SLAI COBAS TRENTINO ALTO ADIGE

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  • TRENTO 04/02/2012

  • TESSERAMENTO 2011

  • NO ALLA GUERRA IMPERIALISTA CONTRO LA LIBIA

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    SLAI COBAS
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  • email del COORDINAMENTO PROVINCIALE SLAICOBAS NAPOLI / POMIGLIANO cobasslai@libero.it
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  • NESSUN CONTRIBUTO PUBBLICO ALLE IMPRESE CHE DELOCALIZZANO ED INVESTONO ALL'ESTERO

  • I LAVORATORI PAGHERANNO MONTAGNE DI EURO PER LA LINEA AD ALTA-VORACITA’ BRENNERO-VERONA. E’ UN’OPERA CHE, MENTRE DEVASTERA’ LA SALUTE DEI CITTADINI E L’AMBIENTE, INGRASSERA’ POLITICI, COSTRUTTORI, GRANDI IMPRESE E BANCHE

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    NIENTE SOLDI PUBBLICI ALLE COOPERATIVE CHE SFRUTTANO E LICENZIANO I LAVORATORI

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  • BASTA CON I SINDACALISTI CORROTTI E' NECESSARIO COSTRUIRE UN NUOVO SINDACATO DEI LAVORATORI

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  • UN BLOG PER FARE COSA ?

    Cari Compagni ed Amici Abbiamo cercato di impostare il blog in modo da contribuire all’informazione, alla denuncia di particolari situazioni lavorative, alla formazione, alla solidarietà di classe. In questo senso abbiamo voluto concepire il blog come uno strumento al servizio della difesa dei proletari e dei lavoratori ed abbiamo cercato in queste prime settimane di pubblicare materiali (notizie, volantini, documenti ecc.) che potessero servire a sviluppare idee, competenze, organizzazione ed opposizione. Pensiamo che il blog se da un lato deve porsi al servizio di un processo collettivo, dall’altro a sua volta deve venire costruito in un processo collettivo. Un blog di questo tipo ha tanto maggiore senso quanto più contribuisce a stimolare e valorizzare la partecipazione e gli apporti del compagni e dei lavoratori. Non viviamo più nel ventesimo secolo e questo vuol dire che i lavoratori hanno orami accumulato enormi competenze nei campi più disparati, il problema è che queste conoscenze vengono prevalentemente coltivate in modo individuale e spesso individualistico, non vengono socializzate e tradotte in un processo costituente di una nuova collettività. Senza cultura proletaria non ci può essere un reale movimento di trasformazione sociale e politico, ma questa cultura non va inventata dal nulla, quanto costruita attraverso un processo di generazione collettiva. Una cultura innovativa capace di unificare e ricomporre i lavoratori può diventare una forza in grado di cambiare il mondo. Per quanto ci riguarda vi chiediamo di costruire il blog insieme a noi rendendolo tra l’altro uno strumento utile per la difesa dei lavoratori. Tramite il blog altri lavoratori potranno entrare in rapporto con lo slai cobas del Trentino scegliendo liberamente il livello di questo rapporto. Apposite pagine del blog sono quindi destinate alla pubblicazione, alla segnalazione ed alle denunce, alle richieste d’informazione ecc. Ormai i blog stanno diventando un mezzo di comunicazione e di dibattito capace di concretizzarsi nella formazione di reti di relazioni, iniziative collettive e movimenti. Speriamo di non essere da meno di tanti politici di potere, di tanti servi intellettuali e vip, di tanti esponenti di una ‘sinistra’ marcia. Tutte queste bande di privilegiati e parassiti usano utilmente il web vecchio e nuovo al servizio degli interessi di una parte ristretta della società. Spetta ai proletari, ai lavoratori ed agli strati popolari usare tutti i mezzi di comunicazione in modo competente e creativo al servizio degli sfruttati.
  • PERCHE’ SCEGLIERE LO SLAI COBAS DEL TRENTINO ALTO ADIGE ?

    I sindacati confederali sono irreversibilmente corrotti. Gli apparati dei sindacati confederali sono ormai indissolubilmente legati al capitale finanziario. I sindacalisti si riciclano nelle burocrazie dello stato, nelle finanziarie, nelle imprese cooperative, nei servizi alle imprese, negli uffici padronali delle “relazioni sindacali”, negli enti no-profit, nelle cooperative, nei partiti di potere. Dentro i sindacati confederali ci sono ancora immense energie di lotta che vanno difese, salvaguardate ed indirizzate verso la costruzione di un nuovo sindacato dei lavoratori capace di opporsi all’offensiva dei governi di centro-destra e di centro-sinistra e di far avanzare la lotta contro i padroni, le banche, le burocrazie statali, il capitalismo di stato ed il capitale europeo ed internazionale. Lo slai-cobas lavora, insieme a tanti altri lavoratori di diverse appartenenze, per la costruzione di un nuovo sindacato capace di rappresentare realmente gli interessi degli operai, dei disoccupati, dei precari, dei lavoratori svantaggiati, degli strati popolari. Lo Slai Cobas è un sindacato nazionale inter-categoriale quindi possono far parte dello Slai Cobas lavoratori di tutte le categorie. ___________________________________________
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Archivio per novembre 2011

Incredibile ma vero !! ACCORDO FIAT-FIOM per la chiusura di Arese.

Pubblicato da slaicobastrentino su novembre 28, 2011

SLAI COBAS
Sindacato dei lavoratori autorganizzati intercategoriale
Sede legale: via Masseria Crispi 4 / 80038 Pomigliano D’Arco NA / Tel. 081 8037023
Sede nazionale: Viale Liguria, 49 20143 Milano / Tel. 02 8392117
Sede Alfa Romeo Viale Luraghi Telefax 0244428529
www.slaicobas.it
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ACCORDO FIAT-FIOM per la chiusura di Arese.
Lo Slai Cobas convocato dalla FIAT solo dopo la firma dell’accordo !!!

