La devastante controffensiva globale del capitale in atto è figlia della radicalizzazione a destra dell’intero quadro politico e della definitiva involuzione neoconsociativa del sindacalismo confederale e sconta una evidente difficoltà delle lotte di resistenza dei lavoratori e di quelle sociali che, se anche destinate ad allargarsi sotto i colpi della crisi, ad oggi sembrano non bastare ad allontanare quel prospettato “ritorno al medioevo” in cui vorrebbero precipitarci.
Come Prodi ieri, stavolta è Berlusconi che tenta la carta di ulteriori e drastici sacrifici e del rilancio dell’ tra chi sfrutta e chi è sfruttato per “superare la crisi” nella speranza di indurre i lavoratori ed i collegati settori sociali a rassegnarsi, una volta per sempre, alla pretesa “ineluttabilità” delle politiche di lacrime, sangue e macelleria sociale con cui il fronte padronale intende, stavolta ed in sopraggiunta, perseguire una sconfitta epocale – politica prima che materiale – dell’intero movimento di lotta. Una controriforma classista e strategica che oggi rilancia ed attualizza la nefasta filosofia dell’EUR varata dalla CGIL sin dal lontano 1977 (i diritti fondamentali dei lavoratori che devono diventare una variabile dipendente e sottomessa alla supremazia d’impresa) e recentemente messa in atto nelle fabbriche, con contenuti specifici e generali, in Italia e su scala globale, dall’a.d. Fiat Sergio Marchionne.
E’ questo il senso – e la estrema pericolosità sociale – della manovra anticrisi che sta varando il Governo con complice e funzionale balbettio della cosiddetta “opposizione”: dalla libertà di licenziamento alle modifiche costituzionali per consegnare la libertà di “business” per le imprese avulsa dai ogni sostanziale vincolo di utilità sociale e tutela dei diritti primari dei lavoratori e dei cittadini ed a discapito di ciò, dalla controriforma del Diritto del Lavoro e della rappresentanza e dei diritti sindacali all’abolizione dei CCNL, ai tagli a pensioni e salari, sanità e servizi sociali per liberalizzare e privatizzare i residui di servizi pubblici essenziali, eliminazione delle festività, ecc.
Da tutto ciò deriva l’urgenza di costruire iniziative di massa territoriali e nazionali per contrastare l’ìnaudita offensiva di governo e padronato, con tutte le altre forze sindacali, politiche e sociali disponibili, che dovrebbero contestualmente adoperarsi per un serrato confronto costruttivo idoneo a superare le non secondarie divergenze che al momento hanno sostanzialmente contribuito a limitare una adeguata risposta di lotta dei lavoratori e con essa quel necessario innesco di una congruente “svolta di controtendenza” capace di porre “con forza e al centro” un realistico ed indispensabile percorso prefigurante la prospettiva di autonomia ed indipendenza dei lavoratori e del proletariato in una ripristinata visone di classe cui va ridata credibilità e visibilità.
In questo senso lo Slai cobas condivide la necessità contingente proposta da settori del sindacalismo di base per la urgente convocazione di un’incontro tra i vari soggetti disponibili a “costruire al più presto una mobilitazione di massa capace di reagire immediatamente ma anche di reggere nel tempo”.
SLAI COBAS – COORDINAMENTO NAZIONALE – agosto 2011
Archivio per la categoria ‘CRISI ECONOMICA’
un appello per l’unità di classe sindacale e politica dei lavoratori : IL CAPITALISMO HA FATTO CRACK E PRESENTA IL CONTO AI LAVORATORI
Pubblicato da slaicobastrentino su agosto 19, 2011
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DOCUMENTO DEL COMITATO DI SOLIDARIETA’ CON MASSIMO SIGHEL
Pubblicato da slaicobastrentino su marzo 18, 2010
La FILCA-CISL sul giornale “L’Adige” di sabato 13 febbraio 2010, propone una analisi della situazione nel comparto del porfido. Da una valutazione dei bilanci di trentadue aziende, esprime preoccupazione per l’andamento dell’intero settore; fatturati in calo del 15%, in rosso dal 2008, una continua tendenza alla disgregazione (l’esempio nel Comune di Albiano, con sole 13 aziende consorziate su 39 concessionarie di lotto cava pubblico).
