SLAI COBAS TRENTINO ALTO ADIGE

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  • TRENTO 04/02/2012

  • TESSERAMENTO 2011

  • NO ALLA GUERRA IMPERIALISTA CONTRO LA LIBIA

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  • email del COORDINAMENTO PROVINCIALE SLAICOBAS NAPOLI / POMIGLIANO cobasslai@libero.it
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  • NESSUN CONTRIBUTO PUBBLICO ALLE IMPRESE CHE DELOCALIZZANO ED INVESTONO ALL'ESTERO

  • I LAVORATORI PAGHERANNO MONTAGNE DI EURO PER LA LINEA AD ALTA-VORACITA’ BRENNERO-VERONA. E’ UN’OPERA CHE, MENTRE DEVASTERA’ LA SALUTE DEI CITTADINI E L’AMBIENTE, INGRASSERA’ POLITICI, COSTRUTTORI, GRANDI IMPRESE E BANCHE

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    NIENTE SOLDI PUBBLICI ALLE COOPERATIVE CHE SFRUTTANO E LICENZIANO I LAVORATORI

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  • BASTA CON I SINDACALISTI CORROTTI E' NECESSARIO COSTRUIRE UN NUOVO SINDACATO DEI LAVORATORI

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  • UN BLOG PER FARE COSA ?

    Cari Compagni ed Amici Abbiamo cercato di impostare il blog in modo da contribuire all’informazione, alla denuncia di particolari situazioni lavorative, alla formazione, alla solidarietà di classe. In questo senso abbiamo voluto concepire il blog come uno strumento al servizio della difesa dei proletari e dei lavoratori ed abbiamo cercato in queste prime settimane di pubblicare materiali (notizie, volantini, documenti ecc.) che potessero servire a sviluppare idee, competenze, organizzazione ed opposizione. Pensiamo che il blog se da un lato deve porsi al servizio di un processo collettivo, dall’altro a sua volta deve venire costruito in un processo collettivo. Un blog di questo tipo ha tanto maggiore senso quanto più contribuisce a stimolare e valorizzare la partecipazione e gli apporti del compagni e dei lavoratori. Non viviamo più nel ventesimo secolo e questo vuol dire che i lavoratori hanno orami accumulato enormi competenze nei campi più disparati, il problema è che queste conoscenze vengono prevalentemente coltivate in modo individuale e spesso individualistico, non vengono socializzate e tradotte in un processo costituente di una nuova collettività. Senza cultura proletaria non ci può essere un reale movimento di trasformazione sociale e politico, ma questa cultura non va inventata dal nulla, quanto costruita attraverso un processo di generazione collettiva. Una cultura innovativa capace di unificare e ricomporre i lavoratori può diventare una forza in grado di cambiare il mondo. Per quanto ci riguarda vi chiediamo di costruire il blog insieme a noi rendendolo tra l’altro uno strumento utile per la difesa dei lavoratori. Tramite il blog altri lavoratori potranno entrare in rapporto con lo slai cobas del Trentino scegliendo liberamente il livello di questo rapporto. Apposite pagine del blog sono quindi destinate alla pubblicazione, alla segnalazione ed alle denunce, alle richieste d’informazione ecc. Ormai i blog stanno diventando un mezzo di comunicazione e di dibattito capace di concretizzarsi nella formazione di reti di relazioni, iniziative collettive e movimenti. Speriamo di non essere da meno di tanti politici di potere, di tanti servi intellettuali e vip, di tanti esponenti di una ‘sinistra’ marcia. Tutte queste bande di privilegiati e parassiti usano utilmente il web vecchio e nuovo al servizio degli interessi di una parte ristretta della società. Spetta ai proletari, ai lavoratori ed agli strati popolari usare tutti i mezzi di comunicazione in modo competente e creativo al servizio degli sfruttati.
  • PERCHE’ SCEGLIERE LO SLAI COBAS DEL TRENTINO ALTO ADIGE ?

    I sindacati confederali sono irreversibilmente corrotti. Gli apparati dei sindacati confederali sono ormai indissolubilmente legati al capitale finanziario. I sindacalisti si riciclano nelle burocrazie dello stato, nelle finanziarie, nelle imprese cooperative, nei servizi alle imprese, negli uffici padronali delle “relazioni sindacali”, negli enti no-profit, nelle cooperative, nei partiti di potere. Dentro i sindacati confederali ci sono ancora immense energie di lotta che vanno difese, salvaguardate ed indirizzate verso la costruzione di un nuovo sindacato dei lavoratori capace di opporsi all’offensiva dei governi di centro-destra e di centro-sinistra e di far avanzare la lotta contro i padroni, le banche, le burocrazie statali, il capitalismo di stato ed il capitale europeo ed internazionale. Lo slai-cobas lavora, insieme a tanti altri lavoratori di diverse appartenenze, per la costruzione di un nuovo sindacato capace di rappresentare realmente gli interessi degli operai, dei disoccupati, dei precari, dei lavoratori svantaggiati, degli strati popolari. Lo Slai Cobas è un sindacato nazionale inter-categoriale quindi possono far parte dello Slai Cobas lavoratori di tutte le categorie. ___________________________________________
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Archivio per settembre 2009

COOPERATIVA LA RUOTA (TN):CONTINUANO LE CONTESTAZIONI DISCIPLINARI

Pubblicato da slaicobastrentino su settembre 25, 2009

Lo Slai Cobas del Trentino ha promosso vari ricorsi al servizio lavoro chiedendo la convocazione della Commissione di conciliazione per contestare ed impugnare varie contestazioni disciplinari intentate dalla Coop. La Ruota contro nostri associati.

