SLAI COBAS TRENTINO ALTO ADIGE

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    Cari Compagni ed Amici Abbiamo cercato di impostare il blog in modo da contribuire all’informazione, alla denuncia di particolari situazioni lavorative, alla formazione, alla solidarietà di classe. In questo senso abbiamo voluto concepire il blog come uno strumento al servizio della difesa dei proletari e dei lavoratori ed abbiamo cercato in queste prime settimane di pubblicare materiali (notizie, volantini, documenti ecc.) che potessero servire a sviluppare idee, competenze, organizzazione ed opposizione. Pensiamo che il blog se da un lato deve porsi al servizio di un processo collettivo, dall’altro a sua volta deve venire costruito in un processo collettivo. Un blog di questo tipo ha tanto maggiore senso quanto più contribuisce a stimolare e valorizzare la partecipazione e gli apporti del compagni e dei lavoratori. Non viviamo più nel ventesimo secolo e questo vuol dire che i lavoratori hanno orami accumulato enormi competenze nei campi più disparati, il problema è che queste conoscenze vengono prevalentemente coltivate in modo individuale e spesso individualistico, non vengono socializzate e tradotte in un processo costituente di una nuova collettività. Senza cultura proletaria non ci può essere un reale movimento di trasformazione sociale e politico, ma questa cultura non va inventata dal nulla, quanto costruita attraverso un processo di generazione collettiva. Una cultura innovativa capace di unificare e ricomporre i lavoratori può diventare una forza in grado di cambiare il mondo. Per quanto ci riguarda vi chiediamo di costruire il blog insieme a noi rendendolo tra l’altro uno strumento utile per la difesa dei lavoratori. Tramite il blog altri lavoratori potranno entrare in rapporto con lo slai cobas del Trentino scegliendo liberamente il livello di questo rapporto. Apposite pagine del blog sono quindi destinate alla pubblicazione, alla segnalazione ed alle denunce, alle richieste d’informazione ecc. Ormai i blog stanno diventando un mezzo di comunicazione e di dibattito capace di concretizzarsi nella formazione di reti di relazioni, iniziative collettive e movimenti. Speriamo di non essere da meno di tanti politici di potere, di tanti servi intellettuali e vip, di tanti esponenti di una ‘sinistra’ marcia. Tutte queste bande di privilegiati e parassiti usano utilmente il web vecchio e nuovo al servizio degli interessi di una parte ristretta della società. Spetta ai proletari, ai lavoratori ed agli strati popolari usare tutti i mezzi di comunicazione in modo competente e creativo al servizio degli sfruttati.
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Archivio per la categoria ‘COMITATO SOLIDARIETA’ CON MASSIMO SIGHEL’

LA VICENDA DI MASSIMO SIGHEL: E’ POSSIBILE RESISTERE CONTRO I LICENZIAMENTI E CONTRO I PADRONI DEL PORFIFDO !

Pubblicato da slaicobastrentino su novembre 9, 2010

COMUNICATO STAMPA

 CONCLUSA LA VICENDA DI MASSIMO SIGHEL: E’ POSSIBILE RESISTERE CONTRO I LICENZIAMENTI E CONTRO I PADRONI DEL PORFIFDO !

Il 12 ottobre si è conclusa positivamente, con un accordo tra le parti, la causa di lavoro promossa da Massimo Sighel operaio del settore del porfido e presidente dell’ASUC di Miola. La Tecnoporfidi aveva licenziato Massimo Sighel nell’ottobre del 2008. La vicenda aveva avuto caratteri di particolare pesantezza che erano andati sommandosi al licenziamento. Oggi a distanza di due anni dopo alcune udienze la Ditta ha provveduto ad avanzare un’ennesima proposta conciliatoria che, questa volta, andava in gran parte incontro alle richieste risarcitorie avanzate da Massimo Sighel per il licenziamento ed ulteriori vari danni. Nel novembre del 2008, in seguito al licenziamento di Massimo, si era costituito il nostro comitato appunto il “Comitato di solidarietà con Massimo Sighel, contro il Mobbing e contro i licenziamenti nel settore del porfido”. Nel corso di questi ultimi due anni il comitato ha promosso varie iniziative di sensibilizzazione con raccolte firme, volantinaggi, assemblee, presidi ecc. In particolare va ricordata la riuscita assemblea di Lona dell’ottobre 2009 contro i licenziamenti e le discriminazioni verso i lavoratori e contro il furto e la gestione privatistica dei beni comuni (risorsa porfido, ambiente locale ecc). Un’assemblea che appunto aveva visto la presenza di un centinaio di partecipanti tra lavoratori, amministratori e rappresentanti politici e sindacali. Di fronte alla crisi del settore del porfido il nostro comitato si era anche fatto promotore di una proposta di “Contratto di solidarietà” e di una prospettiva di riorganizzazione del settore su una base razionale ed orientata alla concentrazione delle proprietà e delle produzioni, alla lotta contro gli interessi particolaristici e parassitari delle aziende del porfido, alla soppressione di quell’ “artigianato” che si rivela forma di supersfruttamento di lavoratori falsamente autonomi, e, nel complesso, orientata alla salvaguardia sia degli interessi dei lavoratori che di quelli delle comunità locali comprensivi della tutela dell’ambiente e dell’uso dei beni comuni. Oggi con la conclusione più che favorevole della vicenda di Massimo Sighel possiamo considerare concluso il nostro compito ed esaurite alcune tra le principali ragioni della nostra stessa esistenza come Comitato, per questo abbiamo deciso di chiudere il nostro blog e di scioglierci, sicuri che le varie componenti di lavoratori che hanno costituito il nostro comitato troveranno il modo, eventualmente insieme, o lavorando in ambiti e forme differenziate, di continuare a battersi contro i licenziamenti nel settore porfido ed in funzione degli interessi dei lavoratori del settore e delle collettività locali. In sintesi questa vicenda ha dimostrato come sia stato possibile coniugare in modo vincente l’iniziativa collettiva di solidarietà e sensibilizzazione con la battaglia legale. Pensiamo di aver costruito una piccola esperienza-modello che può oggi essere utilmente generalizzata nella lotta contro i licenziamenti. Pensiamo anche che la nostra esperienza abbia dimostrato in modo inconfutabile l’inerzia, l’inconcludenza e l’arrendevolezza dell’operato dei sindacati confederali i quali si sono opposti alla nostra proposta di “Contratto di solidarietà” senza essere stati in grado di proporre delle alternative, senza aver mai affrontato la lotta contro i licenziamenti in modo collettivo e senza nemmeno essere stati in grado di portare avanti in modo minimamente soddisfacente alcune, peraltro isolate, vertenza individuali.

