Pubblicato da slaicobastrentino su Novembre 6, 2009
invitiamo a visitare il blog : www.comitatosolidarietams.wordpress.com
Lona Venerdì 30 ottobre
Assemblea Serale organizzata dal Comitato di Solidarietà con Massimo Sighel
REPORT
L’Assemblea iniziata alle 20,30 si è conclusa dopo le 24. L’Adige di
domenica parla di un centinaio di partecipanti. Presenti lavoratori del
porfido, amministratori locali e provinciali, sindacalisti confederali e
cobas.
per leggere tutte le pagine
clicca qui sul file pdf
REPORT Lona Venerdì 30 ottobre
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Pubblicato da slaicobastrentino su Novembre 5, 2009
INIZIATA LA PRIMA CAUSA DI LAVORO PROMOSSA DAI COBAS CONTRO IL CONSIGLIO D’AMMINISTRAZIONE DELLA COOPERATIVA IL GABBIANO
La scorsa settimana si è formalmente avviata la prima causa di lavoro per violazione del Contratto Nazionale ed illeggittimo mancato pagamento di una parte del salario nei confronti di un lavoratore della Coop. Il Gabbiano.
Si tratta del cosidetto “salario d’ingresso” con cui la Coop. Il Gabbiano all’atto dell’asunzione taglia (intascandolo) il 30% del già limitato salario previsto dal Contratto Nazionale per i lavoratori cosidetti svantaggiati assunti con il secondo livello (operai generici).
Ricordiamo che gran parte del salario dei lavoratori svantaggiati dipendenti della Coop. Il Gabbiano è pagato dalla Provincia (Azione 9) e dallo Stato (Legge 381/91).
Lo Slai Cobas si è sempre battuto contro questa forma di supersfruttamento in vigore nella Cooperativa Il Gabbiano e richiede che i lavoratori vengano retribuiti in base a quanto previsto dal livello contrattuale di assunzione.
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Pubblicato da slaicobastrentino su Novembre 5, 2009
Venerdì 6/11 h 20,30 in sede slai cobas Via Solteri 37/1
(dietro il negozio “Il Contadino”)
Incontro pubblico Per discutere :
1) iniziative di solidarietà con il lavoratore svantaggiato oggetto di un vergognoso licenziamento ad opera della Cooperativa Il Gabbiano di Ravina,
2) la necessità di affrontare la situazione di altre Cooperative (come la Coop. Sociale La Ruota) ed Enti del privato sociale in cui i lavoratori subiscono spesso forme di autoritarismo e sfruttamento a fronte di un’assenza pressoché totale di controlli e di una politica di programmazione dell’Ente Pubblico dei servizi per l’utenza,
3) modalità e tempi dell’apertura di un confronto pubblico con l’Ente Pubblico -anche con il coinvolgendo della società civile e della collettività- da concepire con un ottica vertenziale, nel quadro di una tendenza alla diminuzione dei fondi pubblici, volta sia alla valorizzazione di risorse collettive come quelle rappresentati dai lavoratori delle cooperative sociali e dagli operatori del privato sociale sia alla centralizzazione della progettazione dell’offerta dei servizi all’utenza al fine di accrescerne il profilo qualitativo e di abbattere l’attuale situazione di frammentazione dell’offerta.
Invitiamo da subito i lavoratori e tutti gli interessati a partecipare all’incontro di venerdì 6/11 Lavoratori Slai-Cobas
tel.3482448231
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Pubblicato da slaicobastrentino su Novembre 5, 2009
Alfa Romeo di Arese:
SCIOPERO AL 100%
di tutti i 1.000 lavoratori Fiat di Arese
Questa mattina tutti i lavoratori, senza eccezioni, tutti i circa 1.000 lavoratori della Fiat di Arese hanno scioperato per 4 ore contro la deportazione a Torino di 232 lavoratori di Fiat Group automobiles, ai quali la Fiat vuol far seguire a breve tutti gli altri per “liberare” l’area di 2milioni e 350mila mq di Arese e lasciarla alla “loro” speculazione con Expo 2015.
All’esterno della portineria centrale, fin dalle 6.30 del mattino, è stato allestito un presidio al quale hanno poi partecipato durante la mattinata non solo i lavoratori di Fiat Auto (300) e di Fiat Powertrain (250) ma anche del call center (300) e delle altre aziende collegate alla Fiat (150).
I lavoratori dell’Alfa Romeo non mollano.
Lottiamo per:
1.No ai trasferimenti=deportazioni a Torino;
2.mantenimento lavorazioni ad Arese;
3.nuove produzioni Fiat/Alfa Romeo per Arese;
4.stop alle delocalizzazioni Fiat all’estero;
5.divisione del lavoro fra tutti gli stabilimenti, senza chiuderne nessuno;
6.eliminazione del reparto confino fatto dalla Fiat a Nola (Napoli);
7.stop ai finanziamenti pubblici alla Fiat quando licenzia e chiude gli stabilimenti.
Lo Slai Cobas chiede un incontro immediato con la Regione Lombardia e Formigoni:
non è accettabile che la Fiat butti sulla strada i lavoratori di Arese e continui a comandare con i suoi uomini sui 2 milioni e 350mila mq dell’area di Arese ove, con l’Expo 2015, ci sarà una mega speculazione con alberghi di lusso, ville con piscina, il più grande centro commerciale d’Europa, ecc..
la Regione ha firmato con noi e tutti i sindacati nel 2003-2004 un accordo che prevedeva su Arese l’auto ecologica e la mobilità sostenibile; ora deve battere un colpo e non può far finta di niente.
E nel sito di Arese (2 milioni e 350 mila mq ubicati su 4 comuni), ove lavorano già 1500 lavoratori extra Fiat, i lavoratori devono avere normali diritti e non trattati come schiavi con lavoro precario, sottopagato e senza diritti;
E i giovani della nostra zona devono avere un posto di lavoro e non abbandonati alla disoccupazione perenne!|
Martedì 10 novembre 2009 alla ore 9.30
al Pirellone
MANIFESTAZIONE DEI LAVORATORI DELL’ALFA ROMEO
Arese, 5 nov. 2009 Slai Cobas Alfa Romeo
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Pubblicato da slaicobastrentino su Novembre 4, 2009
ESPRIMIAMO LA NOSTRA SOLIDARIETA’ AI LAVORATORI COBAS DI TARANTO E RIPORTIAMO STRALCI DAL LORO COMUNICATO
si aggrava il bilancio delle cariche poliziesche contro i disoccupati a
taranto 4 feriti, tre donne e un uomo con fratture e grossi ematomi
Oggi a fronte della mancata convocazione di un incontro serio sulla raccolta differenziata con la regione, che pure ci avevano promesso e che avrebbero dovuto comunicarci già da ieri , abbiamo presidiato il ponte girevole, perchè si decidessero. Ci hanno sgomberato con la forza, colpendo sopratutto le donne combattive Vergogna !
Si tratta di donne e uomini che stanno affrontando disagi e sacrifici in questa lotta, stanno mettendo in campo cuore ed
energie, per sfuggire a un presente di miseria , se non di peggio ….
Lo slai cobas con i disoccupati organizzati ha proposto una piattaforma
complessiva per il lavoro e domandiamo che ci sia un impegno delle
Istituzioni all’altezza dei problemi
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Pubblicato da slaicobastrentino su Novembre 4, 2009
Comunicato: accordo T.i.m.e. Service (cooperativa di Turate magazzino Bennet)
In data 28-10-2009 dopo l’assemblea dei lavoratori (votata l’ipotesi d’accordo all’unanimità) è stato siglato l’accordo con la cooperativa. L’unità e la forte volontà di lotta dei lavoratori ha permesso di ottenere un’importante accordo che contrasta la politica dei sindacati confederali i quali il 15 luglio di quest’anno avevano, di fronte alla crisi, concesso a livello nazionale di applicare una gradualità nell’applicazione dello stesso CCNL da loro firmato. Pur richiamandosi alla legge 142 che distingueva le cooperative nate prima del 27 giugno del 2002 (che potevano applicare la gradualità) e quelle nate dopo questa data (che dovevano corrispondere il 100%), padroni e sindacati legalizzavano fino all’1-11-2010 la possibilità di avere per tutti la possibilità di operare una gradualità per arrivare, in quella data al 100% sugli istituti delle ferie, ex festività retribuite, tredicesima, quattordicesima, permessi, ROL, TFR.