Incredibile ma vero !!
Dopo le continue (e di “sinistra”) comparsate di Landini da Santoro, la7 e altre televisioni, la Fiom torna alla solita realtà sindacal-padronale che ha regalato ai lavoratori in questi anni quintali di porcherie per soffocare diritti conquistati in decenni di lotta.

L’11 novembre 2011 la Fiat ha aperto la procedura per altri due anni di cassa integrazione per CESSATA ATTIVITA’ riguardo i 106 lavoratori FIAT AUTO e i 31 lavoratori della FIAT Powertrain (motori) allo stato ancora sopravvissuti all’eliminazione di 20.000 posti all’Alfa Romeo di ARESE.

Lo Slai Cobas e le RSU Slai Cobas, come da norma di legge e come da prassi ventennale, hanno chiesto alla FIAT l’esame congiunto;
la FIAT ha allora convocato lo SLAI COBAS per oggi, alle ore 15, presso il Centro Tecnico FIAT di Arese.
MA INCREDIBILMENTE QUESTA MATTINA ABBIAMO APPRESO CHE GIA’ GIOVEDI SCORSO, al ministero del lavoro, la FIAT, “assistita da ASSOLOMBARDA” (ma MARCHIONNE non era uscito da CONFINDUSTRIA?) ha firmato un accordo con FIOM, FIM e UILM (le ultime due inesistenti alla Fiat di Arese) per la CHIUSURA di ARESE per “CESSATA ATTIVITA’” e per due anni di cassa integrazione finalizzati al licenziamento incentivato o alla ricollocazione in altre aziende.

Oggi, ovviamente, lo Slai Cobas non si è presentato all’incontro “presa in giro” convocato dalla FIAT ed ha dato mandato all’avv. Mirco Rizzoglio di adire a vie legali.

ALFA ROMEO di ARESE:
FIAT CGIL CISL UIL INTESA-SANPAOLO:GRAVE CONFLITTO di INTERESSI

I due milioni e mezzo di mq dell’area dell’Alfa Romeo di Arese, ubicata su 4 comuni (Arese, Garbagnate, Rho e Lainate), sono oggi di proprietà di FIAT (ma non se n’era già andata via da Arese?), Intesa-Sanpaolo (la banca del ministro del lavoro Fornero e di Passera), UNIPOL (CGIL-CISL-UIL e soci), Lega COOP, Compagnia delle Opere (Formigoni), Brunelli (IPER).

SONO GLI STESSI CHE HANNO FIRMATO LA PORCHERIA DI CUI SOPRA.

E SONO GLI STESSI CHE ORA GESTISCONO ALL’ALFA ROMEO UNA NUOVA SOCIETA’ (Arese Automotive) che commercializza le auto di MARCHIONNE.

Ma la lotta continua in tutto il sito dell’Alfa Romeo di Arese ove lavorano oltre 1500 lavoratori, in maggioranza precari, sottopagati e senza diritti.
E ad Arese è in corso dall’11 febbraio scorso la lotta di 70 lavoratori dell’Innova Service, tutti ex Alfa Romeo già licenziati dalla FIAT e rilicenziati da una azienda spionistica protetta da varie istituzioni e da servizi e settori “deviati”? dello stato.

Arese, 28 novembre 2011
Slai Cobas Alfa Romeo

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Dal quotidiano il TRENTINO: Estorsione, arrestato sindacalista Cisl

Pubblicato da slaicobastrentino su novembre 28, 2011

Riportiamo l’articolo del Trentino del 25/11/2011 che testimonia come anche a livello locale sia diffusa la corruzione personale a livello dei singoli sindacalisti dei sindacati confederali.
Che questo avenga in modo diffuso e non accidentale ci viene più volte riportato dagli stessi lavoratori.
Però la sostanza della “corruzione” dei sindacati confederali va molto al di là di questi episodi. I sindacati confederali sono strutturalmente corrotti perchè sono finanziati dai governi e dallo Stato (si pensi ai CAF) e dal capitale finanziario (fondi pensione) oltre ad avere, attribuito loro per legge, un potere esorbitante suui posti di lavoro, che però fanno valere nei confronti dei lavoratori attraverso disinformazioni, ricatti, intimidazioni, politica di corruzione individuale,ecc. In cambio del potere e dei privilegi ricevuti i sindacati confederali dividono i lavoratori ed impongono loro accordi e contratti che contribuiscono a ridurli in uno stato di precarietà, incertezza, schiavitù alla mercè di governi e padroni e sotto l’incubo quotidiano della disoccupazione, del mobbing, degli infortuni e delle malattie professionali.
L’episodio del sindacalista Cisl di Trento attesta ancora una volta la necessità di rompere con questi sindacati e di ritornare alla lotta ed all’organizzazione sindacale di classe dei lavoratori.

Slai Cobas del TRENTINO AA

segue art. del TRENTINO
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Estorsione, arrestato sindacalista Cisl
TRENTO. Un sindacalista di Trento, Giovanni Bossini, è stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di avere estorto denaro al responsabile della gestione del personale di una società cooperativa di trasporto per conto terzi, di origine calabrese. Il sindacalista, di 46 anni, secondo l’accusa, nel luglio scorso avrebbe avvicinato il capo del personale e, con la scusa di garantire la tutela dei lavoratori, gli avrebbe proposto di versare 400 euro al mese “per stare tranquillo, evitando vertenze del personale”.

La vittima della presunta estorsione ha preso tempo e non ha versato nulla. Così il sindacalista nei giorni scorsi sarebbe tornato alla carica proponendo una prima tranche di 500 euro e poi versamenti dilazionati per un totale di 2.000 euro. A questo punto il responsabile del personale è andato dai carabinieri a denunciare il fatto. A seguito delle indagini è scattato l’arresto per estorsione. Gli inquirenti non escludono che il sindacalista sia coinvolto in altri episodi di questo tipo.