Comitato di Solidarietà con Massimo Sighel, contro il Mobbing e contro i licenziamenti nel settore del porfido comitatosolidarietams@gmail.com

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SOLIDARIETA’ E SOSTEGNO ALL’ASUC DI LASES E AI LAVORATORI A RISCHIO DI LICENZIAMENTO

Pubblicato da slaicobastrentino su settembre 18, 2010

SOLIDARIETA’ E SOSTEGNO ALL’ASUC DI LASES

E AI LAVORATORI A RISCHIO DI LICENZIAMENTO

Per vedere sindacati e lavoratori del porfido in piazza, è stata necessaria la presenza dei rappresentanti di confindustria locale.

In questi ultimi anni, con più di duecento licenziamenti e cassa integrazione per l’intero settore, le Organizzazioni Sindacali hanno scelto la strategia degli accordi tra le parti basati esclusivamente sulla possibilità di ottenere delle indennità, piuttosto che quella di affrontare collettivamente la questione attraverso un’ampia mobilitazione per difendere il lavoro.

Paradossale manifestazione, quella svoltasi a Lases mercoledì 15 settembre dove i rappresentanti delle aziende Stenico e Caresia minacciavano licenziamenti, con al loro fianco i “destinati” che reclamavano lavoro all’ASUC.

In tutta la vicenda sono coinvolti diversi soggetti, ognuno con le proprie responsabilità; vediamo i “confindustriali” ed il comune di Lases, supportati dalla PAT, alleati per eliminare qualsiasi ostacolo all’uso indiscriminato delle risorse di proprietà collettiva.

L’ASUC, lo ricordiamo, è proprietaria sia formalmente che sostanzialmente della risorsa porfido, una proprietà collettiva, di tutti, e proprio per questo un bene che va tutelato e non svenduto per pochi miserabili euro a chi continua a minacciare licenziamenti e ad essere inadempiente rispetto agli impegni sottoscritti.

Come ricorda anche il sindaco di Lona Lases, sei ditte concessionarie hanno già esaurito i volumi di scavo previsti nei rispettivi piani di coltivazione.

Rispetto a tutto questo, ci sembra che la posizione assunta oggi dall’ASUC di Lases, sia quella che tutela maggiormente gli interessi delle comunità locali e per questa ragione ci sentiamo di condividerla.

Pensiamo che vada affermato con forza che a chi attua licenziamenti, si debba rispendere con la revoca della concessione, come peraltro previsto dagli impegni occupazionali assunti dalle aziende all’atto della sottoscrizione della concessione.

Questa, dovrebbe essere anche la posizione delle Organizzazioni sindacali che, invece di prestarsi a squallide strumentalizzazioni da parte del padronato, dovrebbero spingere perché siano rispettati fino in fondo i vincoli e le regole già oggi esistenti.

Se nei dieci giorni di tempo che le aziende hanno ottenuto come aggiunta ulteriore alla precedente proroga di tre mesi, i concessionari non ottempereranno a quanto previsto dalla richiesta di sgravio dell’uso civico, l’Amministrazione comunale dovrebbe procedere con la revoca immediata delle concessioni e la messa all’asta dei lotti prevista dalla legge del settore, garantendo così ai dipendenti continuità di lavoro (seppure con eventuali nuovi concessionari).

Accusare oggi le ASUC di irresponsabilità, è del tutto fuori luogo considerando che ci sono stati tempi e modi per risolvere la cosa.

I veri irresponsabili sono coloro che, per il rischio di vedersi aumentati gli irrisori canoni di affitto, non esitano a minacciare o mettere in atto licenziamenti, insieme con tutti quelli che si prestano a questo sporco gioco.

Alcune proposte che abbiamo già avanzato per far fronte alla situazione del settore

Avviare immediatamente nei tempi tecnici necessari ad una riorganizzazione del settore secondo la logica dei macrolotti e procedere subito dopo alla messa all’asta dei lotti pubblici.

Per far fronte alla crisi ed ai licenziamenti costringere le aziende all’assunzione completa di tutta la filiera produttiva con proprie maestranze; revocare le concessioni alle ditte inadempienti per metterle in via prioritaria e senza canone a disposizione dei lavoratori licenziati.

Adottare il contratto di solidarietà che, agendo sul meccanismo del cottimo, imponga alle aziende gli oneri derivanti dal mantenimento della manodopera senza scaricarlo sulla collettività attraverso gli ammortizzatori sociali.

Valle di Cembra- Piné settembre 2010

Comitato in solidarietà con Massimo Sighel

www.comitatosolidarietams.wordpress.com contatti: comitatosolidarietams@gmail.com

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PORFIDO E NUOVI PADRONI (comunicato stampa)

Pubblicato da slaicobastrentino su settembre 18, 2010

PORFIDO E NUOVI PADRONI

Vogliamo intervenire sulla situazione del settore porfido, in particolare
per quanto riguarda i termini imposti dalla Provincia perché le
Amministrazioni Comunali definiscano, finalmente in maniera precisa, la
durata delle concessioni in atto.
Quanto previsto dalla Legge Provinciale che regolamenta il settore, e cioè
che i lotti pubblici siano messi all’asta, (su questo ricordiamo che è stata
aperta una procedura di infrazione da parte dell’UE) è descritto da buona
parte dell’imprenditoria (e non solo) come la fine del mondo;
Quasi come se, dopo questo passaggio, si dovesse ricominciare dall’anno
zero.
Stenico, direttore di Sogeca, sul quotidiano “L’Adige” paventa il rischio
che, col nuovo sistema  possa calare l’occupazione;  che “il numero delle
imprese si riduca, con i soggetti più forti a mangiare i più deboli;  e
ancora che “chi arriverà, non  possa garantire  le stesse condizioni di
lavoro”.
Ci chiediamo, assolutamente senza ironia, se si sta parlando dell’oggi o del
futuro.
Per quanto riguarda l’occupazione,  forse ci si dimentica che negli ultimi
mesi sono spariti nel più totale silenzio duecento posti di lavoro.
Forse non si vuole vedere che il saccheggio da parte delle aziende più
grandi è già iniziato (sebbene ancora timidamente) e che, anche a causa
della crisi, proseguirà e  si accentuerà nel prossimo futuro.
Per quanto riguarda poi le condizioni di lavoro, la sicurezza o la difesa
dell’ambiente, chiunque lavori nel settore sa bene in quanta considerazione
siano tenuti questi aspetti.
Se sono state introdotte delle innovazioni e delle tutele in questi campi,
lo si è fatto perlopiù a suon di lauti finanziamenti, imposizioni e
soprattutto in seguito alle battaglie per la salute degli anni Settanta ed
Ottanta.
Forse l’abitudine a non prendere troppo sul serio vincoli che a livello
comunale  e provinciale le norme e gli accordi sottoscritti imponevano, fa
pensare alle aste dei lotti come un salto nel buio.
In realtà, nessun riferimento normativo verrà cancellato; piuttosto,
crediamo che questa possa essere l’occasione perché molti punti importanti,
sia in tema di occupazione che di tutela  ambientale e sociale, fin qui
sempre rimasti sulla carta, possano finalmente trovare una concretizzazione.
Il licenziamento di Massimo Sighel è emblematico a questo proposito, essendo
avvenuto in violazione di un protocollo che impegnava imprenditori di S.
Mauro (con  sindacati e amministrazione comunale di Baselga di Piné nel
ruolo di garanti) al mantenimento dei livelli occupazionali.