Con questa lotta abbiamo ottenuto a partire dal 1 ottobre del 2009 1)l’erogazione al 100% di questi istituti che permetterà di avere un aumento sul quinto livello di circa 100 euro; 2) una indennità sostitutiva mensa di 0,65 euro all’ora per un totale massimo giornaliero di 5,16 euro (per chi non conoscesse il CCNL della categoria esso prevede “ Qualora non esista una mensa aziendale, verrà corrisposta ai lavoratori un’indennità sostitutiva di 0,06 euro giornaliere per i giorni di effettiva prestazione di lavoro”); 3) la restituzione della quota sociale o frazione di essa versata nella cooperativa logservice (ex T.i.me. service), al 31 gennaio 2010.
Insomma un aumento totale mensile di 170,00 euro, più una liquidazione della quota sociale precedente per un totale massimo di circa 430 euro.
Giovedì 5 novembre, dopo le assemblee verranno siglati anche gli accordi con le cooperative Leonardo e Giava (del magazzino Bennet di Origgio).
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Pubblicato da slaicobastrentino su Novembre 4, 2009
2 novembre SCIOPERO / MANIFESTAZIONE CONTRO LA CHIUSURA
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Pubblicato da slaicobastrentino su Ottobre 28, 2009
Comunicato Stampa
Il 29 ottobre si tiene la prima udienza della causa di lavoro intentata da Massimo Sighel contro la TecnoPorfidi SRL di S.Mauro (Basegla di Pinè). Massimo, operaio del settore del porfido e Presidente dell’ASUC di Miola era stato licenziato nell’ottobre dell’anno scorso. La Ditta ha motivato il licenziamento richiamandosi alla crisi del mercato, ma Massimo l’ha subito impugnato in quanto licenziamento illegittimo e discriminatorio. Pochi giorni dopo il licenziamento si è costituito un Comitato di Solidarietà con Massimo Sighel, contro il Mobbing sui posti di lavoro, e contro i Licenziamenti nel settore del porfido. Questo Comitato ha sino ad oggi realizzato varie iniziative pubblicando un Dossier informativo di solidarietà con Massimo, raccogliendo 500 firme e diffondendo in varie circostanze pubbliche centinaia di volantini. Recentemente è stato anche aperto un blog www.comitatosolidarietams.wordpress.com che contiene tutta la documentazione relativa alle attività svolte. Il Comitato si è anche attivato perché in sede di consiglio comunale, a Baselga, venisse presentata una mozione di solidarietà con Massimo. In occasione delle assemblee dei lavoratori del porfido della scorsa estate il Comitato ha presentato una proposta di Contratto di Solidarietà volto a contrastare i licenziamenti.
Di fronte ai circa 200 licenziamenti del settore il Comitato Sighel ritiene necessario sviluppare un’iniziativa unitaria per arrivare a dare risposte incisive e collettive superando l’attuale situazione di frammentazione, di debolezza e di isolamento dei lavoratori. In quest’ottica proprio domani venerdì 30 ottobre si terrà a Lona, alle 20,30 presso il Teatro Comunale, un’Assemblea Pubblica organizzata dal Comitato Sighel che oltre a mettere al centro la solidarietà con Massimo intende presentare e discutere una serie di proposte sul ruolo che può essere giocato dall’Ente Pubblico nella salvaguardia dei posti di lavoro e nella difesa e valorizzazione delle risorse collettive. A questa assemblea a cui sono state invitate le amministrazioni locali e le organizzazioni sindacali ha aderito l’ASUC di Tressilla e già alcuni amministratori e sindacalisti hanno dichiarato che saranno presenti.
Comitato di Solidarietà con Massimo Sighel, contro il Mobbing e contro i licenziamenti nel settore del porfido
Per contatti
comitatosolidarietàms@alice.it tel. 3932584949
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Pubblicato da slaicobastrentino su Ottobre 22, 2009
riceviamo/diffondiamo
Visitate il blog
www.comitatosolidarietams.wordpress.com
troverete documenti di analisi sulla situazione del settore del porfito, interviste, volantini, lettere, ed altro materiale.
Un anno di attività e di iniziative del Comitato di Solidarietà con Massimo Sighel può venire ripercorso attraverso i suoi documenti.
per contatti
comitatosolidarietams@alice.it
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Pubblicato da slaicobastrentino su Ottobre 14, 2009

VENERDI’ 16/10/09 ore 20,30
INCONTRO PUBBLICO
Sede Slai-COBAS Via Solteri 37/1 TN
Ingresso libero
SOLIDARIETA’ CON I LAVORATORI DELLA COOPERATIVA SOCIALE
IL GABBIANO di Ravina
VALORIZZIAMO I LAVORATORI INVECE DI DISCRIMINARLI, SFRUTTARLI E ROTTAMARLI
Per costituire un Comitato di Solidarietà con il lavoratori della Coop. Il Gabbiano
Per formare una rete di solidarietà tra i lavoratori delle Cooperative Sociali e degli enti del privato-sociale
tutti sono invitati
promuovono: lavoratori dei Cobas della Coop. Il Gabbiano
e di altri Enti del Privato-Sociale
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Pubblicato da slaicobastrentino su Ottobre 11, 2009

SLAI Cobas: 23 ottobre sciopero generale del sindacalismo di base ed autorganizzato e manifestazione a Roma
I reparti-confino e il sequestro del voto RSU alla Fiat di Pomigliano d’Arco concertati da azienda e FIOM-FIM-UILM anticipano il tentativo (messo in atto da padronato, governo, sindacati collaborazionisti e forze politiche collegate) di sospendere la democrazia in ogni luogo di lavoro – dal settore privato a quello pubblico – tramite la blindatura ed il rafforzamento del monopolio sindacale di CGIL-CISL-UIL e “l’azzeramento normativo” dei diritti e delle libertà sindacali dei lavoratori e dell’intero sindacalismo di base. L’ulteriore attacco che si prospetta alla democrazia sindacale ed al diritto di sciopero è funzionale al tentativo di scaricare i costi della crisi sulla pelle dei lavoratori, dei precari, dei disoccupati, degli immigrati e dei ceti popolari. Tentativo che vede unito, in una sorta di “unità nazionale anticrisi”, il fronte padronale con l’insieme delle forze politico-istituzionali di entrambi gli schieramenti (aldilà delle finte differenziazioni di facciata) nell’esigenza di fare ‘piazza pulita’ – in chiave autoritaria, ed una volta per tutte – di ogni opposizione non compatibile con la ‘gestione concertata’ della crisi per controllare e sviare il conflitto sindacale e quello sociale. Alla luce dei contenuti della straordinaria ed affollata assemblea nazionale di Napoli dello scorso 26 settembre “per la difesa della democrazia sindacale, della libertà di lotta e di organizzazione” promossa da Slai Cobas e RdB-CUB, lo Slai Cobas partecipa alla manifestazione di Roma del 23 ottobre (ferme restanti le critiche in relazione alla ‘ritualità’ ed alle modalità di indizione), indice una coincidente giornata di sciopero nel settore industriale e aderisce, in pari data e per motivi tecnici, alla sciopero dei servizi pubblici e del pubblico impiego. Ciò non solo per il pressante bisogno “tattico e difensivo” (cosa comunque non da poco) di unità dal basso delle lotte dei lavoratori, e di quelle sociali, per far fronte al devastante attacco padronale in atto; ma anche in relazione all’altrettanto non rimandabile necessità di ‘dare una prospettiva futura al conflitto sociale’ con la ‘ragionata costruzione’, nei tempi necessari, della prospettiva di un ‘sindacato di classe’, ad oggi bloccata dalla differenza di valutazioni e di vedute. In questo senso, anche all’interno dello sciopero del 23 ottobre, la questione sindacale diventa una vera e propria “emergenza democratica con forte valenza politica”: dal reparto confino e il sequestro del voto RSU alla Fiat di Pomigliano all’analogo sequestro del voto prospettato nel settore trasporti alla ristrutturazione dei comparti del pubblico impiego all’ulteriore compressione del diritto di sciopero in ossequio all’esigenza normalizzatrice, del padronato di far fuori l’insieme del sindacalismo di base. La questione ‘politica’ della lotta per le libertà sindacali e contro il monopolio confederale della rappresentanza – consegnato da governi e padronato a CGIL-CISL-UIL – oggi si intreccia alla lotta dei lavoratori che rifiutano di pagare i costi della crisi ed a quella contro i licenziamenti politici e di massa e per l’assunzione dei lavoratori precari e ‘atipici’ e la tutela a parità di diritto dei lavoratori e dei cittadini immigrati, per la reinternalizzazione dei rami d’azienda, nel privato, e nei servizi, l’abrogazione delle leggi razziste e del ‘pacchetto sicurezza, nonché della ‘Bossi-Fini’, per la riduzione d’orario e il recupero del potere d’acquisto di salari, stipendi e pensioni e il loro aggancio al reale costo della vita, per il salario garantito ai disoccupati ed il recupero ‘per tutti’ del salario indiretto dato dai servizi e dai diritti sociali (casa, istruzione, salute, assistenza, trasporti, acqua, energia ecc), la tutela della salute e della vita nei luoghi di lavoro quella del territorio (basta ricordare il caso della Marlane-Marzotto, la ‘fabbrica dei morti’ di Praia a Mare – ultimo in ordine di tempo – dove grazie allo Slai Cobas e proprio in questi giorni si sta scoperchiando l’inquietante e criminale intreccio-collusivo tra padronato, istituzioni, istituti di controllo, sindacati confederali e intero quadro politico. Quegli stessi soggetti che stanno depenalizzando le normative a tutela della salute e della vita dei lavoratori e dei cittadini, fautori tra l’altro del rilancio del nucleare, degli inceneritori a discapito delle energie rinnovabili, ecc.), contro le politiche di guerre commerciali e guerre reali per l’unità di classe ed internazionale dei lavoratori. Se capitalismo ha fatto crack e i sindacati di regime e i partiti di entrambi gli schieramenti, tutti sostenitori di questo sistema, continuano a predicare ai lavoratori la rassegnazione e la ‘speranza’ in un futuro capitalismo riformato, oggi più che mai bisogna cominciare a porsi la ‘questione della svolta’, necessaria a dare più forza e potere ai lavoratori nelle fabbriche e nella società! SLAI COBAS COORDINAMENTO NAZIONALE www.slaicobas.it
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Pubblicato da slaicobastrentino su Settembre 25, 2009
Lo Slai Cobas del Trentino ha promosso vari ricorsi al servizio lavoro chiedendo la convocazione della Commissione di conciliazione per contestare ed impugnare varie contestazioni disciplinari intentate dalla Coop. La Ruota contro nostri associati.
