SLAI COBAS TRENTINO ALTO ADIGE

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  • TESSERAMENTO 2011

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  • NESSUN CONTRIBUTO PUBBLICO ALLE IMPRESE CHE DELOCALIZZANO ED INVESTONO ALL'ESTERO

  • I LAVORATORI PAGHERANNO MONTAGNE DI EURO PER LA LINEA AD ALTA-VORACITA’ BRENNERO-VERONA. E’ UN’OPERA CHE, MENTRE DEVASTERA’ LA SALUTE DEI CITTADINI E L’AMBIENTE, INGRASSERA’ POLITICI, COSTRUTTORI, GRANDI IMPRESE E BANCHE

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    NIENTE SOLDI PUBBLICI ALLE COOPERATIVE CHE SFRUTTANO E LICENZIANO I LAVORATORI

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  • UN BLOG PER FARE COSA ?

    Cari Compagni ed Amici Abbiamo cercato di impostare il blog in modo da contribuire all’informazione, alla denuncia di particolari situazioni lavorative, alla formazione, alla solidarietà di classe. In questo senso abbiamo voluto concepire il blog come uno strumento al servizio della difesa dei proletari e dei lavoratori ed abbiamo cercato in queste prime settimane di pubblicare materiali (notizie, volantini, documenti ecc.) che potessero servire a sviluppare idee, competenze, organizzazione ed opposizione. Pensiamo che il blog se da un lato deve porsi al servizio di un processo collettivo, dall’altro a sua volta deve venire costruito in un processo collettivo. Un blog di questo tipo ha tanto maggiore senso quanto più contribuisce a stimolare e valorizzare la partecipazione e gli apporti del compagni e dei lavoratori. Non viviamo più nel ventesimo secolo e questo vuol dire che i lavoratori hanno orami accumulato enormi competenze nei campi più disparati, il problema è che queste conoscenze vengono prevalentemente coltivate in modo individuale e spesso individualistico, non vengono socializzate e tradotte in un processo costituente di una nuova collettività. Senza cultura proletaria non ci può essere un reale movimento di trasformazione sociale e politico, ma questa cultura non va inventata dal nulla, quanto costruita attraverso un processo di generazione collettiva. Una cultura innovativa capace di unificare e ricomporre i lavoratori può diventare una forza in grado di cambiare il mondo. Per quanto ci riguarda vi chiediamo di costruire il blog insieme a noi rendendolo tra l’altro uno strumento utile per la difesa dei lavoratori. Tramite il blog altri lavoratori potranno entrare in rapporto con lo slai cobas del Trentino scegliendo liberamente il livello di questo rapporto. Apposite pagine del blog sono quindi destinate alla pubblicazione, alla segnalazione ed alle denunce, alle richieste d’informazione ecc. Ormai i blog stanno diventando un mezzo di comunicazione e di dibattito capace di concretizzarsi nella formazione di reti di relazioni, iniziative collettive e movimenti. Speriamo di non essere da meno di tanti politici di potere, di tanti servi intellettuali e vip, di tanti esponenti di una ‘sinistra’ marcia. Tutte queste bande di privilegiati e parassiti usano utilmente il web vecchio e nuovo al servizio degli interessi di una parte ristretta della società. Spetta ai proletari, ai lavoratori ed agli strati popolari usare tutti i mezzi di comunicazione in modo competente e creativo al servizio degli sfruttati.
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    I sindacati confederali sono irreversibilmente corrotti. Gli apparati dei sindacati confederali sono ormai indissolubilmente legati al capitale finanziario. I sindacalisti si riciclano nelle burocrazie dello stato, nelle finanziarie, nelle imprese cooperative, nei servizi alle imprese, negli uffici padronali delle “relazioni sindacali”, negli enti no-profit, nelle cooperative, nei partiti di potere. Dentro i sindacati confederali ci sono ancora immense energie di lotta che vanno difese, salvaguardate ed indirizzate verso la costruzione di un nuovo sindacato dei lavoratori capace di opporsi all’offensiva dei governi di centro-destra e di centro-sinistra e di far avanzare la lotta contro i padroni, le banche, le burocrazie statali, il capitalismo di stato ed il capitale europeo ed internazionale. Lo slai-cobas lavora, insieme a tanti altri lavoratori di diverse appartenenze, per la costruzione di un nuovo sindacato capace di rappresentare realmente gli interessi degli operai, dei disoccupati, dei precari, dei lavoratori svantaggiati, degli strati popolari. Lo Slai Cobas è un sindacato nazionale inter-categoriale quindi possono far parte dello Slai Cobas lavoratori di tutte le categorie. ___________________________________________
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Archivio per la categoria ‘COOPERATIVE SOCIALI’

SOLIDARIETA’ AI DUE LAVORATORI LICENZIATI DALLA COOP. IL GABBIANO DI TRENTO (Ravina) : NUOVA CAUSA DI LAVORO

Pubblicato da slaicobastrentino su dicembre 22, 2011

Promossa dal nostro sindacato un’altra causa di lavoro contro la Coop. Il Gabbiano di Via Provina 20 (Ravina-fraz. di Trento).
Dopo la positiva conclusione nell’ottobre scorso in sede conciliatoria davanti al giudice del lavoro relativa ad un lavoratore licenziato dalla Coop. Il Gabbiano negli anni precedenti ora una nuova causa per il licenziamento illegittimo di due lavoratori nel dicembre 2010.
Presentato in questi giorni infatti, il ricorso davanti alla magistratura.
Ricordiamo che tale Cooperativa che ama presentarsi come “cooperativa di solidarietà sociale” non è certo nuova a queste come ad altre imprese di dubbio valore sociale, etico ed imprenditoriale. Basti pensare che i lavoratori vengono assunti al 70% di un già misero salario di “operaio generico” e che per altro i primi tre anni lo stesso alario è pagato quasi interamente dai contribuenti (AZIONE 9). Allo scadere dei tre anni la Coop. spesso e volentieri poi si ingegna a licenziare o a far licenziare i lavoratori in modo da poterne assumere altri con relativi lauti contributi pubblici.
E’ GIUNTO IL MOMENTO DI DIRE CHE LE COOPERATIVE SOCIALI CHE LICENZIANO I LAVORATORI VANNO SANZIONATE E SE NECESSARIO VANNO CHIUSE ASSICURANDO OVVIAMENTE AI LAVORATORI UNA CONTINUITA’ LAVORATIVA PRESSO DITTE DI MAGGIOR SERIETA’ !!!
BISOGNA ORGANIZZARE IL CONTROLLO POPOLARE SULLE COOPERATIVE SOCIALI !!!

Slai Cobas del Trentino Difesa lavoratori delle Cooperative

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SLAI COBAS Lombardia: cooperative sociali e cooperative spedizioni, logistica, trasporti

Pubblicato da slaicobastrentino su agosto 19, 2011

La vera e propria fortuna dei piccoli e medi padroncini italiani è stata la “scoperta” delle cooperative sociali; quanti affaristi e faccendieri si sono imbarcati nell’impresa di associarsi in cooperativa, una vera miniera d’oro che ha dato i suoi frutti. Pochi soldi da investire e soprattutto pochi controlli da parte degli organi competenti, e chiunque nel giro di qualche anno viaggia in mercedes, compra ville al mare ed in montagna si arricchisce a spese di migliaia di soci-lavoratori in maggioranza immigrati che faticano senza riserve.
E come se non bastasse spesso si scopre che attraverso queste società si ricicla denaro sporco e si evadono le tasse per milioni di euro, non pagano i contributi per la pensione ai soci.
Un massa di lavoratori sottopagati e con sempre meno diritti ingrossano gli organici di queste società di comodo, le condizioni di vita e di lavoro sono quasi sempre poco salutari; padroncini che attraverso i loro capi squadra si permettono ogni libertà : offendono ed intimidiscono, persone ricattate dal bisogno di portare a casa lo stipendio e dal permesso di soggiorno se immigrati.
Una forza lavoro a buon mercato, che grazie alle leggi di questo sistema, è tenuta di continuo sotto osservazione, viene analizzato il comportamento, e soprattutto il rendimento produttivo di ogni uno, un sistema che grazie alle sue leggi disumane ha trasformato in settori super sfruttati anche quelli dei servizi, della logistica, delle pulizie e via di questo passo. Studi e conteggi, nuove organizzazioni del lavoro, controllo e disciplina, hanno trasformato le metodologie lavorative per aumentare il “saggio del profitto” attraverso la riduzione delle ore necessaria a produrre il guadagno che serve a pagare la giornata al socio-lavoratore, in questo modo sempre più ore pagate dal committente aumentano i guadagni delle cooperative; Flessibilità e velocità nelle esecuzioni, aumento dei ritmi e riduzione delle pause, per far ingrassare gli stessi committenti : i grandi supermercati come Aucah, Esselunga, Bennet, Coop, gli ospedali milanesi e le case di cura, addetti all’assistenza o a prestazioni sanitarie e alle pulizie.
Una classe operaia che spesso reagisce perché scopre il grande imbroglio della cogestione sindacale di queste imprese , anche i CCNL non sempre rispettati, con il beneplacido proprio delle organizzazioni sindacali che li firmano a livello nazionale, si scoprono così gravissime responsabilità politiche, oltre che economiche, che penalizzano una fetta sempre più consistente di lavoratori dipendenti volutamente mascherati da contratti con società mutualistiche che infine si appalesano come moderne società “schiavistiche”, senza regole e senza rispetto dei bisogni economici e di vita.
Oggi anche questi proletari saranno investiti dalla bufera che il governo di questo paese, con a capo l’imperatore in decadenza Berlusconi, ha preparato per risanare i conti pubblici; chiunque deve sentirsi parte in causa e cercare di rafforzare una resistenza militante e organizzata, dopo queste ennesime malefatte che ci ha preparato l’esecutivo dei padroni.
Aumento dei generi di prima necessità con l’IVA, contenimento dei salari, riduzione della sicurezza sociale, allungamento dell’età pensionabile, annullamento delle festività e altre cosucce dello stesso genere, credono che come sempre i lavoratori italiani saranno ancora una volta spettatori inermi.
Dobbiamo diventare parte attiva della resistenza contro questa politica, sviluppare una strategia che convogli lo scontento di tutti verso la lotta e l’autorganizzazione, tutti devono sapere che la lotta contro il sistema del capitale è diventata un bisogno non solo dei lavoratori ma dell’umanità intera, evitare crisi e distruzione è possibile se non lasciamo che riducano i nostri salari e i nostri diritti, se lottiamo per cambiare questo sistema.
Dobbiamo coinvolgere nelle nostre rivendicazioni tutti i committenti che abusano del lavoro dei soci lavoratori; perché ospedali e cantieri, supermercati e industrie si arricchiscono sempre di più utilizzando la mono d’opera a basso costo super sfruttata e ricattata dei soci lavoratori.