Rispetto a tutto questo crediamo che l’idea di chiudere gli occhi ed
accettare tutto perché lo impone la crisi (idea piuttosto diffusa anche tra
i lavoratori) sia assolutamente inaccettabile, perché sottintende che
dobbiamo essere noi lavoratori a pagarne i costi.

La crisi ha colpito un comparto che è nato, si è sviluppato e si è
consolidato  nell’ottica di sfruttare una ricchezza collettiva per
perseguire interessi individuali.
La struttura del settore è talmente frammentata da rendere irrazionale la
coltivazione dei giacimenti, ed inadeguata a sostenere l’indubbio impatto
che la congiuntura internazionale ha avuto.
Crediamo, ad esempio, che l’aggregazione dei lotti potrebbe già introdurre
degli elementi di solidità e di razionalizzazione, riducendo i costi e
permettendo una escavazione più redditizia.
Come cittadini, non possiamo non rilevare come per il porfido (che, lo
ribadiamo, è un bene collettivo) non sembra esserci quell’urgenza di aprire
al mercato ed alla concorrenza che, ad esempio, caratterizza il tentativo di
svendere l’acqua pubblica come previsto dal decreto Ronchi a livello
nazionale.
Pur non essendo certamente tra coloro che auspicano un mondo regolato
dall’economia e dalle leggi di mercato, pensiamo che si debba procedere al
più presto con la messa all’asta dei lotti e con una riorganizzazione
complessiva del settore basata sull’idea dei macrolotti omogenei, da
realizzarsi in con tempi tecnici necessari (che non sono comunque i decenni
di cui si discute al momento).

Per l’immediato, e per fare fronte al problema dei licenziamenti, ribadiamo
la proposta di adottare un contratto di solidarietà che metta in carico alle
aziende (e non all’ente pubblico come sta avvenendo oggi) i costi per la
cassa integrazione, andando nella direzione di imporre una doverosa
responsabilità sociale anche per gli imprenditori .

La paura per l’arrivo dei fantomatici “nuovi padroni”, non ci riguarda
minimamente;  l’unico vero problema è che possano trasformarsi presto in
“nuovi predoni”; ne abbiamo avuto abbastanza di quelli vecchi.

Valle di Cembra- Pinè, settembre 2010

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TRENTO 14/09/2010 Presidio di Solidarietà con Massimo Sighel

Pubblicato da slaicobastrentino su settembre 18, 2010

Una decina i lavoratori presenti al presidio alle ore 14,30 del 14/09 davanti al Tribunale di Trento. Articoli prima e dopo il presidio sui quotidiani locali e servizio a TCA.

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TRENTO 14/09/2010 h14 DAVANTI AL TRIBUNALE PRESENZA DI SOLIDARIETA’ CON MASSIMO SIGHEL

Pubblicato da slaicobastrentino su settembre 12, 2010

Martedì 14 settembre si terrà un’altra udienza della causa di lavoro per licenziamento discriminatorio promossa da Massimo Sighel Presidente dell’ASUC di Miola (frazione di Baselga di Pinè – TN) contro la Tecnoporfidi di S.Mauro.

I lavoratori del Comitato di solidarietà con Massimo Sighel invitano il 14/09 alle h.14 davanti al Tribunale di Trento ad una presenza di solidarietà con striscioni e volantini.

Il Comitato si è costituito nell’autunno 2008 e da allora svolge attività di sensibilizzazione a sostegno di Massimo Sighel, di opposizione ai licenziamenti e di proposta in merito ad una riorganizzazione del settore porfidi al servizio delle esigenze dei lavoratori, delle collettività locali e della salvaguardia dell’ambiente.

comitatosolidarietams@gmail.com

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14 maggio causa di lavoro per Massimo Sighel: invitiamo ad una presenza di solidarietà

Pubblicato da slaicobastrentino su maggio 12, 2010

PRESENZA DI SOLIDARIETA’ CON MASSIMO SIGHEL

Il Comitato di Solidarietà con M. Sighel,ORGANIZZA per il GIORNO 14 MAGGIO 2010 alle ORE 9.00 davanti al

TRIBUNALE di TRENTO una PRESENZA di SOLIDARIETA’ con M. SIGHEL, lavoratore e Presidente dell’ASUC di Miola di Pine’.

Questo in occasione dell’udienza relativa alla causa di lavoro dovuta al suo licenziamento avvenuto il 2 ottobre 2008. Massimo ha promosso una causa con l’intento di opporsi ad un Licenziamento che reputa discriminatorio, attuato dalla Tecnoporfidi di S. Mauro di Pine’ concessionaria di un lotto cava pubblico, la quale ha anche operato stracciando l’accordo stipulato tra le parti (comune, cavatori, sindacati,PAT) che doveva garantire il mantenimento dei livelli occupazionali (febbraio 2008). L’azienda è stata chiamata da Massimo ad assumersi le proprie responsabilità nelle aule del Tribunale di Trento, perché la politica istituzionale (consiglio comunale di Baselga di Pinè) ha preferito lavarsene le mani, rispondendo ai solleciti del Difensore Civico di non poter “..direttamente entrare nella definizione del rapporto di lavoro citato”. Il licenziamento di Massimo altro non è stato che un grave atto antidemocratico, che estromette dal diritto al lavoro chi rappresenta interessi diversi dalle lobby porfidare, che sfruttano con costi irrisori anche una risorsa pubblica e collettiva come è il porfido. Il porfido come risorsa collettiva deve garantire lavoro e reddito a tutti i lavoratori, se questo non è possibile viene meno la ragione di scavare le nostre montagne.

Per questi motivi sosteniamo la necessità che l’ente pubblico (ASUC,Comuni,PAT) si faccia garante del diritto al lavoro e al reddito per i lavoratori, anche, facendo

rispettare accordi e regolamenti già in essere. Valle di Cembra-Pinè 8 maggio 2010

COMITATO DI SOLIDARIETÀ CON MASSIMO SIGHEL, CONTRO IL MOBBING PER LA  DIFESA DEI POSTI DI LAVORO NEL PORFIDO. 

www.comitatosolidarietams.wordpress.com contatti: comitatosolidarietams@alice.it

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Comitato Massimo Sighel :LETTERA APERTA AI CANDIDATI SINDACI DELLA ZONA DEL PORFIDO

Pubblicato da slaicobastrentino su aprile 24, 2010

LETTERA APERTA AI CANDIDATI SINDACI DELLA ZONA DEL PORFIDO

Alcuni di voi, dopo le elezioni di maggio, saranno i nuovi amministratori dei comuni dove si estrae il porfido.