Lo Slai Cobas è intenzionato a contastare sul piano dell’iniziativa sindacale e legale tutte le contestazioni che si rivelino prive di fondamento e quindi di carattere arbitrario e persecutorio.
Difendiamo le libertà sindacali ed opponiamoci all’autoritarismo ed all’arbitrio padronale sui luoghi di lavoro.
Pubblicato su COOPERATIVE, COOPERATIVE SOCIALI, DIFESA LAVORATORI, MOBBING CONTRO I LAVORATORI | Contrassegnato da tag: COOPERATIVA LA RUOTA, DISCRIMINAZIONI | Lascia un commento »
Pubblicato da slaicobastrentino su Settembre 25, 2009
Avvisiamo tutti gli interessati che lo Slai-Cobas del Trentino si è trasferito da Via Orti 24 a Via Solteri 37/1.
slaicobastrentino@alice.it
cell.3482448231
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Pubblicato da slaicobastrentino su Settembre 25, 2009
Un problema assai delicato con cui devono confrontarsi le ragioni del no alla seconda ferrovia del Brennero è il rumore attuale (e futuro) dei treni merci sulla linea storica. E’ un problema, del resto, che i progettisti usano tra gli argomenti per sostenere la necessità di costruire una nuova ferrovia veloce che allontani questo traffico dagli ambiti urbani. Limitiamoci per ora ad un ragionamento sul tracciato in Trentino…
leggi tutto il documento in 4 pagine formato pdf
clikka su
2009-09-23 Inquinamento acustico su ferrovia storica e nuo…
Bolzano, Trento, 24.9.2009
Claudio Campedelli
Gianfranco Poliandri
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Pubblicato da slaicobastrentino su Settembre 25, 2009
La situazione nella Cooperativa il Gabbiano è sempre più insostenibile. Questa cooperativa dopo aver assunto i lavoratori provvede ad applicare l’art.2 del CCNL dei lavoratori delle Coop. Sociali e quindi a ridurre considerevolmente il normale salario previsto dal CCNL per il livello contrattuale d’inserimento.
La Cooperativa il Gabbiano applica ai lavoratori il cosidetto salario d’ingresso, una vera vergogna tenuto anche conto che la stessa Cooperativa usufruisce di rilevanti contributi pubblici per ogni lavoratore inserito.
Ora dopo tre anni d’inserimento questa Cooperativa incomincia a fare pressione sui lavoratori perchè si licenzino, oppure provvede nei modi più disparati a licenziarli (compreso il “licenziamento a voce”) speculando sul fatto che i sindacati confederali si disinteressano della loro tutela ed anzi la ostacolano in vari modi. Dopo tre anni infatti cessano i contributi pubblici per ogni lavoratore inserito a tempo indeterminato e quindi la Cooperativa pensa bene di “accelerare” le dimissioni dei lavoratori già inseriti per facilitare quell’ingresso di nuovi inserimenti che portano con sè nuovi contributi.
Ricordiamo il caso del lavoratore recentemente licenziato per motivi discriminatori e che oggi è oggetto di iniziativa di difesa sindacale e legale da parte dello Slai-Cobas.
Nei mesi scorsi si è tenuta la “Conciliazione” promossa dallo Slai Cobas presso il Servizio Lavoro della PAT e quindi si è anche aperta la strada per il ricorso legale alla Magistratura del Lavoro.
Di fatto è necessario rompere l’isolamento in cui vivono i lavoratori della Cooperativa il Gabbiano per facilitare la loro organizzazione e mobilitazione sindacale a tutela dei propri diritti più elementari.
Per questo riteniamo vada fatto ogni sforzo per costruire un Comitato di solidarietà con questi lavoratori. E’ necessario che la lotta sindacale di classe contro gli abusi effettuati da questa Cooperativa diventi un caso esemplare per i lavoratori di altre cooperative che vivono in situazioni simili.
Slai-Cobas lavoratori Coop. Sociali del Trentino
Per contatti cell. 3482448231
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Pubblicato da slaicobastrentino su Settembre 24, 2009

PER UNA VERTENZA GENERALE DI TUTTI I LAVORATORI DELL’AREA ALFA ROMEO.
Ad Arese area Fiat/Alfa Romeo tutto viene preparato per smantellare l’ultimo reparto produttivo.
Il lavoro delle officine, collaudatori, centro stile, progettazione e impiegatizio stanno subendo un vero e proprio “embargo” delle lavorazioni a cui adibiti e come se ciò non bastasse le lavorazioni esistenti vengono portate altrove.
Risultato: Piu’ di 300 lavoratori sono in cassa integrazione continuata fino a Novembre e tutto fa capire che continuerà ad essere così fino alla chiusura e messa in mobilità.
A ridosso di essi rimane il problema degli impiegati e società di servizio compreso l’onama che a ridosso di questo scempio hanno già attivato pure loro la cassa integrazione straordinaria.
Nell’area dimessa appartenente ad ABP Innova Service sta tentando di disfarsi degli unici 70 lavoratori che le lotte dello slai cobas erano riuscite ad ottenere.
Le società insediate non assumono e chi assume lo fa solo con manodopera precaria e senza diritti sindacali e umani.
Molti altri capannoni sono in via di essere consegnati, ma nessuna istituzione si fa viva per far rispettare i vincoli di occupazione sanciti da vari accordi al ministero e in regione lombardia.
In mezzo a questo scempio fatto di imbrogli e speculazioni ancora una volta vari Politici della Regione Lombardia, Centri di Ricerca dell’Enea, Sindacalisti ed il riciclato Zipponi sono ritornati in campo e stanno rispolverando il vecchio progetto della “mobilità sostenibile” progetto che doveva creare nuovi insediamenti produttivi e ricollocare i cassintegrati della carrozzeria e meccanica; QUI’ ad Arese si continua tranquillamente a dismettere le produzioni in Fiat, eliminare gli unici posti di lavoro strappati nell’area di ABP e tranquillamente fare nuovi capannoni e insediamenti adibiti solo a manodopera precaria.
BASTA CON I PAROLAI.
BASTA CON I CENTRI STUDI E PROGETTI CAMPATI IN ARIA.
VOGLIAMO LAVORO E NON SPECULAZIONI.
GIOVEDI 24 MANIFESTAZIONE DI TUTTI I LAVORATORI DEL SITO.
BASTA CON QUESTA VERGOGNA
VOGLIAMO UNA VERA TRATTATIVA CHE INTERESSI TUTTI I PROBLEMI.
