al lavoro nella Cooperativa Il Gabbiano proprio perché considerato “lavoratore svantaggiato”. E’ paradossale ed è poco decente che una Cooperativa sociale che per tre anni ha preso rilevanti contributi pubblici provinciali per assumere a tempo indeterminato questo lavoratore abbia preteso, dopo tre anni, di “liberarsene” con il pretesto che quel lavoratore è “svantaggiato”. La Cooperativa Il Gabbiano ha preso soldi pubblici per aiutarlo a trovare un lavoro o, in alternativa, per inserirlo stabilmente nella Cooperativa e invece oggi questo lavoratore, dopo anni di salario ridotto (cosiddetto “salario d’ingresso”) è sulla strada.

Questo lavoratore però non si trova da solo perché si è associato al sindacato dei cobas. Lo Slai-cobas ha aiutato questo lavoratore a presentare opposizione al giudizio di inidoneita’ ed oggi sta impugnando questo licenziamento sul piano legale.

 Lo Slai-Cobas ha accettato di tesserare questo lavoratore ed ha accettato di difenderlo perché pensa che bisogna opporsi alle ingiustizie e perchè pensa che si debbano dare a questo lavoratore delle possibilità

Lo Slai-Cobas ritiene che i lavoratori devono avere una visione collettiva ed una morale sociale e costruttiva per essere in grado di unirsi, di difendersi e di lottare per i propri interessi. 

Molti lavoratori, cosiddetti “lavoratori svantaggiati”, della Cooperativa Il Gabbiano prendono ancora un “salario ridotto” (la vergogna del “salario d’ingresso”) e rischiano anche, dopo tre anni di assunzione, di venire licenziati o mandati via con questo o quel pretesto. Questo significa che la solidarietà con questo lavoratore è anche nell’interesse di tutti i lavoratori della Cooperativa Il Gabbiano. Se la Cooperativa Il Gabbiano, dopo tre anni, licenzia i “lavoratori svantaggiati” allora lo SLAI-COBAS da adesso in poi chiederà che la Cooperativa restituisca all’ente pubblico i soldi che in questi tre anni ha preso per questi lavoratori. Basta con l’uso spregiudicato dei contributi pubblici. E’ necessario che l’Ente Pubblico e la Magistratura vigilino di più su certe “Cooperative”.

LA COOP. IL GABBIANO DEVE RITIRARE IL IL LICENZIAMENTO E DEVE RESTITUIRE I SOLDI PUBBLICI PRESI IN TRE ANNI PER QUESTO LAVORATORE

 

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