SLAI COBAS TRENTINO ALTO ADIGE

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  • TRENTO 04/02/2012

  • TESSERAMENTO 2011

  • NO ALLA GUERRA IMPERIALISTA CONTRO LA LIBIA

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  • NESSUN CONTRIBUTO PUBBLICO ALLE IMPRESE CHE DELOCALIZZANO ED INVESTONO ALL'ESTERO

  • I LAVORATORI PAGHERANNO MONTAGNE DI EURO PER LA LINEA AD ALTA-VORACITA’ BRENNERO-VERONA. E’ UN’OPERA CHE, MENTRE DEVASTERA’ LA SALUTE DEI CITTADINI E L’AMBIENTE, INGRASSERA’ POLITICI, COSTRUTTORI, GRANDI IMPRESE E BANCHE

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    NIENTE SOLDI PUBBLICI ALLE COOPERATIVE CHE SFRUTTANO E LICENZIANO I LAVORATORI

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  • BASTA CON I SINDACALISTI CORROTTI E' NECESSARIO COSTRUIRE UN NUOVO SINDACATO DEI LAVORATORI

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  • UN BLOG PER FARE COSA ?

    Cari Compagni ed Amici Abbiamo cercato di impostare il blog in modo da contribuire all’informazione, alla denuncia di particolari situazioni lavorative, alla formazione, alla solidarietà di classe. In questo senso abbiamo voluto concepire il blog come uno strumento al servizio della difesa dei proletari e dei lavoratori ed abbiamo cercato in queste prime settimane di pubblicare materiali (notizie, volantini, documenti ecc.) che potessero servire a sviluppare idee, competenze, organizzazione ed opposizione. Pensiamo che il blog se da un lato deve porsi al servizio di un processo collettivo, dall’altro a sua volta deve venire costruito in un processo collettivo. Un blog di questo tipo ha tanto maggiore senso quanto più contribuisce a stimolare e valorizzare la partecipazione e gli apporti del compagni e dei lavoratori. Non viviamo più nel ventesimo secolo e questo vuol dire che i lavoratori hanno orami accumulato enormi competenze nei campi più disparati, il problema è che queste conoscenze vengono prevalentemente coltivate in modo individuale e spesso individualistico, non vengono socializzate e tradotte in un processo costituente di una nuova collettività. Senza cultura proletaria non ci può essere un reale movimento di trasformazione sociale e politico, ma questa cultura non va inventata dal nulla, quanto costruita attraverso un processo di generazione collettiva. Una cultura innovativa capace di unificare e ricomporre i lavoratori può diventare una forza in grado di cambiare il mondo. Per quanto ci riguarda vi chiediamo di costruire il blog insieme a noi rendendolo tra l’altro uno strumento utile per la difesa dei lavoratori. Tramite il blog altri lavoratori potranno entrare in rapporto con lo slai cobas del Trentino scegliendo liberamente il livello di questo rapporto. Apposite pagine del blog sono quindi destinate alla pubblicazione, alla segnalazione ed alle denunce, alle richieste d’informazione ecc. Ormai i blog stanno diventando un mezzo di comunicazione e di dibattito capace di concretizzarsi nella formazione di reti di relazioni, iniziative collettive e movimenti. Speriamo di non essere da meno di tanti politici di potere, di tanti servi intellettuali e vip, di tanti esponenti di una ‘sinistra’ marcia. Tutte queste bande di privilegiati e parassiti usano utilmente il web vecchio e nuovo al servizio degli interessi di una parte ristretta della società. Spetta ai proletari, ai lavoratori ed agli strati popolari usare tutti i mezzi di comunicazione in modo competente e creativo al servizio degli sfruttati.
  • PERCHE’ SCEGLIERE LO SLAI COBAS DEL TRENTINO ALTO ADIGE ?

    I sindacati confederali sono irreversibilmente corrotti. Gli apparati dei sindacati confederali sono ormai indissolubilmente legati al capitale finanziario. I sindacalisti si riciclano nelle burocrazie dello stato, nelle finanziarie, nelle imprese cooperative, nei servizi alle imprese, negli uffici padronali delle “relazioni sindacali”, negli enti no-profit, nelle cooperative, nei partiti di potere. Dentro i sindacati confederali ci sono ancora immense energie di lotta che vanno difese, salvaguardate ed indirizzate verso la costruzione di un nuovo sindacato dei lavoratori capace di opporsi all’offensiva dei governi di centro-destra e di centro-sinistra e di far avanzare la lotta contro i padroni, le banche, le burocrazie statali, il capitalismo di stato ed il capitale europeo ed internazionale. Lo slai-cobas lavora, insieme a tanti altri lavoratori di diverse appartenenze, per la costruzione di un nuovo sindacato capace di rappresentare realmente gli interessi degli operai, dei disoccupati, dei precari, dei lavoratori svantaggiati, degli strati popolari. Lo Slai Cobas è un sindacato nazionale inter-categoriale quindi possono far parte dello Slai Cobas lavoratori di tutte le categorie. ___________________________________________
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ANCORA ESSELUNGA: convocazione dello Slai Cobas – con CGIL-CISL-UIL – alla trattativa nazionale COOPITAL di secondo livello

Pubblicato da slaicobastrentino su ottobre 19, 2011

I. I magazzini generali Esselunga del nord Italia, che riforniscono delle merci tutti i centri vendita ESSELUNGA, sono ubicati a Limito di Pioltello (MI) e a Biandrate (NO) e vi lavorano oltre 2.000 operai con diverse cooperative. Quasi tutti i lavoratori di queste cooperative sono lavoratori immigrati sottopagati, senza diritti e che si rompono la schiena perchè lavorano a ritmi folli.
Lo Slai Cobas da oltre un anno ha propri iscritti nella cooperativa
COOPITAL sia all’Esselunga di Pioltello che alla BENNET di ORIGGIO e
in altri magazzini, ma la cooperativa si è finora rifiutata di riconoscere
lo Slai Cobas perchè “non firmatario del contratto nazionale”. C’è però oggi la novità della convocazione dello Slai Cobas – con CGIL-CISL-UIL – alla trattativa nazionale COOPITAL di secondo livello che si aprirà a Roma domani 19 ottobre 2011. All’ESSELUNGA il mese scorso ha aderito allo Slai Cobas la maggioranza dei 200 lavoratori del consorzio SAFRA dell’ESSELUNGA di BIANDRATE i quali, con la lotta, hanno ottenuto la restituzione di 600 euro e il diritto di cominciare a camminare a testa alta all’interno del posto di lavoro. Dopo questa lotta hanno deciso di muoversi anche diversi lavoratori del Consorzio SAFRA di Pioltello, da tempo iscritti a un altro sindacato (SiCobas). In ESSELUNGA nelle ultime settimane hanno aderito allo Slai Cobas
lavoratori di altre cooperative di Biandrate e Pioltello. Ora l’obiettivo dello Slai Cobas è di presentare una piattaforma unificante per tutti i lavoratori di tutte le cooperative dei Magazzini Generali ESSELUNGA di PIOLTELLO e BIANDRATE.

II. ESSELUNGA: 25 kg (!!) di COCAINA fra le BANANE ai Magazzini Generali dell’ESSELUNGA. Nei giorni scorsi nel magazzino di frutta e verdura del deposito ESSELUNGA
di Limito di PIOLTELLO (MI) alcuni lavoratori iscritti allo Slai Cobas e
dipendenti della cooperativa COOPITAL addetti allo scarico della merce in
arrivo all’Esselunga, hanno trovato in due casse di banane tagliate a
metà, un sacco di tela di plastica contenente 25 chilogrammi di cubetti
rettangolari pressati di cocaina in polvere bianca purissima. I lavoratori hanno avvertito il responsabile dell’Esselunga. Sono poi arrivati altri tre o quattro dirigenti e un guardiano
dell’Esselunga. Questi ultimi hanno controllato e hanno detto di aver allertato i
carabinieri. Dato che i fatti risalgono alle ore 7 del 24 settembre scorso e dato che
nessuna notizia è stata data alla stampa né dall’ESSELUNGA né da
altri, lo Slai Cobas ritiene ora doveroso divulgare ai lavoratori e alla
cittadinanza questa grave notizia.