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Pubblicato da slaicobastrentino su Settembre 22, 2009
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Pubblicato da slaicobastrentino su Settembre 22, 2009
PER LA DIFESA DEI DIRITTI E DELLA DIGNITA’ DELLE LAVORATRICI E LAVORATORI DI COOP BOLOGNA INTEGRAZIONE-ANFFAS
Lunedì 28 settembre Sciopero per l’intera giornata delle lavoratrici e dei lavoratori dell’ANFFAS
La RdB/CUB denuncia la politica antisindacale dell’ANFFAS, che in prossimità dello Sciopero del 28 settembre, invia circolari “tragicomiche” nel merito e nei contenuti riguardanti il diritto di sciopero nei servizi minimi essenziali. Queste intimidazioni sono l’ennesimo esempio di come l’ANFFAS aggiri i DIRITTI dei lavoratori sottraendosi ad un serio confronto sindacale. La RdB/CUB ha proclamato per il 28 settembre una Giornata di Sciopero in tutte le strutture della Coop. Bologna Integrazione a m. ANFFAS.
Le lavoratrici e i lavoratori dell’ANFFAS da mesi attendono materialmente gli aumenti e gli arretrati dell’accordo economico per gli anni 2006/09. La ristrutturazione aziendale, sbandierata dall’ANFFAS come un processo necessario di messa a norma e “armonizzazione” per accedere al sistema di ACCREDITAMENTO delle strutture, ha prodotto ad oggi solo: -riduzione del personale -mancata stabilizzazione dei tanti precari che sono sostituiti da lavoratori interinali -decadimento della qualità dei Servizi.
E’ arrivato il momento che anche i “padroni” del terzo settore si prendano le loro responsabilità!
RdB/CUB Bologna Coop Sociali Terzo Settore
Pubblicato su COOPERATIVE SOCIALI | Contrassegnato da tag: ANFFAS | Lascia un commento »
Pubblicato da slaicobastrentino su Settembre 21, 2009
PORFIDO: CRISI, LICENZIAMENTI E DISCRIMINAZIONI.
QUALE IL RUOLO PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE ?
I CONTINUI LICENZIAMENTI CHE, NEL PIÙ ASSOLUTO SILENZIO, HANNO GIÀ COLPITO CIRCA 200 LAVORATORI IN POCO PIÙ DI UN ANNO E L’URGENZA DI TROVARE DELLE FORME DI TUTELA E DI DIFESA EFFICACI PER IL FUTURO, RENDONO SEMPRE PIÙ NECESSARIA L’ASSUNZIONE DI UN RUOLO FORTE DELL’ENTE PUBBLICO COME GARANTE PER LA DIFESA DEI LIVELLI OCCUPAZIONALI.
QUESTO È ANCOR PIÙ VALIDO IN CONSIDERAZIONE DEL FATTO CHE IL PORFIDO È UNA RISORSA DI TUTTI; UN BENE COMUNE DATO IN CONCESSIONE AD IMPRENDITORI PRIVATI CON DEI PRECISI VINCOLI DA RISPETTARE.
LA VICENDA DI MASSIMO SIGHEL, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, È MOLTO EMBLEMATICA; MASSIMO È STATO INFATTI LICENZIATO IN MANIERA DISCRIMINATORIA PER IL SUO RUOLO ALL’INTERNO DELL’ASUC DI MIOLA, NONOSTANTE FOSSE IN VIGORE UN ACCORDO CHE, IN MANIERA MOLTO CHIARA ED ESPLICITA, IMPEGNAVA GLI IMPRENDITORI A GARANTIRE I POSTI DI LAVORO NELLA ZONA DI S. MAURO.
CREDIAMO CHE UNA CORRETTA SOLUZIONE DEL PROBLEMA OCCUPAZIONALE PASSI ATTRAVERSO L’AFFERMAZIONE DEL LAVORO COME UN DIRITTO E NON ATTRAVERSO SCORCIATOIE COME GLI AMMORTIZZATORI SOCIALI CHE, ANCHE SE CERTAMENTE SONO MEGLIO DI NULLA, NON RAPPRESENTANO UNA GARANZIA PER IL FUTURO.
PER DISCUTERE DI QUESTE PROBLEMATICHE, ABBIAMO INVITATO TUTTI GLI AMMINISTRATORI LOCALI, I RAPPRESENTANTI DELLE ASUC E LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI AD UN
INCONTRO PUBBLICO PRESSO IL
TEATRO DI LONA, IL GIORNO 30 OTTOBRE 2009 ALLE 20.30
DOVE CHIEDEREMO UN IMPEGNO CONCRETO, CON TUTTI GLI STRUMENTI A DISPOSIZIONE, PER MANTENERE I LIVELLI OCCUPAZIONALI COME PREVISTO NEGLI ACCORDI E NEI DISCIPLINARI CAVE COMUNALI
VISTA L’IMPORTANZA DELLA QUESTIONE CONFIDIAMO IN UNA PARTECIPAZIONE NUMEROSA ANCHE DA PARTE DEGLI OPERAI DEL PORFIDO
Comitato di solidarietà con Massimo Sighel
blog: www.comitatosolidarietams.wordpress.com
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Pubblicato da slaicobastrentino su Settembre 20, 2009
Per la difesa della democrazia sindacale,
della libertà di lotta e di organizzazione.
ASSEMBLEA NAZIONALE A NAPOLI
Sabato 26 settembre – ore 9,30 – Hotel Ramada
(via Galileo Ferraris 40 – adiacenze palazzo Inps – 150 m. dalla stazione centrale)
Questo inizio di autunno si sta caratterizzando per una intensificazione dell’attacco padronale e governativo ai lavoratori. Il governo Berlusconi, la Confindustria e i poteri forti vogliono – a tutti i costi – scaricare i costi della crisi sulla pelle dei lavoratori, dei precari, dei disoccupati e degli immigrati.
Tale disegno antipopolare, per affermarsi più agevolmente, prevede la repressione e il disciplinamento di ogni tipo di resistenza operaia e sociale.
Ciò che sta accadendo negli stabilimenti della Fiat, e non solo, è la dimostrazione della volontà padronale di fare piazza pulita di ogni vera opposizione ai processi di ristrutturazione selvaggia.
Cgil, Cisl, Uil sostengono questo progetto antioperaio.
Dall’appoggio ai licenziamenti politici al varo di corsi di formazione con un carattere disciplinare, dai famigerati reparti/confino al sequestro concertato con la Fiat del voto RSU a Pomigliano d’Arco, Cgil – Cisl – Uil stanno scrivendo una delle pagine più nere della democrazia sindacale determinando l’ulteriore involuzione autoritaria dei diritti e delle libertà sindacali.
Cgil, Cisl e Uil utilizzano la crisi economica per rilanciare la concertazione e “contrattare” l’attacco padronale e governativo alla democrazia ed alle generali condizioni di vita e di lavoro dei ceti popolari.
LA QUESTIONE SINDACALE È EMERGENZA DEMOCRATICA!
Il tema dei diritti e della democrazia non è disgiunto dagli obiettivi di lotta che quotidianamente assumiamo nella nostra azione.
Sia nel settore pubblico che in quello privato, l’attacco alla democrazia sindacale è uno degli strumenti usati in questi anni dai vari governi che si sono succeduti, per impedire ai lavoratori di dotarsi di obiettivi e rivendicazioni anticoncertative conseguenti la difesa dei propri interessi.
In questa situazione affermare il protagonismo di massa delle organizzazioni sindacali di base indipendenti e non concertative è determinante per sconfiggere l’inaccettabile monopolio dei sindacati collaborazionisti e per mettere in atto una efficace difesa delle condizioni di vita dei lavoratori, dei precari e dei disoccupati nei luoghi di lavoro e nell’ intera società.
Su questi contenuti sono invitate le organizzazioni sindacali, politiche e i movimenti di lotta.
Slai/Cobas – coordinamento nazionale.
cobasslai@fastwebnet.it
Federazione nazionale delle Rappresentanze Sindacali di Base/CUB.
federazione@rdbcub.it
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Pubblicato da slaicobastrentino su Settembre 20, 2009
La nuova ferrovia del Brennero: non è vero che il Trentino possa limitarsi alle sole decisioni tecniche.
E’ piena di elementi svianti la campagna informativa che la Provincia di Trento sta conducendo sul progetto preliminare e sugli studi di fattibilità dei lotti trentini della nuova linea ferroviaria ad alta capacità lungo l’asse del Brennero.
Molta disinformazione riguarda competenze e contenuti delle approvazioni espresse o da esprimere.