Lo Slai Cobas è intenzionato a contastare sul piano dell’iniziativa sindacale e legale tutte le contestazioni che si rivelino prive di fondamento e quindi di carattere arbitrario e persecutorio.

Difendiamo le libertà sindacali ed opponiamoci all’autoritarismo ed all’arbitrio padronale sui luoghi di lavoro.

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NUOVA SEDE SLAI COBAS A TRENTO

Pubblicato da slaicobastrentino su settembre 25, 2009

Avvisiamo tutti gli interessati che lo  Slai-Cobas del Trentino si è trasferito da Via Orti 24 a Via Solteri 37/1.

slaicobastrentino@alice.it

cell.3482448231

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INQUINAMENTO ACUSTICO SULLA FERROVIA STORICA IN TRENTINO E PROGETTO PER LA NUOVA LINEA FERROVIARIA DEL BRENNERO

Pubblicato da slaicobastrentino su settembre 25, 2009

Un problema assai delicato con cui devono confrontarsi le ragioni del no alla seconda ferrovia del Brennero è il rumore attuale (e futuro) dei treni merci sulla linea storica. E’ un problema, del resto, che i progettisti usano tra gli argomenti per sostenere la necessità di costruire una nuova ferrovia veloce che allontani questo traffico dagli ambiti urbani. Limitiamoci per ora ad un ragionamento sul tracciato in Trentino…

leggi tutto il documento in 4 pagine formato pdf

clikka su

2009-09-23 Inquinamento acustico su ferrovia storica e nuo…

Bolzano, Trento, 24.9.2009

Claudio Campedelli

Gianfranco Poliandri

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COOP. IL GABBIANO : E’ NECESSARIO UN COMITATO DI SOLIDARIETA’ CON I LAVORATORI

Pubblicato da slaicobastrentino su settembre 25, 2009

La situazione nella Cooperativa il Gabbiano è sempre più insostenibile. Questa cooperativa dopo aver assunto i lavoratori provvede ad applicare l’art.2 del CCNL dei lavoratori delle Coop. Sociali e quindi a ridurre considerevolmente il normale salario previsto dal CCNL per il livello contrattuale d’inserimento.

La Cooperativa il Gabbiano applica ai lavoratori il cosidetto salario d’ingresso, una vera vergogna tenuto anche conto che la stessa Cooperativa usufruisce di rilevanti contributi pubblici per ogni lavoratore inserito.

Ora dopo tre anni d’inserimento questa Cooperativa incomincia a fare pressione sui lavoratori perchè si licenzino, oppure provvede nei modi più disparati a licenziarli (compreso il “licenziamento a voce”) speculando sul fatto che i sindacati confederali si disinteressano della loro tutela ed anzi la ostacolano in vari modi. Dopo tre anni infatti cessano i contributi pubblici per ogni lavoratore inserito a tempo indeterminato e quindi la Cooperativa pensa bene di “accelerare”  le dimissioni dei lavoratori già inseriti per facilitare quell’ingresso di nuovi inserimenti che portano con sè nuovi contributi.

Ricordiamo il caso del lavoratore recentemente licenziato per motivi discriminatori e che oggi è oggetto di iniziativa di difesa sindacale e legale da parte dello Slai-Cobas.

Nei mesi scorsi si è tenuta la “Conciliazione” promossa dallo Slai Cobas presso il Servizio Lavoro della PAT e quindi si è anche aperta la strada per il ricorso legale alla Magistratura del Lavoro.

Di fatto è necessario rompere l’isolamento in cui vivono i lavoratori della Cooperativa il Gabbiano per facilitare la loro organizzazione e mobilitazione sindacale a tutela dei propri diritti più elementari.

Per questo riteniamo vada fatto ogni sforzo per costruire un Comitato di solidarietà con questi lavoratori. E’ necessario che la lotta sindacale di classe contro gli abusi effettuati da questa Cooperativa diventi un caso esemplare per i lavoratori di altre cooperative che vivono in situazioni simili.

Slai-Cobas lavoratori Coop. Sociali del Trentino

Per contatti cell. 3482448231

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Solidarietà con i lavoratori dell’ALFA di MILANO

Pubblicato da slaicobastrentino su settembre 24, 2009

20090924_Alfa_arese_2 

20090924_Alfa_arese small

PER UNA VERTENZA GENERALE DI TUTTI I LAVORATORI DELL’AREA ALFA ROMEO.