Con questa lettera vi chiediamo formalmente un impegno concreto per quanto riguarda il problema dei licenziamenti nel settore che, fino a questo momento, hanno colpito circa duecento lavoratori.

Siamo convinti che la questione debba essere affrontata nella prospettiva di tutelare i posti di lavoro puntando al loro mantenimento. E non nella logica di garantire semplicemente la cassa integrazione per qualche mese.

Il punto di partenza deve essere, a nostro avviso, la considerazione che il porfido è un bene collettivo e come tale deve essere gestito.

Crediamo che, soprattutto in un momento di crisi, la priorità dovrebbe essere quella di utilizzare questo bene per garantire un reddito a tutti piuttosto che per speculazioni o guadagni di privati.

Ricordiamo che i comuni hanno tutti gli strumenti per imporre il rispetto degli obblighi che ogni ditta assume al momento del rilascio della concessione all’escavazione; impegni che sono, a tutti gli effetti, dei vincoli anche in merito ai livelli occupazionali.

Oggi più che mai, nell’interesse della collettività che voi andrete a rappresentare, è importante che il primo punto nella gestione del porfido sia la tutela dell’occupazione.

Rispetto a questo non può essere sufficiente il protocollo recentemente firmato che, nella migliore delle ipotesi, garantisce solo qualche mese di cassa integrazione.

Nel pieno rispetto dei disciplinari e dei piani di coltivazione che ogni ditta ha sottoscritto, l’amministrazione comunale ha, non solo il diritto ma anche l’obbligo, di revocare la concessione alle aziende che licenziano.

Abbiamo proposto da più di un anno l’adozione di un contratto di solidarietà che, nelle aziende in crisi, vada a ridurre il cottimo ma garantisca il mantenimento degli addetti.

Ci sembra infatti molto contraddittorio da un lato mantenere il meccanismo del cottimo basato sulla massimizzazione della produzione e, dall’altro, ricorrere alla cassa integrazione o alla riduzione di personale.

Ciò premesso vi chiediamo di farvi garanti, come il vostro ruolo impone, degli interessi di tutta la popolazione e di fare vostri alcuni punti fondamentali per arrivare ad una svolta e cioè:

  • Far rispettare fino in fondo gli impegni contenuti nei piani di coltivazione e nei disciplinari in vigore [con ritiro delle concessioni alle aziende che licenziano]
  • Lavorare per una riorganizzazione complessiva del settore che necessariamente deve passare attraverso una aggregazione dei lotti cava e attraverso una gestione che miri ad ottimizzare e razionalizzare l’escavazione; in questa prospettiva la revisione del sistema del cottimo (auspicata anche da molti esponenti del mondo imprenditoriale) ci sembra un passaggio ineludibile se vogliamo garantire un futuro al settore e tutelare l’occupazione.
  • Fare in modo che ogni azienda concessionaria di lotti cava assuma con propri dipendenti l’intera filiera delle lavorazioni, eliminando così il sistema dei subappalti e del precariato da esso derivante.

COMITATO DI SOLIDARIETA’ CON MASSIMO SIGHEL

per contatti: comitatosolidarietams@alice.it www.comitatosolidarietams.wordpress.com

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DOPO LE PAROLE QUALI FATTI ??

Pubblicato da slaicobastrentino su marzo 24, 2010

(da Comitato di Solidarietà con Massimo Sighel)

CI SEMBRA RAGIONEVOLE E SENSATO, PRIMA DI UTILIZZARE DENARO PUBBLICO PER GLI AMMORTIZZATORI SOCIALI, RIDURRE LA PRODUZIONE ATTRAVERSO L’ABBASSAMENTO O L’ELIMINAZIONE DELLA FASCIA DI COTTIMO (per le aziende che dichiarano lo stato di crisi).

QUESTA RIDUZIONE CONSENTIREBBE, IN GENERALE, UN ABBASSAMENTO DI CIRCA IL 50% RISPETTO ALL’ATTUALE PRODUZIONE PERMETTENDO IL MANTENIMENTO DI TUTTI I POSTI DI LAVORO.

Questo e’ il punto centrale della proposta di contratto di solidarietà, che abbiamo presentato in più occasioni fin dalla scorsa primavera per far fronte ai licenziamenti nel settore.

RIDURRE LA PRODUZIONE, COME AUSPICATO IN PIÙ OCCASIONI ANCHE DA ESPONENTI AUTOREVOLI DEL MONDO IMPRENDITORIALE E DALLA POLITICA LOCALE, NON PUÒ PASSARE ATTRAVERSO LA RIDUZIONE DEI POSTI DI LAVORO MA BENSÌ ATTRAVERSO UNA RIORGANIZZAZIONE COMPLESSIVA DEL SETTORE CHE NON SCARICHI, COME AVVENUTO FINO AD ORA, TUTTI I COSTI SULLE POPOLAZIONI E SUI LAVORATORI.

CI SEMBRA MOLTO CONTRADDITTORIO DA UNA PARTE CONCEDERE LA CASSA INTEGRAZIONE STRAORDINARIA PER ECCESSO DI PRODUZIONE E, DALL’ALTRA, LASCIARE INTATTO IL SISTEMA DEL COTTIMO CHE E’ L’INCENTIVO A PRODURRE IL PIÙ POSSIBILE.

SE LE AZIENDE NON SONO IN GRADO DI GARANTIRE LAVORO E REDDITO ALLE COMUNITÀ, GLI SIA REVOCATA LA CONCESSIONE /AUTORIZZAZIONE E SI GESTISCA LA RISORSA PORFIDO DIRETTAMENTE COME ENTE PUBBLICO.

La tutela dei posti di lavoro, a maggior ragione in un periodo di crisi economica, non può essere una delle tante variabili, ma uno degli obiettivi imprescindibili per una seria e giusta gestione di una risorsa, il porfido, che e’ e rimane collettiva.

LA P.AT. E TUTTE LE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI ASSUMANO QUELLA RESPONSABILITÀ SOCIALE NECESSARIA PER GARANTIRE IL DIRITTO AL LAVORO, SOPRATTUTTO SE ANCHE I PROGETTI DEL DISTRETTO DEL PORFIDO SONO FINANZIATI CON DENARO PUBBLICO.