Per esempio, non corrisponde al vero che (come sostenuto dal Presidente della Provincia il 9.9.2009 davanti al Consiglio Comunale di Rovereto) tutte le opere relative ai 218 km di nuova linea in Italia tra il confine di Stato e Verona siano state già irrevocabilmente decise e che quindi la Provincia potrebbe ormai pronunciarsi soltanto su come realizzare le tratte di proprio interesse ma non sull’opportunità strategica di tutta l’infrastruttura.
Non è nemmeno vero che i Consigli comunali e circoscrizionali – in cui si manifestano pesanti tentativi di incanalare e limitare la discussione – siano formalmente vincolati ad occuparsi solo della specifica conformità urbanistica delle opere: a parte la libertà di enti locali e singoli di affrontare qualunque problema vogliano, la stessa lettera dell’Agenzia provinciale per l’ambiente del 29.4.2009 con cui è stata avviata la procedura di consultazione richiede espressamente un “parere, per quanto ritenuto di competenza, in ordine allo studio di impatto ambientale e relativo progetto”.
E non è infine vero che le gravi minacce ambientali connesse alle opere potranno essere liberamente ristudiate e risolte in fasi successive all’approvazione dei progetti preliminari.
La popolazione trentina e i suoi rappresentanti nelle istituzioni possono dunque ancora esprimersi su tutto quanto ritengono necessario perché – a dispetto di chi vorrebbe chiuderla in fretta – la questione resta ancora aperta. …
Gianfranco Poliandri Trento, 12.9.2009
LEGGI TUTTO IL DOCUMENTO
clikka sul file
2009-09-12 Nuova ferrovia Brennero in TN no solo decisioni…
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Pubblicato da slaicobastrentino su Settembre 19, 2009
Invitiamo gli autotrasportatori del pubblico e del privato a
contattare lo Slai Cobas del Trentino
telefonando al numero della sede provinciale di Trento cell.3482448231 email: slaicobastrentino@alice.it
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Pubblicato da slaicobastrentino su Settembre 19, 2009
Non è vero che si tratta di una missione di pace. La responsabilità per i soldati italiani morti in Afghanistan ricadono su chi li ha mandati a combattere una guerra ingiusta.
Chiediamo il ritiro e sosteniamo tutte le iniziative che avanzino questa parola d’ordine.
Di seguito pubblichiamo ampi stralci di un comunicato di un gruppo di Lavoratori Slai-Cobas della Lombardia:
<<Per cosa sono morti i soldati italiani? Questa è la prima domanda che dobbiamo porci, al di là della retorica che in questi momenti sommergerà l’Italia e che cercherà di nascondere i veri motivi perché questi soldati con le armi più sofisticate erano in questo Afganistan.
I politici, i pennivendoli del regime, i sindacati confederali, vi racconteranno parecchie bugie. Diranno in sostanza che i “nostri” soldati sono lì per aiutare le popolazioni (in sostanza quasi dei missionari), per combattere il “terrorismo”e per la “pace”.
Quello che nascondono è che i soldati italiani sono in Afghanistan (come negli altri paesi) per gli interessi politici dell’imperialismo italiano in alleanza con quello USA.
Per tale motivo partecipano nei vari teatri di guerra alle più orrende carneficine, non distinguendo gli obiettivi civili da quelli militari, mietendo numerose vittime anche e soprattutto tra ragazzi/e di giovane età che hanno la sola colpa di vivere in questi paesi. I militari sono lì per la volontà da parte del “proprio” paese imperialista il quale e in quell’area per dominare e spartire il bottino dei profitti insieme agli altri predoni imperialisti.
I lavoratori non hanno nulla in comune con queste borghesie predatrici e hanno tutto l’interesse ad opporsi alla partecipazione italiana alla guerra che si sta combattendo in Afganistan.
Per questo, il primo obiettivo urgente è quello di opporsi a tutte le guerre e, come denunciamo da tempo, per evitare altri lutti alle famiglie italiane e alle popolazioni afgane, lottare per l’immediato ritiro delle truppe italiane in Afganistan e negli altri paesi nei quali sono presenti>>
Lavoratori e delegati sindacali dello Slai Cobas della Regione Lombardia
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Pubblicato da slaicobastrentino su Settembre 17, 2009
Come appartenenti ai Comitati NO TAV Kein BBT
dell’Alto Adige e del Trentino stiamo lavorando
da alcuni anni ad una documentazione che vuole
portare riflessioni e informazioni critiche sulla
problematica del trasporto delle merci attraverso
il nostro territorio, con riferimento al progetto
per la nuova linea ferroviaria del Brennero. La
nostra documentazione é disponibile per tutti gli
interessati e per facilitare l´accesso a tali
documenti vi chiediamo di pubblicare la
documentazione essenziale per introdurre l’argomento.
Tutti i file sono disponibili al seguente indirizzo:
http://www.ambientesalute.org/index.php?option=com_content&view=article&catid=&id=1083%3Aspeciale-no-tav&Itemid=169&lang=it
Ringraziandovi in anticipo per la vostra attenzione vi salutiamo
Gianfranco Poliandri
Claudio Campedelli
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Pubblicato da slaicobastrentino su Settembre 16, 2009
riceviamo /pubblichiamo
Il bilancio della strage di Viareggio conta 31 vittime, alcune persone versano ancora in gravi condizioni, centinaia sono state evacuate. Tre bambini arsi vivi, famiglie intere distrutte, progetti, sogni, le fatiche di una vita spazzati via in un attimo, e non è stata una fatalità, ma un incidente sul lavoro.
Sono passati quasi tre mesi ed ancora nessuna responsabilità è stata accertata. In queste settimane si è assistito ad un ridicolo e patetico gioco di rimbalzi dall’uno all’altro dei soggetti palesemente responsabili.
L’8 settembre a Bruxelles, alla Conferenza europea sulla sicurezza in ferrovia, uno dei superstiti di via Ponchielli, luogo della strage, ha posto la domanda: ” … Vorrei sapere perché la zona ferroviaria del disastro è ripartita subito mentre la zona rossa devastata è rimasta sequestrata fino a pochi giorni fa ?”.
Una domanda legittima che ancora non ha avuto una precisa risposta se non quella del Ministro delle infrastrutture, Altero Matteoli, che ha detto: “Mica si poteva spezzare l’Italia in due!” Perché il ministro si sostituisce al magistrato ?! Il sequestro in questione, non è competenza della magistratura ? Oppure, anche di fronte ad una simile strage, è la politica del profitto che decide ?
I cittadini e le cittadine di Viareggio, dal 30 giugno, pretendono verità e giustizia e sugli striscioni hanno scritto: “31 morti 0 indagati“.
Per far sentire la voce della città abbiamo deciso di essere presenti, martedì 22 settembre, di fronte al Tribunale di Lucca.
19 settembre 2009 Assemblea 29 giugno
e-mail: assemblea29giugno@libero.it
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Pubblicato da slaicobastrentino su Settembre 7, 2009
Un centinaio di lavoratori delle cooperative si sono riuniti nella Sede dello Slai Cobas per discutere dei problemi che li affliggono nei posti di lavoro, nella società e soprattutto per organizzarsi e darsi un coordinamento stabile per le lotte future.
Gli interventi spaziavano dalla descrizione della condizione lavorativa, alla denuncia di come sono trattati i lavoratori immigrati dalle istituzioni e organismi statali vari e soprattutto rivendicavano la necessità di una risposta.Storie individuali che raccontate venivano percepite e denunciate come comuni a tutti i lavoratori che sono nelle cooperative.
Un sistema quello delle cooperative che era nato, almeno nelle intenzioni, come alternativa al sistema di sfruttamento capitalistico , un sistema di associazioni di mutuo soccorso di produzione, di distribuzione di beni di consumo, di costruzione di alloggi e di alfabetizzazione per i lavoratori.
L’Alleanza Cooperativa Internazionale definisce la cooperativa come “un’associazione autonoma di individui che si uniscono volontariamente per soddisfare i loro bisogni economici, sociali e culturali e le proprie aspirazioni attraverso la creazione di una società di proprietà comune e democraticamente controllata”. Basterebbe invece lavorare in questo “girone” dell’inferno dello sfruttamento, per rendersi conto di quanto esso sia un sistema di precarizzazione estrema della forza lavoro e di intensificazione dello sfruttamento capitalistico dove la violazione di ogni tutela della libertà e dignità del lavoratore, norma contrattuale e normativa è possibile.
Questo sistema delle cooperative basato sulla totale illegalità si regge sull’appoggio dei sindacati confederali, della sinistra borghese (vedi Lega delle Cooperative) della destra ( cooperative “bianche”, Compagnia delle Opere) fino ai reparti extraistituzionali della mafia, camorra e “compagnia” atta a “pulire” il denaro sporco della malavita organizzata .