Milano, 18 ottobre 2011 Slai Cobas – coordinamento nazionale
SLAI COBAS Sindacato dei lavoratori autorganizzati intercategoriale Sede legale: via Masseria Crispi 4 / 80038 Pomigliano D’Arco NA / Tel.
081 8037023 Sede nazionale: Viale Liguria, 49 20143 Milano / Tel. 02 8392117

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Slai cobas cooperative ASSO, SGI, COOPITAL, BIANDRATE, ORIGGIO : ABOLIAMO LA MODERNA SCHIAVITU’

Pubblicato da slaicobastrentino su ottobre 8, 2011

ESSELUNGA…
PER I LAVORATORI SALUTE CORTA !!!
profitto ad ogni costo non fà sconti a nessuno ; nè ai consumatori che dagli scaffali dei supermercati restituiscono con gli interessi quanto guadagno, in maggioranza lavoratori che nella crisi pagano con stipendi sempre più bassi e tasse sempre più alte, (l’ultima finanziaria sottrarrà dalle tasche dei lavoratori in Italia, di qualsiasi colore, circa 1500 euro all’anno solo di iva in più), nè alle migliaia di lavoratori che nei depositi Esselunga, Bennet, Auchan e Ipercop, sgobbano di notte e di giorno per assicurare guadagni sempre in aumento ai Caprotti di tutta la grande distribuzione e alle decine di presidenti delle cooperative, soci onorari e responsabili di ogni tipo. Un esercito di operai, inquadrato e controllato in modo militaresco e repressivo, che oltre a pagare la crisi con quanto avete appena letto, devono piegare le loro schiene a ritmi di lavoro sempre in aumento; non serve essere giovani o meno giovani, la quantità di colli da spostare ogni ora, in alcuni casi, non deve essere inferiore ai 300 all’ora, e aumentare secondo i bisogni dei consumatori. Soldi e potere che si devono accumulare senza sosta da una parte; umiliazione, sottosalario e malattie professionali per le centinaia di lavoratori pachistani, indiani, filippini, ucraini, arabi ed italiani, gli unici posti di riguardo vengono riservati ai sindacalisti accomodanti, e ai lavoratori che si prestano ad esercitare il controllo politico sui propri compagni di classe. Le lotte che i lavoratori di questo settore stanno conducendo non devono servire solo ad ottenere la paga contrattuale, ma a proporre delle rivendicazioni salariali oltre la concertazione sindacale sempre pronta a “comprendere” i bisogni aziendali e a sottoscrivere accordi che non intaccano i profitti dei padroni. Anche la lotta iniziata nel deposito Esselunga di Biandrate ha evidenziato le problematiche urgenti e salariali dei lavoratori che chiedono:
 il recupero dei soldi degli sgravi fiscali sugli straordinari, in modo da non farne beneficiare i padroni della cooperativa, come è successo per la Coopital e la Gamma Service ecc.. , che con la trasferta esente non hanno restituito ai lavoratori queste spettanze.
 Una piattaforma rivendicativa aziendale che porti in tasca ai soci lavoratori di tutte le cooperative presenti, soldi veri che recuperino la perdita del potere d’acquisto e gli aumenti non siano come quelli del CCNL figli della concertazione e del collaborazionismo sindacale.
 Creare condizioni di lavoro che mettano al primo posto la sicurezza e la salute dei lavoratori, con ritmi di lavoro umani, rispetto delle persone, cancellando per sempre le umiliazioni a cui sono sottoposti tutti, il richiamo con il fischio come si fa con i cani, la cacciata dopo solo una ora dal posto di lavoro a secondo dell’umore del capo squadra o per reprimere chi si iscrive al sindacato di base, le offese le minacce per chi non piega la testa.
Decine di cooperative che si alternano e si integrano nei depositi del trasporto e della distribuzione merci, con retribuzioni e trattamenti diversi, per evitare che i lavoratori si uniscano e creino seri problemi alla società committente; l’importanza di mescolare gli uomini e i trattamenti per confondere tutti, l’ha ricordato Primo Levi in “Se Questo è un Uomo”, oggi nelle moderne democrazie e civiltà del benessere e della libertà si usano ancora sistemi e comportamenti che la storia ha condannato senza appello.
I padroni del consorzio Safra delle cooperative Asso e SGI, l’Apollo; l’Alma Group delle coop. Gamma Service, poi della Sintesi coop, della Rapida, della Saga, della Coopital, e della Long Service, tutte presenti nel deposito Esselunga di Biandrate, sono benefattori il 50% dei guadagni che realizzano i circa 1500 lavoratori presenti, servono per comprare Mercedes di lusso e ville al mare o in montagna, oltre a profumati stipendi per decine di dirigenti che controllano tutte queste aziende.
DOBBIAMO COLLEGARE LA BATTAGLIA CHE CONDUCONO QUESTI LAVORATORI ALLA CLASSE OPERAIA ITALANA, OGGI PIU’ CHE MAI SERVE CHE I PROLETARI DI TUTTI I PAESI SI UNISCONO PERCHE LE FORME DI DIVISIONE, STANNO PASANDO ATTRAVERSO IL RITORNO A MENTALITA’ RAZZISTE, NAZIONALISTE E LA DISCRIMINATORIE.
LA LOTTA DI QUESTI LAVORATORI PER LA LIBERTA’ E LA DIGNITA’ DEVE INORGOGLIRE ANCHE COLORO CHE CONOSCONO I SUPERMERCATI SOLO QUANDO VANNO A FARE LA SPESA, PERCHE’ I PRODOTTI ARRIVANO SUGLI SCAFFALI A PREZZO DI SACRIFICI E DOVE MIGLIAIA DI OPERAI GIOVANI E MENO GIOVANI, SI CONSUMANO CON IL RISCHIO DI NON PERCEPIRE NEANCHE LA PENSIONE E DI FINIRE SENZA LAVORO, UNA VOLTA CHE LE CONDIZIONI DI SALUTE GRAZIE ALLE MALATTIE PROFESSIONALI, NON CONSENTONO PIU’ IL LORO IMPIEGO CON PROFITTO.
Riprendere le iniziative di lotta è necessario per rivendicare il diritto alla salute e il diritto ad una retribuzione al passo coi i tempi, lavorando per unire tutti i lavoratori del deposito di Biandrate per creare un comitato di lotta di tutte le cooperative presenti in collegamento con i depositi sparsi nel Nord Italia, in modo da scongiurare appalti al ribasso, ed infine costringere i committenti ad assumere direttamente i lavoratori delle spedizioni e dei trasporti.

ABOLIAMO LA MODERNA SCHIAVITU’
Slai cobas cooperative ASSO, SGI, COOPITAL, BIANDRATE, ORIGGIO

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i lavoratori asiatici, pakhistani e indiani, africani e arabi, del consorzio SAFRA di Biandrate con lo Slai Cobas