SLAI COBAS: cooperative sociali e cooperative spedizioni, logistica, trasporti

Per contatti telefonare : Pier Marie, 38814795, Marlo, 3278392368, Massimo 335 6643651. www.slaicobas.it

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TRENTO: SOLIDARIETA’ ALL’OPERAIO MARCELLO DECARLI !

Pubblicato da slaicobastrentino su maggio 5, 2011

SOLIDARIETA’ ALL’OPERAIO MARCELLO DECARLI !

LA SALUTE DEI LAVORATORI NON HA PREZZO !

Non può rimanere inascoltato il grido dell’operaio Marcello De Carli di ieri mattina, incatenatosi presso i cancelli della Casa Civica RSA di San Bartolomeo: “Mi avete tolto la salute, il lavoro e la dignità, ma quando e dove morire di fame lo decido io!”

Marcello De Carli ha tutto il diritto di venire assunto stabilmente nel progettone tramite l’azione 10. Nel caso si voglia continuare ad ignorare questo suo diritto noi Slai Cobas saremo al suo fianco.

Riteniamo che Marcello De Carli abbia anche ragione nel porre l’accento sulle condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori. Anche alla Civica di Trento ci sono lavoratori che rischiano la propria salute sul posto di lavoro e ai quali il direttore Chini e il presidente Paolazzi hanno il dovere di garantire condizioni adeguate!

Lo S.L.A.I. Cobas da più di un anno ormai si fa voce dei diritti di quei lavoratori che protestano contro la discutibile gestione delle norme per la sicurezza sul lavoro all’interno dell’A.P.S.P. Civica di Trento. Lo S.L.A.I. Cobas non ignora il persistente malessere, il caos, il disagio e le discriminazioni che regnano all’A.P.S.P. Civica di Trento.

Proprio perché si persiste nel non mettere mano ad un piano di riorganizzazione dei servizi con l’obiettivo di ridurre gli sprechi e di delineare le “vere priorità assistenziali”, i lavoratori dell’A.P.S.P. Civica di Trento continuano ad operare quotidianamente in difficili condizioni. Questo considerando che vi è perenne mancanza di personale e quindi difficoltà per la stesura dei turni e conseguentemente sovraccarico lavorativo, ritmi stressanti, che incidono negativamente sulla salute e sulle condizioni psico – fisiche dei lavoratori con conseguente disservizio anche nei confronti degli ospiti.

Ai lavoratori devono essere assicurate misure di sicurezza adeguate, così come, oltre al lavoro, devono essere assicurate allo stesso De Carli. Da parte nostra procederemo cercando di dare il nostro contriobuto ricercando il coinvolgimento delle forze politiche interessate e delle Autorità Competenti.

TRENTO, 05/05/2011

RSA S.L.A.I. COBAS Civica di Trento
E-MAIL: slaicobas-apspcivica@libero.it
www.slaicobastrentino.wordpress.com
cell.348/2448231- 333/2606455

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causa di lavoro: Solidarietà al lavoratore licenziato dalla Coop. Sociale Il Gabbiano di Trento

Pubblicato da slaicobastrentino su maggio 3, 2011

COMUNICATO STAMPA

Solidarietà al lavoratore licenziato dalla Coop. Sociale Il Gabbiano di Trento

Giovedì 5 maggio si terrà la prima udienza della causa di lavoro promossa da un lavoratore svantaggiato assunto a tempo indeterminato dalla Cooperativa d’inserimento lavorativo Il Gabbiano e licenziato da quest’ultima nel giugno dello scorso anno.
Il lavoratore, iscritto al sindacato Slai Cobas, è stato licenziato dopo che il medico competente della cooperativa sociale su richiesta di quest’ultima lo aveva valutato come non idoneo al lavoro di operaio generico.
Si è determinata in questo modo una situazione paradossale. Un lavoratore assunto per la propria condizione di svantaggio dopo anni di lavoro nella coop. Sociale è stato licenziato proprio a causa della sua stessa condizione di svantaggio.
Del tutto anomalo poi il tipo di licenziamento che si consumato. Invece che dall’apposita commissione pubblica dell’azienda sanitaria il giudizio d’inidoneità al lavoro è stato emesso dal medico competente che invece è una figura professionale in questo caso direttamente convenzionata con la cooperativa. Un pericoloso e preoccupante precedente dunque che se dovesse passare aprirebbe la strada a livello locale a licenziamenti per inidoneità concordati nell’ambito della stessa azienda tra imprenditore e medico competente.
Quest’ennesimo licenziamento di dubbia legittimità messo in atto da una cooperativa sociale di Trento solleva l’interrogativo sull’utilità del finanziamento pubblico a cooperative che, in nome della solidarietà sociale, operano con soldi pubblici con le stesse logiche improntate al profitto delle comuni aziende.
E’ certo comunque che oggi è più che mai necessario introdurre il controllo pubblico e popolare sull’operato di tali cooperative al fine di tutelare l’interesse pubblico, quello delle categorie sociali più deboli e disagiate e la stessa solidarietà sociale.

Slai Cobas del Trentino
_________________________
Via Solteri 37/1
Cell. 348 2448231

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TRENTO:positiva conclusione vicenda lavoratrice licenziata da coop sociale

Pubblicato da slaicobastrentino su aprile 14, 2011

COMUNICATO STAMPA/LETTERA

Nel gennaio dello scorso anno una cooperativa sociale di Trento aveva
provveduto a licenziare una lavoratrice iscritta al sindacato slai cobas. La
cooperativa sosteneva che la stessa lavoratrice avrebbe superato il periodo
di comporto relativo al tetto massimo delle giornate di malattia a
disposizione per il lavoratore.
Questo licenziamento che ha trovato riscontro in alcuni articoli usciti in
questi mesi sulla stampa locale era stato impugnato dalla lavoratrice
attraverso l’Avv. Lorenza Cescatti di Rovereto. La cooperativa infatti
avrebbe computato arbitrariamente nel periodo di comporto anche la malattia
relativa ad una gravidanza.
Varie iniziative di solidarietà erano state prese in quella circostanza
dallo slai cobas tra cui volantinaggi, raccolata di firme ed un riuscito
presidio di protesta.
Questa vicenda si è oggi conclusa in modo del tutto positivo. Nel corso
della prima udienza della causa di lavoro tenutasi a Trento nelle scorse
settimane è infatti interventa una transazione tra le parti in seguito ad un
offerta presentata dalla stessa cooperativa.
La conclusione positiva della vicenda attesta come sia possibile, oltrte che
necessario, opporsi a chi opera contro gli interessi ed i diritti delle
lavoratrici e dei lavoratori.

slai cobas del Trentino

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MILANO: cooperative sociali o lavoro forzato ?

Pubblicato da slaicobastrentino su dicembre 9, 2010

La Cooperativa Sociale di Riabilitazione, (Cs.r. ), continua sulla sua strada cominciata a metà di quest’anno : ridurre lo stipendio di circa 2000,00 euro all’anno ai circa 500 socie e soci lavoratori per garantire la bella vita ai soci onorari e ai dirigenti.

La delegata dello Slai Cobas, licenziata per essersi opposta a questa deplorevole manovra, è ancora in lotta contro la cooperativa, la speranza che anche per lei la faccenda si risolva con la sua assunzione e la condanna di essere risarcita con circa 40.000,00 euro, come è successo per un’altra delegata dello Slai Cobas licenziata dalla cooperativa Kcs, di Agrate Brianza, è l’obiettivo che ci prefissiamo in modo da far riflettere il dott. Barazzetta all’idea imporre le loro scelte con la forza.

La brutta esperienza che stanno vivendo le socie e i soci di questa cooperativa è di monito per tutti coloro che lavorano nelle cooperative, tutti possono trovarsi nella busta paga di dicembre, proprio quando i soldi sono più necessari: il 60% in meno della 13° mensilità, la decurtazione delle ferie e della malattia. Quest’anno sarà cosi per i soci e le socie della CSR, queste persone con problemi di famiglia e bisogni come tutti si accorgono che quest’anno hanno lavorano per la gloria, e sono obbligati, (speriamo di no) a ridurre mi consumi e il divertimento per le festività natalizie, mentre per i soliti dirigenti le cose migliorano sempre.

Lo Slai Cobas si è battuto contro la decisione della dirigenza di ridurre lo stipendio, e loro hanno costruito ad arte delle accuse infondate e mistificatori, sostenuti dalla capo sala e da qualche ruffiano, per eliminarla.

Stesa cosa hanno fatto i dirigenti della Clinica San Carlo di Paderno, i quali si sono scandalizzati dei nostri presidi, ma hanno accettato di buon grado la riduzione dello stipendio di chi sgobba nei reparti e il licenziamento politico della delegata sindacale.

Ne abbiamo sentito o visto qualche buontempone del sindacato confederale mobilitarsi in difesa della lavoratrice licenziata, che anche se iscritta ad un sindacato di base è sempre una lavoratrice.

Ne tanto meno la CISL, CGIL o UIL, hanno mosso un dito per fermare il furto del denaro dalle buste paga di questi lavoratori nella ricca e moderna Brianza; l’idea che ci sia un connubio tra questi gentiluomini si è fortemente radicata nella nostra testa; solo cosi si spiega il fatto che quando le socie e i soci disdicono la tessere alla CISL o alla CGIL e mandano l’ingiunzione di non prelevare soldi dalla busta dal mese della disdetta, l’amministrazione della cooperativa risponde che a questi sindacati si può disdire la tessera solo a Natale, perciò contro la volontà di ogni lavoratore si è costretti a pagare per tutto l’anno anche se la disdetta arriva a febbraio.

Una società che marcia verso la giustizia e il rispetto del lavoratore, non c’è che dire, i sindacati confederali sempre pronti a fare i loro interessi ad ogni costo calpestando diritti e democrazia.