“Se vuoi campare tranquillo mettiamoci d’accordo”. Cosi’ il sindacalista della Fit Cisl del Trentino, arrestato dai carabinieri con l’accusa di estorsione, avrebbe cercato di convincere il capo del personale della ditta di trasporti di Trento, originario di Reggio Calabria, di versargli 400 euro al mese, “per risolvere ogni eventuale vertenza futura con gli operai”. L’ammontare della somma sarebbe stata calcolata in base al numero degli addetti dell’azienda, circa 90.

Non vedendo arrivare i soldi richiesti – hanno reso noto i carabinieri -
il sindacalista avrebbe poi inviato alla vittima numerosi sms e poi, dopo aver ricevuto un anticipo di 500 euro, avrebbe sollecitato il resto della somma, 1.500 euro, con il pretesto di “tenere buone altre persone”.

Al momento comunque – precisano i carabinieri – nella vicenda non risultano coinvolti altri componenti del sindacato di categoria. Indagini però proseguono per accertare se il sindacalista abbia messo in atto altre estorsioni. Perquisito dopo l’arresto, l’uomo aveva addosso, oltre alla somma consegnatagli dal capo del personale, altri 700 euro. Secondo quanto accertato dagli inquirenti, il sindacalista aveva contattato l’estate scorsa lo stesso dirigente della ditta, che ha la sede a Gardolo, all’indomani dell’acquisizione di un grosso appalto.

IL TRENTINO 26/11/2011

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VIDEO Blitz all’IPERmercato dei licenziati Alfa Romeo

Pubblicato da slaicobastrentino su novembre 28, 2011

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FIAT POMIGLIANO / PIANO MARCHIONNE: CONTROFFENSIVA DEI LAVORATORI

Pubblicato da slaicobastrentino su novembre 28, 2011

FIAT POMIGLIANO / PIANO MARCHIONNE: CONTROFFENSIVA DEI LAVORATORI
Domenica 27 Novembre 2011 23:40

L’ASSEMBLEA DEGLI OPERAI DELLA FIAT E TERZIARIZZATE SVOLTASI STAMATTINO A POMIGLIANO HA DECISO L’AVVIO DI UNA :

MANIFESTAZIONE-PRESIDIO ALLE PORTINERIE DELLO STABILIMENTO PER I GIORNI 13/14/15 DICEMBRE IN OCCASIONE DELLA PRESENTAZIONE DELLA “NUOVA” PANDA: ALLA MOBILITIAZIONE (DA COSTRUIRE INSIEME) SONO INVITATE TUTTE LE FORZE DEL SINDACALISMO DI BASE E CONFLITTUALE E QUELLE SOCIALI E POLITICHE

AVVIO DEI PER DISCRIMINAZIONE E VIOLAZIONE DELL’ART. 2112 DEL CODICE CIVILE IN MATERIA DI CESSIONE D’AZIENDA: ENTRAMBE LE VIOLAZIONI AZIENDALI SONO INOLTRE TUTELATE DA QUALI IL DIRITTO COSTITUZIONALE E QUELLO EUROPEO E DALL’ACCORDO DI POMIGLIANO NE’ DALLA RECENTE DISDETTA DI MARCHIONNE DI TUTTI I PRECEDENTI ACCORDI SINDACALI

RESTITUZIONE ALLA FINMECCANICA DEGLI STABILIMENTI ALFAROMEO: CON UNA INQUIETANTE STORIA DI MAZZETTE E FONDI NERI L’ALFA ROMEO FU REGALATA NEL 1987 DA PRODI (ALL’EPOCA PRESIDENTE DELL’IRI – GOVERNO CRAXI) ALLA FIAT PER BLOCCARE L’ACQUISTO DA PARTE DELLA FORD E CONSENTIRE AGLI AGNELLI IL MONOPOLIO DELL’AUTO IN ITALIA. SUL COLLEGATO “FALSO IN BILANCIO” LA MAGISTRATURA DI TORINO HA RIPETUTAMENTE CONDANNATO LA FIAT FINO IN CASSSAZIONE, SEMPRE DANDO RAGIONE ALLE TESI SOSTENUTE DALLO SLAI COBAS, SINDACATO CHE OGGI DA IL MANDATO AI PROPRIO AVVOCATI PENALISTI PER AVVIARE ULTERIORI E FORTI INIZIATIVE GIUDIZIARIE CONTRO LA FIAT PER LA RESTITUZIONE DELL’ALFA ROMEO AL “PUBBLICO”… ALTRO CHE ”RISANAMENTO DEL DEFICIT PUBBLICO” A DANNO DEI DIRITTI E DEL POSTO DI LAVORO DEI LAVORATORI FIAT

ASSEMBLEA OPERAIA NAZIONALE IN FEBBRAIO 2012 (APERTA ALLE FORZE DEL SINDACALISMO DI BASE E CONFLITTUALE ED A QUELLE SOCIALI E POLITICHE) IN COINCIDENZA DELLA PRIMA UDIENZA DEI RICORSI CHE SARANNO AVVIATI NEI PROSSIMI GIORNI <PER RIDARE FORZA, VOCE E ALLE RAGIONI DEI LAVORATORI>

ANCHE DI QUESTO SI PARLERA’ ALL’ASSEMBLEA NAZIONALE DEL SINDACALISMO DI BASE CHE SI TERRA’ SABATO 3 DICEMBRE A ROMA, ORE 9.30/14.30, AL TEATRO AMBRA JOVINELLI (VIA G. PEPE, 43)