Pubblicato da slaicobastrentino su settembre 5, 2011

La natura delle cooperative sociali non affatto mutualistiche viene messa sempre più alla luce da azioni di lotta sindacali nate dal basso e organizzati dai sindacati di base.
E’ il caso di un nuovo conflitto organizzato dallo Slai Cobas e dai lavoratori in maggioranza asiatici, pakhistani e indiani, africani e arabi, del consorzio SAFRA di Biandrate.
In provincia di Novare il deposito Esselunga viene gestito da una seria di cooperative sociali della che fanno riferimento al CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizioni, dal canto nostro stiamo proponendo ai lavoratori dipendenti mascherati da imprenditori di loro stessi che arricchiscono soci onorari senza scrupoli, una piattaforma rivendicativa che partendo dalle cooperative di Turate, Origgio Limito Calcinate, propone ai lavoratori di varie altre operative tra cui la Coopital presente anche a Biandrate, una piattaforma rivendicativa che chiede aumenti di stipendio uguale per tutti, il ticket mensa altri istituti contrattuali previsti dal CCNL, che le cooperative si guardano bene dal riconoscere, e infine questione non secondaria la dignità della propria esistenza con la liberazione del lavoro e la necessaria tranquillità anche durante il tempo necessario a procacciarsi il reddito.
Nel caso di Biandrate la goccia che ha fatto traboccare il vaso sono state le trattenuta fiscali operate dalla società, le trattenuta in questione si inseriscono in una manovra del governo che avrebbe dovuto operare una restituzione del 13% delle tasse pagate dai lavoratori per gli anni 2008-2009 e 2010, a causa di uno strano meccanismo i lavoratori nel mese di agosto prendendo la busta paga di luglio, perché vengono pagati dopo 40 giorni e non a fine mese come succede per i lavoratori dipendenti alla faccia della natura mutualistica delle cooperative, si accorgono che il loro stipendio si è ridotto a 300-400 euro, a causa della trattenuta di 600 euro operata subito, mentre la restituzione dell’IRPEF a credito vengono restituite gradualmente e con cifre basse.
Un bell’inizio non c’è male, i lavoratori invece di prendere dallo Stato sono costretti a dare !!
In questo caso però le iniziative di lotta messe in cantiere e quelle organizzate già decise per i prossimi giorni hanno convinto il consorzio SAFRA a restituire i 600 euro e ad operare una trattenuta graduale di questa cifra che si compensa con quella che i lavoratori devono ricevere mantenendo in questo modo lo stipendio accettabile.
Dopo di ciò i lavoratori hanno avanzato altre richieste che noi gireremo alla società in riferimento :
alla restituzione dell’IRPEF pregresso, il quale si distribuisce su alcuni mese fino ad arrivare al 2012, la richiesta avanzata è di ridurre le rate e chiedere al consorzio di anticipare queste spettanza.
Un clima di lavoro accettabile sospendendo da subito le provocazioni, sanificando il clima insalubre composto da insulti e minacce ai danni dei lavoratori.
Richieste salariali e normative da sottoporre alla direzione con una piattaforma rivendicativa di 2° livelli unificante per tutte le cooperative della logistica.

Far terminare il clima di intimidazione e di ricatto da parte del consorzio, a cui si prestano con piacere anche altri immigrati tra cui romeni particolarmente “responsabili” in questa azione di controllo e intimidazione, lavorando per saldare in un solo fronte della lotta gli immigrati di tutti le nazionalità che insieme agli italiani devono presentare il conto ai committenti Esselunga, Coop, Bennet e altri che mantengono basso il costo del lavoro per aumentare i loto profitti, creando divisione fra chi ha bisogno del reddito per sopravvivere e perpetrando questo clima di incertezza e repressione per migliaia e migliaia di lavoratori.
A Binadrate i lavoratori hanno alzato la testa, lotteremo per rivendicare un salario adeguato al costo della vita e per difendere la dignità in tutti i luoghi di lavoro. Ma soprattutto per evitare che le divisioni e i premi che elargiscono le società ad alcuni costringano alla schiavitù salariale tutti i lavoratori del deposito Esselunga.
Coordinamento provinciale

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SLAI COBAS Lombardia: cooperative sociali e cooperative spedizioni, logistica, trasporti

Pubblicato da slaicobastrentino su agosto 19, 2011

La vera e propria fortuna dei piccoli e medi padroncini italiani è stata la “scoperta” delle cooperative sociali; quanti affaristi e faccendieri si sono imbarcati nell’impresa di associarsi in cooperativa, una vera miniera d’oro che ha dato i suoi frutti. Pochi soldi da investire e soprattutto pochi controlli da parte degli organi competenti, e chiunque nel giro di qualche anno viaggia in mercedes, compra ville al mare ed in montagna si arricchisce a spese di migliaia di soci-lavoratori in maggioranza immigrati che faticano senza riserve.
E come se non bastasse spesso si scopre che attraverso queste società si ricicla denaro sporco e si evadono le tasse per milioni di euro, non pagano i contributi per la pensione ai soci.
Un massa di lavoratori sottopagati e con sempre meno diritti ingrossano gli organici di queste società di comodo, le condizioni di vita e di lavoro sono quasi sempre poco salutari; padroncini che attraverso i loro capi squadra si permettono ogni libertà : offendono ed intimidiscono, persone ricattate dal bisogno di portare a casa lo stipendio e dal permesso di soggiorno se immigrati.
Una forza lavoro a buon mercato, che grazie alle leggi di questo sistema, è tenuta di continuo sotto osservazione, viene analizzato il comportamento, e soprattutto il rendimento produttivo di ogni uno, un sistema che grazie alle sue leggi disumane ha trasformato in settori super sfruttati anche quelli dei servizi, della logistica, delle pulizie e via di questo passo. Studi e conteggi, nuove organizzazioni del lavoro, controllo e disciplina, hanno trasformato le metodologie lavorative per aumentare il “saggio del profitto” attraverso la riduzione delle ore necessaria a produrre il guadagno che serve a pagare la giornata al socio-lavoratore, in questo modo sempre più ore pagate dal committente aumentano i guadagni delle cooperative; Flessibilità e velocità nelle esecuzioni, aumento dei ritmi e riduzione delle pause, per far ingrassare gli stessi committenti : i grandi supermercati come Aucah, Esselunga, Bennet, Coop, gli ospedali milanesi e le case di cura, addetti all’assistenza o a prestazioni sanitarie e alle pulizie.
Una classe operaia che spesso reagisce perché scopre il grande imbroglio della cogestione sindacale di queste imprese , anche i CCNL non sempre rispettati, con il beneplacido proprio delle organizzazioni sindacali che li firmano a livello nazionale, si scoprono così gravissime responsabilità politiche, oltre che economiche, che penalizzano una fetta sempre più consistente di lavoratori dipendenti volutamente mascherati da contratti con società mutualistiche che infine si appalesano come moderne società “schiavistiche”, senza regole e senza rispetto dei bisogni economici e di vita.
Oggi anche questi proletari saranno investiti dalla bufera che il governo di questo paese, con a capo l’imperatore in decadenza Berlusconi, ha preparato per risanare i conti pubblici; chiunque deve sentirsi parte in causa e cercare di rafforzare una resistenza militante e organizzata, dopo queste ennesime malefatte che ci ha preparato l’esecutivo dei padroni.
Aumento dei generi di prima necessità con l’IVA, contenimento dei salari, riduzione della sicurezza sociale, allungamento dell’età pensionabile, annullamento delle festività e altre cosucce dello stesso genere, credono che come sempre i lavoratori italiani saranno ancora una volta spettatori inermi.
Dobbiamo diventare parte attiva della resistenza contro questa politica, sviluppare una strategia che convogli lo scontento di tutti verso la lotta e l’autorganizzazione, tutti devono sapere che la lotta contro il sistema del capitale è diventata un bisogno non solo dei lavoratori ma dell’umanità intera, evitare crisi e distruzione è possibile se non lasciamo che riducano i nostri salari e i nostri diritti, se lottiamo per cambiare questo sistema.
Dobbiamo coinvolgere nelle nostre rivendicazioni tutti i committenti che abusano del lavoro dei soci lavoratori; perché ospedali e cantieri, supermercati e industrie si arricchiscono sempre di più utilizzando la mono d’opera a basso costo super sfruttata e ricattata dei soci lavoratori.

SLAI COBAS: cooperative sociali e cooperative spedizioni, logistica, trasporti

Per contatti telefonare : Pier Marie, 38814795, Marlo, 3278392368, Massimo 335 6643651. www.slaicobas.it

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MILANO, Anche negli enti religiosi : nessuna pietà per chi lavora !!