Da tutto ciò quale può essere il risultato : nei reparti dove opera la Csr, passano responsabili che minacciano e impongano la disdetta della tessera alla nostra organizzazione sindacale, con l’intendo di colpire chi vuole organizzarsi al di fuori delle logiche accomodanti e collaborazioniste degli altri sindacati.

Molti purtroppo cedono a questo ricatto per non perdere il posto di lavoro, ma alienando la propria dignità e la propria libertà.

Questi signori dirigenti, sappiano che possono comprimere la libertà quanto vogliono, possono umiliare le persone come credono, questo li fa sentire forti e protetti nei loro ruoli di giudici e boia di chi lavora, i lavoratori non subiranno passivamente all’infinito le loro imposizioni !

Alla Csr è stato confermato l’appalto presso la Residenza Sanitaria Assistenziale Bernardelli, i soci e le socie hanno intenzione di resistere e combattere contro il furto del loro stipendio, in solidarietà con la delegata licenziata devono organizzarsi per mantenere alta l’attenzione dei dirigenti della cooperativa e dei dirigenti del San Carlo, corresponsabili della politica ruberesca ai danni dei lavoratori.

Per discutere di questo E ORGANIZZARE LA LOTTA lunedì 13 dicembre dalle ore 13.30 alle 15,00

ASSEMBLEA RETRIBUITA PRESSO LA RSA BERNARDELLI DI PADERNO .

AI soci della cooperativa Csr che operano in altre strutture, che sentono il bisogno di combattere contro questa brutta situazione, che non vogliono lavorare gratis per arricchire i dirigenti, e vogliono organizzarsi contattino la nostra organizzazione sindacale per preparare uno sciopero contro il taglio dello stipendio e la perdita dei diritti!

  • Sciopero contro il furto del nostro stipendio e per la riassunzione della delegata licenziata !
  •  

Dignità e rispetto per chi lavora ! Basta lavoro precario e sottopagato !

slai cobas coop. C.S.R.

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CSR di VARESE : un licenziamento che non può restare impunito

Pubblicato da slaicobastrentino su settembre 29, 2010

 Mercoledì 5 ottobre davanti alla clinica San Carlo di Paderno Dugnano dalle ore 13,30 alle 17,30, 2° presidio contro il licenziamento di Carmen e i tagli dello stipendio partecipate anche voi !!

Per comunicazioni e contatti, telefonate al 335 66 43 651 al 3492412393, telefonate per esprimere la vostra solidarietà alla delegata licenziata per rappresaglia, per organizzarci e per partecipare all’udienza che si terrà a breve per il rientro della lavoratrice nel proprio posto di lavoro

 

Il licenziamento politico e intimidatorio della socia lavoratrice della Csr di Varese è un nuovo grave attacco al reddito e alla dignità delle lavoratrici e dei lavoratori di questa cooperativa e di tutti i lavoratori.

I lavoratori di tutti i settori e soci lavoratori e lavoratrici sappiamo che questo non è il momento di chinare la testa, ma di rispondere alle provocazioni con la lotta e la resistenza.

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Le cooperative sociali vogliono i lavoratori nudi ed indifesi di fronte al profitto !!! Varese: PRESIDIO DAVANTI ALLA CLINICA DI PADERNO DUGNANO PER IL RIENTRO DELLA DELEGATA LICENZIATA

Pubblicato da slaicobastrentino su settembre 6, 2010

Ogni giorno ci accorgiamo del lento e graduale degrado che sta riportando indietro le condizioni di vita e di lavoro di milioni di uomini e donne, con scarse reazioni e poca presa di coscienza. Il nostro punto di vista su tutto ciò è che i padroni delle grandi azienda, gli amministratori pubblici, i padroni della cooperative sociali, dormono sonni tranquilli e si permettono ogni sopruso perché le organizzazioni sindacali CGIL, CISL, UIL e UGL, che detengono, per legge dello Stato, il monopolio della contrattazione e della svendita della forza lavoro, non ostacoleranno mai seriamente i loro piani. Licenziamenti politici, cassa integrazione e procedure di mobilità di massa, sono all’ordine del giorno, accettate e firmate da questi affaristi senza scrupoli, gettando nella confusione e nella disorganizzazione anche i lavoratori che sentono il bisogno di opporsi e resistere a tutto ciò. Il licenziamento politico della nostra delegata dalla cooperativa C.S.R.. di Varese è stato deciso dai soci onorati a causa di questa situazione di debolezza, e per impaurire e reprimere le socie e i soci lavoratori che non hanno accettato con il sorriso sulla bocca la decurtazione del 60% della 13° mensilità, la cancellazione d’ufficio dell’ Elemento Retributivo Territoriale, la riduzione delle ferie, il blocco degli aumenti contrattuali per due anni, la rinuncia alla retribuzione e alla contribuzione per i primi 3 giorni di malattia. Presso la clinica privata San Carlo di Paderno Dugnano si è consumato un’altra ingiustizia, i dirigenti della clinica hanno appoggiato i responsabili della cooperativa per mantenere il loro “ordine”, fatto di risparmio a spese degli immigrati e dei lavoratori italiani finiti nelle grinfie del nuovo caporalato legalizzato, del lavoro precario e sottopagato. Qualsiasi azienda che appalta i propri servizi giocando al ribasso sulla spesa, contribuisce allo sfruttamento incondizionato delle persone, emeriti studiosi, professori, medici e filosofi nello stesso momento che condannano il lavoratore che non si disciplina a queste feroci regole perchè proclamo il diritto a non ledere la loro immagine a non far sapere all’opinione pubblica i loro intrallazzi, contribuiscono alla vergognosa tratta dei moderni schiavi salariati. La delegata dello Slai Cobas è stata licenziata il 13 di agosto, mentre i responsabili erano al mare a godersi i profitti guadagnati dai soci impegnati a lavorare sott’organico nei reparti di assistenza agli anziani; è stata licenziata costruendo le accuse con capi e capetti compiacenti e con la collaborazione dei dirigenti della clinica San Carlo; è stata licenziata perché ha detto un forte no al furto sulla retribuzione di tutti i soci della CSR, ha chiesto la salvaguardia della salute delle socie e dei soci che lavorano presso la clinica Bernardelli di Paderno Dugnano, questa è una battaglia giusta per i lavoratori ma un sacrilegio per chi dirige. Lo Slai Cobas di fronte a questa ingiustizia ha gia attivato tutte le procedute legali per difendere la lavoratrice e far pagare alla cooperativa il prezzo politico di questa gravissima azione repressiva, ma la vera battaglia bisogna condurla sul campo; ci attiveremo con l’azione politico sindacale per denunciare ai lavoratori agli utenti e ai parenti i ricatti a cui sono sottosposti i giovani e meno giovani, proclameremo lo sciopero in questa cooperativa e manterremo la tensione altissima presso la clini San Carlo. Tutti i lavoratori coscienti, i compagni del movimento si sensibilizzino su questa vicenda e aderiscono alle nostre iniziative perché la strategia della cooperativa CSR può essere adottata da chiunque di associ e si confezioni delle regole per fregare chi lavora. Non possono continuare con questa politica ricchi e indisturbati, i lavoratori sapranno dare le giuste risposte uniti e organizzati !!

GIOVEDI 9 SETTEMBRE 2010 DALLE ORE 13,30 ALLE 14.30 1° PRESIDIO DAVANTI ALLA CLINICA DI PADERNO DUGNANO E LA R.S.A. BERNARDELLI PER IL RIENTRO DELLA DELEGATA LICENZIATA CONTRO IL TAGLIO DELLO STIPENDIO PER LE SOCIE E I SOCI DELLA COOPERATIVA CSR DI VARESE.

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VARESE: E’ STATA LICENZIATA PER RAPPRESAGLIA CARMEN DELEGATA DELLO SLAI COBAS DALLA COOPERATIVA SOCIALE CSR

Pubblicato da slaicobastrentino su agosto 31, 2010

Le cooperative sociali addette all’assistenza , si sono trasformare nell’organizzazione migliore per reprimere ogni forma di opposizione e per aumentare i profitti. Si tratta di profitti estorti a soci e socie lavoratrici che lavorano quasi sempre con carichi ci lavoro enormi, che mettono a repentaglio la loro salute, ricattate dal permesso di soggiorno e dal reddito se immigrate, ricattate  dalla conservazione del posto di lavo per tutti gli altri.

I soci onorari e responsabili non vanno per il sottile quanto devono spaventare e reprimere;  quelli della CSR  che hanno in appalto la RSA Bernardelli  presso la clinica San Carlo di Paderno Dugnano, il 13 di agosto hanno licenziato, costruendo ad arte le  motivazioni,  una nostra delegata.

Non solo  l’infamia di lasciare a casa una persona prima delle ferie, ma anche lasciare i reparti, gia ridotti all’asso per le ferie e altro ancora, ancora  più in difficoltà.

La delegata chiedeva da tempo di mettere in sicurezza i mezzi di lavoro, essendo anche Rappresentante dei Lavoratori alla Sicurezza, ma questo argomento era fastidioso per la cooperativa,  spendere soldi per la sicurezza di chi lavora, per loro,  è un sacrilegio. 

L’altra questione  che non è stata digerita dai soci onorari e dai dirigenti, è che il nostro sindacato insieme alla delegata, ci siamo opposti  alla decisione di ridurre la 13° mensilità del 60%, di non pagare più i primi  3 giorni di malattia, ci cancellare d’ufficio l’Elemento Retributivo Territoriale, ( come il premio di produzione o incentivante nelle cooperative) ed infine ridurre di 5 giorni le ferie annue, deciso dall’assemblea dei soci per far fronte alla perdita di profitto, ma con quale coraggio .  un lavoratore può accettare in un momento di crisi come l’attuale la riduzione dello stipendio ?

La politica della CSR di Varese non è deleteria solo  per i loro  soci lavoratori,  ma è un comportamento pericoloso a cui tutto il movimento  sindacale milanese e nazionale si deve opporre.

Da oggi tutti potrebbero attingere dalle tasche dei lavoratori quando fa comodo !

I regolamenti che sino sono confezionati, le leggi interpretate e adattate ai loro bisogni, il governo che favorisce da sempre chi sfrutta,  permettono, se nessuno si oppone, di ingrassare una casta di persone che senza muovere un dito si arricchiscono a scapito di lavoratori super ricattati e super sfruttati, tra cui moltissimi immigranti

LOTTARE CONTRO IL LICENZIAMENTO DI CARMEN SIGNIFICA LOTTARE CONTRO QUESTA POLTICA DI RICATTO CONTINUO E DI  SCHIAVISMO POLITICO AI DANNI DEI LAVORATORI ITALIANI.