Slai cobas Fiat e terziarizzate – Pomigliano d’Arco, 25/11/2011

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TRENTO SCIOPERO ALLA TRASCO S.r.l

Pubblicato da slaicobastrentino su novembre 22, 2011

riceviamo e contribuiamo a diffondere
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UN EPISODIO D’INSOLENZA PADRONALE!
Quella che intendiamo portare a conoscenza della pubblica opinione, è una storia di ordinaria arroganza padronale che questa volta ha trovato, però, l’opposizione dei lavoratori.
La vicenda riguarda un’importante ditta trentina di trasporto carburanti, la TRASCO S.r.l., che ha la sua sede legale a Trento e varie sedi operative dislocate nel “mitico” nord-est. Tra queste, ricordiamo Romagnano di Trento (TN), Porto Marghera (VE), Merano (BZ) e Visco (UD).
Il trasporto di carburanti, per conto della più grande compagnia petrolifera multinazionale americana conosciuta come ESSO, viene effettuato per lo più con TIR ed automezzi pesanti, le cosiddette “bombe viaggianti”: 40.000 litri di benzina o gasolio racchiusi in cisterne che viaggiano a 70-80 chilometri orari lungo le arterie stradali ed autostradali del Nord Italia per ore ed ore.
Da quattro anni l’attuale proprietà, subentrata al fondatore dell’impresa prematuramente scomparso nel 2007, coadiuvata dalla locale sezione di Confindustria, sta tentando di cancellare il contratto collettivo sia aziendale che nazionale, volendo introdurre erogazioni salariali agli operai completamente svincolate da qualsiasi regola fiscale e contributiva. In buona sostanza, i nuovi “padroni” vogliono avere completa libertà di pagare le maestranze senza vincoli, potendo abbassare gli attuali stipendi, comprimere i diritti, eludere tasse e contributi, senza peraltro doverne rispondere agli operai ed alla loro rappresentanza. Con il tacito consenso di CGIL-CISL-UIL che, non avendo più iscritti in azienda, fanno silenzio con l’unico risultato di danneggiare i lavoratori, i quali hanno invece deciso di organizzarsi in un sindacato di base e di fare resistenza. E questo da (e darà in futuro) molto fastidio.
I fatti in breve. A sei anni dalla scadenza dell’ultimo accordo aziendale approvato dagli operai mediante referendum, forte della dissoluzione della CGIL all’interno dell’impresa (CISL e UIL non sono praticamente mai state attivamente presenti!), la proprietà ha operato una vera e propria forzatura, cancellando l’esistente contrattazione collettiva ed introducendo illegalmente e forzatamente un “contratto” non negoziato con gli operai, né con la loro rappresentanza: migliaia di ore di lavoro straordinario imposte, mal retribuite e per giunta mascherate per non pagare tasse; giornate di permessi per riduzione dell’orario di lavoro cancellate dalle buste paga; tagli allo stipendio; aumento indiscriminato dell’orario di lavoro; impedimento dell’elezione della R.S.U. e del R.L.S.; mancato riconoscimento dell’unico sindacato esistente ed operante in azienda perché ritenuto scomodo ovvero il SINDACATO di BASE MULTICATEGORIALE (in sigla S.B.M. Trento), a cui tutti gli autisti hanno aderito. E’ scattata la rivolta!
Sabato 19 novembre 2011 è stato dichiarato il primo sciopero dello straordinario che ha visto l’adesione di tutti i lavoratori addetti alla guida dei carburanti nella provincia di Trento. Un bel colpo contro l’arroganza aziendale che dovrà prepararsi a subire continui scioperi articolati e senza preavviso fintanto che non recederà dal comportamento antioperaio ed antisindacale.
Contestualmente alle iniziative di sciopero, i legali del Sindacato stanno preparando vertenze di lavoro che investiranno il Tribunale di Trento, ma anche esposti agli ispettorati competenti ed alla guardia di finanza per gli illeciti in corso, a cominciare dai minori introiti per contributi riferiti alla pensione INPS.
Sarà una lunga e dura lotta, definita d’altri tempi, che però al giorno d’oggi potrà essere d’aiuto e d’esempio contro la prepotenza delle aziende, molto spesso occultata dietro la parola magica “crisi”.
SINDACATO di BASE MULTICATEGORIALE
Via Giacomo Matteotti n. 14
38122 – TRENTO (TN)
Mobile 349/5366000 * telefax 0461/934930
@-mail: sbm.trento@yahoo.it

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Corteo contro 300 LICENZIAMENTI alla SISME di Olgiate Comasco

Pubblicato da slaicobastrentino su novembre 22, 2011

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Il blitz degli operai slai cobas al supermercato “Spesa gratis, siamo stati licenziati” Alfa Romeo di Arese

Pubblicato da slaicobastrentino su novembre 22, 2011

Da repubblica.it:

Una cinquantina di operai licenziati da Innova Service, l’azienda che gestisce le portinerie sull’area dell’ex Alfa Romeo di Arese, hanno organizzato un presidio all’interno di un supermercato Iper in piazzale Accursio a Milano. Sono entrati e hanno riempito i carrelli della spesa con generi alimentari, mentre alcuni colleghi si sono radunati fuori dai cancelli con bandiere e striscioni. “Chiediamo di uscire dal supermercato con i carrelli pieni – ha spiegato Corrado Delle Donne, coordinatore dello Slai-Cobas – perché i lavoratori hanno bisogno di mangiare. E’ un gesto dimostrativo per chiedere che i dipendenti che hanno perso il posto vengano ricollocati sull’area”. Il gruppo Iper è proprietario di una parte dei terreni sul quale sorgono i vecchi stabilimenti dell’Alfa Romeo e dove sarebbe in programma la costruzione di un centro commerciale. I 60 lavoratori di Innova Service, tutti ex operai Fiat ricollocati nell’azienda di servizi, sono stati licenziati lo scorso 11 febbraio e da allora sono in presidio davanti alla fabbrica

http://milano.repubblica.it/cronaca/2011/11/22/foto/il_blitz_degli_operai_al_supermercato_spesa_gratis_siamo_stati_licenziati-25402999/1/

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Bruno Bellomonte è libero !