COMITATO DI SOLIDARIETA’ CON MASSIMO SIGHEL www.comitatosolidarietams.wordpress.com

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DOCUMENTO DEL COMITATO DI SOLIDARIETA’ CON MASSIMO SIGHEL

Pubblicato da slaicobastrentino su marzo 18, 2010

La FILCA-CISL sul giornale “L’Adige” di sabato 13 febbraio 2010, propone una analisi della situazione nel comparto del porfido. Da una valutazione dei bilanci di trentadue aziende, esprime preoccupazione per l’andamento dell’intero settore; fatturati in calo del 15%, in rosso dal 2008, una continua tendenza alla disgregazione (l’esempio nel Comune di Albiano, con sole 13 aziende consorziate su 39 concessionarie di lotto cava pubblico).

leggi tutto, clikka su

Documento del Comitato di Solidarietà

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COMUNICATO STAMPA: COMITATO IN SOLIDARIETÀ CON MASSIMO SIGHEL

Pubblicato da slaicobastrentino su marzo 1, 2010

Comunicato stampa

 

 

 

La FILCA-CISL sul quotidiano “L’Adige” di sabato 13 febbraio , propone un’ analisi della situazione nel comparto del porfido, esprimendo una certa preoccupazione, in particolare per i fatturati in calo, la tendenza alla frammentazione delle aziende e, da ultimo, per l’esasperata concorrenza interna sul prodotto, con un’ampia forbice dei prezzi possibile grazie al diffuso utilizzo dell’esternalizzazione di alcune fasi di lavorazione.

Nel condividere, in generale, le preoccupazioni riguardo al settore, vorremmo porre l’accento su alcuni aspetti più legati al lavoro; su questo punto, non ci sentiamo di fare nostre le proposte avanzate dai rappresentanti sindacali della FILCA-CISL, Pisetta e Bignotti.

Cerchiamo di spiegarne brevemente le ragioni:

Se in questi ultimi due o tre anni il fatturato ha subito un calo del 15%, una delle cause (e non un effetto) può essere legata ai circa duecento addetti licenziati che rappresentano, grossomodo, il 20% della manodopera totale.

Poco hanno inciso i rinnovi contrattuali (considerando anche che l’integrativo è scaduto da più di un anno e mezzo) e molto, invece, l’ampia e diffusa pratica della vendita del materiale in nero e quindi fuori bilancio.

Rispetto alla questione della frammentazione aziendale, ci sembra veramente schizofrenico che amministratori, imprenditori e sindacati ad ogni livello, continuino a parlare della necessità di accorparsi, unirsi, fare rete e via discorrendo quando poi, nessuno che possa e debba agire in questo senso, lo fa.

Basti l’esempio dell’attuale legge provinciale che regolamenta il settore del porfido dove, aldilà di semplici auspici non si è voluto andare; per il resto, niente scadenze, niente aste pubbliche, niente accorpamento dei lotti cava.

Una prova importante per testare la reale volontà di girare pagina, aldilà delle chiacchiere e delle dichiarazioni d’intenti, potrebbe essere il nuovo piano cave della zona estrattiva di Pinè che dovrà essere definito nei prossimi mesi.

La pianificazione di una risorsa economica collettiva come il porfido non può essere lasciata nelle mani di lobby economiche che, fino ad oggi, non si sono fatte scrupoli né per il territorio, né per i lavoratori.

Dovrebbe essere ormai chiaro a tutti che se si vuole salvaguardare il diritto al lavoro e non solo il profitto di pochi, certe scelte devono essere imposte da chi ha responsabilità amministrative.Ci sembra che in questa fase la crisi economica serva ai settori più importanti dell’imprenditoria locale per ampliare ulteriormente la loro egemonia sull’intero settore, a scapito delle aziende meno organizzate e preparate.

Una proposta forte per superare i limiti ed i problemi evidenziati potrebbe essere che l’ente pubblico si riappropri di un bene collettivo come è il porfido ed organizzi direttamente, anche tramite un’apposita società pubblica, l’escavazione, la lavorazione e la commercializzazione al solo fine di creare e dare lavoro e reddito.

Escavare e lavorare in funzione del sostentamento delle comunità in tutte le sue espressioni, fuori da qualsiasi logica di profitto individuale.

Per quanto riguarda, infine, il Protocollo d’intesa sottoscritto fra le parti lo scorso novembre, pensiamo che esso non garantisca alcun posto di lavoro prevedendo solo l’utilizzo di tutti gli ammortizzatori sociali prima di arrivare all’eventuale licenziamento.

Si tratta di uno strumento che, nella migliore delle ipotesi, può essere una base di partenza, utile per un’assunzione di responsabilità da parte istituzionale nel far applicare e rispettare quanto già previsto nei Disciplinari cava e nei Piani di Coltivazione aziendali.

In questi ultimi (che tra l’altro, fanno parte della documentazione necessaria per ottenere l’autorizzazione alla concessione del lotto cava) sono già definiti degli impegni precisi per quanto concerne i livelli occupazionali; si tratta solo di farli rispettare.

L’ aiuto e il sostegno pubblico alle aziende non può essere ricambiato con licenziamenti e con il ricorso ad ammortizzatori sociali a termine.

Per il resto, l’idea dell’ufficio commerciale unico e delle certificazioni di filiera, ci paiono espedienti che lasciano inalterate sia le strutture aziendali, che l’organizzazione del lavoro nella sua complessità e cioè le principali cause dei problemi posti in evidenza.

Da tempo ed in più occasioni abbiamo proposto l’adozione di un Contratto di Solidarietà che vada a ridurre la produzione (cottimo), perlomeno in quelle aziende che si dichiarano in crisi al fine di evitare licenziamenti e ricorso agli ammortizzatori sociali.

Facciamo presente già da più di un mese abbiamo chiesto ufficialmente a tutte le amministrazioni comunali della zona, di poter incontrare i Consigli Comunali ed esporre le nostre preoccupazioni e proposte; ad oggi nessuna risposta ci è pervenuta.

Sono tutti preoccupati ma anche sordi a qualsiasi proposta di intervento che possa intaccare gli interessi ed il potere di quelle lobby economiche che hanno contribuito a mettere in crisi l’intero comparto del porfido.