OGNI LAVORATORE OGGI HA IL DIRITTO  DI NON SVOLGERE PIU’  DUE O TRE LAVORI, DI SUBIRE I RICATTI SENZA  REAGIRE,  DI ACCETTARE QUASIASI PAGA  PER MANTENERE IL POSTO DI LAVORO

Questo sistema  sta distruggendo tutto,  vogliono che produciamo la loro ricchezze e ci vogliono ridurre alla miseria, strappandoci dignità e salute, queste sono delle buone ragioni per cominciare ad organizzare la nostra dura  resistenza !! 

Contro il licenziamento politico di Carmen  inizieremo da subito la lotta legale per farla rientrare,   ma nello stesso tempo svilupperemo la battaglia sindacale e politica per denunciare il comportamento repressivo della cooperativa CSR, per aggregare più situazioni possibili intorno a questo grave problema  contro le cooperative sociali e i loro committenti che  sono i  responsabili delle moderne barbarie.

SLAI COBAS COOPERATIVA C.S.R. PADERNO DUGNANO

www.slaicobas.it

LA NOSTRA SOLIDARIETA’ DI LAVORATORI E MILITANTI SINDACALI A CARMEN LAVORATRICE DELEGATA SLAI COBAS LICENZIATA A VARESE DA UNA COOPERATIVA “SOCIALE”

Coordinamento slai cobas del Trentino

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ATTIVITA’ DIFESA LAVORATORI DELLE COOP. DEL TRENTINO

Pubblicato da slaicobastrentino su luglio 8, 2010

Lo Slai Cobas del Trentino ha attivato anche un servizio di tutela dei lavoratori delle cooperative oggetto di illeggittime contestazioni disciplinari e di procedure persecutorie.

Per informazioni e contatti 3482448231

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PRESIDIO DI PROTESTA ALLA COOP. RUOTA

Pubblicato da slaicobastrentino su giugno 20, 2010

Ieri 19 giugno dalle ore 8 alle ore 10 in Via G. Maroni zona Trento Nord lo Slai Cobas ha costituito un presidio di protesta contro il licenziamento discriminatorio di una lavoratrice della Cooperativa Sociale la Ruota licenziata in stato di malattia connessa a gravidanza.
Come aderenti allo Slai Cobas non possiamo tollerare nessuna forma di violazione della tutela e dei diritti dei lavoratori e specialmente dei diritti fondamentali dell’essere umano.
I nostri principi sono stati condivisi anche da una delegazione del Comitato di Solidarietà con Massimo Sighel, della Filcams CGIL, di Rifondazione e dei giovani comunisti che si sono sentiti in dovere di manifestare con noi la propria solidarietà.
Dopo il presidio, tutti i partecipanti hanno avvertito uniformemente il bisogno di incontrarsi per approfondire la questione non soltanto delle Cooperative sociali le quali ricevono lauti finanziamenti, operano al di fuori di ogni controllo popolare ed istituzionale, con logiche privatistiche, opprimendo, intimidendo e licenziando i lavoratori che non fanno parte del proprio sistema di clientele, ma anche nei diversi settori lavorativi che in questi mesi stanno affrontando i problemi legati alla crisi  in provincia di Trento.
La cultura e la politica attuale soffocano le iniziative che potrebbero nascere nei lavoratori, favorendo l’ignoranza generale e spegnendo l’istinto di tutto un popolo, di modo che non possa valutare obiettivamente le situazioni lavorative e conseguentemente sentirsi in dovere di proteggere i propri diritti, permettendogli così di essere succubi di un sistema padrone sulle fasce lavoratrici più deboli.

Slai Cobas del Trentino

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Corriere del Trentino: licenziata dalla Coop. La Ruota di Trento

Pubblicato da slaicobastrentino su giugno 13, 2010

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ROMPERE LA CAPPA DEL SILENZIO INTORNO A QUESTO GRAVISSIMO LICENZIAMENTO

Pubblicato da slaicobastrentino su maggio 13, 2010

BASTA CONTRATTI, CONVENZIONI E CONTRIBUTI PUBBLICI ALLE COOPERATIVE CHE VIOLANO I DIRITTI E LA DIGNITA’ DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI

BASTA CON LE COMPLICITA’ DI PARTITI E SINDACATI CONFEDERALI
CHE FORAGGIANO, TOLLERANO E COPRONO UNA VERGOGNOSA REALTA’

LEGGI SPECIALI A LIVELLO PROVINCIALE
PER INSTAURARE IL CONTROLLO POPOLARE ED ISTITUZIONALE SU TUTTE LE COOPERATIVE E LE AZIENDE
CHE USUFRUISCONO DI RILEVANTI CONTROLLI PUBBLICI. CHI SBAGLIA DEVE PAGARE.

LO SLAI COBAS DEL TRENTINO NON TACE !

NON COPRE !

NON E’ COMPLICE !

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Comunicato Stampa : grave licenziamento ad opera della Coop. La Ruota

Pubblicato da slaicobastrentino su maggio 13, 2010

COMUNICATO STAMPA  / LETTERA
Desideriamo esprimere la nostra più sentita solidarietà ad una nostra
collega, anche lei dipendente della Cooperativa sociale La Ruota,
recentemente licenziata. Si tratta di un fatto grave in quanto il
licenziamento è avvenuto quando la nostra collega si trovava in malattia
connessa con il suo stato di gravidanza. La stessa cooperativa, che ha
voluto giustificare il licenziamento con il superamento del periodo di
comporto relativo all’ammontare complessivo dell’assenza per malattia,
nonostante la legge lo vieti espressamente, ha computato  in tale periodo
ulteriori varie giornate di malattia sempre connesse allo stato di
gravidanza.
Questo licenziamento è deprecabile non solo perché colpisce il lavoratore
per il suo stato di malattia, ma anche perché colpisce una lavoratrice
specificamente in quanto donna.
Una discriminazione questa che evidenzia una realtà, quella dell’attuale
gestione della Coop. La Ruota, che ben poco ha a che vedere con la
solidarietà sociale. Eppure chi gestisce questa cooperativa riceve soldi
pubblici anche grazie al proprio status ed alla propria immagine di
“cooperativa sociale”.
Questo licenziamento è solo l’ultimo episodio dopo altri, tra i quali una
fitta serie di discutibilissime contestazioni disciplinari mirate a creare
un ambiente ostile nei confronti dei  dipendenti della Coop. La Ruota più
attivi nella salvaguardia dei diritti dei lavoratori tra cui quello alla
salute e alla sicurezza.
Tutto questo evidenzia il paradosso di una situazione in cui servizi di
carattere pubblico e sociale vengono esternalizzati ad enti che li
gestiscono con un’ottica privatistica e con crescente inefficienza i quali
di fatto operano poi al di fuori di qualsiasi controllo istituzionale
(inesistente) e popolare.
Di fronte a questa situazione abbiamo deciso di aderire allo Slai Cobas e di
costituirci come cobas all’interno della Cooperativa La Ruota. Non lasceremo
sola la nostra collega e ci batteremo perché ritorni al più presto sul suo
posto di lavoro.
Appoggiamo la scelta dello Slai Cobas di aprire una vertenza legale e di
presentare ricorso al servizio lavoro PAT per il tentativo di conciliazione.
Invitiamo tutti i dipendenti delle  cooperative sociali e tutte le
lavoratrici donne ad opporsi a questa manifestazione di imbarbarimento sul
piano sindacale, etico e culturale.
Ci prepariamo anche a rapportarci a tutte le forze politiche affinché
vengano programmate e realizzate misure di controllo popolare e di
razionalizzazione e concentrazione del settore delle cooperative sociali.

Sebastiano Pira resp. Prov.Le Slai Cobas per la
Rappresentanza Sindacale Aziendale Slai Cobas Cooperativa La Ruota
Slai Cobas Via Solteri 37/1 Trento cell. 3482448231

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Coop. Il Gabbiano di Ravina (TN) : contributi intascati, qualcuno indaghi !!!

Pubblicato da slaicobastrentino su marzo 3, 2010

Continuano a perventire segnalazioni e testimonianze allo Slai Cobas del Trentino secondo cui la Coop. Il Gabbiano (coopertiva di tipo B) di Ravina (TN) assumerebbe lavoratori a tempo indeterminato usufruendo di sostanziosi contributi pubblici per la durata di tre anni. Dopo il terzo anno la Cooperativa Il GAbbiano, sembra non sia un caso visto che i contributi durano tre anni, la Coop. Il Gabbiano  licenziarebbe i lavoratori  o li spingerebbe alle dimissioni.

A molti lavoratori assunti a tempo indeterminato viene fatto credere che ogni anno viene rinnovato loro il contratto ed in questo modo sono i lavoratori stessi che credono che ad un certo punto scada loro il contratto d’assunzione.

SU QUESTE QUESTIONI LO SLAI COBAS CONTINUERA’ AD IMPEGNARSI PER OTTENERE CHIAREZZA E
GIUSTIZIA

(slai cobas trento, cell.3482448231)

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Coop. Il Gabbiano: prosegue la causa di lavoro contro la vergogna del salario ridotto per il lavoratori svantaggiati

Pubblicato da slaicobastrentino su marzo 3, 2010

Prosegue la causa di lavoro indetta contro la Coop.Il Gabbiano di Ravina per imposizione del salario d’ingresso, con relativa retribuzione in entrata al 70% del relativo inquadramento del CCNL,  nei confronti di lavoratori pienamente abili.

LO SLAI COBAS si oppone al salario d’ingresso nelle cooperative d’inserimento lavorativo (cooperative di Tipo B) le quali, in base all’Azione 9, a livello provinciale godono di rilevanti contributi pubblici. 

LO SLAI COBAS TRENTO ORGANIZZA E TUTELA ANCHE I LAVORATORI SVANTAGGIATI  NEL PIENO RISPETTO DELLA LORO PRIVACY (a differenza dei sindacati confederali)            per contatti ed incontri cell. 3482448231

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COOPERATIVE LOMBARDIA, video

Pubblicato da slaicobastrentino su febbraio 3, 2010

Martedì 2 febbraio  2010, ore 20.00 i lavoratori della cooperativa Papavero alla GLS di Cerro Al Lambro iniziano la loro lotta.