Pubblicato da slaicobastrentino su novembre 22, 2011

Il compagno, ferroviere, sindacalista e militante indipendentista sardo Bruno Bellomonte è libero. E’ crollata una montatura che l’ha
costretto a due anni e mezzo di carcere. Esprimamo la nostra soddisfazione e denunciamo la gravità di quanto accaduto.

Sebastiano Pira per lo
slai cobas del Trentino

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3 DICEMBRE ASSEMBLEA NAZIONALE DELLE FORZE CONFLITTUALI

Pubblicato da slaicobastrentino su novembre 21, 2011

[differito lo sciopero generale del 2 dicembre]

GOVERNO MONTI: SINDACATI DI BASE, SARÀ LOTTA DI LUNGA DURATA
3 DICEMBRE ASSEMBLEA NAZIONALE DELLE FORZE CONFLITTUALI

USB, Cib-Unicobas, SlaiCobas, Snater e USI condividono una valutazione fortemente negativa sul Governo Monti, che giudicano direttamente gestito dall’Unione Europea, dalla BCE e dalla finanza internazionale. Il programma presentato al Parlamento appare in perfetta continuità e sintonia con quanto adottato dal precedente governo ed indicato dalla BCE. Dietro alle scontate rassicurazioni dialettiche del nuovo premier, contiene infatti obiettivi che implicano ulteriori tagli e sacrifici, mirati direttamente ai lavoratori ed alle fasce di popolazione già pesantemente colpite dalla crisi.

Il forte disagio esistente in tutto il paese, la necessità di milioni di persone di aggrapparsi al “nuovo” per cancellare la paura di una crisi che si fa sempre più pressante, insieme al condivisibile senso di liberazione che ha accompagnato la fine del Governo Berlusconi, impediscono a molti di focalizzare come questo governo cosiddetto tecnico sia in grado di decidere misure ancor più pesanti del precedente, sia perché guidato da forti poteri economici, sia perché fondato su una “unità nazionale”, politica e sindacale, che gli farà credere di poter avere mano libera.

In base a tali considerazioni USB, Cib-Unicobas, SlaiCobas, Snater e USI ritengono opportuno sviluppare, sin dai prossimi giorni, un’offensiva di verità rispetto a ciò che si sta realmente cercando di concretizzare. E’ necessaria una duratura campagna di informazione e di mobilitazione, nei luoghi di lavoro e nei territori, mirata a sollecitare la definizione del più ampio schieramento possibile, finalizzato ad una lotta di lunga durata.

In questo senso, pur ritenendo le motivazioni alla base dello sciopero del 2 dicembre ancor più valide ed attuali, tenendo conto delle distorsioni ingenerate nella fase attuale, riteniamo utile ed opportuno riposizionare lo sciopero in data successiva, costruendo l’opposizione a questo governo in base a ciò che produrrà in termini di provvedimenti fattivi, ed indire per il giorno 3 dicembre un’Assemblea nazionale a Roma.

Un’Assemblea nazionale pubblica alla quale parteciperanno centinaia di delegati, militanti sindacali e lavoratori ed alla quale invitiamo tutte le forze sindacali e sociali conflittuali democratiche, ed indipendenti, per costruire insieme un percorso di forte mobilitazione che naturalmente comprenderà sia ulteriori momenti di confronto a livello territoriale e categoriale, sia la costruzione di un grande Sciopero Generale con una base di consenso la più forte e ampia possibile.

- Per costruire l’opposizione sindacale e sociale al governo delle banche e dell’Unione europea
- Contro ogni patto con padroni e governo
- Per non pagare il debito di banche, finanza e speculatori
- Per la democrazia e il pluralismo sui posti di lavoro e contro il monopolio di Cgil, Cisl e Uil

Roma, 21 novembre 2011

USB – Cib Unicobas – SlaiCobas – Snater – USI

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LETTERA APERTA A MAURO MORETTI