Ad Arese area Fiat/Alfa Romeo tutto viene preparato per smantellare l’ultimo reparto produttivo.

Il lavoro delle officine, collaudatori, centro stile, progettazione e impiegatizio stanno subendo un vero e proprio “embargo” delle lavorazioni a cui adibiti e come se ciò non bastasse le lavorazioni esistenti vengono portate altrove.

Risultato: Piu’ di 300 lavoratori sono in cassa integrazione continuata fino a Novembre e tutto fa capire che continuerà ad essere così fino alla chiusura e messa in mobilità.

A ridosso di essi rimane il problema degli impiegati e società di servizio compreso l’onama che a ridosso di questo scempio hanno già attivato pure loro la cassa integrazione straordinaria.

Nell’area dimessa appartenente ad ABP Innova Service sta tentando di disfarsi degli unici 70 lavoratori che le lotte dello slai cobas erano riuscite ad ottenere.

Le società insediate non assumono e chi assume lo fa solo con manodopera precaria e senza diritti sindacali e umani.

Molti altri capannoni sono in via di essere consegnati, ma nessuna istituzione si fa viva per far rispettare i vincoli di occupazione sanciti da vari accordi al ministero e in regione lombardia.

In mezzo a questo scempio fatto di imbrogli e speculazioni ancora una volta vari Politici della Regione Lombardia, Centri di Ricerca dell’Enea, Sindacalisti ed il riciclato Zipponi sono ritornati in campo e stanno rispolverando il vecchio progetto della “mobilità sostenibile” progetto che doveva creare nuovi insediamenti produttivi e ricollocare i cassintegrati della carrozzeria e meccanica; QUI’ ad Arese si continua tranquillamente a dismettere le produzioni in Fiat, eliminare gli unici posti di lavoro strappati nell’area di ABP e tranquillamente fare nuovi capannoni e insediamenti adibiti solo a manodopera precaria.

BASTA CON I PAROLAI.

BASTA CON I CENTRI STUDI E PROGETTI CAMPATI IN ARIA.

VOGLIAMO LAVORO E NON SPECULAZIONI.

GIOVEDI 24 MANIFESTAZIONE DI TUTTI I LAVORATORI DEL SITO.

BASTA CON QUESTA VERGOGNA

VOGLIAMO UNA VERA TRATTATIVA CHE INTERESSI TUTTI I PROBLEMI.

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notiziario SLAI COBAS POSTE

Pubblicato da slaicobastrentino su settembre 22, 2009

Per leggere il notiziario di settembre dello Slai Cobas Poste

clicca sul file pdf

   SLAI COBAS POSTE notiziario_settembre_2009

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Solidarietà ai lavoratori ANFFAS di Bologna

Pubblicato da slaicobastrentino su settembre 22, 2009

PER LA DIFESA DEI DIRITTI E DELLA DIGNITA’ DELLE LAVORATRICI E LAVORATORI DI COOP BOLOGNA INTEGRAZIONE-ANFFAS

Lunedì 28 settembre Sciopero per l’intera giornata delle lavoratrici e dei lavoratori dell’ANFFAS

La RdB/CUB denuncia la politica antisindacale dell’ANFFAS, che in prossimità dello Sciopero del 28 settembre, invia circolari “tragicomiche” nel merito e nei contenuti riguardanti il diritto di sciopero nei servizi minimi essenziali. Queste intimidazioni sono l’ennesimo esempio di come l’ANFFAS aggiri i DIRITTI dei lavoratori sottraendosi ad un serio confronto sindacale. La RdB/CUB ha proclamato per il 28 settembre una Giornata di Sciopero in tutte le strutture della Coop. Bologna Integrazione a m. ANFFAS.

Le lavoratrici e i lavoratori dell’ANFFAS da mesi attendono materialmente gli aumenti e gli arretrati dell’accordo economico per gli anni 2006/09. La ristrutturazione aziendale, sbandierata dall’ANFFAS come un processo necessario di messa a norma e “armonizzazione” per accedere al sistema di ACCREDITAMENTO delle strutture, ha prodotto ad oggi solo: -riduzione del personale -mancata stabilizzazione dei tanti precari che sono sostituiti da lavoratori interinali -decadimento della qualità dei Servizi.

 E’ arrivato il momento che anche i “padroni” del terzo settore si prendano le loro responsabilità!

RdB/CUB Bologna Coop Sociali Terzo Settore

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30/10 Assemblea Serale Lona (TN) : indice il Comitato di Solidarietà con Massimo Sighel

Pubblicato da slaicobastrentino su settembre 21, 2009

PORFIDO: CRISI, LICENZIAMENTI E DISCRIMINAZIONI.

QUALE IL RUOLO PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE ?