Alcuni video inseriti:

http://www.youtube.com/watch?v=bmIW3feigII

http://www.youtube.com/watch?v=nFkwHR3PCP0

http://www.youtube.com/watch?v=1-gdtdyK7tA

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Solidarietà ai lavoratori di Villa Ischia di Riva del Garda dipendenti della Coop. Mimosa

Pubblicato da slaicobastrentino su dicembre 15, 2009

Come educatori di varie cooperative ed enti del privato sociale aderenti ai cobas, desideriamo esprimere la nostra solidarietà ai dieci dipendenti della Cooperativa Mimosa che hanno intentato causa di lavoro contro l’azienda. Non intendiamo entrare nel merito della sentenza depositata il 20 novembre scorso, la quale per altro dà ragione ai lavoratori rispetto a parte consistente delle problematiche da loro sollevate. Siamo anche certi che i lavoratori e la legale di Rovereto che li ha seguiti sapranno valutare la situazione e che un eventuale ricorso in secondo grado potrà riconoscere ulteriormente le ragioni dei lavoratori di Villa Ischia. Ci preme invece sottolineare il seguente quesito: come sia potuto accadere che i responsabili istituzionali delle politiche sociali ed i dirigenti dell’Azienda Sanitaria abbiano evitato, per almeno un decennio, di controllare se la Cooperativa Mimosa ottemperasse realmente alle prescrizioni del capitolato d’appalto che impongono, tra l’altro, che l’Ente gestore applichi integralmente le norme contrattuali vigenti.

Ci sembra del tutto paradossale infatti che aspetti centrali relativi ad una funzione di controllo a carico dell’Ente pubblico vengano di fatto, come nella circostanza, demandati all’intervento ed alla pronuncia del giudice di lavoro venendo così anche ad appesantire il carico, in termini di cause di lavoro, gravante su un organico istituzionale largamente insufficiente.

Ci chiediamo inoltre come mai i sindacati confederali non abbiano coinvolto l’opinione pubblica e con quale logica e spirito civico abbiano potuto ritenere che le problematiche sollevate dagli operatori di Villa Ischia risultassero attinenti ad un semplice conflitto di lavoro e non anche ad una questione generale di controllo pubblico della gestione di servizi sociali d’interesse e rilevanza collettiva.

Vogliamo inoltre sollevare il problema del carattere usurante del lavoro degli educatori che, come nel caso di Villa Ischia, gestiscono servizi residenziali per un’utenza psichiatrica di media ed elevata gravità. Su tutto questo c’è un generale silenzio e disinteresse eppure anche il Testo Unico sulla sicurezza n.81/09 e successive modifiche e integrazioni, evidenzia la necessità di tutelare i lavoratori dallo stress ed indica principi e norme in tal senso.

Per quanto ci riguarda, come cobas-slai del settore, ci impegneremo per far conoscere le problematiche dei lavoratori di Villa Ischia e per fare in modo che Cooperative come la Mimosa siano soggette ad un puntuale controllo pubblico e ad una costante vigilanza democratica da parte della cittadinanza.

Sebastiano Pira

per il coordinamento slai cobas del Trentino dei lavoratori delle cooperative sociali e degli Enti del privato-sociale

Sede di Trento Via Salteri 37/1

Tel.3482448231

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CAUSA DI LAVORO PROMOSSA DAI COBAS CONTRO LA COOPERATIVA IL GABBIANO

Pubblicato da slaicobastrentino su novembre 5, 2009

INIZIATA LA PRIMA CAUSA DI LAVORO PROMOSSA DAI COBAS CONTRO IL CONSIGLIO D’AMMINISTRAZIONE DELLA COOPERATIVA IL GABBIANO

La scorsa settimana si è formalmente avviata la prima causa di lavoro per violazione del Contratto Nazionale ed illeggittimo mancato pagamento di una parte del salario nei confronti di un lavoratore della Coop. Il Gabbiano.
Si tratta del cosidetto “salario d’ingresso” con cui la Coop. Il Gabbiano all’atto dell’asunzione taglia (intascandolo) il 30% del già limitato salario previsto dal Contratto Nazionale per i lavoratori cosidetti svantaggiati assunti con il secondo livello (operai generici).
Ricordiamo che gran parte del salario dei lavoratori svantaggiati dipendenti della Coop. Il Gabbiano è pagato dalla Provincia (Azione 9) e dallo Stato (Legge 381/91).
Lo Slai Cobas si è sempre battuto contro questa forma di supersfruttamento in vigore nella Cooperativa Il Gabbiano e richiede che i lavoratori vengano retribuiti in base a quanto previsto dal livello contrattuale di assunzione.

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INCONTRO PUBBLICO Venerdì 6/11 h 20,30 in sede slai cobas Via Solteri 37/1

Pubblicato da slaicobastrentino su novembre 5, 2009

Venerdì 6/11 h 20,30 in sede slai cobas Via Solteri 37/1

(dietro il negozio “Il Contadino”)

 Incontro pubblico Per discutere :

1) iniziative di solidarietà con il lavoratore svantaggiato oggetto di un vergognoso licenziamento ad opera della Cooperativa Il Gabbiano di Ravina,

2) la necessità di affrontare la situazione di altre Cooperative (come la Coop. Sociale La Ruota) ed Enti del privato sociale in cui i lavoratori subiscono spesso forme di autoritarismo e sfruttamento a fronte di un’assenza pressoché totale di controlli e di una politica di programmazione dell’Ente Pubblico dei servizi per l’utenza,

3) modalità e tempi dell’apertura di un confronto pubblico con l’Ente Pubblico -anche con il coinvolgendo della società civile e della collettività- da concepire con un ottica vertenziale, nel quadro di una tendenza alla diminuzione dei fondi pubblici, volta sia alla valorizzazione di risorse collettive come quelle rappresentati dai lavoratori delle cooperative sociali e dagli operatori del privato sociale sia alla centralizzazione della progettazione dell’offerta dei servizi all’utenza al fine di accrescerne il profilo qualitativo e di abbattere l’attuale situazione di frammentazione dell’offerta.

Invitiamo da subito i lavoratori e tutti gli interessati a partecipare all’incontro di venerdì 6/11 Lavoratori Slai-Cobas

tel.3482448231

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VENERDI’ 16/10 h 20,30 SOLIDARIETA’ CON I LAVORATORI DELLA COOPERATIVA IL GABBIANO

Pubblicato da slaicobastrentino su ottobre 14, 2009

Immagine

VENERDI’ 16/10/09 ore 20,30

INCONTRO PUBBLICO

Sede Slai-COBAS Via Solteri 37/1 TN

Ingresso libero

SOLIDARIETA’ CON I LAVORATORI DELLA COOPERATIVA SOCIALE

IL GABBIANO di Ravina

VALORIZZIAMO I LAVORATORI INVECE DI   DISCRIMINARLI, SFRUTTARLI E ROTTAMARLI

 Per costituire un Comitato di Solidarietà con il lavoratori della Coop. Il Gabbiano

Per formare una rete di solidarietà tra i lavoratori delle Cooperative Sociali e degli enti del privato-sociale

 tutti sono invitati

promuovono: lavoratori dei Cobas della Coop. Il Gabbiano

e di altri Enti del Privato-Sociale

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COOPERATIVA LA RUOTA (TN):CONTINUANO LE CONTESTAZIONI DISCIPLINARI

Pubblicato da slaicobastrentino su settembre 25, 2009

Lo Slai Cobas del Trentino ha promosso vari ricorsi al servizio lavoro chiedendo la convocazione della Commissione di conciliazione per contestare ed impugnare varie contestazioni disciplinari intentate dalla Coop. La Ruota contro nostri associati.

Lo Slai Cobas è intenzionato a contastare sul piano dell’iniziativa sindacale e legale tutte le contestazioni che si rivelino prive di fondamento e quindi di carattere arbitrario e persecutorio.

Difendiamo le libertà sindacali ed opponiamoci all’autoritarismo ed all’arbitrio padronale sui luoghi di lavoro.

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COOP. IL GABBIANO : E’ NECESSARIO UN COMITATO DI SOLIDARIETA’ CON I LAVORATORI

Pubblicato da slaicobastrentino su settembre 25, 2009

La situazione nella Cooperativa il Gabbiano è sempre più insostenibile. Questa cooperativa dopo aver assunto i lavoratori provvede ad applicare l’art.2 del CCNL dei lavoratori delle Coop. Sociali e quindi a ridurre considerevolmente il normale salario previsto dal CCNL per il livello contrattuale d’inserimento.

La Cooperativa il Gabbiano applica ai lavoratori il cosidetto salario d’ingresso, una vera vergogna tenuto anche conto che la stessa Cooperativa usufruisce di rilevanti contributi pubblici per ogni lavoratore inserito.

Ora dopo tre anni d’inserimento questa Cooperativa incomincia a fare pressione sui lavoratori perchè si licenzino, oppure provvede nei modi più disparati a licenziarli (compreso il “licenziamento a voce”) speculando sul fatto che i sindacati confederali si disinteressano della loro tutela ed anzi la ostacolano in vari modi. Dopo tre anni infatti cessano i contributi pubblici per ogni lavoratore inserito a tempo indeterminato e quindi la Cooperativa pensa bene di “accelerare”  le dimissioni dei lavoratori già inseriti per facilitare quell’ingresso di nuovi inserimenti che portano con sè nuovi contributi.

Ricordiamo il caso del lavoratore recentemente licenziato per motivi discriminatori e che oggi è oggetto di iniziativa di difesa sindacale e legale da parte dello Slai-Cobas.

Nei mesi scorsi si è tenuta la “Conciliazione” promossa dallo Slai Cobas presso il Servizio Lavoro della PAT e quindi si è anche aperta la strada per il ricorso legale alla Magistratura del Lavoro.

Di fatto è necessario rompere l’isolamento in cui vivono i lavoratori della Cooperativa il Gabbiano per facilitare la loro organizzazione e mobilitazione sindacale a tutela dei propri diritti più elementari.

Per questo riteniamo vada fatto ogni sforzo per costruire un Comitato di solidarietà con questi lavoratori. E’ necessario che la lotta sindacale di classe contro gli abusi effettuati da questa Cooperativa diventi un caso esemplare per i lavoratori di altre cooperative che vivono in situazioni simili.