leggi tutto, clikka su
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REPORT ASSEMBLEA DI LONA DEL 30 OTTOBRE
Pubblicato da slaicobastrentino su novembre 6, 2009
invitiamo a visitare il blog : www.comitatosolidarietams.wordpress.com
Lona Venerdì 30 ottobre
Assemblea Serale organizzata dal Comitato di Solidarietà con Massimo Sighel
REPORT
L’Assemblea iniziata alle 20,30 si è conclusa dopo le 24. L’Adige di
domenica parla di un centinaio di partecipanti. Presenti lavoratori del
porfido, amministratori locali e provinciali, sindacalisti confederali e
cobas.
per leggere tutte le pagine
clicca qui sul file pdf
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PERCHE’ NON ABBIAMO ADERITO ALLA PROPOSTA DEL COMITATO ANTICRISI PRC DI TRENTO
Pubblicato da slaicobastrentino su settembre 5, 2009
Ai Compagni del PRC di Trento ed a tutti i compagni interessati
Cari compagni, avevamo accettato volentieri l’invito che ci avete rivolto nei giorni immediatamente precedenti il 25 agosto. In quella circostanza ci avevate invitato a partecipare ad una riunione per la costitutuzione di un comitato/coordinamento anticrisi. Alla riunione avevano aderito anche i Comunisti Italiani, la Rete 28 aprile, la Filcams, e quindi anche noi come Slai-Cobas. Per quanto ci riguarda avevamo espresso dei dubbi nel corso di tale riunione, ora vogliamo sinteticamente riproporveli e avanzarvi alcune proposte. Come sapete, visto che alcuni di voi avevano a asuo tempo aderito, abbiamo fatto parte del precedente tentativo di costruire un gruppo anticrisi. Questo tentativo si è via via esaurito nel corso dei mesi concludendosi definitivamente nello scorso giugno. Uno dei meriti di questo tentativo è consistito nel lavoro che è stato fatto al fine di elaborare analisi, metodologie e piattaforme in grado di raccogliere le diverse proposte e di rappresentare le diverse componenti. Nessuno, si diceva, doveva sentirsi escluso, ed ognuno doveva però contemporaneamente rinunciare ad una parte delle proprie posizioni per acconsentire ad altri di poter essere presenti. Sino alla conclusione di tale esperienza si è seguito questo metodo e questa linea di pensiero, tutto quello che il precedente gruppo anticrisi ha prodotto lo ha fatto con/grazie a questo ‘spirito’. Il precedente gruppo si è esaurito per il semplice motivo che una parte del gruppo iniziale (la Rete 28 Aprile) ha abbandonato strada facendo senza per altro proporre delle alternative o motivare tale ‘abbandono’. Veniva così meno, di fatto, la possibilità di raccordare più fronti ed iniziative di lotta tra i lavoratori con il tema e gli obiettivi di un’opposizione alla crisi ed alla manovra Dellai. O meglio le uniche situazioni di lotta che rimanevano rappresentate, se si esclude il compagno della Dana, erano quelle dello Slai-Cobas. E’ chiaro che in tal modo veniva comunque meno il tentativo iniziale di combinare situazioni di lotta provenienti da diverse organizzioni sindacali e da più soggetti. Considerato dunque il tentativo già effettuato, con le sue lezioni positive e negative, siamo rimasti molto perplessi di fronte allo svolgimento della riunione del 25 agosto. In questa riunione si è liquidato sommariamente il metodo pluralistico ed unitario che aveva caratterizzato la precedente esperienza e si è volutamente evitato, in nome della necessità del fare e del non perdere tempo in discussioni inutili, di porre sul tappeto proprio la questione che andava principalmente posta, ossia quello della definizione di contenuti, dei metodi, e degli obiettivi atti a rappresentare tutte le componenti, nessuna esclusa e senza che una determinata componente venisse privilegiata apriori rispetto alle altre. In questa riunione si è anzi teorizzato che il fondamento del comitato anticrisi avrebbe dovuto essere l’accordo politico tra i comunisti, cosa che ulteriormente ci escludeva come Slai-Cobas e come compagni che non ci riconosciamo nella sinistra rappresentata dal PRC e dai Comunisti Italiani. Di fatto la riunione del 25 si è conclusa precostituendo le condizioni di una sorta di Aut Aut, o i compagni dello Slai-Cobas aderiscono alla proposta così com’è stata apriori strutturata oppure non c’è spazio per loro. Si tratta Cari Compagni del PRC di un’salto all’indietro, segnato dal politicismo e da un certo settarismo. Noi vi proponiamo e vi chiediamo fraternamente di riconsiderare la vostra impostazione e la vostra proposta, assumendo la necessità di una definizione di una base comune di contenuti, metodologie ed obiettivi atta a rappresentare, con spirito democratico e pluralistico, e con la necessaria attenzione a tutti gli aspetti relazionali e comunicativi, tutte le componenti e quindi anche lo Slai-Cobas. Per intanto in attesa di una Vostra eventuale riconsiderazione dei caratteri della vostra proposta, non intendiamo partecipare all’incontro da Voi fissato per l’8 settembre, né intendiamo dare allo stato attuale la nostra adesione al Comitato da voi proposto.