I CONTINUI LICENZIAMENTI CHE, NEL PIÙ ASSOLUTO SILENZIO, HANNO GIÀ COLPITO CIRCA 200 LAVORATORI IN POCO PIÙ DI UN ANNO E L’URGENZA DI TROVARE DELLE FORME DI TUTELA E DI DIFESA EFFICACI PER IL FUTURO, RENDONO SEMPRE PIÙ NECESSARIA L’ASSUNZIONE DI UN RUOLO FORTE DELL’ENTE PUBBLICO COME GARANTE PER LA DIFESA DEI LIVELLI OCCUPAZIONALI.

QUESTO È ANCOR PIÙ VALIDO IN CONSIDERAZIONE DEL FATTO CHE IL PORFIDO È UNA RISORSA DI TUTTI; UN BENE COMUNE DATO IN CONCESSIONE AD IMPRENDITORI PRIVATI CON DEI PRECISI VINCOLI DA RISPETTARE.

LA VICENDA DI MASSIMO SIGHEL, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, È MOLTO EMBLEMATICA; MASSIMO È STATO INFATTI LICENZIATO IN MANIERA DISCRIMINATORIA PER IL SUO RUOLO ALL’INTERNO DELL’ASUC DI MIOLA, NONOSTANTE FOSSE IN VIGORE UN ACCORDO CHE, IN MANIERA MOLTO CHIARA ED ESPLICITA, IMPEGNAVA GLI IMPRENDITORI A GARANTIRE I POSTI DI LAVORO NELLA ZONA DI S. MAURO.

CREDIAMO CHE UNA CORRETTA SOLUZIONE DEL PROBLEMA OCCUPAZIONALE PASSI ATTRAVERSO L’AFFERMAZIONE DEL LAVORO COME UN DIRITTO E NON ATTRAVERSO SCORCIATOIE COME GLI AMMORTIZZATORI SOCIALI CHE, ANCHE SE CERTAMENTE SONO MEGLIO DI NULLA, NON RAPPRESENTANO UNA GARANZIA PER IL FUTURO.

PER DISCUTERE DI QUESTE PROBLEMATICHE, ABBIAMO INVITATO TUTTI GLI AMMINISTRATORI LOCALI, I RAPPRESENTANTI DELLE ASUC E LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI AD UN

INCONTRO PUBBLICO PRESSO IL

TEATRO DI LONA, IL GIORNO 30 OTTOBRE 2009 ALLE 20.30

DOVE CHIEDEREMO UN IMPEGNO CONCRETO, CON TUTTI GLI STRUMENTI A DISPOSIZIONE, PER MANTENERE I LIVELLI OCCUPAZIONALI COME PREVISTO NEGLI ACCORDI E NEI DISCIPLINARI CAVE COMUNALI

VISTA L’IMPORTANZA DELLA QUESTIONE CONFIDIAMO IN UNA PARTECIPAZIONE NUMEROSA ANCHE DA PARTE DEGLI OPERAI DEL PORFIDO

Comitato di solidarietà con Massimo Sighel

blog: www.comitatosolidarietams.wordpress.com

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Napoli 26/09 :per la difesa della democrazia sindacale, della libertà di lotta e di organizzazione

Pubblicato da slaicobastrentino su settembre 20, 2009

Per la difesa della democrazia sindacale,

della libertà di lotta e di organizzazione.

ASSEMBLEA NAZIONALE A NAPOLI

Sabato 26 settembre – ore 9,30 – Hotel Ramada

(via Galileo Ferraris 40 – adiacenze palazzo Inps – 150 m. dalla stazione centrale)

Questo inizio di autunno si sta caratterizzando per una intensificazione dell’attacco padronale e governativo ai lavoratori. Il governo Berlusconi, la Confindustria e i poteri forti vogliono – a tutti i costi – scaricare i costi della crisi sulla pelle dei lavoratori, dei precari, dei disoccupati e degli immigrati.

Tale disegno antipopolare, per affermarsi più agevolmente, prevede la repressione e il disciplinamento di ogni tipo di resistenza operaia e sociale.

Ciò che sta accadendo negli stabilimenti della Fiat, e non solo, è la dimostrazione della volontà padronale di fare piazza pulita di ogni vera opposizione ai processi di ristrutturazione selvaggia.

Cgil, Cisl, Uil sostengono questo progetto antioperaio.

Dall’appoggio ai licenziamenti politici al varo di corsi di formazione con un carattere disciplinare, dai famigerati reparti/confino al sequestro concertato con la Fiat del voto RSU a Pomigliano d’Arco, Cgil – Cisl – Uil stanno scrivendo una delle pagine più nere della democrazia sindacale determinando l’ulteriore involuzione autoritaria dei diritti e delle libertà sindacali.

Cgil, Cisl e Uil utilizzano la crisi economica per rilanciare la concertazione e “contrattare” l’attacco padronale e governativo alla democrazia ed alle generali condizioni di vita e di lavoro dei ceti popolari.

LA QUESTIONE SINDACALE È EMERGENZA DEMOCRATICA!