Slai-Cobas lavoratori Coop. Sociali del Trentino

Per contatti cell. 3482448231

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Solidarietà ai lavoratori ANFFAS di Bologna

Pubblicato da slaicobastrentino su settembre 22, 2009

PER LA DIFESA DEI DIRITTI E DELLA DIGNITA’ DELLE LAVORATRICI E LAVORATORI DI COOP BOLOGNA INTEGRAZIONE-ANFFAS

Lunedì 28 settembre Sciopero per l’intera giornata delle lavoratrici e dei lavoratori dell’ANFFAS

La RdB/CUB denuncia la politica antisindacale dell’ANFFAS, che in prossimità dello Sciopero del 28 settembre, invia circolari “tragicomiche” nel merito e nei contenuti riguardanti il diritto di sciopero nei servizi minimi essenziali. Queste intimidazioni sono l’ennesimo esempio di come l’ANFFAS aggiri i DIRITTI dei lavoratori sottraendosi ad un serio confronto sindacale. La RdB/CUB ha proclamato per il 28 settembre una Giornata di Sciopero in tutte le strutture della Coop. Bologna Integrazione a m. ANFFAS.

Le lavoratrici e i lavoratori dell’ANFFAS da mesi attendono materialmente gli aumenti e gli arretrati dell’accordo economico per gli anni 2006/09. La ristrutturazione aziendale, sbandierata dall’ANFFAS come un processo necessario di messa a norma e “armonizzazione” per accedere al sistema di ACCREDITAMENTO delle strutture, ha prodotto ad oggi solo: -riduzione del personale -mancata stabilizzazione dei tanti precari che sono sostituiti da lavoratori interinali -decadimento della qualità dei Servizi.

 E’ arrivato il momento che anche i “padroni” del terzo settore si prendano le loro responsabilità!

RdB/CUB Bologna Coop Sociali Terzo Settore

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LA COOP. IL GABBIANO DEVE RITIRARE IL LICENZIAMENTO

Pubblicato da slaicobastrentino su luglio 6, 2009

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2 LUGLIO, PRESIDIO DAVANTI ALLA COOP. IL GABBIANO (RAVINA FRAZ. DI TRENTO)

Pubblicato da slaicobastrentino su luglio 2, 2009

Il due luglio, dalle 7 alle 8 del mattino, si è tenuto un presidio di protesta davanti alla sede di Ravina (Trento) della Coop. Il Gabbiano. Il presidio era organizzato in solidarietà con il lavoratore, cosidetto ‘svantaggiato’, licenziato dalla Coop. Il Gabbiano dopo che il medico aziendale lo sveva definito come “non idoneo” al lavoro di operaio generico. Il lavoratore era impiegato da vari anni nella cooperativa ed era assunto a tempo indeterminato. Si è trattato di un icenziamento illeggittimo e discriminatorio.

Al presidio di solidarietà organizzato dallo Slai-Cobas con l’adesione del PRC di Trento hanno preso parte lavoratori della Coop. Il Gabbiano ed altri lavoratori e cittadini.

INVITIAMO GLI INTERESSATI A METTERSI IN CONTATTO CON LO SLAI-COBAS DEL TRENTINO PER ORGANIZZARE UNA CAMPAGNA DI SOLIDARIETA’ E DENUNCIA PUBBLICA

Trento 2 luglio o9

slaicobastrentino@alice.it                                    cell. 3482448231

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SOLIDARIETA’ AL LAVORATORE LICENZIATO DALLA COOPERATIVA SOCIALE IL GABBIANO DI RAVINA (TRENTO)

Pubblicato da slaicobastrentino su giugno 27, 2009

QUESTO LICENZIAMENTO E’ ILLEGGITTIMO E DISCRIMINATORIO

Il 26 maggio la Cooperativa sociale Il Gabbiano, con sede a Ravina fraz.di Trento, ha licenziato un lavoratore perché il Medico Competente della Cooperativa (del Progetto Salute SRL) lo ha giudicato non-idoneo. Il lavoratore è stato giudicato inidoneo ed è stato licenziato solo perchè è un lavoratore classificato come “lavoratore svantaggiato”. Ma questo lavoratore però è stato inserito al lavoro nella Cooperativa Il Gabbiano proprio perché considerato “lavoratore svantaggiato”. E’ paradossale ed è poco decente che una Cooperativa sociale che per tre anni ha preso rilevanti contributi pubblici provinciali per assumere a tempo indeterminato questo lavoratore abbia preteso, dopo tre anni, di “liberarsene” con il pretesto che quel lavoratore è “svantaggiato”. La Cooperativa Il Gabbiano ha preso soldi pubblici per aiutarlo a trovare un lavoro o, in alternativa, per inserirlo stabilmente nella Cooperativa e invece oggi questo lavoratore, dopo anni di salario ridotto (cosiddetto “salario d’ingresso”) è sulla strada.

Questo lavoratore però non si trova da solo perché si è associato al sindacato dei cobas. Lo Slai-cobas ha aiutato questo lavoratore a presentare opposizione al giudizio di inidoneita’ ed oggi sta impugnando questo licenziamento sul piano legale.

 Lo Slai-Cobas ha accettato di tesserare questo lavoratore ed ha accettato di difenderlo perché pensa che bisogna opporsi alle ingiustizie e perchè pensa che si debbano dare a questo lavoratore delle possibilità

Lo Slai-Cobas ritiene che i lavoratori devono avere una visione collettiva ed una morale sociale e costruttiva per essere in grado di unirsi, di difendersi e di lottare per i propri interessi. 

Molti lavoratori, cosiddetti “lavoratori svantaggiati”, della Cooperativa Il Gabbiano prendono ancora un “salario ridotto” (la vergogna del “salario d’ingresso”) e rischiano anche, dopo tre anni di assunzione, di venire licenziati o mandati via con questo o quel pretesto. Questo significa che la solidarietà con questo lavoratore è anche nell’interesse di tutti i lavoratori della Cooperativa Il Gabbiano. Se la Cooperativa Il Gabbiano, dopo tre anni, licenzia i “lavoratori svantaggiati” allora lo SLAI-COBAS da adesso in poi chiederà che la Cooperativa restituisca all’ente pubblico i soldi che in questi tre anni ha preso per questi lavoratori. Basta con l’uso spregiudicato dei contributi pubblici. E’ necessario che l’Ente Pubblico e la Magistratura vigilino di più su certe “Cooperative”.

LA COOP. IL GABBIANO DEVE RITIRARE IL IL LICENZIAMENTO E DEVE RESTITUIRE I SOLDI PUBBLICI PRESI IN TRE ANNI PER QUESTO LAVORATORE

 

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TRENTO : COOPERATIVA LA RUOTA, ADESSO BASTA !!!

Pubblicato da slaicobastrentino su maggio 15, 2009

 La Cooperativa La Ruota di Trento insiste nel somministrare pesanti sanzioni disciplinari per motivi futili, inconsistenti o addirittura pretestuosi. Una Cooperativa sociale per di più operante in prevalenza con soldi pubblici dovrebbe dare l’esempio valorizzando il ruolo, la partecipazione e l’apporto dei soci-lavoratori e dei dipendenti. E’ evidente che altrimenti vene a mancare quella serenità e quello spirito di collaborazione che sono condizioni necessarie per un servizio all’altezza delle necessità di un’utenza inabile.

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MILANO, COOPERATIVE SOCIALI: SPERIAMO CHE LA CORDA SI SPEZZI

Pubblicato da slaicobastrentino su maggio 6, 2009

Sono pochi ormai a credere che le cooperative sociali hanno veramente uno scopo mutualistico e che si preoccupano dei bisogni e delle esigenze dei loro associati, è chiaro che sono associazioni con scopi lucrativi sfruttando proprio chi dovrebbero emancipare.

Le socie e i soci lavoratori della cooperativa Kcs, vivono questi disagi da anni, la difficoltà ad organizzare iniziative di lotta hanno portato al consolidamento di una situazione lavorativa difficile da sopportare.

SLAI COBAS KCS

Leggi tutto CLIKKA sul file pdf:    speriamo-che-la-corda-si-spezzi

 

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BASTA SOLDI PUBBLICI ALLE COOPERATIVE SOCIALI CHE SFRUTTANO I LAVORATORI

Pubblicato da slaicobastrentino su maggio 4, 2009

Contro il salario d’ingresso nelle Cooperative Sociali

Il caso della Cooperativa il Gabbiano di Trento è indicativo di una situazione più generale. Il salario d’ingresso è una forma di ultra-sfruttamento dei lavoratori cosidetti svantaggiati. In altre regioni e città, l’amministrazione pubblica pone, come condizione delle convenzioni d’inserimento lavorativo stipulate con le cooperative sociali, la clausola che non vengano applicate forma di discriminazione o di supersfruttamento come il salario convenzionale o il salario d’ingresso. Nel caso della provincia di Trento questo invece non avviene. Con il salario d’ingresso i lavoratori vengono inseriti al 70% del salario previsto per il secondo livello CCNL. Ora risulta particolarmente grave che grazie all’Azione 9 la Provincia Autonoma di Trento [PAT] elargisca rilevanti contributi alle cooperative sociali operanti nell’insertimento lavorativo (spesso si tratta di vere e proprie imprese e non a caso giuridicamente sono spesso assimilate alle cooperative di produzione e lavoro).

CLIKKA qui sotto per leggere il parere tecnico (3 pagine) dello Slai-Cobas circa l’illegittima applicazione del salario d’ingresso nella Cooperativa Il Gabbiano di Trento:

contro-il-salario-dingresso-nella-cooperativa-il-gabbiano-di-trento

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DIRITTO A CONOSCERE CON CONGRUO ANTICIPO I TURNI DI LAVORO

Pubblicato da slaicobastrentino su aprile 3, 2009

Un importante sentenza della Cassazione stabilisce che i lavoratori hanno diritto a conoscere il proprio turno di lavoro con congruo anticipo. Di fatto in varie situazioni (cooperative sociali, case di riposo, sanità, ecc) questo non sempre avviene.

Questa sentenza evidenzia l’illegalità delle turnazioni jolly stabilite per far ricadere sui lavoratori l’onere di dover assicurare una copertura dei turni congrua con l’oggetto del lavoro. Ricordiamo che è l’imprenditore o l’amministrazione a dover sostenere il rischio d’impresa e quindi a dover approntare un adeguato organico assumendo un numero di lavoratori sufficiente.