Valle di Cembra-Pine 26/2/2010 COMITATO IN SOLIDARIETÀ CON MASSIMO SIGHEL

www.comitatosolidarietams.wordpress.com

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REPORT ASSEMBLEA DI LONA DEL 30 OTTOBRE

Pubblicato da slaicobastrentino su novembre 6, 2009

invitiamo a visitare il blog : www.comitatosolidarietams.wordpress.com

Lona Venerdì 30 ottobre
Assemblea Serale organizzata dal Comitato di Solidarietà con Massimo Sighel

REPORT

L’Assemblea iniziata alle 20,30 si è conclusa dopo le 24. L’Adige di
domenica parla di un centinaio di partecipanti. Presenti lavoratori del
porfido, amministratori locali e provinciali, sindacalisti confederali e
cobas.

per leggere tutte le pagine
clicca qui sul file pdf                  

REPORT Lona Venerdì 30 ottobre

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comunicato stampa: 29 ottobre prima udienza a Trento della causa di lavoro contro il licenziamento di Massimo Sighel

Pubblicato da slaicobastrentino su ottobre 28, 2009

Comunicato Stampa

 

Il 29 ottobre si tiene la prima udienza della causa di lavoro intentata da Massimo Sighel contro la TecnoPorfidi SRL di S.Mauro (Basegla di Pinè). Massimo, operaio del settore del porfido e Presidente dell’ASUC di Miola era stato licenziato nell’ottobre dell’anno scorso. La Ditta ha motivato il licenziamento richiamandosi alla crisi del mercato, ma Massimo l’ha subito impugnato in quanto licenziamento illegittimo e discriminatorio. Pochi giorni dopo il licenziamento si è costituito un Comitato di Solidarietà con Massimo Sighel, contro il Mobbing sui posti di lavoro, e contro i Licenziamenti nel settore del porfido. Questo Comitato ha sino ad oggi realizzato varie iniziative pubblicando un Dossier informativo di solidarietà con Massimo, raccogliendo 500 firme e diffondendo in varie circostanze pubbliche centinaia di volantini. Recentemente è stato anche aperto un blog www.comitatosolidarietams.wordpress.com che contiene tutta la documentazione relativa alle attività svolte.  Il Comitato si è anche attivato perché in sede di consiglio comunale, a Baselga, venisse presentata una mozione di solidarietà con Massimo. In occasione delle assemblee dei lavoratori del porfido della scorsa estate il Comitato ha presentato una proposta di Contratto di Solidarietà volto a contrastare i licenziamenti.

Di fronte ai circa 200 licenziamenti del settore il Comitato Sighel ritiene necessario sviluppare un’iniziativa unitaria per arrivare a dare risposte incisive e collettive superando l’attuale situazione di frammentazione, di debolezza e di isolamento dei lavoratori. In quest’ottica proprio domani venerdì 30 ottobre si terrà a Lona, alle 20,30 presso il Teatro Comunale,  un’Assemblea Pubblica organizzata dal Comitato Sighel che oltre a mettere al centro la solidarietà con Massimo intende presentare e discutere una serie di proposte sul ruolo che può essere giocato dall’Ente Pubblico nella salvaguardia dei posti di lavoro e nella difesa e valorizzazione delle risorse collettive.  A questa assemblea a cui sono state invitate le amministrazioni locali e le organizzazioni sindacali ha aderito l’ASUC di Tressilla e già alcuni amministratori e sindacalisti hanno dichiarato che saranno presenti. 

 

Comitato di Solidarietà con Massimo Sighel, contro il Mobbing e contro i licenziamenti nel settore del porfido

 

Per contatti

comitatosolidarietàms@alice.it  tel. 3932584949

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VISITATE IL BLOG DEL COMITATO DI SOLIDARIETA’ CON MASSIMO SIGHEL

Pubblicato da slaicobastrentino su ottobre 22, 2009

riceviamo/diffondiamo

Visitate il blog

www.comitatosolidarietams.wordpress.com

troverete documenti di analisi sulla situazione del settore del  porfito, interviste, volantini, lettere, ed altro materiale.

Un anno di attività e di iniziative del Comitato di Solidarietà con Massimo Sighel può venire ripercorso attraverso i suoi documenti.

per contatti

comitatosolidarietams@alice.it

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30 OTTOBRE ASSEMBLEA SERALE A LONA-LASES

Pubblicato da slaicobastrentino su ottobre 19, 2009

manifesto porfido copiaORGANIZZATA DAL

COMITATO DI SOLIDARIETA’

CON MASSSIMO SIGHEL

 

TUTTI SONO INVITATI A
PARTECIPARE

per contatti

comitatosolidarietams@alice.it

 

VISITA IL BLOG

www.comitatosolidarietàms.wordpress.com

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30/10 Assemblea Serale Lona (TN) : indice il Comitato di Solidarietà con Massimo Sighel

Pubblicato da slaicobastrentino su settembre 21, 2009

PORFIDO: CRISI, LICENZIAMENTI E DISCRIMINAZIONI.

QUALE IL RUOLO PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE ?

I CONTINUI LICENZIAMENTI CHE, NEL PIÙ ASSOLUTO SILENZIO, HANNO GIÀ COLPITO CIRCA 200 LAVORATORI IN POCO PIÙ DI UN ANNO E L’URGENZA DI TROVARE DELLE FORME DI TUTELA E DI DIFESA EFFICACI PER IL FUTURO, RENDONO SEMPRE PIÙ NECESSARIA L’ASSUNZIONE DI UN RUOLO FORTE DELL’ENTE PUBBLICO COME GARANTE PER LA DIFESA DEI LIVELLI OCCUPAZIONALI.

QUESTO È ANCOR PIÙ VALIDO IN CONSIDERAZIONE DEL FATTO CHE IL PORFIDO È UNA RISORSA DI TUTTI; UN BENE COMUNE DATO IN CONCESSIONE AD IMPRENDITORI PRIVATI CON DEI PRECISI VINCOLI DA RISPETTARE.

LA VICENDA DI MASSIMO SIGHEL, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, È MOLTO EMBLEMATICA; MASSIMO È STATO INFATTI LICENZIATO IN MANIERA DISCRIMINATORIA PER IL SUO RUOLO ALL’INTERNO DELL’ASUC DI MIOLA, NONOSTANTE FOSSE IN VIGORE UN ACCORDO CHE, IN MANIERA MOLTO CHIARA ED ESPLICITA, IMPEGNAVA GLI IMPRENDITORI A GARANTIRE I POSTI DI LAVORO NELLA ZONA DI S. MAURO.

CREDIAMO CHE UNA CORRETTA SOLUZIONE DEL PROBLEMA OCCUPAZIONALE PASSI ATTRAVERSO L’AFFERMAZIONE DEL LAVORO COME UN DIRITTO E NON ATTRAVERSO SCORCIATOIE COME GLI AMMORTIZZATORI SOCIALI CHE, ANCHE SE CERTAMENTE SONO MEGLIO DI NULLA, NON RAPPRESENTANO UNA GARANZIA PER IL FUTURO.