Il tema dei diritti e della democrazia non è disgiunto dagli obiettivi di lotta che quotidianamente assumiamo nella nostra azione.

Sia nel settore pubblico che in quello privato, l’attacco alla democrazia sindacale è uno degli strumenti usati in questi anni dai vari governi che si sono succeduti, per impedire ai lavoratori di dotarsi di obiettivi e rivendicazioni anticoncertative conseguenti la difesa dei propri interessi.

In questa situazione affermare il protagonismo di massa delle organizzazioni sindacali di base indipendenti e non concertative è determinante per sconfiggere l’inaccettabile monopolio dei sindacati collaborazionisti e per mettere in atto una efficace difesa delle condizioni di vita dei lavoratori, dei precari e dei disoccupati nei luoghi di lavoro e nell’ intera società.

Su questi contenuti sono invitate le organizzazioni sindacali, politiche e i movimenti di lotta.

Slai/Cobas – coordinamento nazionale.

cobasslai@fastwebnet.it

Federazione nazionale delle Rappresentanze Sindacali di Base/CUB.

federazione@rdbcub.it

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Nuova ferrovia del Brennero: non è vero che il Trentino possa limitarsi alle sole decisioni tecniche

Pubblicato da slaicobastrentino su settembre 20, 2009

La nuova ferrovia del Brennero: non è vero che il Trentino possa limitarsi alle sole decisioni tecniche.

E’ piena di elementi svianti la campagna informativa che la Provincia di Trento sta conducendo sul progetto preliminare e sugli studi di fattibilità dei lotti trentini della nuova linea ferroviaria ad alta capacità lungo l’asse del Brennero.

Molta disinformazione riguarda competenze e contenuti delle approvazioni espresse o da esprimere.

Per esempio, non corrisponde al vero che (come sostenuto dal Presidente della Provincia il 9.9.2009 davanti al Consiglio Comunale di Rovereto) tutte le opere relative ai 218 km di nuova linea in Italia tra il confine di Stato e Verona siano state già irrevocabilmente decise e che quindi la Provincia potrebbe ormai pronunciarsi soltanto su come realizzare le tratte di proprio interesse ma non sull’opportunità strategica di tutta l’infrastruttura.

Non è nemmeno vero che i Consigli comunali e circoscrizionali – in cui si manifestano pesanti tentativi di incanalare e limitare la discussione – siano formalmente vincolati ad occuparsi solo della specifica conformità urbanistica delle opere: a parte la libertà di enti locali e singoli di affrontare qualunque problema vogliano, la stessa lettera dell’Agenzia provinciale per l’ambiente del 29.4.2009 con cui è stata avviata la procedura di consultazione richiede espressamente un “parere, per quanto ritenuto di competenza, in ordine allo studio di impatto ambientale e relativo progetto”.

E non è infine vero che le gravi minacce ambientali connesse alle opere potranno essere liberamente ristudiate e risolte in fasi successive all’approvazione dei progetti preliminari.

La popolazione trentina e i suoi rappresentanti nelle istituzioni possono dunque ancora esprimersi su tutto quanto ritengono necessario perché – a dispetto di chi vorrebbe chiuderla in fretta – la questione resta ancora aperta. …

 

 Gianfranco Poliandri Trento, 12.9.2009

LEGGI TUTTO IL DOCUMENTO

clikka sul file

2009-09-12 Nuova ferrovia Brennero in TN no solo decisioni…

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PER GLI AUTOTRASPORTATORI DELLA PROVINCIA DI TN: CONTATTATE LO SLAI COBAS

Pubblicato da slaicobastrentino su settembre 19, 2009

Invitiamo gli autotrasportatori del pubblico e del privato a

contattare lo Slai Cobas del Trentino

telefonando al numero della sede provinciale di Trento cell.3482448231 email: slaicobastrentino@alice.it

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I SOLDATI ITALIANI DEVONO TORNARE A CASA

Pubblicato da slaicobastrentino su settembre 19, 2009

Non è vero che si tratta di una missione di pace. La responsabilità per i soldati italiani morti in Afghanistan ricadono su chi li ha mandati a combattere una guerra ingiusta.

Chiediamo il ritiro e sosteniamo tutte le iniziative che avanzino questa parola d’ordine.

Di seguito pubblichiamo ampi stralci di un comunicato di un gruppo di Lavoratori Slai-Cobas della Lombardia:

<<Per cosa sono morti i soldati italiani? Questa è la prima domanda che dobbiamo porci, al di là della retorica che in questi momenti sommergerà l’Italia e che cercherà di nascondere i veri motivi perché questi soldati con le armi più sofisticate erano in questo Afganistan.

  I politici, i pennivendoli del regime, i sindacati confederali, vi racconteranno parecchie bugie. Diranno in sostanza che  i “nostri” soldati sono lì per aiutare le popolazioni (in sostanza quasi dei missionari), per combattere il “terrorismo”e  per la “pace”.