Clikka il seguente file pdf:

cassazione-14668-21-05-08-turni-di-lavoro

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LO SFRUTTAMENTO NELLA COOPERATIVA IL GABBIANO [Trento]

Pubblicato da slaicobastrentino su marzo 27, 2009

COOPERATIVA IL GABBIANO [Trento]

La situazione, in questa cooperativa d’inserimento lavorativo, è caratterizzata dalla presenza di un salario d’ingresso che danneggia fortemente i lavoratori in quanto prevede che il lavoratore assunto venga retribuito con un taglio del 30% del salario rapportato alla normale retribuzione di un secondo livello.

Ricordiamo che il “salario d’ingresso”, nelle forme con cui viene generalmente applicato nelle cooperative sociali non è previsto dalle vigenti normative, è che solo l’art.2 del CCNL dei lavoratori delle Cooperative Sociali lo prevede a determinate condizioni. I contratti sottoscritti dai sindacati confederali spesso peggiorativi delle stesse leggi che di per sè non rappresentano certo gli interessi dei lavoratori.

La Cooperativa Il Gabbiano riceve rilevanti contributi provinciali per ogni lavoratore inserito a tempo determinato. Questi contributi durano tre anni. Alla fine del terzo anno la Cooperativa Il Gabbiano tende a disfarsi di questi lavoratori.

Spesso i lavoratori sono costretti a lavori pesanti e nocivi, anche nel caso di lavoratori affetti da invalidità o rilevanti patologie.

Si rileva un uso improprio delle contestazioni disciplinari e spesso vengono effettuate contestazioni disciplinari per futili motivi

Lo Slai Cobas è presente nella cooperativa.

Lo Slai Cobas organizzato volantinaggi davanti allo stabilimento della Cooperativa Il Gabbiano, ha presentato segnalazioni all’ispettorato del lavoro e alla medicina del lavoro, ed ha richiesto un’interrogazione in consiglio provinciale.

Ha inoltre difeso lavoratori “licenziati a voce” facendondoli rientrare sul lavoro.

Sta infine avviando delle cause contro la Cooperativa Il Gabbiano per la questione delle modalità di introduzione del salario d’ingresso.

 

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LA SITUAZIONE NELLA COOPERATIVA LA RUOTA [TRENTO]

Pubblicato da slaicobastrentino su febbraio 22, 2009

 La Cooperativa effettua servizio di trasporto dei disabili. I lavoratori (autisti-accompagnatori) sono tenuti a svolgere vari turni di jolly non previsti dal contratto di settore. Durante il turno di jolly il turno viene spezzato addirittura in tre. Inoltre durante i periodi di jolly i lavoratori vengono a conoscenza del proprio turno di lavoro solo il giorno prima o addirittura la stessa mattina dell’entrata in turno. Spesso non vengono garantite le 11 ore di riposo tra un turno e altro. Si rilevano problemi di comunicazione tra la direzione ed i lavoratori ed un numero elevato di contestazioni disciplinari prive di fondamento. Un capitolo specifico riguarda la questione della salute e della sicurezza dei lavoratori. Lo Slai Cobas, presente nella cooperativa, è impegnato ad aprire vertenze su questi problemi.

 

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SERVIZI PER UTENZA PSICHIATRICA: LO STRESS E’ MOTIVO D’INFORTUNIO

Pubblicato da slaicobastrentino su gennaio 29, 2009

Riportiamo una notizia importante per i tanti operatori ed educatori che operando nel campo dell’assistenza e della riabilitazione sono costantemente a contatto con un utenza che spesso presenta problematiche psichiatriche anche rilevanti. L’Inail ha riconosciuto che lo stress può essere causa d’infortunio. In questo caso si è trattato di uno psichiatra, ma è ovvio che se vale per uno come lui deve a maggior ragione valere per i lavoratori che, spesso in stato di rilevante abbandono, subiscono l’onere maggiore del disagio lavorativo.

Slai Cobas del Trentino

CLIKKA qui sotto per leggere il pdf:

inail-lo-stress-e-motivo-dinfortunio

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CCNL cooperative sociali 2004

Pubblicato da slaicobastrentino su maggio 11, 2008

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CCNL lavoratori Coop Sociali 2004

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Difendere la sicurezza degli operatori sanitari, degli educatori e degli OSA/OSS

Pubblicato da slaicobastrentino su maggio 4, 2008

Nel 2007 l’allora Ministero della salute diramava un documento (in 15 pagine) intitolato “Raccomandazioni per prevenire gli atti di violenza a danno degli operatori sanitari”. Si tratta di un materiale utile sotto certi profili perché dà comunque il senso di una necessità di fondo, quella relativa alla tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori che operano nel campo sanitario, educativo, socio-assistenziale, terapeutico-riabilitativo ecc. Si tratta di lavoratori che quotidianamente sono spesso costretti ad operare in condizioni di pericolo.

Come slai-cobas ricordiamo che i lavoratori hanno diritto ad essere tutelati e quindi  a richiedere condizioni di lavoro sicure alle imprese, alle cooperative ed alle amministrazioni ecc. da cui dipendono.

 CLIKKA qui sotto per leggere il documento :

raccomandazioni-per-prevenire-atti-di-violenza

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SCIOPERO DEL 4 APRILE : NON SOLO PER IL CONTRATTO !

Pubblicato da slaicobastrentino su aprile 1, 2008

 

BASTA CON I SALARI DA FAME

 

BASTA CON GLI AUMENTI FASULLI, CON LA FLESSIBILITA’ E LA PRECARIETA’

 

BASTA CON LE COPERTURE ALLE CENTRALI COOPERATIVE

 

Oggi le centrali cooperative rifiutando di pagare due anni dei, pur miseri, incrementi  contrattuali previsti, stanno arrivando di fatto ad una inaudita disdetta e messa in discussione dello stesso contratto nazionale del settore.La situazione economica e contrattuale dei 250.000 lavoratori delle cooperative di Tipo A e di Tipo B del settore è drammatica, ma i sindacati CGIL, CISL e UIL, sono stati parte attiva nel creare questa condizione.

 

Prima di tutto hanno sancito una contrattazione specifica per i lavoratori delle cooperative sociali, largamente peggiorativa, per i lavoratori del settore, questo invece di assumere come punto di riferimento i contratti nazionali dei servizi socio-assistenziali e sanitari privati e pubblici.

Poi nel corso degli anni hanno proposto e firmato per i lavoratori delle cooperative sociali dei contratti nazionali e di secondo livello che sono i diretti responsabili della flessibilità, della precarietà, dei salari da fame e del furto delle liquidazioni (TFR dato ai fondi pensioni speculativi) e delle pensioni dei lavoratori del settore.

Infine il contratto nazionale dei lavoratori delle cooperative sociali è scaduto dal dicembre 2005 ma CGIL-CISL-UIL hanno presentato una (pessima) piattaforma di rinnovo per l’avvio della trattativa solo 15 mesi dopo !

 

 In questa piattaforma si prevedono aumenti miseri del tutto inadeguati di fronte all’aumento dei prezzi e del costo della vita. In questa piattaforma si sanciscono ed accentuano tutti gli istituti che permettono alle centrali cooperative di flessibilizzare e precarizzare il lavoro ed, in nome della professionalità, si prevedono ulteriori divisioni in livelli e sotto-livelli che spezzeranno i già scarsi legami di solidarietà e condivisione esistenti tra i lavoratori del settore e creeranno ancora più opportunismo, passività, individualismo, corruzione, divisione e meschina competizione per poche lire in più.

 

Le centrali cooperative tramite i processi di privatizzazione dei servizi assistenziali, educativi, scolastici e socio-sanitari, gestiscono nelle grandi città il 60% dei flussi di denaro pubblico che costituiscono la spesa sociale. Questa perversa gestione dei flussi della spesa pubblica rappresenta un momento della spartizione dello Stato e dei servizi privatizzati tra i due grandi blocchi sociali e politici padronali e parassitari di centro-destra e di centro-sinistra responsabili dello sfruttamento, dell’oppressione e del lento ma inesorabile dissanguamento di milioni e milioni di lavoratori, giovani, precari e disoccupati. In questa spartizione i sindacati confederali sacrificano anche gli interessi dei lavoratori delle cooperative sociali a quelli dello schieramento politico e sociale padronale ed antipopolare di governo rappresentato dal centro-sinistra.

 

 E’ necessario usare la giornata del 4 aprile per iniziare a costruire anche in Provincia di Trento una difesa effettiva dei lavoratori del settore.

 

Negli asili della Provincia di Trento gestiti dalle cooperative sociali insieme ai salari da fame dilagano brutali processi di precarizzazione e flessibilizzazione degli orari di lavoro che invadono, logorandone la salute fisica e psichica, l’intera esistenza delle lavoratrici e dei lavoratori  addetti alla gestione dei servizi. Nelle cooperative di Tipo B della Provincia di Trento viene spesso applicato l’ignobile istituto (non previsto da nessuna norma di legge ed inventato –vedi art. 2 del CCNL- dai sindacati confederali al servizio delle centrali cooperative) del “Salario d’ingresso” con cui all’atto dell’assunzione si parte con il salario del primo livello contrattuale tagliato del 30%. Nei servizi domiciliari, nelle residenze per utenza psichiatrica, nei centri per i minori, della Provincia di Trento ecc. per risparmiare sul costo del lavoro e sulle assunzioni si richiedono e s’impongono ai lavoratori cumuli di compiti e mansioni, non solo appartenenti ai livelli contrattuali inferiori a quelli d’assunzione, ma anche a quelli superiori.  In generale poi ovunque la salute e la sicurezza dei lavoratori del settore viene scarsamente tutelata o addirittura ignorata.

 

 

I cobas lavorano nel trentino per organizzare e difendere i lavoratori del settore delle cooperative sociali con volantinaggi di sensibilizzazione e denuncia, con cause legali, con articoli sui giornali, con le interrogazioni in cosiglio provinciale, con esposti all’ispettorato del lavoro e alla medicina del lavoro. Chi e’ deluso dai silenzi, dalla passivita’, dagli attendismi, dalle complicita’ dei sindacati confederali ha un’alternativa quella di  opporsi, auto-organizzarsi, contattare lo slai-cobas, scrivere a tnslai@tin.it, slaicobastrentino@idenprolet.org, telefonare al numero dello slai-cobas educatori del trentino 3482448231, recarsi alla sede provinciale di Trento dello slai-cobas in via orti 24 (angolo Piazza Fiera, Via Mazzini) .