Un solo esempio di illegalità “legalizzata” dai vari attori, che sono a sostegno di questo sistema, è data dall’applicazione contrattuale relativo agli aumenti salariali, alla contribuzione previdenziale ed assistenziale: la legge 3 aprile 2001, n.142 dava, all’articolo 4, la possibilità di graduare (per “un periodo non superiore a cinque anni”) le applicazioni contrattuali, tenendo conto delle differenze settoriali e territoriali delle aziende, ebbene nei contratti successivi si stabiliva che gli aumenti relativi alla tredicesima, quattordicesima, rol,ferie, ex festività, T.F.R. dovevano essere graduati per le cooperatine nate prima del 27 luglio 2002, mentre per quelle sorte successivamente si dovevano applicare senza gradualità, salvo casi particolari suffragati dalla firma di un’associazione territoriale delle cooperative e dai sindacati confederali firmatari del contratto nazionale (“Le parti concordano che il presente accordo di gradualità si applica, ai sensi della legge 142/01, agli organismi economici cooperativi che abbiano ad oggetto la prestazione di attività lavorativa di facchinaggio, di trasporto, di logistica e movimentazione merci che siano in attività alla data del presente accordo…Resta inteso che agli organismi economici costituiti e/o operativi successivamente alla data del 27/06/2002 non si applica la presente intesa di gradualità. A livello territoriale, tramite accordo tra tutte le organizzazioni firmatarie del presente protocollo, potranno essere definiti i relativi percorsi per l’applicazione del protocollo attuativo all’intesa per le cooperative costituite dopo il 27.06.2002.”). Come era prevedibile in tutte le cooperative vige ora, più o meno per tutti,il criterio della gradualità e siccome la legge prevedeva “un periodo non superiore ai cinque anni” i sindacati confederali e i rappresentanti sindacali delle aziende il 15 luglio di questo anno hanno stabilito di legalizzare questa illegalità fino all’1-11- 2010. (nota 1).
I lavoratori delle cooperative riuniti in questa assemblea ( presenti in 14 cooperative con un totale di 600 persone, per la maggior parte immigrati) hanno deciso di ripristinare la loro ”legalità” e, contro questa oltraggiosa ed ennesima ingiustizia, difendere il proprio salario, aprendo una nuova stagione di lotta, su tutto il fronte dove sono presenti e con scioperi simultanei dov’è possibile.
Ancora una volta lotteranno per fare rientrare al lavoro dei compagni licenziati, per un aumento di salario, per un’indennità di mensa, per un abbassamento del cottimo, per avere la liquidazione che non hanno avuto quando c’è stata la dismissione di una cooperativa e la sostituzione con un’altra.
L’assemblea ha inoltre stabilito un calendario che prevede, oltre agli scioperi, iniziative che vanno dalla partecipazione di una delegazione di lavoratori delle cooperative presso il tribunale di Milano, il giorno 21-09-2009, in occasione del processo intentato contro i 14 immigrati in seguito alla rivolta del CPT di via Corelli, la partecipazione all’assemblea di Napoli, promossa dallo Slai Cobas con altri sindacati di base, sulla democrazia sindacale. Cosa molto sentita da tutti, essi tenderanno all’organizzazione di una manifestazione Milanese dei lavoratori in lotta contro l’attacco padronale e governativo, per evidenziare un fronte di classe (che va dai lavoratori di Origgio, all’alfa di Arese, all’INSSE, ai precari della scuola….) come “muro di resistenza” contro la crisi del capitale.
In continuità con la manifestazione che abbiamo promosso il primo maggio del 2009, alla testa di questa mobilitazione ci saranno gli striscioni con le scritte “IL NEMICO E’ IN CASA NOSTRA i padroni e i loro governi” e “facciamo pagare la crisi ai padroni” .
SLAI COBAS MILANO
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Pubblicato da slaicobastrentino su Settembre 5, 2009
Ai Compagni del PRC di Trento ed a tutti i compagni interessati
Cari compagni, avevamo accettato volentieri l’invito che ci avete rivolto nei giorni immediatamente precedenti il 25 agosto. In quella circostanza ci avevate invitato a partecipare ad una riunione per la costitutuzione di un comitato/coordinamento anticrisi. Alla riunione avevano aderito anche i Comunisti Italiani, la Rete 28 aprile, la Filcams, e quindi anche noi come Slai-Cobas. Per quanto ci riguarda avevamo espresso dei dubbi nel corso di tale riunione, ora vogliamo sinteticamente riproporveli e avanzarvi alcune proposte. Come sapete, visto che alcuni di voi avevano a asuo tempo aderito, abbiamo fatto parte del precedente tentativo di costruire un gruppo anticrisi. Questo tentativo si è via via esaurito nel corso dei mesi concludendosi definitivamente nello scorso giugno. Uno dei meriti di questo tentativo è consistito nel lavoro che è stato fatto al fine di elaborare analisi, metodologie e piattaforme in grado di raccogliere le diverse proposte e di rappresentare le diverse componenti. Nessuno, si diceva, doveva sentirsi escluso, ed ognuno doveva però contemporaneamente rinunciare ad una parte delle proprie posizioni per acconsentire ad altri di poter essere presenti. Sino alla conclusione di tale esperienza si è seguito questo metodo e questa linea di pensiero, tutto quello che il precedente gruppo anticrisi ha prodotto lo ha fatto con/grazie a questo ’spirito’. Il precedente gruppo si è esaurito per il semplice motivo che una parte del gruppo iniziale (la Rete 28 Aprile) ha abbandonato strada facendo senza per altro proporre delle alternative o motivare tale ‘abbandono’. Veniva così meno, di fatto, la possibilità di raccordare più fronti ed iniziative di lotta tra i lavoratori con il tema e gli obiettivi di un’opposizione alla crisi ed alla manovra Dellai. O meglio le uniche situazioni di lotta che rimanevano rappresentate, se si esclude il compagno della Dana, erano quelle dello Slai-Cobas. E’ chiaro che in tal modo veniva comunque meno il tentativo iniziale di combinare situazioni di lotta provenienti da diverse organizzioni sindacali e da più soggetti. Considerato dunque il tentativo già effettuato, con le sue lezioni positive e negative, siamo rimasti molto perplessi di fronte allo svolgimento della riunione del 25 agosto. In questa riunione si è liquidato sommariamente il metodo pluralistico ed unitario che aveva caratterizzato la precedente esperienza e si è volutamente evitato, in nome della necessità del fare e del non perdere tempo in discussioni inutili, di porre sul tappeto proprio la questione che andava principalmente posta, ossia quello della definizione di contenuti, dei metodi, e degli obiettivi atti a rappresentare tutte le componenti, nessuna esclusa e senza che una determinata componente venisse privilegiata apriori rispetto alle altre. In questa riunione si è anzi teorizzato che il fondamento del comitato anticrisi avrebbe dovuto essere l’accordo politico tra i comunisti, cosa che ulteriormente ci escludeva come Slai-Cobas e come compagni che non ci riconosciamo nella sinistra rappresentata dal PRC e dai Comunisti Italiani. Di fatto la riunione del 25 si è conclusa precostituendo le condizioni di una sorta di Aut Aut, o i compagni dello Slai-Cobas aderiscono alla proposta così com’è stata apriori strutturata oppure non c’è spazio per loro. Si tratta Cari Compagni del PRC di un’salto all’indietro, segnato dal politicismo e da un certo settarismo. Noi vi proponiamo e vi chiediamo fraternamente di riconsiderare la vostra impostazione e la vostra proposta, assumendo la necessità di una definizione di una base comune di contenuti, metodologie ed obiettivi atta a rappresentare, con spirito democratico e pluralistico, e con la necessaria attenzione a tutti gli aspetti relazionali e comunicativi, tutte le componenti e quindi anche lo Slai-Cobas. Per intanto in attesa di una Vostra eventuale riconsiderazione dei caratteri della vostra proposta, non intendiamo partecipare all’incontro da Voi fissato per l’8 settembre, né intendiamo dare allo stato attuale la nostra adesione al Comitato da voi proposto.
Vi inviatiamo fraternamente a riconsiderare le vostre posizioni al fine di realizzare le condizioni per una produttiva cooperazione a livello locale tra tutte le forze sane dei lavoratori nella lotta contro padroni, istituzioni e sindacati corrotti.