Pubblicato da slaicobastrentino su dicembre 9, 2010

 NO all’appalto dei reparti 3° e 4° GENEROSA !! Dopo il 4° reparto anche il 3° reparto Generosa è in procinto di essere assegnato alle gestione delle cooperative sociali.
Come diminuiscono i diritti e lo stipendio delle socie e soci lavoratori lo abbiamo denunciato cento volte, lo stesso abbiamo fatto, evidenziando che anche le strutture religiose, come la Fondazione Don Gnocchi nata, a sentire i dirigenti di ieri e di oggi sulla stampa e nei comunicati televisivi, per portare benessere alla società e alle persone bisognose, non si ferma davanti allo sfruttamento dei lavoratori impiegati dalla cooperativa Aries.
Anche la cristiana decenza si inchina alle leggi del mercato e del profitto, peccato che a pagarne le spese sono proprio le persone che hanno più bisogno:

Lavoratori e lavoratrici mascherati da soci e socie precari e sottopagati, italiani e extracomunitari, ricattati con il permesso di soggiorno e dal bisogno del reddito !!

L´istituto Palazzolo ha avviamo la sua politica di risparmio con la collaborazione della cooperativa, vogliono personale più flessibile e sempre con il pericolo di essere lasciato a casa, aumento dello sfruttamento e contenimento dello stipendio per i vecchi e nuovi operatori e ……………..alleluia !!

Anche negli enti religiosi :
nessuna pietà per chi lavora !!

Il primo risultato di questa politica è subito individuato, blocco delle assunzioni di ruolo e arroganza dei dirigenti e delle capo sala; mobilità e spostamenti senza regole;
sottomissione delle giovani lavoratrici e lavoratori, esproprio della dignità e del potere contrattuale, per gli operatori più anziani, balletto infinito del pagamento dello stipendio che ad ogni mese che passa arriva sempre più in ritardo.
Diventa difficile resistere in queste condizioni, perché in genere quando le cooperative sociali offrono i loro servigi alle aziende hanno già ampiamente la strada fatta e appoggi
dall´interno, senza contare i calcoli di natura economica che fa la direzione del Don Gnocchi.
A questa confusione contribuiscono anche le RSU che a maggioranza CGIL, CISL e UIL, si guardano bene da combattere il nuovo che avanza.
Noi dello Slai Cobas, spesso abbiamo dovuto
scontrarci proprio con rappresentati di queste organizzazioni, perché anche dirigenti di cooperative ed imprese interinali sparse sul territorio da cui traggono profitto e prestigio.

Ci appelliamo perciò ai lavoratori dell´Istituto Palazzolo e della Fondazione Don Gnocchi ai soci e alle socie, perché sono loro gli unici protagonisti e solo loro possono opporsi e resistere all´attacco alle condizioni di vita e di lavoro.

Le RSU dell´istituto Palazzolo hanno il dovere politico di opporsi a queste scelte e combatterle; con la nostra denuncia non vogliamo solo accusare le RSU di non occuparsi di fare il proprio dovere ma di sensibilizzare i lavoratori e chiamarli alla lotta, non arrendiamoci, ne va del destino delle nuove e vecchie generazioni !!!
Mobilitarci contro l´appalto del 3° Generosa per bloccare la manovra aziendale che ci vuole tutti precari !!
Prepariamo uno sciopero contro il lavoro precario e sottopagato delle cooperative sociali e contro l´appalto dei reparti 3° e 4° Generosa !!
Via i nuovi e moderni caporali dal Palazzolo!

SLAI COBAS Fondazione don Gnocchi – Istituto Palazzolo        
Milano 8-12-2010

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CSR di VARESE : un licenziamento che non può restare impunito

Pubblicato da slaicobastrentino su settembre 29, 2010

 Mercoledì 5 ottobre davanti alla clinica San Carlo di Paderno Dugnano dalle ore 13,30 alle 17,30, 2° presidio contro il licenziamento di Carmen e i tagli dello stipendio partecipate anche voi !!

Per comunicazioni e contatti, telefonate al 335 66 43 651 al 3492412393, telefonate per esprimere la vostra solidarietà alla delegata licenziata per rappresaglia, per organizzarci e per partecipare all’udienza che si terrà a breve per il rientro della lavoratrice nel proprio posto di lavoro

 

Il licenziamento politico e intimidatorio della socia lavoratrice della Csr di Varese è un nuovo grave attacco al reddito e alla dignità delle lavoratrici e dei lavoratori di questa cooperativa e di tutti i lavoratori.

I lavoratori di tutti i settori e soci lavoratori e lavoratrici sappiamo che questo non è il momento di chinare la testa, ma di rispondere alle provocazioni con la lotta e la resistenza.

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Le cooperative sociali vogliono i lavoratori nudi ed indifesi di fronte al profitto !!! Varese: PRESIDIO DAVANTI ALLA CLINICA DI PADERNO DUGNANO PER IL RIENTRO DELLA DELEGATA LICENZIATA

Pubblicato da slaicobastrentino su settembre 6, 2010

Ogni giorno ci accorgiamo del lento e graduale degrado che sta riportando indietro le condizioni di vita e di lavoro di milioni di uomini e donne, con scarse reazioni e poca presa di coscienza. Il nostro punto di vista su tutto ciò è che i padroni delle grandi azienda, gli amministratori pubblici, i padroni della cooperative sociali, dormono sonni tranquilli e si permettono ogni sopruso perché le organizzazioni sindacali CGIL, CISL, UIL e UGL, che detengono, per legge dello Stato, il monopolio della contrattazione e della svendita della forza lavoro, non ostacoleranno mai seriamente i loro piani. Licenziamenti politici, cassa integrazione e procedure di mobilità di massa, sono all’ordine del giorno, accettate e firmate da questi affaristi senza scrupoli, gettando nella confusione e nella disorganizzazione anche i lavoratori che sentono il bisogno di opporsi e resistere a tutto ciò. Il licenziamento politico della nostra delegata dalla cooperativa C.S.R.. di Varese è stato deciso dai soci onorati a causa di questa situazione di debolezza, e per impaurire e reprimere le socie e i soci lavoratori che non hanno accettato con il sorriso sulla bocca la decurtazione del 60% della 13° mensilità, la cancellazione d’ufficio dell’ Elemento Retributivo Territoriale, la riduzione delle ferie, il blocco degli aumenti contrattuali per due anni, la rinuncia alla retribuzione e alla contribuzione per i primi 3 giorni di malattia. Presso la clinica privata San Carlo di Paderno Dugnano si è consumato un’altra ingiustizia, i dirigenti della clinica hanno appoggiato i responsabili della cooperativa per mantenere il loro “ordine”, fatto di risparmio a spese degli immigrati e dei lavoratori italiani finiti nelle grinfie del nuovo caporalato legalizzato, del lavoro precario e sottopagato. Qualsiasi azienda che appalta i propri servizi giocando al ribasso sulla spesa, contribuisce allo sfruttamento incondizionato delle persone, emeriti studiosi, professori, medici e filosofi nello stesso momento che condannano il lavoratore che non si disciplina a queste feroci regole perchè proclamo il diritto a non ledere la loro immagine a non far sapere all’opinione pubblica i loro intrallazzi, contribuiscono alla vergognosa tratta dei moderni schiavi salariati. La delegata dello Slai Cobas è stata licenziata il 13 di agosto, mentre i responsabili erano al mare a godersi i profitti guadagnati dai soci impegnati a lavorare sott’organico nei reparti di assistenza agli anziani; è stata licenziata costruendo le accuse con capi e capetti compiacenti e con la collaborazione dei dirigenti della clinica San Carlo; è stata licenziata perché ha detto un forte no al furto sulla retribuzione di tutti i soci della CSR, ha chiesto la salvaguardia della salute delle socie e dei soci che lavorano presso la clinica Bernardelli di Paderno Dugnano, questa è una battaglia giusta per i lavoratori ma un sacrilegio per chi dirige. Lo Slai Cobas di fronte a questa ingiustizia ha gia attivato tutte le procedute legali per difendere la lavoratrice e far pagare alla cooperativa il prezzo politico di questa gravissima azione repressiva, ma la vera battaglia bisogna condurla sul campo; ci attiveremo con l’azione politico sindacale per denunciare ai lavoratori agli utenti e ai parenti i ricatti a cui sono sottosposti i giovani e meno giovani, proclameremo lo sciopero in questa cooperativa e manterremo la tensione altissima presso la clini San Carlo. Tutti i lavoratori coscienti, i compagni del movimento si sensibilizzino su questa vicenda e aderiscono alle nostre iniziative perché la strategia della cooperativa CSR può essere adottata da chiunque di associ e si confezioni delle regole per fregare chi lavora. Non possono continuare con questa politica ricchi e indisturbati, i lavoratori sapranno dare le giuste risposte uniti e organizzati !!