Pubblicato da slaicobastrentino su novembre 11, 2011

riceviamo e pubblichiamo
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LETTERA APERTA A MAURO MORETTI
Sono Andrea Maccioni. Forse il mio nome le dirà poco o niente. O forse lo collegherà all’immagine di quel ragazzo che da 28 mesi, insieme agli altri soci fondatori dell’Associazione “Il Mondo che Vorrei” ONLUS formata dai familiari delle vittime della strage di Viareggio del 29 Giugno 2009, gira l’Italia e manifesta con le foto di tre volti sorridenti appesi al collo. Quelli sono i volti di mia sorella e dei miei due nipotini che ho perso nella immane tragedia. Se li ricorda?
Lo chiedo, perché per molti è più facile abbassare lo sguardo quando mostro quella foto in occasioni di manifestazioni o dibattiti. Tre vittime innocenti che, insieme ad altre 29 persone, ho e abbiamo “semplicemente” perso quella maledetta notte. Notizia diventata quasi banale, direi quasi di poco scalpore, in una società dove perdere drammaticamente un proprio caro sembra essere diventato un comun denominatore che lega molti cittadini. Ma le nostre vittime rimuoiono altre cento, mille volte di fronte a decisioni come la sua.
Oggi, 7.11.11, appena terminato l’incidente probatorio tenutosi a Lucca, ha pensato bene di sferrare quello che io personalmente reputo un colpo basso, ossia inviare la lettera di licenziamento al Sig. Riccardo Antonini, consulente tecnico di parte civile nell’incidente probatorio per la strage di Viareggio. Una persona colta, riflessiva, disponibile e talmente coraggiosa da non sottomettersi al ricatto del licenziamento piuttosto di aiutare i familiari della strage di Viareggio. Da un lato il Sig. Antonini, per me e per noi Riccardo, con la sua onesta ricerca di verità, dall’altro il potere che con armi impari, vuole tapparci la bocca. Mi stupisco della sua scelta. Lei stesso, a Genova, dichiarò di essere come noi alla ricerca della verità. Perché allora la scelta di allontanare il Sig. Antonini, una persona che si batte per quello che anche lei sostiene appunto essere il suo stesso obiettivo? Viviamo in una società in cui le persone vengono valutate con pesi e misure diverse. Siamo stati costretti a sentire per esempio, che per l’Ing. Licciardello, consulente tecnico nominato dal GIP e pagato da RFI, non esiste sudditanza psicologica e quindi può continuare regolarmente a svolgere la sua attività. Nel caso del Sig.Antonini invece si ritiene necessario un suo annientamento.
Fosse stato Lei il giudice, l’Ing. Licciardello l’avrebbe “licenziato” dall’incarico? Non riesco a capire. L’unica cosa certa è che io sono stato costretto a giocare questa partita, anche se il mio sarà sempre il ruolo del perdente, qualsiasi sia il suo esito. Perché sono io ad aver perso Stefania, Luca e Lorenzo. Lei non ha perso niente. Siamo noi, familiari di 32 splendide persone, che nella tranquillità e sicurezza delle loro case sono state costrette a prendere un treno, senza pagare il biglietto, che li ha portati via per sempre.
Dopo il disastro di Crevalcore il Sig. Armando D’Apote dichiarò che le ferrovie italiane, nonostante la tragedia del 07.01.05, erano le più sicure d’Europa. Poi lei, Ing. Moretti, dichiarò la stessa cosa anche dopo il 29.06.09, nonostante la strage di Viareggio. Quanti “nonostante” dobbiamo ancora subire perché i nostri cari la smettano di essere uccisi? Provo tanta rabbia e tanto dolore dentro di me, ma nonostante tutto credo in un mondo migliore, e nutro la speranza di poter raccontare a chi è rimasto, che nel nostro mondo c’è ancora chi ha il coraggio di lottare onestamente per i valori in cui crede, e chi viene punito per le proprie colpe.
Pertanto Le chiedo di rivedere il Suo/Vs. provvedimento nei confronti del Sig. Antonini.
Spero in una Sua risposta, la meno retorica possibile, per favore.
In fede
Andrea Maccioni

Pubblicato in: ferrovie dello stato, LICENZIAMENTI DISCRIMINATORI, LICENZIAMENTI POLITICI, SALUTE E SICUREZZA, strage di Viareggio | Lascia un commento »

Solidarietà dello Slai Cobas a Riccardo Antonini

Pubblicato da slaicobastrentino su novembre 11, 2011

Esprimiamo la nostra solidarietà a Riccardo e pubblichiamo quanto ci è pervenuto
Slai Cobas Trentino Alto Adige

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Le ferrovie vogliono fare terra bruciata delle libertà civili

RIASSUMETE RICCARDO ANTONINI !

LICENZIATO PER RAPPRESAGLIA

DAGLI INDAGATI DI RFI

Il gravissimo atto intimidatorio nei confronti di Riccardo sta subendo l’esecrazione del mondo del lavoro, dell’associazionismo e dei molti organismi istituzionali. Dobbiamo continuare a costriure intorno a lui un muro doi sostegno e di solidarietà. La mobilitazione è indispensabile per far sapere agli idagati di RFI e del gruppo fs che noi non possiamo tollerare questa prepotenza: A loro diciamo: “Siete indagati, difendetevi nel processo e non con le lettere di licenziamento”.

Come ferrovieri siamo alla parte di Riccardo che generosamente ha messo a disposizione le sue conoscenze ed il suo impegno politico e civile a disposizione dei familiari delle vittime, dei concittadini e dei colleghi, nella ricerca di questa verità che sembra così difficile da ottenere. Nei prossimi giorni saranno organizzate delle iniziative per il ritiro del licenziamento.
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SOLIDARIETÀ A RICCARDO ANTONINI LICENZIATO DALLE FERROVIE

L’Unione Sindacale di Base Lavoro Privato esprime piena solidarietà e sostegno a Riccardo Antonini, il ferroviere consulente di parte civile nell’incidente probatorio per l’inchiesta sulla strage di Viareggio, licenziato dalle Ferrovie. Con la scarna motivazione della compromissione del rapporto fiduciario, il Gruppo Ferrovie compie un ennesimo atto di intimidazione ai danni di un lavoratore incolpevole, reo in questo caso di aver anteposto alle finalità private societarie l’etica trasparente di chi mette le proprie competenze a disposizione dei parenti delle vittime di una terribile strage.

Questa ultima presa di posizione di Ferrovie pone ancora una volta sotto una luce bieca l’applicazione del codice disciplinare nel settore ferroviario, dove da molto tempo il clima è sempre più irrespirabile e la politica di rimozione di tutti i lavoratori che non accettano imposizioni gratuite sta diventando una costante odiosa e sempre più odiata.

USB Lavoro Privato sottolinea la slealtà di un’azienda che impedisce qualsiasi tipo di confronto con i lavoratori e con l’utenza, i cui vertici aziendali appaiono sempre più annidati in un’amministrazione oligarchica, e respinge una linea basata sul profitto che nulla ha in comune con i diritti dei lavoratori e dei passeggeri.