PER DISCUTERE DI QUESTE PROBLEMATICHE, ABBIAMO INVITATO TUTTI GLI AMMINISTRATORI LOCALI, I RAPPRESENTANTI DELLE ASUC E LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI AD UN

INCONTRO PUBBLICO PRESSO IL

TEATRO DI LONA, IL GIORNO 30 OTTOBRE 2009 ALLE 20.30

DOVE CHIEDEREMO UN IMPEGNO CONCRETO, CON TUTTI GLI STRUMENTI A DISPOSIZIONE, PER MANTENERE I LIVELLI OCCUPAZIONALI COME PREVISTO NEGLI ACCORDI E NEI DISCIPLINARI CAVE COMUNALI

VISTA L’IMPORTANZA DELLA QUESTIONE CONFIDIAMO IN UNA PARTECIPAZIONE NUMEROSA ANCHE DA PARTE DEGLI OPERAI DEL PORFIDO

Comitato di solidarietà con Massimo Sighel

blog: www.comitatosolidarietams.wordpress.com

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CONTRO I LICENZIAMENTI NEL SETTORE PORFIDO: PROPOSTA DI UN CONTRATTO DI SOLIDARIETÀ

Pubblicato da slaicobastrentino su maggio 20, 2009

 Il contratto di solidarietà, provvisoriamente, va a sostituire il contratto integrativo di settore per l’anno 2009 .

Fornace, 20 maggio 2009

Il Comitato in solidarietà di Massimo Sighel per la difesa dei posti di lavoro

Per contatti    comitatosolidarietams@gmail.com

clikka sul file pdf per leggere la proposta di contratto : contratto di solidarietà lavoratori del porfido

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PROPOSTA DI UN COMITATO DI SOLIDARIETA’ CON MASSIMO

Pubblicato da slaicobastrentino su maggio 3, 2009

Leggi il documento costitutivo in formato pdf

CLIKKA su   testo-comitato-in-solid

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DOSSIER Comitato di Solidarietà con Massimo

Pubblicato da slaicobastrentino su aprile 30, 2009

Questo dossier sul licenziamento di Massimo Sighel nasce soprattutto dalla necessità di documentare un caso per molti aspetti emblematico in un contesto, quello delle cave di porfido, da sempre assai problematico.Accanto alla vicenda umana e personale, infatti, ci sono una serie di aspetti che danno una dimensione più generale e che, di conseguenza, coinvolgono inevitabilmente un po’ tutti; anche coloro i quali, in definitiva, nulla hanno a che vedere con le cave. Massimo è stato licenziato a causa del suo impegno come Presidente di una delle nove Amministrazioni Separate Usi Civici dell’altopiano di Pinè, proprietarie di alcuni lotti cava in concessione ad imprenditori privati nella zona di S. Mauro.

CLIKKA qui sotto per leggere l’introduzione al DOSSIER

introduzione-dossier-sighel-11-11

 

DOSSIER

BENI COLLETTIVI

E INTERESSI PRIVATI

DOSSIER SUL LICENZIAMENTO DI MASSIMO SIGHEL

NELLE CAVE DI PORFIDO DI SAN MAURO

CONTRO IL MOBBING

E PER LA DIFESA DEI POSTI DI LAVORO  NEL SETTORE DEL PORFIDO

RICHIEDETECI IL DOSSIER  

            comitatosolidarietams@gmail.com

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INTERVISTA A MASSIMO SIGHEL

Pubblicato da slaicobastrentino su gennaio 10, 2009

 

Abbiamo chiesto a Massimo Sighel di raccontarci la vicenda che lo ha visto protagonista, per capire anche quali ricadute abbia avuto sulla sua vita e su quella dei suoi famigliari.
Massimo è nato a Trento nel 1966 e risiede da sempre nel comune di Baselga di Piné, nella frazione di Miola.
E’ sposato con Luisa ed ha due figlie, Marika, che frequenta una scuola superiore a Rovereto e Linda, che frequenta invece la prima media a Baselga.
Quale ruolo ricopri all’interno delle ASUC? 
Sono Presidente dell’ASUC di Miola da circa due anni e mezzo. In precedenza, dal 1997, ho ricoperto nella stessa l’incarico di consigliere. Per inciso ricordo che l’ASUC di cui sono Presidente non ha nulla a che fare con la questione delle concessioni. 
Prima delle vicende che hanno visto le ASUC contrapposte ai cavatori ed all’Amministrazione comunale di Baselga, quali erano le tue mansioni e com’erano i tuoi rapporti nella ditta dove lavoravi?
Sono stato assunto dalla ditta Tecno porfidi di S. Mauro dodici anni fa; i rapporti con i miei datori di lavoro sono sempre stati buoni tanto che ricoprivo spesso anche degli incarichi di fiducia. La mia mansione in cava era quella di palista. Sul lavoro ho sempre portato il massimo rispetto e se c’era qualcosa da dire ho sempre parlato apertamente e senza problemi. Anche con i colleghi, salvo qualcuno, i rapporti erano buoni.
Come sono cambiate invece le cose dopo?
Sicuramente sono cambiate in peggio. In gennaio e febbraio, più s’inaspriva la battaglia per le concessioni, più i rapporti si facevano tesi ed i ricatti per il mio ruolo nelle ASUC si facevano sentire. Sono stato demansionato e sono stato vittima di mobbing con vessazioni e soprusi sempre più pesanti. Ho resistito in qualche modo fino a maggio del 2008 anche se ero sempre più nervoso.
Poi, una mattina, ho avuto un crollo fisico e non sono più riuscito a lavorare. Non potevo più reggere la situazione. Dopo quattro mesi di malattia causata dal mobbing sono rientrato al lavoro ma dopo alcuni giorni la ditta mi ha licenziato in tronco..
Cosa ha comportato questa vicenda per te e la tua famiglia?
Sicuramente la nostra vita è stata scombussolata. Mia moglie e le mie figlie mi sono state vicine, così come molte persone e non mi aspettavo tutto questo sostegno e solidarietà anche da parte  della mia comunità. Sono stato seguito anche da uno psicologo e dal mio medico curante che mi hanno aiutato a superare i momenti più brutti e ho deciso di portare avanti una vertenza contro la ditta per il licenziamento e per il mobbing che ho subito. 
Come ha reagito la gente del tuo paese?
Molta gente mi ha detto di essere schifata per come sono andate le cose. Pensavano che in un paese come il nostro ci fosse più democrazia. I componenti di tutte le ASUC del pinetano mi hanno sostenuto e hanno immediatamente devoluto i loro gettoni di presenza come gesto di solidarietà; ho conosciuto anche amici veri che prima non conoscevo.
Come intendi portare avanti la tua vertenza?
Per il momento ho impugnato il licenziamento e sto valutando come procedere; ho affidato la vertenza al sindacato. Su alcune questioni, sono rimasto deluso e comunque, per il futuro, mi riservo di valutare con calma i passi da fare.
Miola 14 novembre 2008
INTERVISTA A MASSIMO SIGHEL
Abbiamo chiesto a Massimo Sighel di raccontarci la vicenda che lo ha visto protagonista, per capire anche quali ricadute abbia avuto sulla sua vita e su quella dei suoi famigliari.
Massimo è nato a Trento nel 1966 e risiede da sempre nel comune di Baselga di Piné, nella frazione di Miola.
E’ sposato con Luisa ed ha due figlie, Marika, che frequenta una scuola superiore a Rovereto e Linda, che frequenta invece la prima media a Baselga.
Quale ruolo ricopri all’interno delle ASUC? 
Sono Presidente dell’ASUC di Miola da circa due anni e mezzo. In precedenza, dal 1997, ho ricoperto nella stessa l’incarico di consigliere. Per inciso ricordo che l’ASUC di cui sono Presidente non ha nulla a che fare con la questione delle concessioni. 
Prima delle vicende che hanno visto le ASUC contrapposte ai cavatori ed all’Amministrazione comunale di Baselga, quali erano le tue mansioni e com’erano i tuoi rapporti nella ditta dove lavoravi?
Sono stato assunto dalla ditta Tecno porfidi di S. Mauro dodici anni fa; i rapporti con i miei datori di lavoro sono sempre stati buoni tanto che ricoprivo spesso anche degli incarichi di fiducia. La mia mansione in cava era quella di palista. Sul lavoro ho sempre portato il massimo rispetto e se c’era qualcosa da dire ho sempre parlato apertamente e senza problemi. Anche con i colleghi, salvo qualcuno, i rapporti erano buoni.
Come sono cambiate invece le cose dopo?
Sicuramente sono cambiate in peggio. In gennaio e febbraio, più s’inaspriva la battaglia per le concessioni, più i rapporti si facevano tesi ed i ricatti per il mio ruolo nelle ASUC si facevano sentire. Sono stato demansionato e sono stato vittima di mobbing con vessazioni e soprusi sempre più pesanti. Ho resistito in qualche modo fino a maggio del 2008 anche se ero sempre più nervoso.
Poi, una mattina, ho avuto un crollo fisico e non sono più riuscito a lavorare. Non potevo più reggere la situazione. Dopo quattro mesi di malattia causata dal mobbing sono rientrato al lavoro ma dopo alcuni giorni la ditta mi ha licenziato in tronco..
Cosa ha comportato questa vicenda per te e la tua famiglia?
Sicuramente la nostra vita è stata scombussolata. Mia moglie e le mie figlie mi sono state vicine, così come molte persone e non mi aspettavo tutto questo sostegno e solidarietà anche da parte  della mia comunità. Sono stato seguito anche da uno psicologo e dal mio medico curante che mi hanno aiutato a superare i momenti più brutti e ho deciso di portare avanti una vertenza contro la ditta per il licenziamento e per il mobbing che ho subito. 
Come ha reagito la gente del tuo paese?
Molta gente mi ha detto di essere schifata per come sono andate le cose. Pensavano che in un paese come il nostro ci fosse più democrazia. I componenti di tutte le ASUC del pinetano mi hanno sostenuto e hanno immediatamente devoluto i loro gettoni di presenza come gesto di solidarietà; ho conosciuto anche amici veri che prima non conoscevo.
Come intendi portare avanti la tua vertenza?
Per il momento ho impugnato il licenziamento e sto valutando come procedere; ho affidato la vertenza al sindacato. Su alcune questioni, sono rimasto deluso e comunque, per il futuro, mi riservo di valutare con calma i passi da fare.
Miola 14 novembre 2008