GIOVEDI 9 SETTEMBRE 2010 DALLE ORE 13,30 ALLE 14.30 1° PRESIDIO DAVANTI ALLA CLINICA DI PADERNO DUGNANO E LA R.S.A. BERNARDELLI PER IL RIENTRO DELLA DELEGATA LICENZIATA CONTRO IL TAGLIO DELLO STIPENDIO PER LE SOCIE E I SOCI DELLA COOPERATIVA CSR DI VARESE.

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ATTIVITA’ DIFESA LAVORATORI DELLE COOP. DEL TRENTINO

Pubblicato da slaicobastrentino su luglio 8, 2010

Lo Slai Cobas del Trentino ha attivato anche un servizio di tutela dei lavoratori delle cooperative oggetto di illeggittime contestazioni disciplinari e di procedure persecutorie.

Per informazioni e contatti 3482448231

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Milano : presidio dei lavoratori delle cooperative del settore della logistica

Pubblicato da slaicobastrentino su giugno 10, 2010

Sindacato dei Lavoratori Autorganizzati Intercategoriale 
S.L.A.I. cobas
 
Lunedì dalle ore 14 in poi all’ASSOLOGISTICA
di via Cornalia 19 a Milano (MM2 Gioia)
PRESIDIO dei LAVORATORI delle cooperative Leonardo, Sempione,
Time Service e Coopital di ORIGGIO e TURATE.
 
Lunedì 14 giugno, come concordato nella riunione tenutasi il 25 maggio con le Prefetture di Varese e Como, si terrà presso la sede dell’Assologistica la trattativa tra i 300 lavoratori delle cooperative Leonardo, Sempione, Time Service e Coopital dei siti Bennet di Origgio e Turate, iscritti allo Slai Cobas, e i responsabili delle stesse cooperative per discutere della piattaforma rivendicativa presentata due mesi fa.
 
I lavoratori chiedono:
 
1.orario di lavoro giornaliero e settimanale garantito: senza questo, non c’è nessun diritto e lo stipendio non è mai sicuro;
 
2.premio di produzione collettivo, con superamento del cottimo individuale e senza penalizzazioni per i lavoratori;
 
3.ambiente di lavoro e antinfortunistica;
 
4.indennità turni, mansioni disagiate, mensa, trasporti, ecc..
 
5.rispetto dei diritti di tutti i lavoratori.
 
20 giorni fa i lavoratori hanno scioperato compatti per rivendicare i loro più elementari diritti;
se i responsabili delle cooperative e la committente Bennet non daranno risposte positive alle nostre richieste, i lavoratori induriranno la lotta.
 
Il presidio, aperto a tutte le realtà di lotta e a tutti i compagni che vorranno solidarizzare, si terrà in via Cornalia 19 a Milano lunedì 14 giugno dalle ore 14 in poi.
 
Milano, 11 GIUGNO 2010
 
           SLAI COBAS cooperative
Leonardo, Sempione, Time Service e Coopital
di Origgio e Turate

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Lotta lavoratori Slai Cobas della cooperativa PRO. GES di Parma

Pubblicato da slaicobastrentino su giugno 6, 2010

 

La cooperativa PRO. GES di Parma, si sta riorganizzando per diventare una nuova società : “gruppo cooperativo Gesin-Proges”, veniamo informati che questa operazione comporterà un rafforzamento della società la nuova dirigenza lavorerà per una nuova performance e l’obiettivo è aumentare i profitti.

Attualmente i soci onorari non si lamentano dei loro guadagni, sostengono che: “nonostante la crisi il 2009 si è chiuso con un bilancio consolidato di 100 milioni di euro”. Partecipare agli utili di tale operazione non sarebbe male, per i soci lavoratori, circa 3700 unità, ma sappiamo che le cooperative sociali, nate come forma di organizzazione contro lo sfruttamento del lavoro bracciantile e proletario proprio nella pianura padana dell’inizio del secolo scorso, hanno subito un radicale cambiamento permesso da leggi statali e regionali, in modo da non essere più uno strumento nelle mani dei lavoratori ma il mezzo legale di utilizzare socie e soci lavoratori per guadagnare soldi e prestigio in forma moderna di caporalato.

Oggi il rapporto associativo maschera una forma di lavoro dipendente più flessibile, precario e sottopagato di quelle tradizionali; la socia e il socio lavoratore, per esempio non può ammalarsi sul lavoro, i lavoratori e le lavoratrici con ridotte capacità lavorative vengono subito messe alla porta senza tanti complimenti, altro che rapporto mutualistico. Ma i problemi non finiscono qui, lo stesso lavoro quotidiano, presenta non poche difficoltà:

nella R.S.A. “Casa per Coniugi” in via dei 500 Milano, a questi problemi si sommano quelli di tutti i giorni, l’insofferenza ad una gestione rigida e produttivistica aumenta e le lamentele non bastano più.

Per questo abbiamo deciso di organizzare un’assemblea retribuita dove discuteremo di affrontare le questioni tutti insieme e decidere eventuali forme di lotta, tra cui anche una giornata di sciopero.

LE QUESTIONI CHE AFFRONTEREMO SONO RELATIVE A :

  • VOGLIAMO TURNI DI LAVORO REGOLARI, IL RISPETTO DELL’ORARIO SETTIMANALE !
  • NON VOGLIAMO PIU’ LAVORARE DA SOLI E DOBBIAMO RIDURRE I RITMI E I CARICHI DI LAVOIRO, QUESTO ANCHE PER RIDURRE GLI INFORTUNI !
  • VOGLIAMO USUFRUIRE DELLA PAUSA MENSA E POTER CONSUMERE IL PASTO NELLA STRUTTURA !
  • COME FAR PAGARE ALLA COOPERATIVA IL LAVAGGIO DELLA DIVISA DA LAVRO !
  • VOGLIAMO LA RIMOZIONE DI TELECAMERE NEI LUOGHI DI LAVORO !
  • Slai Cobas Pro.Ges

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    Origgio e Turate: le cooperative contrattano con i lavoratori slai cobas

    Pubblicato da slaicobastrentino su maggio 23, 2010

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    LOTTE LAVORATORI SLAI COBAS COOPERATIVE ORIGGIO E TURATE

    Pubblicato da slaicobastrentino su maggio 22, 2010

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    ROMPERE LA CAPPA DEL SILENZIO INTORNO A QUESTO GRAVISSIMO LICENZIAMENTO

    Pubblicato da slaicobastrentino su maggio 13, 2010

    BASTA CONTRATTI, CONVENZIONI E CONTRIBUTI PUBBLICI ALLE COOPERATIVE CHE VIOLANO I DIRITTI E LA DIGNITA’ DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI

    BASTA CON LE COMPLICITA’ DI PARTITI E SINDACATI CONFEDERALI
    CHE FORAGGIANO, TOLLERANO E COPRONO UNA VERGOGNOSA REALTA’

    LEGGI SPECIALI A LIVELLO PROVINCIALE
    PER INSTAURARE IL CONTROLLO POPOLARE ED ISTITUZIONALE SU TUTTE LE COOPERATIVE E LE AZIENDE
    CHE USUFRUISCONO DI RILEVANTI CONTROLLI PUBBLICI. CHI SBAGLIA DEVE PAGARE.

    LO SLAI COBAS DEL TRENTINO NON TACE !

    NON COPRE !

    NON E’ COMPLICE !