Roma, 8 novembre 2011

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OrsaCOMUNICATO STAMPA O.r.S.A.
8 novembre 2011
Nella giornata di ieri R.F.I. S.p.A. ha licenziato il collega RICCARDO ANTONINI Tecnico della manutenzione delle infrastrutture dell’impianto di Viareggio.
Il collega Antonini è consulente nelle indagini giudiziarie relative all’incidente ferroviario di Viareggio avvenuto il 29 giugno 2009, nominato da alcuni famigliari delle vittime e dalla FILT-CGIL sezione di Lucca e, per tale motivo, ha già subito una sanzione disciplinare da parte di R.F.I. S.p.A.
R.F.I. S.p.A. in una nota precisa che il provvedimento è motivato: “in particolare per le gravi ingiurie e i pesanti insulti rivolti direttamente all’Amministratore Delegato Mauro Moretti, nel corso di un dibattito pubblico nell’ambito di una manifestazione organizzata dal PD e tenutasi a Genova il giorno 9 settembre”.
Il collega ANTONINI in un articolo del quotidiano “IL TIRRENO” pubblicato stamattina, nega le accuse di R.F.I. S.p.A.
Purtroppo il disastro di Viareggio continua a segnare un passaggio buio dell’immagine di Ferrovie dello Stato e il licenziamento del collega Antonini, a cui si ascrive il pregio di impegnarsi nella ricerca della verità in una tragedia che conta 32 morti e un numero imprecisato di feriti, la dice lunga sul metodo con cui F.S. intende gestire una vicenda così drammatica.
E’ assurdo che dinanzi ad un evento di tale portata, che sollecita direttamente gli equilibri basilari del Gruppo F.S., venga licenziato un lavoratore con motivazioni tutt’altro che di rilievo per gli interessi aziendali.
La drammaticità dell’incidente di Viareggio impone di valutare esclusivamente responsabilità connesse allo svolgimento dei fatti, prescindendo da comportamenti affatto inerenti a quest’ultimi.
Il Sindacato Or.S.A. Ferrovie esprime solidarietà al lavoratore ed al Sindacato FILT-CGIL e chiede l’immediato reintegro del collega RICCARDO ANTONINI.

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LICENZIATO RICCARDO ANTONINI

Pubblicato da slaicobastrentino su novembre 11, 2011

C’è conflitto e conflitto … d’interesse (!)

Il conflitto vero

Si è concluso, dopo 8 mesi (7 marzo – 4 novembre), l’incidente probatorio. Una conclusione amara per i familiari delle vittime, per i superstiti, per i sopravvissuti al disastro ferroviario, per la città di Viareggio. Amara perché sono state “sovvertite” le regole, nel merito e nel metodo. Si è voluto a tutti i costi dare credito alla tesi dei due periti che a forare la cisterna da cui è fuoriuscito il Gpl, che ha provocato la strage, sia stata la piegata a zampa di lepre (parte del deviatoio), anziché il picchetto … Quella della piegata è tesi insostenibile da ogni punto di vista ma sostenuta dai due periti: il prof. Vangi che si occupava di incidenti ferroviari per la prima volta! e dall’ing. Licciardello che, in progetti di lavoro, percepisce una retribuzione da Rete ferroviaria italiana (Rfi), propriamente e direttamente interessata al quesito 14 su: picchetto o piagata a zampa di lepre.
Il Gip Silvestri ha rigettato la richiesta della Procura di sostituire i periti per incompatibilità o, meglio, per incompetenza e per evidente conflitto d’interesse. Secondo il Gip non vi è sudditanza psicologica. Esiste, comunque, al di là dell’aspetto c.d. psicologico un dato oggettivo: la “retribuzione economica” di Rfi come ha ammesso lo stesso ing. Licciardello.

… e quello non vero

L’Ad delle ferrovie, Moretti, si è finalmente deciso a licenziare il consulente tecnico Riccardo Antonini. Dopo 10 giorni di sospensione comminati ad agosto, si è passati al licenziamento senza preavviso per essersi “definitivamente compromesso il rapporto fiduciario”. Obbligo di fedeltà, riservatezza, fiducia, conflitto d’interesse (ora anche le “offese” al dottor Moretti) è quanto contestato a Riccardo. Addebiti pretestuosi e falsi. Con questo licenziamento hanno voluto, invece, negare il diritto di critica, di cronaca, di verità, di giustizia, di sicurezza rivendicato dai familiari delle vittime e dalla città di Viareggio. In questi mesi hanno usato un armamentario subdolo e provocatorio quale: intimidazioni, minacce, pressioni … fino al licenziamento per stravolgere l’iter processuale che, ad oggi, li vede indagati per la strage di Viareggio.
Consapevoli di chi e di che cosa abbiamo di fronte, dobbiamo essere più forti, uniti ed organizzati.

Lunedì 14 novembre ore 21.00
Assemblea-dibattito alla Croce Verde di Viareggio
per discutere ed organizzare iniziative adeguate alla gravità della situazione

Viareggio, 10 novembre 2011 – Associazione “Il mondo che vorrei”
-Assemblea 29 giugno – Comitato Avif

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SCIOPERO GENERALE 2 DICEMBRE 2011 INDETTO DA USB, SLAI COBAS, CIB-UNICOBAS e SNATER

Pubblicato da slaicobastrentino su novembre 2, 2011

SCIOPERO GENERALE 2 DICEMBRE 2011 USB, SLAI COBAS, CIB-UNICOBAS e SNATER hanno indetto lo Sciopero generale di tutte le categorie pubbliche e private per intera giornata del 2 dicembre 2011
> Contro le manovre del governo e le politiche dell’unione europea, che vogliono tutelare le banche e la finanza e far pagare la crisi ai lavoratori ed alle fasce di popolazione più disagiate;
> Contro il patto sociale e l’attacco ai diritti dei lavoratori;
> Contro le ultime decisioni del governo contenute nel documento inviato alla Comunità Europea e da essa approvato, che prevedono la conferma delle precedenti manovre del governo italiano di luglio ed agosto 2011 ed ulteriori misure su licenziamenti, privatizzazioni e peggioramento delle condizioni di lavoro del personale del pubblico impiego e della scuola (anche con l’accorpamento selvaggio degli istituti), compresa la riduzione del personale, la cassa-integrazione, la mobilità obbligatoria e la possibilità di licenziare;
> Contro l’accordo del 28 giugno 2011 tra Cgil, Cisl, Uil e Confindustria, ratificato il 21 settembre scorso, che ha aperto la strada all’art. 8 della manovra del governo e alla cancellazione dei contratti nazionali.