Coordinamento Provinciale Slai-Cobas Trento
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Pubblicato da slaicobastrentino su Agosto 31, 2009
| Venerdì 28 Agosto 2009 12:24 |
LAREPUBBLICA.IT – ECONOMIA
Alla Magona di Piombino gli operai chiedono di esser retribuiti per i “tempi di vestizione”
Salopette, scarponi, elmetto. Per i sindacati 43 ore di lavoro l’anno regalate al datore
Cipputi, vertenza su tuta ed elmetto
Per indossarli 10 minuti non pagati
“Chi ha lavorato vent’anni con questo sistema raggiunge una cifra notevole: 8.600 euro”
di MICHELE BOCCI
Cipputi inizia la battaglia per il “Tempo tuta”. Una delle capitali italiane della siderurgia lotta perché indossare la salopette e le scarpe anti-infortunio sia considerato lavoro. Gli operai che timbrano il cartellino già cambiati, magari all’ingresso del loro reparto, regalano minuti e dunque soldi al padrone.
Per avere indietro quel denaro lo Slai Cobas avvia una serie di vertenze. A partire da Piombino, città di acciaierie e tradizionale teatro di grandi scontri sindacali.
I Cobas calcolano che in un solo giorno di lavoro, tra vestirsi per iniziare il turno e spogliarsi prima di tornare a casa, si perdano tra i 5 e i 15 minuti. Alcune fabbriche hanno messo le macchinette che leggono i cartellini degli operai prima degli spogliatoi, altre direttamente all’ingresso del reparto. La Magona, acciaieria con 5-600 addetti nata nel 1891 e oggi in mano al gruppo Arcelor-Mittal, è tra queste ultime. “Io perdo un sacco di tempo per vestirmi – racconta Maurizio Rossi, operaio e rappresentante provinciale dello Slai Cobas – Entro in acciaieria, vado al mio armadietto, mi spoglio e indosso la tutta. Due pezzi a cui d’inverno si aggiungono le giacche. Poi infilo le scarpe anti-infortunio e l’elmetto. Infine devo camminare 700-800 metri per raggiungere il posto di lavoro. Solo a questo punto timbro. Stessa cosa si ripete a fine turno. Vorrei sapere quanti soldi regalo al padrone”.
Il suo sindacato ha fatto un calcolo. Se si considera una media di 10 minuti impiegati tra vestirsi e spogliarsi, in capo ad un anno da 260 giorni di lavoro, i minuti diventano 2.600, cioè quasi 43 ore. A 10 euro l’una fa 430 euro lordi l’anno. “Chi ha lavorato vent’anni con questo sistema raggiunge una cifra ragguardevole: 8.600 euro”, riflette Giancarlo Chiarei, anche lui rappresentante sindacale. L’ipotesi è quella di avviare vertenze per far incassare il denaro agli operai o al limite per far recuperare le ore spese a vestirsi e spogliarsi.
Da alcuni giorni è iniziato il volantinaggio ai cancelli della Magona. A settembre i Cobas tenteranno la conciliazione con l’azienda davanti alla Direzione provinciale del lavoro di Livorno. “Se l’esito sarà negativo andiamo in tribunale – dice Chiarei – Dalla nostra parte c’è una direttiva comunitaria del 2003 che dice: “L’orario di lavoro è qualsiasi periodo in cui il dipendente sia al lavoro a disposizione del datore, nell’esercizio della sua attività e delle sue funzioni”. E indossare la tuta da operaio vuol dire eseguire disposizioni dell’azienda. Cioè svolgere un’attività che deve essere retribuita”.
Dalla sede di Milano dello Slai Cobas, il membro dell’esecutivo nazionale del sindacato Francesco Rizzo ricorda che in Italia sono in piedi altre vertenze simili a quella di Piombino: “In alcuni casi siamo riusciti già ad ottenere una decisione della magistratura. Abbiamo ad esempio vinto con la Standa, con la fabbrica di vernici Max Meyer e pure con alcune cooperative che qua in Lombardia lavorano nel settore sanitario. Adesso siamo in campo nel settore dell’industria pesante”.
(4 agosto 2009)
http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/economia/industria-3/vertenza-tuta/vertenza-tuta.html
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Pubblicato da slaicobastrentino su Luglio 6, 2009

I LAVORATORI
pagheranno montagne di euro
per la linea ad “alta voracita’ ” Verona-Brennero.
E’ un’opera che mentre devasterà
la salute dei cittadini e’ l’ambiente ingrassera’ politici,
costruttori, grandi imprese e banche.
Pubblichiamo qui un approfondito lavoro di
documentazione , con centinaia di slide, a cura di
G.Poliandri esponente del movimento trentino contro la
linea ad alta velocita’ Brennero-Verona
VAI ALLA PAGINA “NO TAV” DEL BLOG E CLIKKA SUI FILE
Nuova linea ferroviaria Brennero-Verona. Una treno ad alta voracità 2009-06-27
Nuova linea ferroviaria Brennero-Verona Prov TN Prog 2009. Impatti
Nuova linea ferroviaria Brennero-Verona Prov TN Prog 2009 Nord
Nuova linea ferroviaria Brennero-Verona Prov TN Prog 2009 TN RV Sud
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Pubblicato da slaicobastrentino su Luglio 2, 2009
Aderiamo alle iniziative contro il licenziamento del lavoratore
della cooperativa.
Circolo di Rifondazione comunista di Bassano del Grappa.
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Pubblicato da slaicobastrentino su Luglio 2, 2009
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Pubblicato da slaicobastrentino su Luglio 2, 2009
Il due luglio, dalle 7 alle 8 del mattino, si è tenuto un presidio di protesta davanti alla sede di Ravina (Trento) della Coop. Il Gabbiano. Il presidio era organizzato in solidarietà con il lavoratore, cosidetto ’svantaggiato’, licenziato dalla Coop. Il Gabbiano dopo che il medico aziendale lo sveva definito come “non idoneo” al lavoro di operaio generico. Il lavoratore era impiegato da vari anni nella cooperativa ed era assunto a tempo indeterminato. Si è trattato di un icenziamento illeggittimo e discriminatorio.
Al presidio di solidarietà organizzato dallo Slai-Cobas con l’adesione del PRC di Trento hanno preso parte lavoratori della Coop. Il Gabbiano ed altri lavoratori e cittadini.
INVITIAMO GLI INTERESSATI A METTERSI IN CONTATTO CON LO SLAI-COBAS DEL TRENTINO PER ORGANIZZARE UNA CAMPAGNA DI SOLIDARIETA’ E DENUNCIA PUBBLICA
Trento 2 luglio o9
slaicobastrentino@alice.it cell. 3482448231
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Pubblicato da slaicobastrentino su Luglio 1, 2009
Adesione di Rifondazione Comunista di Tento in difesa del lavoratore licenziato.
Diamo inizio ad una nuova stagione di lotta.
Francesco Porta
L’arroganza padronale non ha limiti
Ancora una volta, il padronato, sempre più arrogante, lancia un attacco ai lavoratori.Ancora una volta il padronato se la prende con i più deboli, contro coloro che a suo avviso non si possono difendere.La cooperativa sociale IL GABBIANO, che nasce proprio per l’impiego e l’inserimento di soggetti svantaggiati, e per i quali prende anche finanziamenti pubblici, vuole lasciare a casa un lavoratore che definisce non idoneo fisicamente al lavoro, quindi svantaggiato. Ci vuole una bella faccia! Rifondazione Comunista dice no all’arroganza con cui si stanno attaccando quotidianamente i diritti dei lavoratori. E’ necessario saper rispondere colpo su colpo, partendo proprio dalla difesa dei più deboli, contro il tentativo continuo di far scagliare lavoratori contro lavoratori, deboli contro deboli e tutto per spazzare via anni di conquiste del movimento dei lavoratori.Solo con l’unità i lavoratori possono tutelarsi da simili prevaricazioni, da chi vuole spazzare via chi non è utile al profitto. Questo è possibile se sapremo fare blocco sociale, riprendendo la consapevolezza di essere classe ed in nome di questo portare avanti le lotte che da sempre avevano permesso al movimento dei lavoratori di emanciparsi.