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    Slai Cobas ORIGGIO: oggi sciopero della cooperativa COOPITAL

    Pubblicato da slaicobastrentino su aprile 14, 2010

    Questa mattina i lavoratori della cooperativa COOPITAL, operante presso il sito BENNET di ORIGGIO, hanno scioperato contro le rappresaglie operate dalla stessa COOPITAL. Due giorni fa lo Slai Cobas ha comunicato alla COOPITAL la costituzione dello Slai Cobas nella cooperativa, ed ha comunicato l’elenco degli iscritti (quasi tutti i lavoratori) ed i delegati sindacali Slai Cobas. Nella giornata di ieri uno dei 4 delegati è stato mandato a casa dopo due ore di lavoro; contro ciò è stato proclamato lo sciopero di oggi. Durante l’assemblea di questa mattina organizzata nel corso dello sciopero, alla presenza dei delegati delle altre cooperative del sito Bennet di Origgio e di compagni dell’esecutivo nazionale e milanese dello Slai Cobas, i lavoratori hanno discusso la piattaforma che verrà presentata ai responsabili della cooperativa e alla stessa Bennet. Con la costituzione del Cobas alla COOPITAL, lo Slai Cobas è ora presente in tutte e tre le cooperative operanti in quel sito e rappresenta la quasi totalità dei lavoratori. Nei giorni scorsi i delegati Slai Cobas di Origgio, contemporaneamente e assieme ai delegati della cooperativa T.I.M.E. Service del sito Bennet di Turate, hanno prima organizzato le assemblee dei lavoratori e poi hanno incontrato le controparti per discutere la risoluzione dei problemi dei lavoratori; nei prossimi giorni verranno verificate le possibilità di accordo, altrimenti verranno organizzate iniziative di lotta. I delegati dello Slai Cobas dei siti Bennet di Origgio e di Turate hanno anche partecipato in questi giorni alla discussione congressuale dello Slai Cobas (il congresso di Milano si terrà sabato 24 aprile in viale Liguria a Milano e il congresso nazionale il 14-15 e 16 maggio a FIUGGI)dando un importante contributo per il rafforzamento del nostro sindacato nella prospettiva della costruzione di un forte sindacato di classe.

    Origgio, 14 aprile 2010 Slai Cobas

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     MILANO, FONDAZIONE Don Gnocchi : Fuori i moderni caporali dall’istituto Palazzolo

    Pubblicato da slaicobastrentino su dicembre 13, 2009

    Sappiamo che tutte la aziende si attrezzano per rispondere alla crisi e soprattutto per risparmiare, anche la Fondazione Don Gnocchi si organizza in tal modo con non molta cristiana e solidale convenienza. Quando si tratta di risparmiare non si guarda in faccia a nessuna etica.

    L’impero economico umanitario della Fondazione percorre le stesse vie di tutte le altre aziende :

    la direzione dell’Istituto Palazzolo ha gia comunicato ai parenti che vuole appaltare un intero reparto (il 4° Generosa) ad una cooperativa sociale, mentre gia operatori delle cooperative lavorano da tempo nella struttura.

    Quali possono essere i bisogni di questo ente morale, che è un Onulus non Profit; che fa appello ai cittadini per donazioni, lasciti e per devolvere l’8 per mille delle tasse, per fare ciò ?

    Forse non lo sapremo mai, sappiamo però che grazie alla loro scelta nei reparti dell’istituto Palazzolo lavoreranno soci e socie sottopagati e con meno diritti, e nello stesso tempo arricchiranno soci onorari che non rischiano niente, e aspettano solo il pagamento delle ore lavorate da altri su cui sono legalmente autorizzati a fare la cresta.

    Perché no alle cooperative sociali ?

    Questa forma di associazione era nata con ben altri scopi, serviva infatti ai lavoratori a consolidare la loro unione per resistere agli attacchi del padrone e del governo, e ciò che guadagnavano serviva al benessere di tutti e per il bene sociale e collettivo.

    Oggi questi principi sono scritti in tutti gli statuti delle cooperative, ma in quanto a metterli in pratica e non se ne parla neanche lontanamente, spesso non pagano i contributi e lo stipendio per mesi prima di fallire e lasciare con un pugno di mosche chi ha lavorato e reso un servizio.

    Il rapporto lavorativo dei soci e delle socie lavoratrici e normanno da un contratto nazionale di lavoro che riduce di circa il 30% lo stipendio di un altro lavoratore equivalente.

    Anche se vengono assunti a tempo indeterminato sono precari a tutti gli effetti, perché per loro, paradossalmente, essendo imprenditori di loro stessi, non agisce l’Art 18 dello statuto dei lavoratori, che impone la riassunzione alla ditta che licenzia senza giusta causa.

    Anche nell’istituto Palazzolo avere lavoratori di seria A e lavoratori di serie B, permette ai dirigenti di aumentare i ricatti, i problemi nascono prima per i soci che hanno meno difesa (infatti per loro la pausa dei 10 minuti per scaricare la colonna vertebrale come precedono le leggi per la sicurezza e la prevenzione conviene riconosciuta dalle capo sala e i dirigenti) poi i diritti diventano incerti per tutti gli altri.

    La responsabilità politica di opporsi a questa scelta è dei delegati sindacali, nessuno escluso, e delle organizzazioni sindacali presenti nelle RSU; ci dobbiamo chiedere se lo fanno veramente !

    Purtroppo oggi i lavoratori non sono informati sui rischi che corriamo a permettere che la direzione attui questa scelta, la sicurezza e la difesa delle nostre condizioni di lavoro è possibile se difendiamo anche le condizioni dei lavoratori precari e dei soci e socie delle cooperative.

    La loro debolezza contrattuale e organizzativa verrà usata contro di noi !!

    Ai delegati, ai lavoratori e ai parenti diciamo di rispondere un forte NO! All’appalto alla cooperativa Aris (detta cooperativa del Papa), mobilitiamoci tutti insieme contro questa imposizione della direzione.

    • No al lavoro precario ed in affitto.
    • Fuori i moderni caporali dall’istituto Palazzolo.
    • Non deleghiamo più, autorganizziamoci per difendere noi stessi e per difendere il futuro dei nostri figli.

    Organizziamo un presidio contro l’appalto del reparto 4° Generosa.

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    SLAI COBAS MILANO : SIGLATI CONTRATTI CON LE COOPERATIVE

    Pubblicato da slaicobastrentino su novembre 4, 2009

    Comunicato: accordo T.i.m.e. Service (cooperativa di Turate magazzino Bennet)

    In data 28-10-2009 dopo l’assemblea dei lavoratori (votata l’ipotesi d’accordo all’unanimità) è stato siglato l’accordo con la cooperativa. L’unità e la forte volontà di lotta dei lavoratori ha permesso di ottenere un’importante accordo che contrasta la politica dei sindacati confederali i quali il 15 luglio di quest’anno avevano, di fronte alla crisi, concesso a livello nazionale di applicare una gradualità nell’applicazione dello stesso CCNL da loro firmato. Pur richiamandosi alla legge 142 che distingueva le cooperative nate prima del 27 giugno del 2002 (che potevano applicare la gradualità) e quelle nate dopo questa data (che dovevano corrispondere il 100%), padroni e sindacati legalizzavano fino all’1-11-2010 la possibilità di avere per tutti la possibilità di operare una gradualità per arrivare, in quella data al 100% sugli istituti delle ferie, ex festività retribuite, tredicesima, quattordicesima, permessi, ROL, TFR.
    Con questa lotta abbiamo ottenuto a partire dal 1 ottobre del 2009 1)l’erogazione al 100% di questi istituti che permetterà di avere un aumento sul quinto livello di circa 100 euro; 2) una indennità sostitutiva mensa di 0,65 euro all’ora per un totale massimo giornaliero di 5,16 euro (per chi non conoscesse il CCNL della categoria esso prevede “ Qualora non esista una mensa aziendale, verrà corrisposta ai lavoratori un’indennità sostitutiva di 0,06 euro giornaliere per i giorni di effettiva prestazione di lavoro”); 3) la restituzione della quota sociale o frazione di essa versata nella cooperativa logservice (ex T.i.me. service), al 31 gennaio 2010.
    Insomma un aumento totale mensile di 170,00 euro, più una liquidazione della quota sociale precedente per un totale massimo di circa 430 euro.

    Giovedì 5 novembre, dopo le assemblee verranno siglati anche gli accordi con le cooperative Leonardo e Giava (del magazzino Bennet di Origgio).