 

Lo Slai-cobas fornisce gratuitamente ai lavoratori delle cooperative sociali

anche supporto sindacale e informazioni sui loro diritti ed  in materia di salute e sicurezza

 

 

SLAI-COBAS DELLE COOPERATIVE

 

SOCIALI DEL TRENTINO

 

 

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Comunicato Stampa IL MESTIERE DELL’EDUCATORE

Pubblicato da slaicobastrentino su giugno 8, 2006

 

Il mestiere dell’educatore, nelle strutture per utenza psichiatrica appaltate e accreditate al privato sociale, è complesso e contraddistinto da precise responsabilità.

La professione dell’operatore e dell’educatore richiedono specifiche motivazioni, attitudini e professionalità mentre sotto vari profili comportano un carico lavorativo non indifferente.

Proprio per questo è necessario che le cooperative sociali che gestiscono queste strutture, siano esse residenziali o centri diurni o laboratori protetti, guardino sempre ben oltre il ristretto orizzonte relativo agli interessi economici aziendali ed all’accaparramento dell’utenza.

Per assicurare una buona qualità del servizio per l’utenza, per i familiari della stessa, per l’ente pubblico e per la comunità, è però necessario tutelare e salvaguardare la professionalità e il diritto alla salute ed alla sicurezza di operatori e educatori psichiatrici.

Da diversi anni a questa parte si assiste invece ad un continuo peggioramento della situazione salariale e delle condizioni di lavoro, questo mentre il diritto alla salute ed alla sicurezza dei dipendenti viene sempre più ignorato.

In questo quadro il lavoro diventa usurante e il compito del mantenimento di una decente qualità del servizio per l’utenza è fatto ricadere quasi completamente sul personale dipendente. La crescente flessibilità, l’introduzione massiccia di lavoratori con contratto a tempo  determinato, l’uso spregiudicato dei volontari, le reperibilità, l’onere e la responsabilità relative alla somministrazione dei farmaci all’utenza, il lavoro notturno spesso non pagato, ecc., tutto questo ed altro ancora mortifica ed umilia il lavoratore.

In questo quadro c’è da registrare come la contrattazione invece di rappresentare un’occasione per la salvaguardia e la tutela del lavoratore, sul piano della valorizzazione della professionalità e della salvaguardia del suo diritto alla salute ed alla sicurezza, si stia trasformando in un ulteriore passaggio volto all’abbattimento dei diritti dei lavoratori che ormai diventano un capro espiatorio su cui ricadono buona parte delle conseguenze dei processi di privatizzazione della sanità.

Si assiste cosi in provincia a situazioni in cui le cooperative sociali si mettono d’accordo con i sindacati confederali per arrivare all’imposizione di contratti aziendali che si sovrappongono ai vigenti contratti nazionali e provinciali di settore.

Emulando un recente accordo dei chimici che consente alla contrattazione aziendale di derogare in peggio rispetto ai contratti nazionali certe cooperative sociali procedono alla stipulazione di contratti aziendali che scaricano su lavoratori ulteriori oneri, rischi e responsabilità.

Questi contratti aziendali, in assenza di RSU che non si vogliono e che si osteggiano nonostante siano le uniche legittimate alla contrattazione aziendale, sono introdotti con metodi golpisti.

Con riunioni ristrette e gestite con metodi discriminatori che si tengono al chiuso di qualche sede sindacale s’impongono risibili votazioni per far approvare ai lavoratori contratti già decisi tra la cooperativa ed il funzionario sindacale di turno. Con tre o quattro voti favorevoli, magari su un arco di 30 o 40 lavoratori effettivamente assunti ed impiegati, si fanno approvare i contratti ai lavoratori.

E’ sempre più evidente che dalle cooperative sociali alla sanità, dalla scuola all’ente pubblico, dal commercio all’industria, ecc. i lavoratori sono oggi privi di un proprio sindacato perché quello che avevano prima è passato dall’altra parte. In questo quadro solo i cobas costruiti dagli stessi lavoratori nell’ambito degli esistenti sindacati autorganizzati possono rappresentare una reale salvaguardia degli interessi dei lavoratori.

 

Andrea Dalsasso

per la RSA Slai-Cobas della Cooperativa Gruppo 78 di Volano

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GLI ATTACCHI ALLA LEGGE BASAGLIA E L’USO ANTIPOPOLARE DELLA PSICHIATRIA

Pubblicato da slaicobastrentino su febbraio 11, 2005

 

 In questi anni centro-destra e centro-sinistra stanno proponendo,  per quanto riguarda il problema di della stima dell’utenza sul versante psichiatrico, una quantificazione che si aggira intorno al 20 / 25 % della popolazione, al 40 % delle famiglie ed al 10 % degli alunni delle scuole materne, di quelle elementari e medie (1).

Nella valutazione del disagio psichico vengono considerate una pluralità di voci che vanno dalle sintomatologie psicotiche vere e proprie alle tossicodipendenze, alla depressione, all’ansia, ai disturbi nell’alimentazione. Persino le ammissioni relative a situazioni e vissuti di stress in ambito familiare o lavorativo sono recepiti come indice di sintomatologie indicatrici di disagio mentale. Sempre più l’uso di alcolici ed il fumo di sigarette vengono definiti in ambito psichiatrico come ‘alcolismo’ e ‘tabagismo’. Per quanto riguarda la scuola sono in cantiere disegni di legge[i] per considerare l’ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività), la dislessia, la disgrafia (la scrittura poco chiara e non allineata), la discalculia (lentezza nel fare i calcoli, non conosce bene le tabelline) come indicative d disturbi neuropsichiatrici [ii].

Questa dilatazione abnorme del bacino dell’utenza reale e potenziale del servizio  psichiatrico è pienamente in linea con analoghi processi volti a introdurre su larga scala  figure professionali come quelle dello psicologo oltre che in tutti i gradi scolastici anche negli ambienti di lavoro, dai servizi pubblici in via di privatizzazione, alle supervisioni dei cosiddetti lavori di equipe e più in generale ai processi formativi e gestionali nell’ambito di  tutti quei lavori che richiedano un certo grado di  cooperazione a livello  relazionale.

leggi tutto il documento (4 pagine)
CLIKKA QUI sul file Pdf : gli-attacchi-alla-legge-180_2006

 

  

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CONTRO LA LEGGE BURANI CHE ISTITUISCE I NUOVI MANICOMI

Pubblicato da slaicobastrentino su ottobre 23, 2001

CONTRO LA LEGGE BURANI CHE ISTITUISCE I NUOVI MANICOMI E CHE LIMITA POTENZIALMENTE LE LIBERTA’ DI OGNUNO DI NOI!

In questi giorni è in discussione alla Camera la Legge Burani presentata da Forza Italia e sostenuta dal governo: questa legge reintroduce i manicomi nel nostro paese, una vera controriforma della Legge 180 di Basaglia.

1. Si prevede l’istituzione di strutture per utenti psichiatrici (denominate SRA) contenenti sino a 50 posti-letto.

2. Istituisce per ogni 100.000 abitanti 80 posti letto in questo tipo di strutture.

3. Le SRA verrebbero gestite anche da istituti e associazioni private.

4. Nelle SRA verrebbero convogliati sia utenti dei manicomi giudiziari, sia utenti giudicati “incurabili” o, ancora, utenti che necessitano di “interventi riabilitativi non erogabili a domicilio” ecc.

5. Per gli utenti è prevista la cosiddetta “ergo-terapia”, cioè il “lavoro”, sostanzialmente obbligatorio, concepito come strumento di “cura”. cioè la pseudo-teoria per cui “i malati di mente” rinchiusi in apposite strutture possono trarre giovamento da ore di lavori ripetitivi.

6. La legge prevede anche nuove forme di TSO (trattamento sanitario obbligatorio).

 

Si tratta dell’istituzione di veri e propri nuovi manicomi. La legge Burani vuole sancire l’abbandono relazionale e umano dell’utente, rinchiuso e controllato nei nuovi ghetti. La legge Burani se verrà approvata produrrà nuove forme di sofferenza e di disagio, favorirà nuove forme di “pazzia”, determinerà nuovi enormi costi umani e sociali.

LA CHIUSURA PROGRESSIVA DELLE CASE-FAMIGLIA E GRUPPI-APPARTAMENTO

Il numero di 80 posti per le SRA previsti ogni 100.000 abitanti è tale che, coniugandosi con la privatizzazione della sanità e i tagli alle spese sociali, imporrà di fatto, via via, la chiusura delle case-famiglie e delle comunità aperte, forme a partire da cui, tra mille limiti e problemi, si sono comunque realizzati o tentati percorsi di reinserimento sociale.

SCOMPARIRANNO ANCHE GLI EDUCATORI, OPPURE SARANNO COSTRETTI A FARE I CONTROLLORI.

Ma già ora vediamo in diverse regioni l’avvio di residenze “adattabili” a questi nuovi manicomi, siamo già di fronte a un’applicazione preventiva della legge Burani.

TUTTI MENO LIBERI!

Chiunque avrà delle difficoltà personali, se capiterà sotto le grinfie sbagliate, sempre più diffuse con i tempi che corrono, correrà il rischio di venire rinchiuso nei nuovi manicomi o esser costretto all’assunzione obbligatoria di psicofarmaci depersonalizzanti e dagli effetti devastanti.

Discriminazioni, diminuzione dei diritti e delle libertà, de-socializzazione, alienazione, vanno di pari passo con i processi di privatizzazione volti a ridurre al minimo le spese per i bisogni sociali.

Con le tasse si prelevano centinaia di migliaia di miliardi dalle tasche dei lavoratori, tutti questi soldi servono a finanziare gli interessi e i profitti industriali e finanziari, a pagare nuovi armamenti, a preparare nuove guerre, a istituire nuovi manicomi. Tutto questo mentre peggiorano sempre di più le condizioni di vita e di lavoro di milioni di persone e mentre si devastano i servizi sociali pubblici.

CONTRO UNA SOCIETA’ INGIUSTA E DISCRIMINATORIA CHE PRODUCE GUERRE E MANICOMI!

CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE DELLA SANITA’ E DEI SERVIZI SOCIALI!

Cobas-Slai Educatori CUB Scuola RdB Cooperative Sociali RdB ANFFAS

 

tnslai@tin.it

Cip.tn V.Orti 24

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