  Quello che nascondono è che i soldati italiani sono in Afghanistan (come negli altri paesi) per gli interessi politici dell’imperialismo italiano in alleanza con quello USA.

Per tale motivo partecipano nei vari teatri di guerra alle più orrende carneficine,  non distinguendo gli obiettivi civili da quelli militari, mietendo numerose vittime anche e soprattutto tra ragazzi/e di giovane età che hanno la sola colpa di vivere in questi paesi. I militari sono  lì per la volontà da parte del “proprio” paese imperialista il quale e in quell’area per dominare e spartire il bottino dei profitti  insieme agli altri predoni imperialisti.

  I lavoratori non hanno nulla in comune con queste borghesie predatrici e hanno tutto l’interesse ad opporsi alla partecipazione italiana alla guerra  che si sta combattendo in Afganistan.

Per questo,  il primo obiettivo urgente è quello di opporsi a tutte le guerre e, come denunciamo da tempo,  per evitare altri lutti  alle famiglie italiane e alle popolazioni afgane,  lottare per l’immediato ritiro delle truppe italiane in Afganistan e negli altri paesi nei quali sono presenti>>

Lavoratori e delegati sindacali dello Slai Cobas della Regione Lombardia

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DAI COMITATI NO TAV KEIN BBT

Pubblicato da slaicobastrentino su settembre 17, 2009

Come appartenenti ai Comitati NO TAV Kein BBT

dell’Alto Adige e del Trentino stiamo lavorando

da alcuni anni ad una documentazione che vuole

portare riflessioni e informazioni critiche sulla

problematica del trasporto delle merci attraverso

il nostro territorio, con riferimento al progetto

per la nuova linea ferroviaria del Brennero. La

nostra documentazione é disponibile per tutti gli

interessati e per facilitare l´accesso a tali

documenti vi chiediamo di pubblicare la

documentazione essenziale per introdurre l’argomento.

Tutti i file sono disponibili al seguente indirizzo:

http://www.ambientesalute.org/index.php?option=com_content&view=article&catid=&id=1083%3Aspeciale-no-tav&Itemid=169&lang=it

 Ringraziandovi in anticipo per la vostra attenzione vi salutiamo

 Gianfranco Poliandri

Claudio Campedelli

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A TRE MESI DALLA STRAGE DI VIAREGGIO

Pubblicato da slaicobastrentino su settembre 16, 2009

riceviamo /pubblichiamo

Il bilancio della strage di Viareggio conta 31 vittime, alcune persone versano ancora in gravi condizioni, centinaia sono state evacuate. Tre bambini arsi vivi, famiglie intere distrutte, progetti, sogni, le fatiche di una vita spazzati via in un attimo, e non è stata una fatalità, ma un incidente sul lavoro.

Sono passati quasi tre mesi ed ancora nessuna responsabilità è stata accertata. In queste settimane si è assistito ad un ridicolo e patetico gioco di rimbalzi dall’uno all’altro dei soggetti palesemente responsabili.

L’8 settembre a Bruxelles, alla Conferenza europea sulla sicurezza in ferrovia, uno dei superstiti di via Ponchielli, luogo della strage, ha posto la domanda: ” … Vorrei sapere perché la zona ferroviaria del disastro è ripartita subito mentre la zona rossa devastata è rimasta sequestrata fino a pochi giorni fa ?”.

Una domanda legittima che ancora non ha avuto una precisa risposta se non quella del Ministro delle infrastrutture, Altero Matteoli, che ha detto: “Mica si poteva spezzare l’Italia in due!” Perché il ministro si sostituisce al magistrato ?! Il sequestro in questione, non è competenza della magistratura ? Oppure, anche di fronte ad una simile strage, è la politica del profitto che decide ?

I cittadini e le cittadine di Viareggio, dal 30 giugno, pretendono verità e giustizia e sugli striscioni hanno scritto: “31 morti 0 indagati“.

Per far sentire la voce della città abbiamo deciso di essere presenti, martedì 22 settembre, di fronte al Tribunale di Lucca.

19 settembre 2009 Assemblea 29 giugno

e-mail: assemblea29giugno@libero.it

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MILANO 6/09: I LAVORATORI DELLE COOPERATIVE DICONO BASTA CON LO SFRUTTAMENTO

Pubblicato da slaicobastrentino su settembre 7, 2009

 Un centinaio di lavoratori delle cooperative si sono riuniti nella Sede dello Slai Cobas per discutere dei problemi che li affliggono nei posti di lavoro, nella società e soprattutto per organizzarsi e darsi un coordinamento stabile per le lotte future.

Gli interventi spaziavano dalla descrizione della condizione lavorativa, alla denuncia di come sono trattati i lavoratori immigrati dalle istituzioni e organismi statali vari e soprattutto rivendicavano la necessità di una risposta.Storie individuali che raccontate venivano percepite e denunciate come comuni a tutti i lavoratori che sono nelle cooperative.