Abbiamo chiesto a Massimo Sighel di raccontarci la vicenda che lo ha visto protagonista, per capire anche quali ricadute abbia avuto sulla sua vita e su quella dei suoi famigliari.

Massimo è nato a Trento nel 1966 e risiede da sempre nel comune di Baselga di Piné, nella frazione di Miola.

E’ sposato con Luisa ed ha due figlie, Marika, che frequenta una scuola superiore a Rovereto e Linda, che frequenta invece la prima media a Baselga.

 

Quale ruolo ricopri all’interno delle ASUC? 

 

Sono Presidente dell’ASUC di Miola da circa due anni e mezzo. In precedenza, dal 1997, ho ricoperto nella stessa l’incarico di consigliere. Per inciso ricordo che l’ASUC di cui sono Presidente non ha nulla a che fare con la questione delle concessioni. 

 

Prima delle vicende che hanno visto le ASUC contrapposte ai cavatori ed all’Amministrazione comunale di Baselga, quali erano le tue mansioni e com’erano i tuoi rapporti nella ditta dove lavoravi?

 

Sono stato assunto dalla ditta Tecno porfidi di S. Mauro dodici anni fa; i rapporti con i miei datori di lavoro sono sempre stati buoni tanto che ricoprivo spesso anche degli incarichi di fiducia. La mia mansione in cava era quella di palista. Sul lavoro ho sempre portato il massimo rispetto e se c’era qualcosa da dire ho sempre parlato apertamente e senza problemi. Anche con i colleghi, salvo qualcuno, i rapporti erano buoni.

 

Come sono cambiate invece le cose dopo?

 

Sicuramente sono cambiate in peggio. In gennaio e febbraio, più s’inaspriva la battaglia per le concessioni, più i rapporti si facevano tesi ed i ricatti per il mio ruolo nelle ASUC si facevano sentire. Sono stato demansionato e sono stato vittima di mobbing con vessazioni e soprusi sempre più pesanti. Ho resistito in qualche modo fino a maggio del 2008 anche se ero sempre più nervoso.

Poi, una mattina, ho avuto un crollo fisico e non sono più riuscito a lavorare. Non potevo più reggere la situazione. Dopo quattro mesi di malattia causata dal mobbing sono rientrato al lavoro ma dopo alcuni giorni la ditta mi ha licenziato in tronco..

 

 

Cosa ha comportato questa vicenda per te e la tua famiglia?

 

Sicuramente la nostra vita è stata scombussolata. Mia moglie e le mie figlie mi sono state vicine, così come molte persone e non mi aspettavo tutto questo sostegno e solidarietà anche da parte  della mia comunità. Sono stato seguito anche da uno psicologo e dal mio medico curante che mi hanno aiutato a superare i momenti più brutti e ho deciso di portare avanti una vertenza contro la ditta per il licenziamento e per il mobbing che ho subito. 

 

Come ha reagito la gente del tuo paese?

 

Molta gente mi ha detto di essere schifata per come sono andate le cose. Pensavano che in un paese come il nostro ci fosse più democrazia. I componenti di tutte le ASUC del pinetano mi hanno sostenuto e hanno immediatamente devoluto i loro gettoni di presenza come gesto di solidarietà; ho conosciuto anche amici veri che prima non conoscevo.

 

Come intendi portare avanti la tua vertenza?

 

Per il momento ho impugnato il licenziamento e sto valutando come procedere; ho affidato la vertenza al sindacato. Su alcune questioni, sono rimasto deluso e comunque, per il futuro, mi riservo di valutare con calma i passi da fare.

Miola 14 novembre 2008

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