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LA FIAT DI MARCHIONNE: I NUMERI DI UN DISASTRO !

Pubblicato da slaicobastrentino su novembre 2, 2011

LA FIAT DI MARCHIONNE: I NUMERI DI UN DISASTRO !

Venerdì 28 ottobre – ore 10.00 – sede SLAI Cobas Pomigliano

ASSEMBLEA LAVORATORI FIAT TERZIARIZZATE

Con l’esaurimento produttivo della 159, dopo quello della 147, siamo alle ultime battute per la maggioranza dei lavoratori di Fiat e terziarizzate di Pomigliano che lasciano la fabbrica con l’unica certezza di cassa integrazione a ‘zero ore’ ed il pericolo di rimanere sotto le macerie dei cumuli di parole, promesse, clientele e ricatti dei tanti “ottimisti di mestiere” che per anni si sono adoperati a mettere i lavoratori in ‘concorrenza’ tra loro per la ‘conquista’ di un posto di lavoro nelle newco raccontando la favola di Fabbrica Italia che avrebbe assorbito l’intero organico di Fiat Auto, ben sapendo, come lo Slai cobas ha denunciato da sempre, che la produzione Panda assorbirà solo 1/3 dei lavoratori ad oggi occupati!

I numeri, ormai noti, ci danno ragione: tra quanti, circa 500, da licenziare e collocare in mobilità entro la fine anno; i 300 che saranno a loro volta deportati al reparto-confino di Nola già tagliato fuori da Fabbrica Italia (dove i lavoratori sono da tempo infognati nella cassa integrazione proprio come quelli di Pomigliano), i 380 dello stampaggio a loro volta tagliati fuori da Fabbrica Italia, a conti fatti, nella newco, se e quando andrà a regime, crisi permettendo, ci sarà posto al massimo per non più di 2.400 lavoratori.

E le cose non vanno certamente meglio nelle altre fabbriche del gruppo e nell’indotto: da Mirafiori a Grugliasco, da Arese a Termini Imerese l’unico futuro che si intravede è lo spettro dei progressivi licenziamenti. Bene fecero a suo tempo gli operai di Pomigliano, col solo Slai cobas schierato all’opposizione e la Fiom sull’Aventino, a mettere in profonda crisi Marchionne col NO al referendum. Un piano che non poteva lasciare spazio ad alcuna illusione già all’epoca. La coraggiosa risposta degli operai di Pomigliano nonostante il forte ricatto aziendale appoggiato dall’intero sistema politico e sindacale ha consentito nel gruppo Fiat la costruzione di un importante dissenso operaio sia nel successivo NO di Mirafiori che all’ultimo referendum di Caivano che ha visto ancora una volta il solo Slai cobas schierato per in NO con la Fiom che ha firmato e rifirmato l’accordo-capestro (arrivando alla farsa di richiedere un nuovo referendum sullo stesso accordo) per l’estensione del modello-Marchionne nell’indotto dell’auto.

In tutto questo risulta determinante il ruolo dello Slai cobas di tutela ‘nel presente e nel futuro’ dei lavoratori a partire da quelli vittime dei licenziamenti ‘facili’ dell’era Marchionne cui, con ripetute sentenze della magistratura, abbiamo garantito il rientro in fabbrica ed il risarcimento danni (ultimi, nei giorni scorsi, Francesco Manna e Rosario Monda – ciò a differenza della Fiom e degli altri sindacati in quanto chi si è rivolto a loro, ad oggi, resta ancora licenziato). Nel frattempo sono già in corso le cause-pilota con gli avvocati dell’Ufficio Legale dello Slai cobas contro la che, nella recente udienza, hanno visto la Fiat in grossa difficoltà. Cause che, non solo richiedono un ingente risarcimento danni ma puntano a garantire nel tempo il futuro lavorativo. Altre importanti iniziative a tutela dell’insieme dei lavoratori sono in imminente attuazione.

“FABBRICA ITALIA ERA E CONTINUA AD ESSERE SOLO UN INDIRIZZO… IL SETTORE AUTO E’ A UN MIGLIO DALL’INFERNO”… questa è la gravissima dichiarazione di Marchionne resa lunedì scorso all’Unione degli Industriali di Torino e la dice lunga sul suo piano-industriale truffa !

Venerdì 28 ottobre – ore 10.00 – sede SLAI Cobas Pomigliano

ASSEMBLEA LAVORATORI FIAT TERZIARIZZATE:

· punto sulle cause in corso e prossime iniziative sindacali e giudiziarie di massa
· brindisi sulle ultime vittorie giudiziarie ed il rientro in fabbrica dei licenziati.

Il futuro che ci aspetta non è certo sereno: tra le politiche anticrisi e bipartisan di macelleria sociale e massacro dei diritti dei lavoratori, le nuove dismissioni di fabbriche sul territorio (dall’Alenia all’Irisbus alla Fincantieri solo per fare alcuni esempi) si vedranno solo ingrossare le file dei disoccupati. Ai lavoratori resta l’intelligenza politica si sapersi organizzare e lottare per difendere i propri diritti, i propri interessi ed il proprio futuro. Lo Slai cobas lo strumento per ‘farlo insieme’ !

Slai cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate – Pomigliano, 26/10/2011

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