Un sistema quello delle cooperative che era nato, almeno nelle intenzioni, come alternativa al sistema di sfruttamento capitalistico , un sistema di associazioni di mutuo soccorso di produzione, di distribuzione di beni di consumo, di costruzione di alloggi e di alfabetizzazione per i lavoratori.

L’Alleanza Cooperativa Internazionale definisce la cooperativa come “un’associazione autonoma di individui che si uniscono volontariamente per soddisfare i loro bisogni economici, sociali e culturali e le proprie aspirazioni attraverso la creazione di una società di proprietà comune e democraticamente controllata”.  Basterebbe invece lavorare in questo “girone” dell’inferno dello sfruttamento,  per rendersi conto di quanto esso sia un sistema di precarizzazione estrema della forza lavoro e di intensificazione dello sfruttamento capitalistico dove la violazione di ogni tutela della libertà e dignità del lavoratore, norma contrattuale e normativa è possibile.

Questo sistema delle cooperative basato sulla totale illegalità si regge sull’appoggio dei sindacati confederali, della sinistra borghese (vedi Lega delle Cooperative) della destra ( cooperative “bianche”, Compagnia delle Opere) fino ai reparti extraistituzionali della mafia, camorra e “compagnia” atta a “pulire” il denaro sporco della malavita organizzata .

Un solo esempio di illegalità “legalizzata” dai vari attori, che sono a sostegno di questo sistema, è data dall’applicazione contrattuale relativo agli aumenti salariali, alla contribuzione previdenziale ed assistenziale: la legge 3 aprile 2001, n.142 dava, all’articolo 4, la possibilità di graduare (per “un periodo non superiore a cinque anni”) le applicazioni contrattuali, tenendo conto delle differenze settoriali e territoriali delle aziende, ebbene nei contratti successivi si stabiliva che gli aumenti relativi alla tredicesima, quattordicesima, rol,ferie, ex festività, T.F.R. dovevano essere graduati per le cooperatine nate prima del 27 luglio 2002, mentre per quelle sorte successivamente si dovevano applicare senza gradualità, salvo casi particolari suffragati dalla firma di un’associazione territoriale delle cooperative e dai sindacati confederali firmatari del contratto nazionale (“Le parti concordano che il presente accordo di gradualità si applica, ai sensi della legge 142/01, agli organismi economici cooperativi che abbiano ad oggetto la prestazione di attività lavorativa di facchinaggio, di trasporto, di logistica e movimentazione merci che siano in attività alla data del presente accordo…Resta inteso che agli organismi economici costituiti e/o operativi successivamente alla data del 27/06/2002 non si applica la presente intesa di gradualità. A livello territoriale, tramite accordo tra tutte le organizzazioni firmatarie del presente protocollo, potranno essere definiti i relativi percorsi per l’applicazione del protocollo attuativo all’intesa per le cooperative costituite dopo il 27.06.2002.”). Come era prevedibile in tutte le cooperative vige ora, più o meno per tutti,il criterio della gradualità e siccome la legge prevedeva “un periodo non superiore ai cinque anni” i sindacati confederali e i rappresentanti sindacali delle aziende il 15 luglio di questo anno hanno stabilito di legalizzare questa illegalità fino all’1-11- 2010.     (nota 1).

I lavoratori delle cooperative riuniti in questa assemblea (  presenti in 14 cooperative con un totale di 600 persone, per la maggior parte immigrati) hanno deciso di ripristinare la loro ”legalità” e, contro questa oltraggiosa ed ennesima ingiustizia, difendere il proprio salario, aprendo una nuova stagione di lotta,  su tutto il fronte dove sono presenti e con scioperi simultanei dov’è possibile.

Ancora una volta lotteranno per fare rientrare al lavoro dei compagni licenziati, per un aumento di salario, per un’indennità di mensa, per un abbassamento del cottimo, per avere la liquidazione che non hanno avuto quando c’è stata la dismissione di una cooperativa e la sostituzione con un’altra.

L’assemblea ha inoltre stabilito un calendario che prevede, oltre agli scioperi, iniziative che vanno dalla partecipazione di una delegazione di lavoratori delle cooperative presso il tribunale di Milano, il giorno 21-09-2009, in occasione del processo intentato contro i 14 immigrati in seguito alla rivolta del CPT di via Corelli,  la partecipazione all’assemblea di Napoli, promossa dallo Slai Cobas con altri sindacati di base, sulla democrazia sindacale.  Cosa molto sentita da tutti, essi tenderanno all’organizzazione di una  manifestazione Milanese dei lavoratori in lotta contro l’attacco padronale e governativo, per evidenziare un fronte di classe (che va dai lavoratori di Origgio, all’alfa di Arese, all’INSSE, ai precari della scuola….) come “muro di resistenza” contro la crisi del capitale.

In continuità con la manifestazione che abbiamo promosso il primo maggio del 2009, alla testa di questa mobilitazione ci saranno gli striscioni con le scritte “IL NEMICO E’ IN CASA NOSTRA i padroni e i loro governi” e “facciamo pagare la crisi ai padroni”  .