Vi inviatiamo fraternamente a riconsiderare le vostre posizioni al fine di realizzare le condizioni per una produttiva cooperazione a livello locale tra tutte le forze sane dei lavoratori nella lotta contro padroni, istituzioni e sindacati corrotti.
Coordinamento Provinciale Slai-Cobas Trento
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LA CRISI DEL PORFIDO TRENTINO : PER UNA PIATTAFORMA DEI LAVORATORI DEL SETTORE
Pubblicato da slaicobastrentino su giugno 3, 2009
Questo lavoro, volto a elaborare alcuni elementi di analisi e di proposta
utili alla definizione di una piattaforma anti-crisi per i lavoratori del settore
del porfido trentino, è parte integrante dell’iniziativa per la costruzione
dello Slai-Cobas a livello locale inteso come sindacato intercategoriale
autorganizzato. Vogliamo costruire lo Slai-Cobas in tutti i settori perché i
cobas oggi sono necessari ed indispensabili nella battaglia per la difesa
degli interessi dei lavoratori e nella prospettiva della costruzione, insieme a
tutte le forze sane ancora presenti nella base dei sindacati confederali, di un
nuovo sindacato dei lavoratori.
per leggere il documento clikka sul file pdf LA CRISI DEL PORFIDO TRENTINO
Indice
LA CRISI DEL PORFIDO TRENTINO : PER UNA PIATTAFORMA DEI LAVORATORI DEL SETTORE
I. Un primo quadro del settore del porfido trentino
II. La crisi accentua le dinamiche iniziate negli anni 80
III. La piccola impresa artigiana nella crisi del porfido trentino
a. L’artigiano in quanto lavoratore dipendente
b. L’artigiano in quanto titolare d’impresa
IV. In generale il problema della piccola impresa nel porfido trentino
V. La situazione dei lavoratori del porfido extracomunitari
VI. Ruolo della piccola impresa e tendenze delle politiche anti-crisi della PAT (Provincia Autonoma di Trento) e dei sindacati confederali
PER UNA PIATTAFORMA DEI LAVORATORI DEL SETTORE CONTRO I LICENZIAMENTI E L’OFFENSIVA DEGLI IMPRENDITORI
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AGGIORNAMENTO COSTI GRANDI OPERE SULL’ASSE DEL BRENNERO
Pubblicato da slaicobastrentino su maggio 19, 2009
Per avere un’idea sufficientemente precisa di quanto costeranno ai lavoratori trentini ed a quelli italiani le “grandi opere” sull’asse del Brennero al servizio dei padroni,del capitale finanziario italiano ed europeo e delle grandi imprese di costruzioni, vedi il lavoro di C.Campedelli e G.Poliandri (BZ-TN 6.5.2009)
CLIKKA QUI SUL FILE pdf : BBT e tratte Sud COSTI schema aggiornato versione 05 2009-05-06
Ricordiamo che questo nuovo gigantesco furto che si prospetta sarà pagato dagli operai, dai lavoratori e dagli strati popolari con più tasse e meno servizi pubblici. Queste “opere” servono a scaricare la crisi sui lavoratori, a distribuire profitti e privilegi tra le varie categorie di padroni e banchieri (italiani ed europei) e spianano la strada al soggiogamento economico e finanziario degli operai e dei popoli dei paesi dell’Est (sistema dei corridoi a cui appartiene l’ “opera” del Brebbero).
Ricordiamo che sia la Lega che il Centro-Sinistra che su questo versante colleaborano organicamente con Berlusconi e Fini, sono tutti artefici di questo furto, di questo massacro dell’ambiente, di questo nuovo assalto alle tasche, ai servizi ed alla salute degli strati proletari e popolari !!!
Mandiamoli tutti a casa, potere al popolo !!!
lavoratori dello SLAI-COBAS
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NOI LA CRISI NON LA PAGHIAMO
Pubblicato da slaicobastrentino su febbraio 3, 2009
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