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    COOPERATIVA LA RUOTA (TN):CONTINUANO LE CONTESTAZIONI DISCIPLINARI

    Pubblicato da slaicobastrentino su settembre 25, 2009

    Lo Slai Cobas del Trentino ha promosso vari ricorsi al servizio lavoro chiedendo la convocazione della Commissione di conciliazione per contestare ed impugnare varie contestazioni disciplinari intentate dalla Coop. La Ruota contro nostri associati.

    Lo Slai Cobas è intenzionato a contastare sul piano dell’iniziativa sindacale e legale tutte le contestazioni che si rivelino prive di fondamento e quindi di carattere arbitrario e persecutorio.

    Difendiamo le libertà sindacali ed opponiamoci all’autoritarismo ed all’arbitrio padronale sui luoghi di lavoro.

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    COOP. IL GABBIANO : E’ NECESSARIO UN COMITATO DI SOLIDARIETA’ CON I LAVORATORI

    Pubblicato da slaicobastrentino su settembre 25, 2009

    La situazione nella Cooperativa il Gabbiano è sempre più insostenibile. Questa cooperativa dopo aver assunto i lavoratori provvede ad applicare l’art.2 del CCNL dei lavoratori delle Coop. Sociali e quindi a ridurre considerevolmente il normale salario previsto dal CCNL per il livello contrattuale d’inserimento.

    La Cooperativa il Gabbiano applica ai lavoratori il cosidetto salario d’ingresso, una vera vergogna tenuto anche conto che la stessa Cooperativa usufruisce di rilevanti contributi pubblici per ogni lavoratore inserito.

    Ora dopo tre anni d’inserimento questa Cooperativa incomincia a fare pressione sui lavoratori perchè si licenzino, oppure provvede nei modi più disparati a licenziarli (compreso il “licenziamento a voce”) speculando sul fatto che i sindacati confederali si disinteressano della loro tutela ed anzi la ostacolano in vari modi. Dopo tre anni infatti cessano i contributi pubblici per ogni lavoratore inserito a tempo indeterminato e quindi la Cooperativa pensa bene di “accelerare”  le dimissioni dei lavoratori già inseriti per facilitare quell’ingresso di nuovi inserimenti che portano con sè nuovi contributi.

    Ricordiamo il caso del lavoratore recentemente licenziato per motivi discriminatori e che oggi è oggetto di iniziativa di difesa sindacale e legale da parte dello Slai-Cobas.

    Nei mesi scorsi si è tenuta la “Conciliazione” promossa dallo Slai Cobas presso il Servizio Lavoro della PAT e quindi si è anche aperta la strada per il ricorso legale alla Magistratura del Lavoro.

    Di fatto è necessario rompere l’isolamento in cui vivono i lavoratori della Cooperativa il Gabbiano per facilitare la loro organizzazione e mobilitazione sindacale a tutela dei propri diritti più elementari.

    Per questo riteniamo vada fatto ogni sforzo per costruire un Comitato di solidarietà con questi lavoratori. E’ necessario che la lotta sindacale di classe contro gli abusi effettuati da questa Cooperativa diventi un caso esemplare per i lavoratori di altre cooperative che vivono in situazioni simili.

    Slai-Cobas lavoratori Coop. Sociali del Trentino

    Per contatti cell. 3482448231

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    MILANO 6/09: I LAVORATORI DELLE COOPERATIVE DICONO BASTA CON LO SFRUTTAMENTO

    Pubblicato da slaicobastrentino su settembre 7, 2009

     Un centinaio di lavoratori delle cooperative si sono riuniti nella Sede dello Slai Cobas per discutere dei problemi che li affliggono nei posti di lavoro, nella società e soprattutto per organizzarsi e darsi un coordinamento stabile per le lotte future.

    Gli interventi spaziavano dalla descrizione della condizione lavorativa, alla denuncia di come sono trattati i lavoratori immigrati dalle istituzioni e organismi statali vari e soprattutto rivendicavano la necessità di una risposta.Storie individuali che raccontate venivano percepite e denunciate come comuni a tutti i lavoratori che sono nelle cooperative.

    Un sistema quello delle cooperative che era nato, almeno nelle intenzioni, come alternativa al sistema di sfruttamento capitalistico , un sistema di associazioni di mutuo soccorso di produzione, di distribuzione di beni di consumo, di costruzione di alloggi e di alfabetizzazione per i lavoratori.

    L’Alleanza Cooperativa Internazionale definisce la cooperativa come “un’associazione autonoma di individui che si uniscono volontariamente per soddisfare i loro bisogni economici, sociali e culturali e le proprie aspirazioni attraverso la creazione di una società di proprietà comune e democraticamente controllata”.  Basterebbe invece lavorare in questo “girone” dell’inferno dello sfruttamento,  per rendersi conto di quanto esso sia un sistema di precarizzazione estrema della forza lavoro e di intensificazione dello sfruttamento capitalistico dove la violazione di ogni tutela della libertà e dignità del lavoratore, norma contrattuale e normativa è possibile.

    Questo sistema delle cooperative basato sulla totale illegalità si regge sull’appoggio dei sindacati confederali, della sinistra borghese (vedi Lega delle Cooperative) della destra ( cooperative “bianche”, Compagnia delle Opere) fino ai reparti extraistituzionali della mafia, camorra e “compagnia” atta a “pulire” il denaro sporco della malavita organizzata .

    Un solo esempio di illegalità “legalizzata” dai vari attori, che sono a sostegno di questo sistema, è data dall’applicazione contrattuale relativo agli aumenti salariali, alla contribuzione previdenziale ed assistenziale: la legge 3 aprile 2001, n.142 dava, all’articolo 4, la possibilità di graduare (per “un periodo non superiore a cinque anni”) le applicazioni contrattuali, tenendo conto delle differenze settoriali e territoriali delle aziende, ebbene nei contratti successivi si stabiliva che gli aumenti relativi alla tredicesima, quattordicesima, rol,ferie, ex festività, T.F.R. dovevano essere graduati per le cooperatine nate prima del 27 luglio 2002, mentre per quelle sorte successivamente si dovevano applicare senza gradualità, salvo casi particolari suffragati dalla firma di un’associazione territoriale delle cooperative e dai sindacati confederali firmatari del contratto nazionale (“Le parti concordano che il presente accordo di gradualità si applica, ai sensi della legge 142/01, agli organismi economici cooperativi che abbiano ad oggetto la prestazione di attività lavorativa di facchinaggio, di trasporto, di logistica e movimentazione merci che siano in attività alla data del presente accordo…Resta inteso che agli organismi economici costituiti e/o operativi successivamente alla data del 27/06/2002 non si applica la presente intesa di gradualità. A livello territoriale, tramite accordo tra tutte le organizzazioni firmatarie del presente protocollo, potranno essere definiti i relativi percorsi per l’applicazione del protocollo attuativo all’intesa per le cooperative costituite dopo il 27.06.2002.”). Come era prevedibile in tutte le cooperative vige ora, più o meno per tutti,il criterio della gradualità e siccome la legge prevedeva “un periodo non superiore ai cinque anni” i sindacati confederali e i rappresentanti sindacali delle aziende il 15 luglio di questo anno hanno stabilito di legalizzare questa illegalità fino all’1-11- 2010.     (nota 1).

    I lavoratori delle cooperative riuniti in questa assemblea (  presenti in 14 cooperative con un totale di 600 persone, per la maggior parte immigrati) hanno deciso di ripristinare la loro ”legalità” e, contro questa oltraggiosa ed ennesima ingiustizia, difendere il proprio salario, aprendo una nuova stagione di lotta,  su tutto il fronte dove sono presenti e con scioperi simultanei dov’è possibile.

    Ancora una volta lotteranno per fare rientrare al lavoro dei compagni licenziati, per un aumento di salario, per un’indennità di mensa, per un abbassamento del cottimo, per avere la liquidazione che non hanno avuto quando c’è stata la dismissione di una cooperativa e la sostituzione con un’altra.