 

SLAI COBAS MILANO

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PERCHE’ NON ABBIAMO ADERITO ALLA PROPOSTA DEL COMITATO ANTICRISI PRC DI TRENTO

Pubblicato da slaicobastrentino su settembre 5, 2009

Ai Compagni del PRC di Trento ed a tutti i compagni interessati

Cari compagni, avevamo accettato volentieri l’invito che ci avete rivolto nei giorni immediatamente precedenti il 25 agosto. In quella circostanza ci avevate invitato a partecipare ad una riunione per la costitutuzione di un comitato/coordinamento anticrisi. Alla riunione avevano aderito anche i Comunisti Italiani, la Rete 28 aprile, la Filcams, e quindi anche noi come Slai-Cobas. Per quanto ci riguarda avevamo espresso dei dubbi nel corso di tale riunione, ora vogliamo sinteticamente riproporveli e avanzarvi alcune proposte. Come sapete, visto che alcuni di voi avevano a asuo tempo aderito, abbiamo fatto parte del precedente tentativo di costruire un gruppo anticrisi. Questo tentativo si è via via esaurito nel corso dei mesi concludendosi definitivamente nello scorso giugno. Uno dei meriti di questo tentativo è consistito nel lavoro che è stato fatto al fine di elaborare analisi, metodologie e piattaforme in grado di raccogliere le diverse proposte e di rappresentare le diverse componenti. Nessuno, si diceva, doveva sentirsi escluso, ed ognuno doveva però contemporaneamente rinunciare ad una parte delle proprie posizioni per acconsentire ad altri di poter essere presenti. Sino alla conclusione di tale esperienza si è seguito questo metodo e questa linea di pensiero, tutto quello che il precedente gruppo anticrisi ha prodotto lo ha fatto con/grazie a questo ‘spirito’. Il precedente gruppo si è esaurito per il semplice motivo che una parte del gruppo iniziale (la Rete 28 Aprile) ha abbandonato strada facendo senza per altro proporre delle alternative o motivare tale ‘abbandono’. Veniva così meno, di fatto, la possibilità di raccordare più fronti ed iniziative di lotta tra i lavoratori con il tema e gli obiettivi di un’opposizione alla crisi ed alla manovra Dellai. O meglio le uniche situazioni di lotta che rimanevano rappresentate, se si esclude il compagno della Dana, erano quelle dello Slai-Cobas. E’ chiaro che in tal modo veniva comunque meno il tentativo iniziale di combinare situazioni di lotta provenienti da diverse organizzioni sindacali e da più soggetti. Considerato dunque il tentativo già effettuato, con le sue lezioni positive e negative, siamo rimasti molto perplessi di fronte allo svolgimento della riunione del 25 agosto. In questa riunione si è liquidato sommariamente il metodo pluralistico ed unitario che aveva caratterizzato la precedente esperienza e si è volutamente evitato, in nome della necessità del fare e del non perdere tempo in discussioni inutili, di porre sul tappeto proprio la questione che andava principalmente posta, ossia quello della definizione di contenuti, dei metodi, e degli obiettivi atti a rappresentare tutte le componenti, nessuna esclusa e senza che una determinata componente venisse privilegiata apriori rispetto alle altre. In questa riunione si è anzi teorizzato che il fondamento del comitato anticrisi avrebbe dovuto essere l’accordo politico tra i comunisti, cosa che ulteriormente ci escludeva come Slai-Cobas e come compagni che non ci riconosciamo nella sinistra rappresentata dal PRC e dai Comunisti Italiani. Di fatto la riunione del 25 si è conclusa precostituendo le condizioni di una sorta di Aut Aut, o i compagni dello Slai-Cobas aderiscono alla proposta così com’è stata apriori strutturata oppure non c’è spazio per loro. Si tratta Cari Compagni del PRC di un’salto all’indietro, segnato dal politicismo e da un certo settarismo. Noi vi proponiamo e vi chiediamo fraternamente di riconsiderare la vostra impostazione e la vostra proposta, assumendo la necessità di una definizione di una base comune di contenuti, metodologie ed obiettivi atta a rappresentare, con spirito democratico e pluralistico, e con la necessaria attenzione a tutti gli aspetti relazionali e comunicativi, tutte le componenti e quindi anche lo Slai-Cobas. Per intanto in attesa di una Vostra eventuale riconsiderazione dei caratteri della vostra proposta, non intendiamo partecipare all’incontro da Voi fissato per l’8 settembre, né intendiamo dare allo stato attuale la nostra adesione al Comitato da voi proposto.

Vi inviatiamo fraternamente a riconsiderare le vostre posizioni al fine di realizzare le condizioni per una produttiva cooperazione a livello locale tra tutte le forze sane dei lavoratori nella lotta contro padroni, istituzioni e sindacati corrotti.

Coordinamento Provinciale Slai-Cobas Trento

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