Rifondazione Comunista di Tento , 01 luglio 2009
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Pubblicato da slaicobastrentino su Luglio 1, 2009
Al momento, 16 sono i morti. Decine i feriti ricoverati, di cui alcuni in condizioni disperate. Innanzitutto, esprimiamo il nostro profondo e sincero cordoglio alle famiglie delle vittime e dei feriti di questa immane tragedia In secondo luogo, dobbiamo denunciare le responsabilità e le omissioni di chi permette un simile stato di cose. E’ mai possibile far circolare in ferrovia, in mezzo alle città, queste bombe viaggianti ?! E’ mai possibile affidarsi a ditte private (in questo caso straniere) che non fanno la necessaria manutenzione ai carrelli-cisterne ?! E’ mai possibile permettere a questi treni merci di oltrepassare la frontiera senza accurati e approfonditi controlli ?! E’ mai possibile che in pochi giorni, solo in Toscana, siano deragliati 3 treni merci ?! E’ mai possibile che sempre in Toscana, in questi giorni, siano avvenuti altri 2 incidenti ferroviari (questa volta a treni viaggiatori, con un macchinista ferito al volto) ?! Incidenti ripetuti e risaputi che per la buona sorte non hanno causato morti e feriti tra i ferrovieri ed i viaggiatori come, purtroppo, è avvenuto in altre circostanze. Una storia che si ripete da anni (che i ferrovieri denunciano da anni !) e che la direzione dell’azienda Fs (con alla guida Moretti e Cipolletta) ha coperto, mascherato e falsificato, arrivando perfino ad infangare la memoria dei ferrovieri morti come responsabili degli incidenti. Sul caso di Viareggio, sono talmente scoperti, che non possono farlo; ma già stanno provvedendo a scaricare le loro responsabilità unicamente alla ditta privata. Come se chi si affida ciecamente a questi profittatori della vita di lavoratori, viaggiatori ed ora anche della vita dei cittadini, non avesse responsabilità e colpe ! Eccome se ne ha, e ne ha ancora di più quando si permette di cacciare dalla ferrovia, con il licenziamento, delegati addetti alla sicurezza eletti dai lavoratori, perché denunciano la mancanza di sicurezza in ferrovia. Da quel licenziamento, e dai provvedimenti disciplinari successivi nei confronti di altri ferrovieri, sono avvenuti altri incidenti che non fanno che confermare la giustezza di quelle denunce per prevenire effettivamente incidenti e stragi. Per questo, proprio per rispetto dei morti e di chi sta soffrendo in queste ore, dobbiamo dire la verità: è stata una strage annunciata e le solite lacrime di coccodrillo versate da lorsignori come l’infame tentativo di accollare le responsabilità ad altri (che pure le hanno) fanno veramente schifo. Per non continuare a piangere domani, organizziamo oggi la prevenzione !
Per non continuare a recriminare domani, organizziamo oggi la lotta ! Invitiamo ferrovieri, lavoratori, cittadini a partecipare all’Assemblea a Viareggio nei locali del Dlf, via Machiavelli 257, al 1° piano sopra la mensa, Venerdì 3 luglio alle ore 17.30 [30 giugno 2009]
- Comitato di solidarietà e sostegno a Dante De Angelis – Collettivo lavoratori e lavoratrici della sanità di Massa e Versilia – Primomaggio (foglio per il collegamento tra lavoratori, precari, disoccupati)
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Pubblicato da slaicobastrentino su Giugno 30, 2009
Si spendono montagne di euro per le linee dell’alta velocità e per le cosiddette grandi opere, ed intanto la situazione delle ferrovie e dei trasporti è sempre più degradata. Viene sempre più ridotto il numero dei i lavoratori destinati a vigilare sulla sicurezza dei trasporti e della viabilità ferroviaria. I controlli se non sono inesistenti, vengono affidati a ditte private. I morti di Viareggio non sono una fatalità, ma un crimine provocato dalle politiche di privatizzazione, dalle esternalizzazioni, dalla crescente violazione delle più elementari norme di sicurezza. Continuamente a rischio non è solo la vita dei lavoratori delle ferrovie, ma anche quella deiviaggiatori, in particolare dei pendolari. A rischio è però anche la vita dei cittadini che di fronte ai treni carichi di sostanze nocive, tossiche ed esplosive, che attraversano quotidianamente i centri abitati rischiano di venire sommersi da nubi tossiche o coinvolti in esplosioni come quella accaduta a Viareggio.
La migliore solidarietà con i lavoratori ed i cittadini di Viareggio colpiti da questa tragedia è la lotta per difendere ed affermare gli interessi dei lavoratori contro la legge del profitto, le politiche dei governi di centro-destra e centro-sinistra, le complicità dei sindacati confederali.
Slai Cobas Trentino
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Pubblicato da slaicobastrentino su Giugno 30, 2009
Solidarietà al lavoratore licenziato dalla cooperativa “Il gabbiano”
da parte del circolo di Rifondazione comunista di
Bassano del Grappa. Saluti.
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Pubblicato da slaicobastrentino su Giugno 28, 2009
Pubblichiamo volentieri un approfondito lavoro di analisi del Pacchetto Sicurezza steso da Antonio Rapanà, da anni impegnato sul terreno politico, culturale e sindacale nella tutela dei proletari e dei lavoratori immigrati
KLICCA qui per leggere il documento di 40 pag. in formato pdf
Immigrazione Pacchetto Sicurezza_202009-06-18
SOMMARIO
1. I flussi migratori in Europa tra fattori di spinta e fattori di attrazione *
2. La criminalizzazione progressiva del clandestino in Italia
3. Il “pacchetto sicurezza”. Legge 24 luglio 2008, n. 125 di conversione del decreto legge 23 maggio 2008, n. 92, “Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica”.
4. Il “pacchetto sicurezza”. Disegno di legge “Disposizioni in materia di sicurezza pubblica”, Testo approvato dalla Camera il 14 maggio 2009.
Allegato A
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Pubblicato da slaicobastrentino su Giugno 27, 2009
QUESTO LICENZIAMENTO E’ ILLEGGITTIMO E DISCRIMINATORIO
Il 26 maggio la Cooperativa sociale Il Gabbiano, con sede a Ravina fraz.di Trento, ha licenziato un lavoratore perché il Medico Competente della Cooperativa (del Progetto Salute SRL) lo ha giudicato non-idoneo. Il lavoratore è stato giudicato inidoneo ed è stato licenziato solo perchè è un lavoratore classificato come “lavoratore svantaggiato”. Ma questo lavoratore però è stato inserito al lavoro nella Cooperativa Il Gabbiano proprio perché considerato “lavoratore svantaggiato”. E’ paradossale ed è poco decente che una Cooperativa sociale che per tre anni ha preso rilevanti contributi pubblici provinciali per assumere a tempo indeterminato questo lavoratore abbia preteso, dopo tre anni, di “liberarsene” con il pretesto che quel lavoratore è “svantaggiato”. La Cooperativa Il Gabbiano ha preso soldi pubblici per aiutarlo a trovare un lavoro o, in alternativa, per inserirlo stabilmente nella Cooperativa e invece oggi questo lavoratore, dopo anni di salario ridotto (cosiddetto “salario d’ingresso”) è sulla strada.
Questo lavoratore però non si trova da solo perché si è associato al sindacato dei cobas. Lo Slai-cobas ha aiutato questo lavoratore a presentare opposizione al giudizio di inidoneita’ ed oggi sta impugnando questo licenziamento sul piano legale.
Lo Slai-Cobas ha accettato di tesserare questo lavoratore ed ha accettato di difenderlo perché pensa che bisogna opporsi alle ingiustizie e perchè pensa che si debbano dare a questo lavoratore delle possibilità
Lo Slai-Cobas ritiene che i lavoratori devono avere una visione collettiva ed una morale sociale e costruttiva per essere in grado di unirsi, di difendersi e di lottare per i propri interessi.
Molti lavoratori, cosiddetti “lavoratori svantaggiati”, della Cooperativa Il Gabbiano prendono ancora un “salario ridotto” (la vergogna del “salario d’ingresso”) e rischiano anche, dopo tre anni di assunzione, di venire licenziati o mandati via con questo o quel pretesto. Questo significa che la solidarietà con questo lavoratore è anche nell’interesse di tutti i lavoratori della Cooperativa Il Gabbiano. Se la Cooperativa Il Gabbiano, dopo tre anni, licenzia i “lavoratori svantaggiati” allora lo SLAI-COBAS da adesso in poi chiederà che la Cooperativa restituisca all’ente pubblico i soldi che in questi tre anni ha preso per questi lavoratori. Basta con l’uso spregiudicato dei contributi pubblici. E’ necessario che l’Ente Pubblico e la Magistratura vigilino di più su certe “Cooperative”.
LA COOP. IL GABBIANO DEVE RITIRARE IL IL LICENZIAMENTO E DEVE RESTITUIRE I SOLDI PUBBLICI PRESI IN TRE ANNI PER QUESTO LAVORATORE
Sindacato autorganizzato Slai-Cobas del Trentino cell. 348244823
Cip. TN 25/06/09 C/o sede Slai-Cobas Via Orti 24, Trento
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