    L’assemblea ha inoltre stabilito un calendario che prevede, oltre agli scioperi, iniziative che vanno dalla partecipazione di una delegazione di lavoratori delle cooperative presso il tribunale di Milano, il giorno 21-09-2009, in occasione del processo intentato contro i 14 immigrati in seguito alla rivolta del CPT di via Corelli,  la partecipazione all’assemblea di Napoli, promossa dallo Slai Cobas con altri sindacati di base, sulla democrazia sindacale.  Cosa molto sentita da tutti, essi tenderanno all’organizzazione di una  manifestazione Milanese dei lavoratori in lotta contro l’attacco padronale e governativo, per evidenziare un fronte di classe (che va dai lavoratori di Origgio, all’alfa di Arese, all’INSSE, ai precari della scuola….) come “muro di resistenza” contro la crisi del capitale.

    In continuità con la manifestazione che abbiamo promosso il primo maggio del 2009, alla testa di questa mobilitazione ci saranno gli striscioni con le scritte “IL NEMICO E’ IN CASA NOSTRA i padroni e i loro governi” e “facciamo pagare la crisi ai padroni”  .

     

    SLAI COBAS MILANO

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    Contratto Nazionale della Distribuzione Cooperativa: sulla scia del CCNL del Commercio …Una svendita sottocosto della libertà e del salario dei lavoratori !!!

    Pubblicato da slaicobastrentino su giugno 8, 2009

    Contratto Nazionale della Distribuzione Cooperativa: sulla scia del CCNL del Commercio …Una svendita sottocosto della libertà e del salario dei lavoratori !!!

     Eˆ stata firmata l’´ipotesi di accordo del contratto nazionale della DISTRIBUZIONE COOPERATIVA e la firma , questa volta, a differenza del CCNL del Commercio, unitaria. A parte qualche piccolo distinguo, i contenuti dei due contratti, sia nella parte normativa che in quella economica, nella sostanza si rincorrono e penalizzano pesantemente i lavoratori e le loro famiglie. Sempre più precari, sempre più poveri (150 spalmati in quattro anni di cui 50 già  erogati), sempre più assoggettati al potere imprenditoriale !!! I nostri eroi, cgil cisl uil, dopo 19 mesi di intense trattative hanno firmato un protocollo di intesa che sancisce, definitivamente, la fine dei diritti e delle tutele dei lavoratori del settore, In sostanza la trattativa si potrebbe riassumere nel concetto NIENTE PER I LAVORATORI MA MOLTO PER SINDACATI CONFEDERALI E AZIENDE!!!

    Vediamo che cosa hanno prodotto i nostri eroi sul tavolo contrattuale:

    Orari – Si à in sostanza fatto un passo indietro, visto che il riposo minimo tra un turno e l’altro è stato ridotto a nove ore al posto delle undici attuali (demandando le modalità  alla contrattazione aziendale).

    Riposo settimanale – La parte datoriale aveva richiesto la possibilità  di realizzare le 24 ore di riposo anche su una media di 14 giorni (come prevede la nuova legge). Nessun ostacolo ovviamente da parte dei confederali che, anche in questo caso, rinviano alla contrattazione aziendale (curioso tra l’altro notare come nei comunicati dei mesi precedenti la deroga al riposo settimanale veniva espressamente definita come “un punto inaccettabile”).

    Lavoro domenicale – Idem come sopra: argomento demandato alla contrattazione aziendale. Vedremo che sorprese ci riserverà  la contrattazione di lor signori.

    Flessibilità  dell’orario – Qui il testo non è molto chiaro (non si capisce bene come debba intendersi il concetto di “42 ore per 24 settimane”). Anche in questo caso comunque si rinvia alla contrattazione aziendale (strano…), e soprattutto ci tocca leggere la solita formula ipocrita: “…viene definito che l’obiettivo da raggiungere insieme al miglioramento dell’efficienza aziendale deve essere anche quello di aumentare l’occupazione, incrementare gli orari dei part-time nonchè la trasformazione di part-time in full time”. Le stesse parole di sempre, mai seguite dai fatti (l’accettazione passiva delle ultime decisioni aziendali di cui tutti siamo a conoscenza ne à la conferma).

    Part-time – L’aumento dell’orario minimo da 18 a 20 ore non può di certo essere spacciato per conquista. Una cosa buona può essere individuata nell´introduzione della verifica semestrale della quantità  di orario supplementare, ma anche questa vorremmo poi vederla nell’ applicazione pratica.

    Contratti a termine – Era sicuramente il punto più atteso, ma in pratica non cambia niente. Assunzione dopo 36 mesi, però con la precisazione che “in caso di difficoltà  organizzative possono essere fatti accordi a livello aziendale o territoriale per una ulteriore proroga”.

    Apprendistato Professionalizzante – Questa tipologia contrattuale viene estesa a tutte le qualifiche e mansioni del CCNL tranne il VI livello e i quadri. Ai lavoratori assunti con contratto di apprendistato viene propinata l’assistenza sanitaria e la previdenza integrativa nella misura prevista per tutti gli altri lavoratori, questi enti sono finanziati da aziende e lavoratori e sono co-gestiti dai confederali, guarda un pò !!!

    Parte economica – Cancellato il biennio economico, l’aumento si spalma su 4 anni a fronte di una inflazione reale che l’EURISPES indica in misura del 7,9 % annuo, (e dagli aumenti di pane, pasta, luce, gas e benzina ci sembra addirittura sottostimato …).

    quindi prendendo in esame questi parametri inflattivi l’aumento sarebbe dovuto essere di 160 euro netti in busta paga per il biennio 07′ – 08′ come parziale recupero del potere d’acquisto, invece ci viene affibbiato un aumento di 150 euro lordi che diventano effettivi 95 euro netti in 4 anni … !!!

    Per assurdo poi, se qualcuno ancora non ci volesse credere, saranno rateizzati, quindi l’aumento finale sarà  dato a settembre 2010, ma paradossalmente questi soldi  si riferiscono al periodo 2007- 2008, anno di scadenza contrattuale quindi spalmando l’aumento contrattuale su 4 anni le aziende pagheranno nel 2010 l’ aumento di salario riferito al  2007 – 2008 …  !!!

    A questo però si è arrivati non per caso, ma attraverso un percorso di accordi sindacali ”a perdere” che dura da 20 anni, una coda di accordi firmati dalla triplice sindacale cgil-cisl-uil  più attente al futuro dei loro fondi pensione (Previcooper), delle loro assicurazioni sanitarie integrative (Coopersalute) e dei loro  enti bilaterali, piuttosto che al futuro dei diritti, della dignita’ e del salario della classe lavoratrice.

    Contro questo paccotto rifilato a milioni di lavoratori del Commercio lo SLAI COBAS esprime tutta la sua contrarietà , invita i lavoratori alla mobilitazione e alle assemblee, per poter rivendicare la sua piattaforma alternativa e mai subalterna nelle prossime settimane:

    – aumenti salariali, no alla precarietã e alle domeniche, la tutela dei diritti del lavoratore, democrazia nei luoghi di lavoro, il riconoscimento dei sindacati nei luoghi di lavoro!!! operaio svegliati !!!

    – aumenti di 3.000 euro annui per salari e pensioni, introduzione di un meccanismo automatico di adeguamento salariale agli aumenti dei prezzi, rilancio del ruolo del contratto nazionale;

    – abolizione delle leggi Treu e 30 – continuità  del reddito e lotta alla precarietà  lavorativa e sociale;

    – sicurezza nei luoghi di lavoro e sanzioni penali per chi provoca infortuni gravi o mortali;

    – lotta al razzismo che nega diritti uguali e scarica sui migranti il maggior peso sociale;

    – restituire ai lavoratori il diritto di decidere: no alla pretesa padronale di scegliere le organizzazioni con cui trattare

    - pari diritti per tutte le organizzazioni dei lavoratori

    - difesa del diritto di sciopero.

    Cremona, 7 giugno 2009  SLAI COBAS IPERCOOP CREMA

    SLAI COBAS CREMONA Via Mazzini, 24  Bagnolo Cremasco(CR)   slaicobascremona@gmail.com

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